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Ritengo che il progetto "albergo diffuso" sia un esempio da seguire per tutti i comuni sardi e penso dovrebbe diffondersi a macchia d’olio in tutta la nostra regione. Niente infatti, più di questo, è in grado di integrare in un colpo solo la tutela paesaggistica e l’integrazione reale del turista nel contesto culturale proprio di ogni paese sardo. Mettere a disposizione dei turisti un certo numero di case nel centro storico del paese ( più un’altra che funzioni da reception ) è un’idea eccezionale e di semplice realizzazione, che proietta realmente il viaggiatore nella realtà sarda, molto più di quanto non possano fare hotel, camping…ecc. Senza contare che uno sgravio sull’ICI che il comune intenderebbe fare nei confronti di coloro che affittano la loro casa nell’ambito di questo progetto è un gesto che difficilmente passerà inosservato, anzi contribuirà alla corsa all’albergo diffuso, trasformandolo in una realtà concreta un po’ ovunque in tutta l’isola. La forza di questo progetto sta nella sua stessa semplicità e questo permette di applicarlo efficacemente sia nei paesi costieri che in quelli dell’entroterra. Questo dimostrerebbe chiaramente che per incrementare il turismo in Sardegna non c’è bisogno di fare colate di cemento sulle coste, é ora di abbandonare le grandi strutture alberghiere superaccessoriate che tengono il turista isolato e lontano dalla realtà che li ospita. Si parla tanto di turismo integrato, valorizzazione culturale, recupero delle tradizioni ecc. ma poi in realtà si fa poco per integrare realmente il turista e lo si lascia nelle mani di grandi residence e hotel che di sardo hanno solo i camerieri! Questa lettera purtroppo è vecchia e non fa menzione della mia idea sul come questo progetto potrebbe essere efficacemente sfruttato "anche" per risolvere il contenzioso in atto tra la Regione Sardegna e i sardi non residenti possessori di una casa in sardegna. Questo punto potrebbe essere infatti di grande interesse per tutti quei sardi, non residenti, che hanno visto piombare, a ciel sereno, la nuova tassa regionale sulla seconda casa in Sardegna; se essi mettessero infatti a disposizione dell’albergo diffuso la loro casa sarda (per il periodo in cui non la utilizzano) potrebbero usufruire agevolmente di uno sgravio sull’ ICI! Il contenuto di questa lettera è stato inviato al senatore Antonello Cabras, al presidente Renato Soru, al consiglio regionale della Sardegna, agli esponenti politici della Margherita e agli esponenti politici di Progetto Sardegna (compresi i circoli regionali), al presidente Gaviano ed altri esponenti della provincia Carbonia,Iglesias, a ben 300 comuni sardi, all’assessorato del turismo-artigianato-commercio, a tutte le aziende sarde autonome di soggiorno e turismo, a tutti gli enti provinciali sardi del turismo, ai siti turistici degli enti regionali e agli indirizzi e mail dei sardi nel mondo. Provo un pò di rammarico per non avere ottenuto nessuna mail di risposta dal presidente Gaviano e dal consigliere regionale Francesco Sanna, due persone che si dicono interessate al rapporto coi cittadini della nuova provincia Carbonia-Iglesias e a cui, peraltro , ho dato il mio voto e la mia fiducia. Voglio continuare a divulgare il contenuto di questa lettera perché penso che tutti i cittadini abbiano diritto di fare politica e di promuovere le loro idee, e il web è uno strumento libero per farlo. Sinceramente Galante Giuseppe.

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