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DOPO UN PO’DI “IMMERITATO” RIPOSO RIPRENDIAMO QUEI DISCORSI INTERROTTI L’ANNO SCORSO (…ehmm…): PAROLA, DUNQUE, A JULIAN UN NUOVO AMICO CHE HA QUALCOSA DI MOLTO, MOLTO INTERESSANTE DA CONDIVIDERE.
L

Babbo Natale porterà solo a Maggio 2007 una nuova amministrazione e spero che molti credano che sia possibile avere una degna amministrazione perché è mistificazione quella di dire che ciò sarebbe solo un?utopia.
Magari non la meritiamo ma, in teoria e anche in pratica è possibile averla perché chi crede e si impegna anche solo a fare il cittadino con normale senso civico, riesce a cambiare ciò che gli sta attorno.
Chiedo a Babbo Natale, tanto per fare due chiacchiere, quello che normalmente si dovrebbe già avere: niente disagi di lavori stradali mal fatti, niente disagi per lavori mai terminati, niente disagi per una situazione circolatoria e urbanistica (sensi unici e doppi sensi inadeguati come in Viale Trento solo per raggiungere Via Sardegna) fatta in modo selvaggio.
Come quando si risolvono i problemi a comparti stagni senza programmazione.
La mia richiesta a Babbo Natale è che porti un?amministrazione che dia degli indirizzi competenti a questi settori e ai responsabili che si occupano di lavori comunali.
Scusate per il discorso misero come strade e lavori, ma a noi del Terzo Mondo mancano anche queste cose, e le strade le vedo in termini di sicurezza perché penso che un bravo ingegnere urbanista che programma rifacimenti di strade pubbliche o costruzione di nuove strade dovrebbe vivere il nostro paese e conoscerne la storia, oltre che condividere sviluppi del traffico e urbanistici adeguati alla nostra economia normale senza ipotesi di sovraffollamento.
Chiedo all?amministrazione di dare indirizzi e di fare una politica per la comunità perché ne beneficeranno tutti i singoli.
Insomma non si possono fare strade e marciapiedi con attraversamenti pedonali con barriere architettoniche che sono vere e proprie dighe e penso che non sia nemmeno a norma nei nuovi progetti.
Poi mi piacerebbe che non si restringessero le strade con improvvisati marciapiedi che poi sono ostacolati da pali dell?illuminazione o da segnaletica stradale vecchia mai rimossa.
Mi piacerebbe che le nuove strade tipo a S?Arriaxiu non fossero strette e non sbucassero in curva, che vengano ?stondati? gli spigoli in modo da non costringere a gimkane e trasgressioni anche gli automobilisti più tranquilli.
Ciò ci renderebbe almeno più sereni nell?animo quando ci si incrocia in auto, quando si esce da un parcheggio o si circola a casaccio perché i problemi li possiamo avere solo con gli idioti e non con tutti: uno furbo non cerca parcheggio e mette la macchina su Piazza Umberto e uno amminchionato fa tre passi in più ma rispetta le regole.
Beato lui che ha le gambe per fare tre passi a piedi.
Chi non vede certi problemi è convinto che vivere sia la capacità di spendere e soddisfare il proprio desiderio di consumismo fregandosene di tutto il resto. Mi piacerebbe inoltre vedere un certo zelo durante i lavori stradali e non solo innaffiare aiuole per giorni e giorni, chi fa il proprio dovere tramite lavori ben progettati, ben diretti ed eseguiti è da elogiare. Gli altri non sono furbi, infatti nei paesi normali, e ce ne sono molti, sono presi a fischi perché se tutti fanno i furbi avviene il caos, insomma bisogna essere responsabili di se stessi e forse lo saranno anche i nostri figli. D?altronde le strade e la viabilità si riflettono nella società che le vive tutti i giorni e poi le strade ben fatte a cosa dovrebbero servire? Non solamente per costruirci ai lati!
E qui a Babbo Natale chiedo di migliorare l?estetica dell?edilizia privata, i suoi colori stravaganti, i suoi vetri all?inglese in centro storico (troppo poco esteso nel Puc), le colonne e i baldacchini che vengono fuori dai terreni agricoli che gridano la pretesa nobiltà di alcuni antiochensi che né il denaro né l?aspetto della casa possono comprare.
Pertanto non credo necessaria questa economia post industriale che occupa solo manovali chiamata espansione urbanistica.
O si tratta di pura speculazione edilizia a pro di pochi? Questo è il luogo dove si costruiscono condomini in lotti liberi all?interno del paese individuati ed accaparrati da qualcuno; essi portano il caos all?interno di zone di residenza ormai tutte poco tranquille per le scelte sulla viabilità. Condomini che se abitati portano due auto a famiglia in strade come Via Toscana, Via della Resistenza e Via Risorgimento: dove già si sopporta l?ordinario.
Espansioni urbanistiche verso aree da attrezzare a parchi o sport come tra Viale Trento e Via Matteotti o in zone adibite all?agricoltura e alla viticoltura.
Già, ma chi vuole darsi alla viticoltura? Non lo so, ma l?altro giorno facevo le ?corone? coi tralci della vite e credo che se ci fosse da guadagnare con le aziende vitivinicole tanto quanto un manovale, commesso o impiegato, perché no?
Altro che radiazioni con macchinari moderni.
Poi chiedo che anche le strade esterne siano decise in funzione della sicurezza: infatti non aver mai visto la strada dal bivio fontana Canai a Cala Sapone costruita a due corsie, mi fa pensare che per primi non ci siamo resi un bel servizio e poi nemmeno ai turisti. Poi ci dovrebbero essere cartelli stradali ben distinti da quelli pubblicitari, una volta arrivati nelle più belle località della costa ancora intatte, ci dovrebbe essere un parcheggio in sintonia con la natura e la possibilità di proseguire a piedi in modo favorevole per tutti, anche ai disabili, verso quanti più tratti sia possibile. Il mantenimento degli scorci e dei panorami e della natura non sono solo per i cultori del cipollotto e delle morisie, c?è gente che viaggia in cerca di specie naturalistiche e non solo per vedere case uguali ad altre case.
Qui da noi invece ci sono solo i cultori del mattone selvaggio che poi vanno a farsi la casa lontano da tutti con quattro paperelle e i fiori di lillà?

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Sembrava sconfitto, abbattuto dopo quelle ?degnissime? dimissioni di quell?ormai epico aprile scorso.
La parabola discendente dell?unica balena bianca presente nelle acque limacciose della politica antiochense pareva scritta: piegato e sconfessato persino dall?Oppisauro Rex (fatto a goppai, vatti a fidare dei parenti acquisiti!) che a tutt?oggi appoggia più o meno apertamente il nuovo capataz del sottobosco politico sponda UDC, il più collezionista di mattoni che medico, Marco Puddu.
Ma quella vecchia grinta alla Kit Carson di Isauro non è certo tipo che si fa intimidire.
E? bastato toccare i gioielli di famiglia, è bastato intravedere, come Paperon de? Paperoni nel Klondike, nuove occasioni di arricchimento e clientelismo, un piccolo spiraglio di auto-conservazione in eterno alla Mr.Burns, che il vecchio leone è tornato a ruggire ed è uscito dal limbo nel quale si era auto-relegato.
Dunque abbiamo nuovamente tra noi il paladino dell??antiochensità? d?accatto, valida solo in tempo d?elezioni.
Ta-dah?sior e siore, voilà monsieur Baghinò.
Trasfigurato per l?ennesima volta dal suo personalissimo Monte Tabor.
Imperterrito, indefesso.
È ancora lui l?I-Sauron, il Baghino delle meraviglie, che dal suo buen-ritiro, dall?amena Maladroxia tuona altero e superbo: ?Se vincerò le elezioni a primavera – oh se le vincerò – farò di tutto perché le zone ex-Sardamag e ex-Palmas Cave siano ridate alla collettività e non usurpate dalla Regione e da Soru?.
E noi poveri cittadini antiochensi, ma amanti del nostro Paese veramente, abbiamo ormai provato sulla nostra pelle che per l?ex-sindaco Baghino la collettività antiochense inizia e finisca dove vi sia una stretta cerchia di amici e parenti da sistemare.
Al suo fianco l?ormai noiosetto Giorgio Fai, autonominatosi segretario della Margherita cittadina (vi rimando al post a lui dedicato nel mese di ottobre) che addirittura vorrebbe fare un referendum popolare per far si che gli ?imprenditori? autoctoni possano usufruirne liberamente.
Previe conoscenze giuste, obvius.
Così tanto per fare due chiacchere in allegria vorrei tanto sapere che ne pensa Gian Valerio Sanna, assessore regionale agli Enti Locali e uno dei deus ex-machina del Piano Paesaggistico Regionale, sull?iniziativa del Fai: sapete essendo del medesimo partito, un po? di imbarazzo dovrebbe pur esserci.
E uno tra i due non brilla certo per influenza politica.
Ma quelle sono beghe partitiche che non riguardano noi umili cittadini: tuttavia aspettiamo con ansia che ci chieda la firma.
Devo confessare che al monito baghinesco (quanti neologismi sto forgiando oggi!) un brivido mi è sceso lungo la schiena ricordando l?imbarazzante precedente ?MariBiu?, la famigerata cordata misto-pubblico-privata di “imprenditori” del paese, che per prima si occupò delle ex-zone industriali antiochensi, finita in toto nelle aule dei Tribunali.
Rammentate amici del blog?
Era l?Anno Domini 1999-2000: anche li un sindaco di Centro destra in pompa magna a far le veci della collettività, anche li uno scioglimento del Consiglio Comunale: curiosa analogia.
Brrrrrrr?.
Dicevamo del moto d?orgoglio di Baghino.
Permettetemi di essere un po? urtato dal bizzarro comportamento dell?ex-sindaco e, scusate la franchezza, la tempistica usata dallo stesso risulta un po? sospetta.
Sapete dopo aver tanto scritto, con i vostri preziosi contributi, dell?eredità lasciataci dalla Giunta Baghino: ovvero così, giusto per non dimenticare; stato pietoso dell?urbanistica cittadina e delle infrastrutture (strade in primis); stato comatoso delle attività turistiche, produttive e commerciali cittadine; perdita di tutti quei finanziamenti volatilizzatisi per quei motivi che ci ripetiamo da mesi ? si stima in circa 40 milioni la cifra persa per incapacitàammiinistrativaindolenzaincompetenzalassismopaguganaecc.ecc. non propriamente bruscolini – emigrazione giovanile che cresce quanto l’inflazione, risulta perlomeno equivoco questo rinnovato amore per S.Antioco.
A meno che l?astuta volpe della politica (come da più parti viene indebitamente chiamato il Nostro) non intraveda, come un novello Re Mida, pepite luccicanti in quel del porto e zone limitrofe.
Ora se posso dire la mia a briglie sciolte credo che un?asta pubblica di quelle zone (proprietà sottolineo della Regione che le ha rilevate sborsando fior di miliardi anni fa, come rilevò a suo tempo la Sardamag prima e SeaMag poi) sia la cosa più logica e trasparente da fare.
Anzitutto perché noi poveri cittadini ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori ormai dai presunti geni della finanza del posto.
Poi perché si eliminerebbe alla radice tutto quel clientelismo, favoritismo, nepotismo e ?imprenditoria? molto, molto provincialotta che è uno dei cancri etici che divorano l?anima della nostra cittadina (immaginate quelle zone nelle mani di Baghino, Puddu, Fai o chi per loro, ri-brrrrrrr!!!).
E poi smettiamola con l?ipocrisia e diciamola tutta: a S.Antioco – e forse in Sardegna – non c?è NESSUNO e sottolineo NESSUNO che può disporre di somme e di progetti strategici tali che garantiscano certe e durature ricadute occupazionali per Sa Idda: perché i cittadini di S.Antioco vogliono sentire parlare di posti di lavoro, non di palle utopiche.
Siamo arci-stufi.
Quindi dammi un solo motivo carissimo onorevole Baghino del perché debba scegliere l?opzione di un ex-sindaco, del quale a memoria d?uomo non si ricorda una sola iniziativa che abbia fatto crescere S.Antioco nel periodo in cui ha amministrato il Paese, alle proposte di seri imprenditori, magari continentali, perché no ? che vi assicuro arriveranno numerose – che per professione fanno quello, ovvero creano sviluppo (anche per le loro tasche,ovvio!) e posti di lavoro.
Uno solo.

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Avevo pronto un pistolotto semi-serio sul caleidoscopico e mirabolante mondo dei bloggers.
Dunque dei blogs.
Era un modo per ?sfangarmela?, in un modo o nell?altro, da tutte quelle accuse di faziosità, di autocelebrazione non-petita, di velleità pseudo-artistiche frustrate abbinate a declinazioni onanistiche che ultimamente mi vengono mosse magari solo per andarmi contro a prescindere.
Ma anche, o forse soprattutto, per dire che il mondo dei blogs, o meglio il mio blog, è solo entusiasmo puro, tempo da perdere o da impiegare in qualche modo.
Avrei voluto dire che un blog ? anche il mio blog – è una vetrina che più di altre si presta alla demodè inclinazione alla confidenza ma anche all?antico e purtroppo attualissimo vezzo dell?offesa.
Sostenevo che un blog ? il mio blog – è un delirio di neologismi, di consecutio temporum abortite, di puntini di sospensione e di punti esclamativi: qualcuno, da qualche parte, diceva che i punti esclamativi sono le avanguardie letterarie del 2000.
Sottoscrivo in pieno.
A tutte quelle accuse e a quei bei complimenti ho quindi delle risposte da dare e dei grazie da offrire: ma sono solo le MIE risposte e i MIEI grazie.
Per me valgono molto, per altri magari non sono così preziosi.
Così ho cancellato tutta la mia paginetta di considerazioni anche un pò sconclusionate come noterete, di un?elegante Times New Roman vergata, e mi son domandato: perché non far parlare sulla questione un?autorità in materia?
E il primo nome che mi è venuto in mente è stato quello di MARIO ADINOLFI.
Come chi è Adinolfi?
Solo per aver fatto piangere, in un?ormai epica puntata de Il Tornasole, una Anna Falchi sentenziante sul tema del precariato dei giovani italiani meriterebbe un tappeto di rose e, se fossimo in Francia, una Legion d?Onore: ma io conosco i miei polli e son convinto che i miei sforzi per convincervi della bontà della mia proposta non vi hanno smosso dall?apatia.
Mi sembra di vedervi mentre continuate a consultare noncuranti della mie parole, la massima espressione artistica dell?Annona Nazionale in Ricucci.
Ovverosia il calendario di Max del lontano 1996.
Come si suol dire: siete degli ossi duri e agli ormoni non si comanda.
Per convincervi dell?autorevolezza dell?Adinolfi potrei anche aggiungere che il Nostro è autore di programmi radiofonici e televisivi, giornalista, romanziere e saggista ed è stato il più giovane candidato a sindaco di Roma nel 2001.
Come dite dal fondo dell?aula?
Non leggete, non guardate tv e non andate a votare?!?!
Capperi ma allora ditelo!!
Vediamo allora se non vi smuove il fatto che Mario Adinolfi è il blogger italiano più cliccato in assoluto (marioadinolfi.ilcannocchiale.it), coordina l?associazione dei blogger del Partito Democratico e che nell?aprile del 2006 è stato indicato dalla rivista Time come una delle dieci giovani speranze della ?Young Italy?.
Ah ecco, vedo che vi siete finalmente svegliati dal torpore…
Vecchie pellaccie virtuali, navigatori internauti indefessi questo vi incuriosisce, vero?
Abbiate un po? di pazienza però: dovrete aspettare a lunedì quando metterò in rete un articolo dell?amico Mario scritto esclusivamente (o forse no? Sapete nella Rete tutto è relativo) per gli amici del blog dell?UomoNero sul perché è assolutamente imprescindibile che esistano spazi liberi e anticonformisti come i blogs.
Coming soon.

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LEGGO E TRASCRIVO FEDELMENTE DALL’UNIONE SARDA.
A VOI CARI AMICI OGNI COMMENTO SULLA NUOVA FORMAZIONE POLITICA.

Si chiama Bentu Nou, Obiettivo rinascita.
E’ il nuovo movimento politico, aperto a tutti i cittadini, che si è recentemente costitito a S.Antioco.
Il comitato promotore è formato da MARIANO GALA, Fabrizio Steri, Carlo Lai, Alberto Fois, GRAZIANO MILIA, Sergio Cossu, Gigi Serrenti e Giorgio Obino,
Alcuni sono delle vecchie conoscenze della politica cittadina mentre altri sono new entry.
GALA, MILIA e Steri, hanno già fatto parte del Consiglio comunale, I PRIMI DUE CON LA LISTA DEL SINDACO USCENTE EUSEBIO BAGHINO.Obiettivi e finalitò del neonato movimento, che sicuramente progetta di ritagliarsi un proprio spazio nella scheda delle prossime elezione amministraztive di primavera, è stato reso noto con un comunicato.
“Il movimento – si legge nel documento – propone di realizzare un progetto organico per lo sviluppo economico e sociale dell’isola, in grado di innescare un processo virtuoso di sviluppo economico”.
Poi una precisazione: “Il movimento è contro ogni forma di strumentalizzazione. Da sempre la città ha subito condizionamenti da interessi esterni alla comunità locale che ha prodotto un’azione politica disarticolata i cui effetti non è difficile ritrovare nello sconfinato patrimonio ambientale reso sterile e infecondo da interventi che ne hanno ridotto il potenziale produttivo”.

P.s.U.N.: il signore della foto è Camillo Bellieni (1893-1975), ideologo del Sardismo e fondatore, con Emilio Lussu, del Partito Sardo d’Azione.

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RICEVO E PUBBLICO INTEGRALMENTE. l’UOMONERO

(continua…)

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DISCUSSIONI SU "LA RABBIA E L’ORGOGLIO" Ci sono personaggi che segnano un’epoca. Sono scienziati, letterati e artisti vari ma anche persone comuni levati a simboli e gloria assoluta perché – come direbbe Wolverine degli X Men – sono i migliori in quello che fanno. Ci sono anche i giornalisti in quel novero. No, non sto parlando dei Feltri, Mieli, Ferrara et similia catodica. Proprio no. Persone degnissime ma che inquinano le loro belle parole con l’assoluta mancanza di equanimità. Incapaci di porsi al di sopra delle parti Mi sto riferendo ai giornalisti di una volta. Liberi, fieri, capaci loro sì di far tremare i Potenti della terra. Oriana Fallaci era una di quelli. Vengono studiate in tutte le scuole di giornalismo le sue interviste ad Arafat, Kissinger, Golda Meir, lo Scià di Persia. Giganti della Storia che certo non venivano trattati con accondiscendenza. Non stiamo parlando di un Vespa qualunque prono al potente di turno. Per ricordarla vi invito alla lettura del suo articolo forse più famoso "La rabbia e l’orgoglio". In silenzio, lasciando da qualche parte la parte razionale di noi. Facendo ragionare per un po’ la pancia e non il cervello. Solamente per la prossima mezz’ora. Poi liberissimi di pensarla in modo diverso da lei. Forse.

 

(continua…)

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