Articolo taggato “sindaco”


Gianni Locci è bravo nella “facile” arte della retorica e si sapeva.
Non così esageratamente da giustificare le “megafonate” lungo il Corso quasi si fosse vinta la Champions League: però in quel campo, almeno a S.Antioco, è un maestro inarrivabile.
Però dal dire al fare c’è un bel pò da scarpinare e sentendo la sua proposta programmatica mi pare che egli non abbia individuato – ma magari mi sbaglio – le soluzioni più adatte e urgenti per il nostro bistrattato paesucolo (a meno di non considerare tali gli spettacoli estivi di ingusciana memoria in piazza Umberto).
E dunque diciamocelo chiaramente: Gianni Locci è un autentico asso nella ricerca facile del consenso.
Sa bene cosa le orecchie di “certi” elettori vogliono sentirsi dire.
E’ palese che abbia fatto la scuola politica giusta per eccellere in quello: e con fare da tribuno della plebe, retorico e demagogo come suo solito, sa quali tasti toccare.
E li tocca tutti più gigionesco di Gigi Proietti.
Infatti evoca visioni apocalittiche e invasioni barbariche come se piovesse.
Fa cenni d?intesa ai cacciatori: ?Che sono mai queste Zps che i marangoni col ciuffo detti anche cormorani a Cabras se li fanno in salamoia: il Toro e la Vacca sono nostri e sa reliquia puru!?
Ammicca ai costruttori edili, futuri Ricucci in pectore: ?Che mai è questo PPR che l?edilizia è l?unico futuro per S.Antioco, il territorio è nostro e ne facciamo quel che vogliamo!?.
Dice sibillino rivolgendosi sicuramente a M.M. (NdUomonero: un simpatico acronimo per evitare querele, come hanno minacciato di fare altri candidati un pò suscettibili!!!). ?Che mai è ?sto Museo che non ha neppure staccato tutti i biglietti che ci si attendeva!?.
Non una proposta concreta se non il mattone a go-go?, non una soluzione politica che non sia la rivolta alla Masaniello, dunque utopica, contro Comunita? Europea, Governo, Regione e magari Provincia.
Ma con quest’ultima magari potrà pure spuntarla il rappresentante più prestigioso di Città Nuova.
Dire le cose che un’orecchio distratto vuol sentirsi pronunciare, per quanto mi riguarda, è come rubare le caramelle-voto a elettori-bambini.
I più smaliziati se la ridono sotto i baffi.
Eusebio Baghino non ha bisogno di andare a nessuna trasmissione del piffero: per lui parlano i manifesti elettorali e i posti di lavoro all’Ostello della Gioventu’ promessi a disperati giovani disoccupati di S.Antioco da M.E.
Qualcuno lo chiama il ricatto dell’economia ovvero un modo veramente stomachevole e sporco di fare campagna elettorale.
Mario Corongiu non è bravo, ma si sapeva anche questo.
Ha una voce e questa è la novità assoluta.
Vuole spiegare il programma (?) ma chiede il time-out per manifesta afasia.
Snocciola dati alla rinfusa e da ragione a Locci su tutta la linea.
Fossi un corongiano ma di quelli tiepidi o indecisi mi chiederei: ? Perché dovrei votare Corongiu se c?è Gianni Locci che dice le sue stesse cose e le dice meglio senza incartarsi con l?italiano??.
Credo che le comparsate in pubblico non giovino tanto alla sua immagine e fossi il suo consulente politico (ammesso e non concesso ne abbia uno valido tra la sua gang) gli suggerirei di continuare a stringere mani alla messa buona della Sagra di S.Antioco come ha sempre fatto.
Che gli riesce meglio e rende di più.
L’unico lampo di vitalità che ho intravisto nei suoi occhi è stato quando si è nominata la parola volumetria.
Al plurale.
Sappiamo dunque che aspettarci da lui e cio’ lo qualifica.
Negativamente, ovvio.
Giovannino Cossu fa il Giovannino e non dico altro perché adoro quest?uomo e la sua sanguigna prosopopea.
Parlando di Pier Giorgio Testa a qualcuno risulterò un pò di parte, rasentando magari la faziosità, ma cercherò di argomentare al meglio.
Dal mio punto di vista Pier Giorgio Testa è ?Altro? rispetto al resto dei candidati.
E? cosa nuova, fresca in un panorama politico asfittico, che si accartoccia come un buco nero sui soliti politici arci-noti.
Non “politicheggia” semplicemente perchè non lo sa fare.
Non promette nulla di irrealizzabile: semplicemente ha un progetto solido e lo mostra al mondo.
Senza vergognarsi come fa qualcuno dai capelli bianchi.
Anzi non promette e basta: se non impegno e competenza.
Suo e della sua squadra.
Giorgio Testa non sventola il fantasma della poverta’ e della necessità di “fare reddito” a qualsiasi costo: ovvero costruiamo palazzine e seconde case perché per un po? magari una cinquantina di persone tirano a campare e poi chissenefotte se si ?esaurisce? il territorio e la materia prima finisce.
Giorgio Testa non ti dice che il turismo è quello di Rimini o della Costa Smeralda che allora tanto vale starsene in Continente o fermarsi in Gallura.
Giorgio Testa non indora la pillola anzi, la franchezza è il suo segno distintivo.
Le posizioni nette sono la sua (Nostra!) cifra politica.
Dice che le Zps e il Piano Paesaggistico Regionale non sono un freno allo sviluppo, anzi: esse incontreranno ben piu’ favori presso subacquei, fotografi naturalistici, bird-watchers, enti ambientali, cultori della bio-diversità, trekkers, agricoltori seri di quanti cacciatori, “speculatori del mare” e pescatori di frodo possano scontentare.
Giorgio Testa ti parla di un concetto di turismo un pò piu? ampio e rivoluzionario che non è solo quello balneare ma è un tipo di Turismo onnicomprensivo: culturale-ambientale-archeologico-storico-faunistico-climatico-etno-eno-gastronomico.
Ovvero la capacità di vendere il prodotto S.Antioco in tutte le sue sfaccettature e potenzialità.
Che sono enormi e a tutt’oggi completamente inesplorate.
Giorgio Testa ti dice che a occhio e croce non sembra che tutte queste colate di cemento che hanno impestato – scusate il termine un pò forte ma è l’unico che trovo adeguato – la nostra S.Antioco abbiano portato tutto quel giovamento economico per il paese.
Prova ne sia il fatto che i giovani continuano a emigrare e le sacche di nuove/vecchie povertà continuano a ingrassare.
Senza soluzione di continuità.
Giorgio Testa parla della necessità di cambiare gli orizzonti, di vedere oltre l?effimero che a taluni pare meraviglioso, di cultura che non è solo quella dei libri ma è soprattutto quella della Chiesa e della Sagra piu? antiche della Sardegna, delle Catacombe sarde meglio conservate e in gran parte inesplorate, di un patrimonio archeologico e storico senza pari, di un clima mite e di un ecosistema maestoso e di spiagge e coste degne di un quadro di Cézanne.
E putacaso si trovano in S.Antioco.
E lo sappiamo solo noi.
E pochi nostri parenti.
Dunque tirando le somme: da una parte la visione del mondo dei 4 candidati di centro destra (con i noti distinguo da fare tra le varie liste) dall?altra Pier Giorgio Testa.
Sta agli elettori se accontentarsi delle scorciatoie a sfondo edilizio comuni alle 4 liste su citate o di un progetto che è in divenire, da tirar su magari con fatica nel tempo ma che è l?unico possibile e razionalmente accettabile.
Almeno per quanto mi riguarda.
Ma mi consola il fatto di non essere solo.

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Io mi permetterei di prendere alla lettera l’invito dell’Uomo Nero che ha giustamente individuato qual è la questio magna di ogni dibattito all’interno dell’omonimo blog.
“Quale sindaco vorremmo per il nostro paese”.
Per varie ragioni potrebbe essere fuorviante proporre un argomento simile, giacchè si correrebbe il rischio di ridurre lo stesso alla proposizione di svariati nomi sui quali chiunque potrebbe dire la propria, probabilmente andando persino a “scavare” in beghe che poco spazio lascerebbero ad un dibattito edificante e soprattutto costruttivo.
Per questa ragione su tutte, proporrei di dibattere partendo dai “fini” che l’amministrazione comunale sarà chiamata a perseguire.
Gli stessi fini che noi cercheremo umilmente di individuare.
Senza alcuna pretesa.
Eventualmente indicando persino i mezzi a nostro avviso più idonei alla realizzazione degli stessi.
Credo che chiunque abbia il sacrosanto diritto di pretendere un’amministrazione trasparente, genuina, che non sia costretta a rispondere alle esigenze degli stessi membri di maggioranza e che abbia un unico scopo: il bene del nostro amato paesello.
Versiamo in condizioni catastrofiche.
Sant’Antioco è al collasso in un territorio che a sua volta è al collasso: il Sulcis.
Penso sia estremamente difficile individuare soluzioni a breve termine, anche perchè qualcuno direbbe: soldi non ce ne sono!!
Non è proprio cosi.
Diversamente non si spiegherebbe la crescita smisurata di un comune come Carbonia, che grazie ad una amministrazione competente è riuscita a risorgere dalle ceneri degli anni novanta, dandosi vigore, rendendosi vivibile e perchè no, persino meta turistitica.
Sembrerebbe paradossale ma è una realtà a soli tredici chilometri di distanza.
Quindi perchè non credere nel nostro amato paese?
Per sperare in una rinascita occorre prima di tutto eleggere un’amministrazione nuova, capace, composta da persone unite da un unico interesse, nè le lottizzazioni, nè i trampolini di lancio per qualsiasi altra competizione elettorale ben più redditizia ma, indiscutibilmente, la crescita di sant’antioco, lo sviluppo, l’occupazione.
Siamo eredi di un’amministrazione che non ha lasciato niente.
Non me ne vogliano i sostenitori della passata giunta, ma ahinoi, parrebbe quasi un fatto che l’inconcludenza, il clientelismo e gli interessi di parte, siano stati per lungo tempo i fattori dominanti di una cultura politica da superare.
Se Sant’Antioco non si darà una scossa non mi riesce difficile immaginarci ancora su questo blog a discutere, forse in un’altra città, e magari persino lamentandoci per essere stati costretti ad emigrare.
Personalmente non vorrrei arrivare a chiedermi: avrò fatto qualcosa per la mia comunità?
Sarebbe molto meglio chiedersi oggi: che sindaco vorremmo per il nostro paese?

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