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Il nuovo sindaco di Sant?Antioco, Mario Corongiu ha formato la squadra con cui governerà la cittadina lagunare per i prossimi 5 anni: il primo cittadino avra’ anche la delega all?Urbanistica.
La Giunta Comunale e’ formata da:
Nuccio Puddu assessore alla Programmazione, Bilancio e Finanze e vicesindaco;
Antonello Pittau assessore ai Lavori Pubblici, Patrimonio e Ambiente;
Giorgio Corsini assessore alle Attività Produttive e Commercio;
Mariella Piredda assessore ai Servizi Sociali;
Daniela Ibba assessore alla Pubblica Istruzione, Cultura e Sport;
Paolo Garau sara’ invece l’assessore alla Sicurezza.
La curiosita’ del cittadino si rivolge sopratutto a quest’ultimo assessorato.
Di cosa si dovrà occupare sostanzialmente?
Di non far lavorare i vigili di S.Antioco anche di notte considerata la pericolosità dei nostri quartieri?
Di non far parcheggiare i carbonianti&iglesienti sui marciapiedi del Corso il sabato sera?
Di far mettere caschetti, occhiali e imbragature varie agli operai nei miliardi di cantieri che nasceranno a breve (vedete tutto ha un senso!)?
E l’assessorato alla vocazione turistica che fine ha fatto?
Rimarra’ nei sogni del cittadino come, del resto, il vero turismo?
Possibile che non se ne sentisse il bisogno sentite le promesse elettorali di questa o quelle parte politica?

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CONTINUIAMO L’ALLEGRA E TOSTA DISCUSSIONE SUL PRECARIATO E SULLE MISURE POSTE IN ESSERE DAL GOVERNO PER FRONTEGGIARLO: PAROLA ALL’ACCUSA.
l’U.N.

Non so se sia corretto definire la proposta Damiano, nuova regolamentazione del mercato del lavoro, e se così si può definire mi viene subito in mente che dove non c?è questo mercato è evidente che non si regola nulla. Devo subito dire che le stesse perplessità le avevo ai tempi della legge Biagi o Maroni, fate voi. Mi spiego ancora meglio, è inutile avere flessibilità, tantissimi quadri contrattuali, se poi non c?è il lavoro. Ritenevo allora e lo ritengo ancora, che avendo nella sostanza un? Italia del nord e un?Italia del sud, nel senso di due velocità, prima di pensare alla regolamentazione, si debba pensare alla creazione delle condizioni o precondizioni di un possibile mercato del lavoro.
Detto questo, entro meglio nella polemica.
Si chiama “accordo di solidarietà tra generazioni” la nuova tipologia contrattuale per accedere al mondo del lavoro, inserita nella finanziaria di fine anno.
“Un lavoro per due, a dividerselo saranno giovani ed anziani”: i dipendenti con età superiore a 55 anni potranno decidere (spontaneamente?..) di ridurre il proprio orario di lavoro(del 50%) a favore di giovani di età inferiore a 25 anni o con meno di 29 anni se in possesso di laurea .
Gli anziani avranno la retribuzione ridotta del 50% ma in compenso gli verrà anticipata (con quale tipo di automatismo?..) una quota di pensione. I giovani avranno inizialmente un contratto di ingresso e al termine del periodo saranno assunti a tempo pieno. Il tutto verrà condito da nuove regole che il Ministro del lavoro Cesare Damiano dovrà stabilire in accordo con i sindacati nei contratti aziendali.
Se gli esperti in diritto del lavoro consentono, non si può leggere la notizia come una grande novità introdotta nel mercato del lavoro, nè farla risultare una mala copia rispetto alle tipologie contrattuali precedenti, vedi legge Biagi.
La terminologia straniera non piace ai nuovi inquilini del Parlamento: la legge Biagi aveva già introdotto il contratto di Job sharing, ossia lavoro condiviso. Due persone della stessa famiglia condividono la stessa posizione lavorativa, e soltanto dal punto di vista previdenziale e assistenziale, i contraenti vengono ricondotti al contratto part-time, mentre conserva la natura di lavoro atipico. La differenza, sempre nell’ottica della nuova fantasia governativa, se vogliamo coglierla, consisterebbe nel lasciare il posto, poichè oramai vicini alla pensione?, ad un giovane.
Ma poichè nessuno può garantire che i nuovi inquilini non metteranno mani alle pensioni e all’età dei pensionati, come e in che modo risolvere il dilemma dell’anziano che non avrà l’età pensionabile per lasciare il suo ambito posto di lavoro al giovane scalpitante che non vedrà l’ora di sostituirlo nelle sue stesse funzioni al fine di garantire nuova e fresca manodopera alle aziende? E per quale motivo se 29enni dovranno avere la laurea? Forse perchè per ricoprire il ruolo di operaio si sceglieranno i laureati?
E, mi domando, che fine fa il contratto di lavoro di apprendistato rivolto ai giovani fino a 29 anni? Dovranno aspettare che qualcuno, miserevolmente, gli lasci il posto di lavoro o potranno aspirare a ricoprire ruoli più qualificanti? Bah, con un pò di fantasia, provate anche voi a fare qualche ipotesi, per il momento rimango in attesa delle regole del Ministro e degli accordi decentrati del sindacato.

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LEGGO E TRASCRIVO FEDELMENTE DALL’UNIONE SARDA.
A VOI CARI AMICI OGNI COMMENTO SULLA NUOVA FORMAZIONE POLITICA.

Si chiama Bentu Nou, Obiettivo rinascita.
E’ il nuovo movimento politico, aperto a tutti i cittadini, che si è recentemente costitito a S.Antioco.
Il comitato promotore è formato da MARIANO GALA, Fabrizio Steri, Carlo Lai, Alberto Fois, GRAZIANO MILIA, Sergio Cossu, Gigi Serrenti e Giorgio Obino,
Alcuni sono delle vecchie conoscenze della politica cittadina mentre altri sono new entry.
GALA, MILIA e Steri, hanno già fatto parte del Consiglio comunale, I PRIMI DUE CON LA LISTA DEL SINDACO USCENTE EUSEBIO BAGHINO.Obiettivi e finalitò del neonato movimento, che sicuramente progetta di ritagliarsi un proprio spazio nella scheda delle prossime elezione amministraztive di primavera, è stato reso noto con un comunicato.
“Il movimento – si legge nel documento – propone di realizzare un progetto organico per lo sviluppo economico e sociale dell’isola, in grado di innescare un processo virtuoso di sviluppo economico”.
Poi una precisazione: “Il movimento è contro ogni forma di strumentalizzazione. Da sempre la città ha subito condizionamenti da interessi esterni alla comunità locale che ha prodotto un’azione politica disarticolata i cui effetti non è difficile ritrovare nello sconfinato patrimonio ambientale reso sterile e infecondo da interventi che ne hanno ridotto il potenziale produttivo”.

P.s.U.N.: il signore della foto è Camillo Bellieni (1893-1975), ideologo del Sardismo e fondatore, con Emilio Lussu, del Partito Sardo d’Azione.

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