Archivio Gennaio 2013

Ci sono giorni in cui molti di noi dicono di avere un buco interiore che trapassa l’anima.
Un vuoto cosmico che vorresti colmare in qualche modo ma solo perchè la natura ha orrore del vuoto.
Fragili, inariditi, senza forze, senza neppure la voglia di girare il capo dall’altra parte.
Beh, io quel maledetto vuoto non ce l’ho dentro me, ma lo individuo per certo tutt’intorno a me.
Guardatevi attorno. Girate la testa di almeno 180°. Fate lo sforzo.
Strupri come se piovesse, Schettino, stragi insensate, disoccupazione giovanile ai massimi stoici (non è un refuso), Berlusconi return, Breivik&Lanza co., Moggi che si candida alla politiche.
Moggi che si candida alle politiche.
Elencate il vostro personalissimo orrore quotidiano.
E ditemi se non vi vien voglia di lasciar andare le cose così come gia’ stanno andando.
Broooooooooooommmmmmm.
E’ il rumore della valanga che sta scendendo a valle.
So per certo poi, che almeno un miliardo buono di persone la notte pregano.
Ognuno nel suo emisfero di competenza. Al dio che sentono più vicino. Nella lingua che questo dio potrebbe meglio comprendere.
E chiedono lavoro, salute, fortuna, donne (uomini), un fungo atomico che ripulisca in mondo da questa umanita’.
L’ultima prece è la mia.
Adoro l’idea di un possibile nuovo inizio.

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Ammettetelo.
Siate seri, almeno oggi.
Fatevi prendere, per una volta, da un guizzo di sincerita’.
Ammettete che stavate dimenticando la contrapposizione tra Berlusconi e anti-berlusconiani.
Che l’oblio stava seppellendo termini come toghe rosse, magistratura politicizzata, Milan AC.
Nessuno se lo cagava, piu’.
Pure io che un tempo postavo topic arguti con l’intento di ridicolizzare lui e i suoi die-hard fans avevo quasi smesso di parlare di lui.
Tranne quando postavo foto discinte delle sue donnine salariate.
Beh, ieri Santoro e Travaglio sono riusciti nell’impossibile intento di resuscitarlo – per un 5 punti di share e due libri venduti in più – grazie all’”abile” creazione del circo mediatico di ieri sera.
Il problema è che si dimentica che il re del circo è sempre il clown.
E che quando il clown fa il suo spettacolo almeno meta’ degli spettatori ride sempre.
Anche quando non dovrebbero.
Ma ora scusate, devo andare: sta per iniziare il numero dei nani e delle ballerine.

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