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Questa mattina i consiglieri comunali del gruppo Sant’Antioco Nostra!, Pier Giorgio Testa e Salvatore Massa, hanno presentato una interrogazione urgente al sindaco di Sant’Antioco al fine di sollecitare una tempestiva e corretta informativa sulle opportunità di finanziamento offerte all’imprenditoria locale dal POR Sardegna per l’insediamento di attività economiche in aree di protezione ambientale. La Regione Sardegna ha infatti pubblicato il bando POR Sardegna 2000-2006, Misura 1.5., Azione 1.5.C (Azioni economiche sostenibili) che prevede la concessione di agevolazioni economiche alle imprese e alle ONLUS che operano nei comuni che ospitano aree protette, Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale, al fine di promuovere iniziative imprenditoriali sostenibili e di rafforzare le attività tradizionali compatibili con il patrimonio naturalistico. Si tratta di finanziamenti, fino al 50% delle spese sostenibili, per la realizzazione di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, aziende ricettive all’aria aperta, ristorazione tipica, per il sostegno alle imprese che erogano servizi turistici o che svolgono attività di recupero ambientale e attività sportive ecocompatibili. Il gruppo Sant’Antioco Nostra ritiene che l’opportunità offerta dal bando POR per rilanciare l’economia locale e per supportare l’imprenditoria antiochense, sia un’occasione da non perdere e nel contempo evidenzia l’importanza della difesa del patrimonio naturalistico, ambientale e paesaggistico come affermazione della propria cultura e come elemento di crescita e di sviluppo economico.

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La lista SANT?ANTIOCO NOSTRA! organizza per il domani giovedì 3 maggio alle ore 18, nella propria sede nel Corso Vittorio Emanuele un?incontro con gli elettori e i cittadini per illustrare le proprie proposte programmatiche in materia urbanistica.
Parteciperanno all?incontro l?architetto SANDRO ROGGIO, componente della Commissione Regionale per il Paesaggio e autore del libro ?C?E? DI MEZZO IL MARE? – un?importante testimonianza sul fenomeno ?turistico? della Sardegna – e l?attore e regista SANTE MAURIZI che ci aiuteranno a commentare il libro e a parlare di alcuni problemi di stretta attualità in Sardegna e a Sant?antioco: le coste, l?edilizia, la speculazione immobiliare e i reali bisogni della comunità antiochense.
La lista SANT?ANTIOCO NOSTRA! e il candidato sindaco PIER GIORGIO TESTA sono fermamente convinti che il vero sviluppo di un territorio passi attraverso la tutela e la conservazione, che la diversità e i segni che la contraddistinguono rappresentino un valore da mantenere perché testimonianze della nostra storia e della nostra natura: i muretti a secco, gli alberi e i cespugli di macchia mediterranea, le linee di costa e tutto ciò che rappresenta il nostro paesaggio.
Seguire questa politica urbanistica è un dovere verso le nuove generazioni, ma è anche un?alternativa economica in grado di garantire ricadute occupazionali certe e durature.

PER STARE IN TEMA VI LASCIO A UNA AMARA MA SIGNIFICATIVA RIFLESSIONE DI GIACOMO MAMELI SULLA QUESTIONE URBANISTICA E EDILIZIA SARDA.
CON RIFERIMENTI CHIARI ANCHE ALLA NOSTRA SITUAZIONE.
Luca…

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Domenica 22 aprile alle ore 10.30 alla Sala Convegni Bar Torino Corso Vittorio Emanuele ci sarà la presentazione della lista S.Antioco Nostra!
Dopo anni di scelte amministrative prive di qualità, di decadimento economico, culturale e sociale, di decremento demografico emerge un bisogno di rilanciare Sant?Antioco come luogo della comunicazione, delle intelligenze, della cultura, delle competenze, della solidarietà, della progettazione di nuove forme di impresa e di lavoro, delle relazioni sociali, della qualità della vita.

Ecco i componenti della lista:

1. Brundu Rita – Insegnante
2. Bullegas Graziano - esponente volontariato
3. Diana Riccardo noto Riky – tecnico informatico
4. Ferralasco Anna nota Annamaria – consulente del lavoro
5. Gala Mariano Emanuele - insegnante
6. Garau Daniele – operaio
7. Locci Federico – consulente assicurativo
8. Marroccu Mario noto Mario Antioco – medico
9. Martis Marco Antonio – pescatore
10. Massa Marco – operatore beni culturali
11. Massa Salvatore Luigi noto Torello – medico
12. Mereu Gianluca noto Luca – educatore di strada
13. Micheletti Cinzia – educatrice
14. Obino Giorgio Giuseppe – commerciante
15. Puddu Marco – tecnico informatico
16. Putzu Massimo – coltivatore diretto
17. Sabeddu Salvatore – dirigente scolastico
18. Scibilia Marina – ottico
19. Steri Fabrizio – imprenditore turistico
20. Vargiu Mario – pubblico funzionario

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Dall’Ufficio Stampa della lista civica Sant’Antioco Nostra!

Domenica 25 marzo 2007
nel Corso Vittorio Emanuele a Sant?Antioco, alle ore 10.30, ci sarà l’incontro del candidato a Sindaco Pier Giorgio Testa e dei candidati della lista civica S.Antioco Nostra! con i cittadini.
Verrà distribuito un volantino con le linee programmatiche della lista e sarà l?occasione per discutere e confrontarsi sui temi e i punti di forza del programma della lista SANT?ANTIOCO NOSTRA!
Vi aspettiamo numerosi.

Il Sito Ufficiale di S.Antioco Nostra!

Leggi il Programma di S.Antioco Nostra!

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RICEVO E PUBBLICO INTEGRALMENTE
L.

La lezione che ho imparato subito dalla realtà lavorativa che mi sono trovata di fronte dal momento in cui mi sono laureata è che il lavoro non sarebbe venuto a cercarmi, per quanto fossi brava e qualificata.
Io sono cresciuta a S.Antioco, mi sono laureata a Cagliari a pieni voti, ho fatto un master prestigioso ?in continente? ed attualmente lavoro a Milano, città dove vivo da quasi tre anni. Conosco tanti ragazzi di S.Antioco che lavorano a Milano, altri che lavorano a Bologna, altri che si spostano dove li porta il lavoro, anche mio padre è dovuto emigrare per lavorare e gira tutta l? Italia, quando non finisce all?estero.
Quando torno per prendere una boccata d?aria di mare, sull?aereo Milano-Cagliari, appena il controllore di volo annuncia che stiamo per atterrare ad Elmas vedo sempre la stessa espressione sul viso dei sardi: sgranano gli occhi e sorridono.
Al ritorno la domenica, quegli stessi visi, compreso il mio, hanno l?espressione rassegnata di chi sa che l?unico mare che vedrà è un grigio mare di cemento e di gente che non sa cosa vuol dire essere sardi.
Si, perché noi sardi siamo diversi, non migliori o peggiori.
Solo diversi.
Chi prova a vivere fuori se ne accorge nel giro di una settimana.
Tutti i sardi che lavorano in continente sono apprezzatissimi, lavoratori indefessi, umili, rispettosi, grati. Perché diciamocelo, un sardo che prende la sofferta decisione di emigrare, lo fa per andare a lavorare sul serio, perché se devo fare il mandrone me ne sto spaparanzato in spiaggia piuttosto che immerso nello smog.
Quindi è naturale che quando ce ne andiamo vogliamo dimostrare di essere gente in gamba e spicchiamo per l?impegno che mettiamo nel lavoro.
Noi, sardi solitari e immobili, abbiamo avuto tempo per riflettere su noi stessi, per raggiungere una nuova consapevolezza, del fatto che la nostra diversità è un pregio, la nostra onestà, il nostro rispetto dell?altro, la nostra cortesia e disponibilità, la nostra intelligenza, che non dipende dal titolo di studio ma dalla posizione di ascolto che ci caratterizza, dal fatto che parliamo solo se abbiamo qualcosa di intelligente da dire. L?ironia tagliente, il sarcasmo, sono la nostra impronta.
PERÒ, il sardo non fa mai il passo più lungo della gamba (anche perché mediamente è corta), non rischia mai, e questo frena la sua capacità di cambiare la realtà, costringendolo all?immobilismo ed all?attendismo.
Così noi giovani con la nostra valigia di buona volontà e granelli di sabbia ce ne andiamo, lontano.
Ma perché dobbiamo regalare i nostri cervelli e le nostre braccia alle altre regioni?
Perché gli antiochensi, così brillanti, aperti e curiosi, non riescono a valorizzare un?isola piena di potenzialità che si sta trasformando in un noiosissimo paesino di anziani?
Ho scritto questo post seguendo il flusso dei miei pensieri raccontandovi cosa ho imparato di me e di NOI in questi anni da emigrata. Vi dico una cosa, io non ho perso le speranze di tornare a lavorare in Sardegna, di far crescere i miei figli in questa splendida isola, ma quando leggo il blog mi arrabbio vedendo che ci sono post con più di 50 commenti, dove ci si insulta e si parla del passato e post, come quello di Feynman, con una proposta concreta, con 11 commenti, compreso il mio. Uno dei pochi post dove si parla di fare è tristemente vuoto. Questo è un brutto sintomo, e rispecchia quel solito vecchio atteggiamento che mi ha fatto andare via: mi lamento della mia condizione ma non faccio nulla per cambiarla.
Io onestamente sono stufa di questo modo di fare, e qui non parlo di nessuno schieramento politico, parlo di tutti, compresa Sant?Antioco Nostra!.
Io vorrei tornare, potrei mollare tutto a Milano e ricominciare da capo solo se vedessi che si investe seriamente sull?idea di Feynman, per esempio.
Basta parole, pretendo impegno concreto, progetti.
Cara futura amministrazione, comincia con il fare il censimento degli antiochensi emigrati, che lavoro fanno, cosa potrebbero fare per S.Antioco. Vaglia idee imprenditoriali di sviluppo dell?isola, scrivi i business plan e cerca i finanziamenti.
Quello che sto cercando di dire è che rinfacciarsi il passato ed insultarsi è uno spreco di energie, voltiamo pagina sul serio, sfruttiamo il fatto di essere pochi come opportunità di dialogo, uniamo le forze. I giovani rischieranno ma i ?vecchi? devono sostenerli nel loro tentativo di salvare Sant?Antioco.
Credo che anche il signor Cocco ed il signor Garau (persone che io non conosco personalmente) abbiano comunque a cuore Sant?Antioco. Possiamo essere tutti protagonisti del cambiamento, consapevoli che sono stati fatti errori nel passato e che da questi dobbiamo imparare ed avere il coraggio di riparare e migliorare, facciamolo sul serio, per il futuro di TUTTA la comunità antiochense.

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Usando un linguaggio tecnico si potrebbe dire che attualmente Sant’Antioco e la scienza sono ortogonali.
Non c’è nessuna possibilità di applicare le proprie conoscenze in nessuna attività di ricerca.
E’ palese come non tutte le specialità possano essere sviluppate, ma è scandaloso che non si riesca ad occupare neolaureati in ambiti direttamente collegati alla topologia locale.
In cosa? Ad una domanda di questo tipo si deve necessariamente rispondere con un’altra domanda: quali sono le caratteristiche della nostra isola che possano essere valorizzate e possano risultare spunto per una attività di ricerca ad ampio respiro?
Iniziamo dicendo che non ci manca sicuramente un mare pulito.
Perché quindi non si è mai pensato di impiegare una parte della exSardamag per la realizzazione di una struttura moderna, funzionale e unica che possa accogliere decine di ricercatori in biologia marina, chimica, geofisica e fisica dell’atmosfera (sono solo alcune delle figure che servirebbero) e centinaia di studenti che avrebbero la possibilità di studiare in loco,
passare direttamente alle ricerche in mare non solo per alcune ore nel corso della tesi, ma assiduamente come metodo di studio sul campo?
Sto parlando di una struttura grande con laboratori aule per lezioni,conferenze, con barche di diverso tipo in grado di formare le menti locali e non, come nessuna facoltà ora è in grado di fare.
Le attività di ricerca possono essere infinite in tantissimi campi con una chiara predilezione per le tematiche di interesse marino, atmosferico e geofisico. Si potrebbe pensare anche ad una sezione dedicata all’ingegneria e design navale. Sono davvero infinite le possibilità. Perché investire nella ricerca? Perché spendere tanti soldi per realizzare un progetto di questo tipo? E’ chiaro come l’apertura di un centro di studi esclusivo e prestigioso per intenti, risultati e studiosi impiegati possa rilanciare l’intera isola, infatti se dessimo modo a centinaia di persone di doversi recare a Sant’Antioco per lavoro e studio in ogni periodo dell’anno, saremmo testimoni di una crescita senza precedenti.
Si dovrebbe garantire infatti l’alloggio, il sostentamento e il divertimento di tantissimi studenti e ricercatori di tutto il mondo,pensate come potrebbe cambiare la nostra cittadina con l’immissione di centinaia di giovani locali, nazionali e non?
E’ ovvio che ci sarebbe una crescita in ogni settore, considerando anche la pubblicità all’isola che un centro innovativo di ricerca può garantire.
Non parlo completamente a vanvera cito due esempi:

1) Sardina Radio Telescope (SRT) in fase di ultimazione a San Basilio 35 Km da Cagliari. Una grande opera sarà uno dei più grandi e migliori radio telescopi d’Europa. Centinaia di persone diverse al mese (di tantissime nazionalità) si alterneranno in studi di alto rilievo, saranno ospitati in altre strutture costruite nei comuni adiacenti che avranno una crescita inimmaginabile.
2) Il Parco Scientifico Polaris situato a Pula. E’ un grande centro che accoglie circa 40 aziende private e diversi altri enti che lavorano a progetti di ricerca e sviluppo tecnologico d’avanguardia che ospita oltre 400 tecnici specializzati in diversi campi.
Lo sviluppo associato a centri di questo tipo è sicuro, produttivo e garanzia di un futuro sicuro per tantissimi studenti di oggi e di domani. E’ solo una idea basata su di una caratteristica della nostra isoletta che per ora è sfruttata passivamente solo per 3 mesi l’anno.
Forse purtroppo rimarrà solo questo.

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Da Sant?Antioco Nostra
www.santantioconostra.it

Domenica 4 febbraio 2007 ? alle ore 10.30, nella sala riunioni del bar Torino a Sant?Antioco – la lista ?Sant?Antioco Nostra!? presenterà il candidato alla carica di sindaco il dott. Pier Giorgio Testa.
L?incontro sarà un?utile occasione per discutere del bando internazionale sulle aree ex Palmas Cave ed ex Sardamag con il presidente della Regione Sardegna Renato Soru che parteciperà alla presentazione del candidato della lista civica di Centro Sinistra.
Parteciperanno inoltre il senatore Antonello Cabras, il neuroscienziato Gian Luigi Gessa consigliere regionale di Progetto Sardegna, il consigliere regionale del PRC Luciano Uras, l?assessore provinciale alla Cultura Alberto Sechi e i rappresentanti dei partiti, delle associazioni e dei movimenti che aderiscono alla lista civica del Centro Sinistra.
L?assemblea di domenica è il primo di una serie di incontri che la coalizione dell?area progressista intende promuovere per avviare un dibattito franco e aperto con la comunità antiochense finalizzato ad illustrare e arricchire il programma elettorale della coalizione che si presenterà alle prossime elezioni amministrative.

Per info www.santantioconostra.it

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RICEVO E INSERISCO SENZA CENSURE E COMMENTI.
CONDIVIDENDO OGNI SINGOLA PAROLA.
L’UomoNero

Mantova è una ridente città della Bassa Lombardia, cinquantamila abitanti, città medievale inspirò poeti e scrittori di ogni tempo.
Baudelaire. Dickens.
E poi Palazzo Gonzaga, Palazzo Te. Bellissima.
D?inverno nebbia fitta, d?estate sciami di zanzare si alzano dalle zone umide e paludose circostanti per succhiare vene e tempie. Non certo un clima ideale, ma non siamo mica a Sant?Antioco.
Eppure ogni anno riescono ad organizzare uno degli eventi culturali più alti della cultura e della letteratura in Italia: il Festival della Letteratura di Mantova.
Ho letto che quest?anno si sono registrate, nell?arco di una settimana, circa 70 mila presenze distribuite negli incontri con gli autori, i laboratori, i readings, gli spettacoli, i concerti che animano il Festival.
Con le debite proporzioni, la ricezione turistica di Sant?Antioco non registrerebbe una simile cifra neppure in sei anni ( sono esclusi dal campione gli ideatori e i partecipanti del PALIO DELL’UOVO). Eppure passeggiando per Mantova non si ha la sensazione che la salsedine del mare ti stia entrando nelle narici.
Non si ha quel profumo intenso di corbezzolo e mirto che ti inebria i sensi. All?ingresso della città non ho visto neppure dei Fenicotteri Rosa, così riservati ed eleganti. Non ho mai visto colori come il bianco-pietra delle scogliere, turchese, verde intenso acceso, blu-scuro del mare profondo, né pescatori che ritornano al porto dopo una faticosa notte in mare.
A Mantova, niente di tutto questo. Eppure, attraverso questo Festival, riesce a diventare una città cosmopolita, viva, fresca, centinaia di volontari animano questa meravigliosa festa della cultura e della vita sociale.
Vi giuro che quando ho appreso che il Palio dell?Uovo, evento di punta della programmazione cultura e spettacolo del Comune, sarebbe arrivato alla quarta edizione, mi sono vergognato.
Buio pesto, come si dice a Carbonia.
Quest?estate ho consigliato e mandato sulla mia isola circa una quindicina di turisti, abituati a palcoscenici marini degni di nota: Liguria, Rimini, le Marche: 28 euri due sdraie, spiaggie pubbliche di 4 metri, mucillaggine, acqua grigia metalizzata,parcheggio 5 euri, e ombrellone dritto nel culo.
State tranquilli, dico io, fidatevi.
Tornano.
In trance, come se avessero trovato l?Eldorado, mi dicono mai visto qualcosa di simile, stupendo, meraviglioso.
Un mare meraviglioso, un posto stupendo.
Li incalzo.
Cosa hanno organizzato? Spettacoli? Niente. Concerti? Niente.
Ristoranti? Parecchi pessimi.Pro Loco? Ah, c?era la Pro Loco?
Giudizio finale bella, ma?
Sprofondo, buio pesto come dicono a Carbonia.
Su 15 solo due torneranno il prossimo anno,credo.
Torniamo a Mantova.
Leggo il depliant dell?evento.In bella mostra, lo stemma di Mantova Cultura, poi di seguito MangiareaMantova.com, Provincia di Mantova sezione Turismo, Mantovabedandbreakfast.it, Società per il Palazzo Ducale di Mantova, Mostra Andrea Mantegna 2006.
Non mollo, guardo il sito del Comune. Leggo Sistema Culturale, Poli Culturali, Sistema Museale, Accoglienza.
In italiano e in Inglese.
Concetti a me sconosciuti. L?ultimo depliant informativo sull?Isola di Sant?Antioco, a livello di grafica e di contenuti, faceva cagare.
Non oso immaginare le menti bacate che abbiano potuto partorire uno scempio comunicativo di questo genere. Dopo trenta dico trenta anni, entro nel Museo Archeologico di Sant?Antioco. Bello, vendita gadgets e libri, reperti e testimonianze millenarie che Mantova neppure si sogna.
Bene, guida turistica, fenici qua corinzi là, molto competente per carità. Entrano due olandesi. Accompagnati da una coppia del posto. Panico Totale. Inglese. Io poco. Noio voulevons savuar! La guida farfuglia, ma ci pensano i miei concittadini a sbrogliare l?impasse.
Non state a preoccuparvi, già gli parliamo in sardo già lo capiscono. Ehia dico io, senza qualcuno che parla almeno inglese in un museo, siamo proprio messi a fiori e a pois.
Dopo qualche impressione romanzata veniamo a qualche conclusione bella tosta che mi auguro possa diventare oggetto di dibattito e di discussione per tutti:
1) Contrariamente al nostro comune, Mantova dispone di persone culturalmente preparate, capaci ed intelligenti. Grazie ad un intuizione geniale come il Festival della Letteratura, registrano cifre di presenza che noi possiamo ricevere in sei anni. L?indotto economico che si ricava dall?evento del Festival in una settimana corrisponde al nostro fatturato turistico sviluppabile in tre anni da luglio ad agosto. Competenza,comunicazione,valorizzazione della storia e della cultura locale, hanno reso Mantova città dell?arte della Cultura al pari di Roma e Firenze. Se consideriamo per assurdo che, ogniqualvolta sbronzo, lungo la via Belvedere, camminavo sopra una tomba fenicio-punica sotto l?asfalto , allora qui ragazzi/e i conti non tornano. O qualcuno lavora male e ce lo si dice in onestà. Oppure ci si sta prendendo per il culo.
Altro che Sindaco?, che insieme all?amministrazione deve dare l?impronta e l?impulso:in Comune chiunque non renda un servizio utile e intelligente alla nostra comunità deve levarsi fuori dai coglioni, vada a pescare, a raccogliere vermi a Is Pruinis…ma se ne vada via.
Dia le dimissioni.Acchiappi galline e polli. Tutti, dagli amministratori ai politici.
2) Dopo averci sparato nel culo e nel sangue piombo e leucemia, vedi Sardamag, abbiamo capito che per il nostro sistema economico l?industria pesante non sia particolarmente indicata. A fronte poi dei cambiamenti repentini dell?economia globale e quindi lo sviluppo delle attività legate al terziario,ai servizi, alla ricezione culturale e turistica, alla produzione immateriale e culturale mi pare evidente che nel nostro piccolo, l?Ufficio Comunale Cultura e Spettacolo, in un paese che vuole essere un polo culturale e attrattivo, ricopra un ruolo indispensabile e determinate. Ha una potenzialità essenziale di sviluppo economico senza precedenti, più dell?Amministrazione e Bilancio. Con intuizioni e scelte intelligenti può dare l?impulso affinché si creino attività ed esperienze di produzione di reddito legate all?ambiente, all?archeologia, alla cultura, allo spettacolo. Considerate che di tutto questo nella nostra Isola c?è pochissimo significa che siete incompetenti e non fate un cazzo.
Andate mano nella mano, stile scolaresca, a Mantova a studiare come dall?arte e dalla cultura dalla storia e dall?archeologia si possa creare reddito, produrre ricchezza in un contesto rispettoso dell?ambiente! Reddito, capito? Non ci sono soldi dalla regione,questo qui questo là, l?assessore va qui va là, è ora che vi leviate dai piedi e veniate sostituiti da giovani, seri e con idee. Avete stufato con la vostra Programmazione Eventi Estate 2007 da vecchi rincoglioniti, Terza Età, ballo liscio e mazurca con razzi nel culo a Ferragosto.
E? ora di cambiare radicalmente. Fuori dalle palle, tutti.

3) Abolire la Pro Loco.
Un ufficio che non serve ad un cazzo se non a per piazzare qualche appartamento a qualche turista. Quello del posto dà la mancia e ecco che porta a casa il turista da spennare, 1500 euri una bettola due settimane. Neanche nel ventennio fascista esisteva un ente così superato.
Ho conosciuto qualcuno in gamba ma avevano le mani legate, lodevoli alcune iniziative, pochi soldi, ma è una struttura che va radicalmente ammodernata e dotata di strumenti di comunicazione validi. Nell?era della comunicazione di internet e del villaggio globale veda di ridisegnarsi in una agenzia di comunicazione turistica,dotata di connessione internet Pc, sito web e brochure informative degne di un paese civile.
Se non sapete dove iniziare, invece di sbolognare costumi sardi e pane e pomodoro ai turisti, contattate e pagate un consulente come il dottor ALESSANDRO MEREU (faccio il nome ma non si offenderà) consultate la sua tesi di Laurea ?Aspetti psicologici del Turismo. Una ricerca della zona di Sant?Antioco? oppure il suo geniale lavoro sul sito internet http://www.psicologiaturistica.it/ .

4) Un comune, come Sant?Antioco, che individua nel territorio,lo strumento attraverso cui sviluppare la propria economia locale, ha nel suo Ufficio Tecnico un potere importante e di vitale importanza. Curare l?aspetto architettonico di un paese a vocazione turistica, un immagine del paese, la salvaguardia del suo ambiente e degli abusivismi.
Cosa vediamo?
Un ex responsabile tecnico infangato nello scandalo Mari Biu, una truffa colossale ai danni del Paese, in cui sindaco e amici si sono succhiati milioni per risanare l?area dell?ex Sardamag.
Licenze e permessi per costruire abusi edilizi in tutta l?isola.
Via Grazia Deledda, grossa arteria del Paese, ridotta a mulattiera a prova di cingolati guerra Iraq.
Un ragazzino, in paradiso, per colpa di una fottuta buca assassina sull?asfalto.
Il poligono di tiro, costruito nei pressi di Is Pruinis per esercitarsi a spararsi nei coglioni.
Un albergo con piscina, a Coe Quaddus, costruito in una delle zone più belle dal punto di vista naturalistico e ambientale di tutta l?isola con permessi e licenze dell?Ufficio Tecnico.
Tutte queste persone lavorano tranquillamente e con la loro intelligenza e la loro capacità si metteranno a disposizione delle prossime amministrazioni politica.
Buio pesto, come si dice a Carbonia.
Tabula rasa ragazzi e ragazze. Fino a quando, queste persone e i loro padrini politici continueranno a sedersi in quelle poltrone c?è poco da fare amici miei, nessun futuro, nessun sviluppo.
Hanno fatto il loro tempo, hanno sbagliato troppo. È nostro compito metterli da parte, esautorarli da ogni potere decisionale attraverso il voto oppure con qualche ardito che gli colori la finestra dell?ufficio a suon di pomodori e gureu.
Cerchiamo di spingere dentro quel sistema vecchio e stantio un giovane intelligente che sappia spezzare quell?ingranaggio di favori e clientelismi che si sono creati.
Liberiamoci di quei cazzo di pensionati-politici che invece di sclerotizzare nelle panchine della Piazza girano con fogli e cartaccie per il Comune, offrono colazioni in cambio di voti, promettono case popolari. Cari miei, va bene andare al voto.
Ma se non abbiamo un momento in cui noi cittadini effettuiamo una verifica politica del loro operato che cazzo andiamo a votare a fare?
A pagarli lo stipendio, seduti sulle loro scrivanie mentre noi ci sbattiamo a campare tra disoccupazione e crisi ?

5) Cultura e Mediterraneo dicevo, una possibilità di sviluppo.
Siamo portatori di cultura e storia da secoli.
Siamo immersi nel Mediterraneo da secoli. La materia prima della nostra ricchezza sociale è a portata di mano.
Basta girare un po? nuraghi qui, spiagge lì, natura lì, prodotti sani, pesce, ospitalità.
Mai usati con intelligenza, ma male e maldestramente.
Bisogna cambiare radicalmente la mentalità e questo solo i giovani possono caricarsi il peso di questo cambiamento. Bisogna ideare, sostenere, creare esperienze e iniziative che auto-producano reddito dal nostro territorio.
Incentivare e sostenere quelle persone e quei progetti che dalla valorizzazione del territorio possano creare possibilità di reddito, di ricchezza economica e sociale.
Ho amici che conoscono l?isola di Sant?Antioco come le proprie tasche: strade, percorsi naturalistici, siti archeologici, luoghi di interesse ambientale.
Ma perché non dare gli strumenti a questi ragazzi per auto-costituirsi in una cooperativa e valorizzare il patrimonio storico e archeologico del territorio? Creare cooperative che accompagnino il turista non a sciacquarsi le palle nel feudo di Baghino a Maladroxia ma che gli spieghino che Solki ai tempi dei Fenici era al centro del Mediterraneo? Che gli quegli ammassi di pietra in cima alle colline, i nuraghi, ci stanno lì chissà perché da migliaia di anni. Nessuno gli ha mai spostati. Eppure sono irraggiungibili e inaccessibili perché nessun deficiente ha mai messo un cazzo di cartello con su scritto: qui c?è un cazzo di nuraghe che esiste da diecimila anni!

6) Recentemente leggo sul Giornale di Sardegna.: i lavoratori dell?Ila alluminio di Portoscuso non ricevono gli stipendi arretrati, si prospetta il blocco della produzione ,chiusura aziendale.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione che attanaglia il Sulcis-Iglesiente, come cazzo è possibile che durante lo sciopero generale indetto dai Sindacati, le saracinesche dei negozi sono rimaste sollevate?
Dove cazzo erano i disoccupati di Sant?Antioco, di Carbonia e del Sulcis?
Possibile che nessuno sia mai riuscito a censirli, a capire quanti sono e come cazzo fanno a campare? Possibile che in una situazione così tragica non sia mai emerso un cazzo di movimento di disoccupati organizzati che pongano il reddito e il lavoro come premessa indispensabile di sopravvivenza in un territorio sconquassato economicamente come il Sulcis?
?Sta cazzo di Provincia è capace soltanto di organizzare sfilate per future galline Miss Sulcis-Iglesiente?
O capire il disagio di migliaia di persone senza reddito.
Disoccupati di Sant?Antioco,lavoratori saltuari e stagionali, senza reddito,precari/e Domenica 26 Novembre Finalissima Miss Sulcis Iglesiente 2006.
Presso Pierre Pub Sant?Antioco.
Accorrete tutti. Vogliamo lavoro o reddito per tutti.
Uova marce o bulloni.
Non importa.
Ricchi premi e cotillons.
Saluti.

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Nell’immaginario collettivo le piccole isole sono oasi felici, luoghi benedetti dalla natura, piene di palme tropicali e circondate da un mare incontaminato con tanti pesci ipertrofici a nuotare liberi tra le caviglie di turisti estasiati .
Per le palme possiamo rivolgerci all’ex-assessore Monica Fois, per il mare nulla da eccepire sulle smeraldine acque antiochensi.
Ma tutto questo basta per qualificare la nostra isola come luogo principe per un turismo di qualità?
Per scansare il relativismo del quale qualche amico del blog mi accusa può venirci incontro una bella ricerca di Legambiente e Ambiente Italia che hanno passato al setaccio le 32 isole minori italiane.
Sono stati usati quattro parametri essenziali: gestione del territorio, ambiente marino, sviluppo e politiche ambientali, gestione spiagge e diporto.
Diciamo subito che l?isola di S.Antioco si è piazzata – passatemi la metafora sportiva ? in ?quasi? zona retrocessione attestandosi al 15° posto.
Dietro Elba, Levanzo, Lipari; lontanissima da mostri sacri del turismo quali Caprera, La Maddalena e Linosa (prima in classifica).
Nelle classifiche dei singoli parametri l?isola antiochense si piazza al 17° posto per la gestione del territorio; al 5° posto per lo sviluppo e politiche ambientali; al 2° posto per la gestione delle spiagge e diporto e all?ultimo posto (sic!) per l?ambiente.
Vi consegno una versione cronachistica dei fatti per lasciare a ognuno di voi una riflessione personale sullo stato delle cose a S.Antioco.
Gli esperti interpellati da Lega Ambiente hanno dato alcuni suggerimenti per ottimizzare risorse ambientali e strutturali. Innanzitutto si nota che le pubbliche amministrazioni delle località turistiche faticano a governare un?economia cosiddetta ad ?elastico? che punta, in altre parole, a valorizzare realtà con secoli di storia con effimeri villaggi che aprono e chiudono battenti per soli tre mesi estivi (non sembra il ritratto di S.Antioco?).
Ma soprattutto si vive ancora col sogno dei progetti turistici dei ?continentali? che vorrebbero portare in pochi metri quadrati il modello del turismo di massa proprio delle riviere adriatiche, riproponendo la solita, stucchevole ricetta a base di villaggi e porti turistici.
Ma il vero asso nella manica, quel quid che crea le condizioni del successo ambientale delle piccole isole sono ? udite, udite – le aree protette: basti pensare alla qualità dei fondali che attirano il turismo ecocompatibile (proficuo anche dal punto di vista economico) che nelle isole tutelate, come nell?Arcipelago Toscano o a Lampedusa, conosce punte di eccellenza senza pari nel Mediterraneo.
Di tali ambienti marini protetti, in Italia, se ne contano 28: quattro parchi nazionali, 16 riserve naturali e otto aree marine protette che mi sembra rappresentino una ragione in più per andare in vacanza.
Le aree marine protette (tra l?altro, è prevista per legge l?istituzione di riserve marine in TUTTE le isole minori italiane) si saldano bene con il circuito turistico dell?attività subacquea, compatibile con un?effettiva destagionalizzazione ovvero turismo al di là della sola stagione estiva.
S.Antioco è (con Ponza, Capri, Ischia, Carloforte) l?unica isola, delle 32 considerate, non tutelata né a terra, né a mare .
E in alcune isole, come Pantelleria, l?istituzione di una nuova grande area protetta è l?obiettivo primario della amministrazioni comunali.
Dalla lettura della ricerca si evince inoltre, che il vero asso nella manica per ottenere un quadro più realistico sulla qualità del vivere nelle isole minori italiane sta nel circolo virtuoso ottenuto incrociando la qualità ambientale con servizi adeguati: e allora ecco Lampedusa che primeggia grazie all?alta qualità dei fondali marini, alla depurazione delle acque e alle alte misure di protezione a mare.
Ecco l?Elba che spicca sul piano delle politiche ambientali e dell?innovazione grazie ai suoi itinerari di trekking guidati, agli eco-alberghi (un turismo ambientale che anno dopo anno accoglie sempre più numerosi fedeli), ai progetti per le energie alternative e al risparmio di risorse.
Ecco Capri ? chi l?avrebbe mai detto! ? che ha dato risposte adeguate a un?intensa pressione diportistica con oasi ecologiche nei porti, sistemi per l?aspirazione delle acque nere dalle barche e per la sicurezza del rifornimento, gestione ad hoc della spiagge.
Quindi in sostanza, rispetto ad altre realtà insulari, l?isola di S.Antioco veleggia nella mediocrità assoluta: senz?altro pulita, ma non troppo; con spiagge accettabili ma si può fare molto di meglio; con un ambiente marino di prim?ordine ma lasciato a sé stesso e alle voglie dei pescatori e delle aziende ittiche (ommioddio che obbrobrio quelle gabbie a mare!!!); con un basso livello di cementificazione ma le manie edilizie dei soliti noti non fanno presagire nulla di buono.
La solita noiosa solfa nonostante qualcuno ci osservi e prenda appunti.

Il documento completo con tutti i criteri della ricerca si può consultare su www.lanuovaecologia.it

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Ieri sono andato, come non mi capita spesso, a vedere il S.Antioco Calcio.
Giocava con l’Isili squadra tosta e grintosa che annoverava nelle sue fila ? ecco a voi la frase fatta ? 5 o 6 giocatori di categoria superiore.
Per la cronaca Isili ? scusatemi ancora il rosario di frasi fatte ? con il pallino del gioco ma S.Antioco pungente e pericoloso in contropiede (ah Giacomino cosa ti sei mangiato a porta vuota!).
L?Isili aveva al proprio seguito un folto gruppo di aficionados come la squadra lagunare mai avrà in trasferta e, come spesso capita quando gioca il S.Antioco, le cose migliori succedono sugli spalti e non sul campo di gioco.
Semi rissa tra i tifosi (?) del S.Antioco e un arzillo settantenne e una donna supporters dell?Isili!!!
Per inciso le due tifoserie stavano a contatto di gomito perché lo stadio Comunale era (in)agibile a metà per i noti problemi strutturali dell?impianto.
Problemi che venivano superati (coperti?) gli anni scorsi da una firmetta del Sindaco di turno.
Per inciso sugli spalti non c?era un vigile (eppure tra dirigenza del S.Antioco c?è il ?Comandante?degli stessi!!) e neppure un carabiniere chessò, in borghese.
Per la cronaca il S.Antioco ha perso (più o meno meritatamente) 1 a 0 subendo un gol nei minuti di recupero.

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