Non credo che la morte abbia un odore, come spesso ci hanno raccontato.
O almeno non certo un odore specifico.
Mi riferisco a quel classico immaginario noir fatto di umori marcescenti, di suppurato cimiteriale, di humus fradicio.
A parer mio è più assimilabile a una sensazione che hai sfiorato e incorporato da piccolo, a un retrogusto, a un deja-vu’.
Una specie di imprinting macabro, mettiamola così.
Ogni volta che succede, a te o al tuo vicino di casa, ti viene la pelle d’oca, perchè quel pensiero indotto è un puntello piantato nel cervello, che qualcuno o qualcosa prova a muovere.
Ma è inutile provare ad eradicarlo: è come il martello del supereroe.
Solo un’essere perfetto, o un pensiero purissimo, puo’ sollevarlo e spostarlo lontano dagli occhi. Lontano dal cuore.
Son sicuro che ognuno di noi abbia presente quella sensazione.
Non esiste gradazione di dolore tra chi subisce, magari di rimbalzo, una morte per suicidio, una morte violenta, o accidentale, casuale o per vecchiaia.
E non è certo più più consolatorio il fatto che Mattia, Mirko, Igor, Fabio, Luciano, Antonio e tanti altri magari agognassero un altro posto nel quale vivere, un’altra famiglia, un altro lavoro, un’altra automobile, un’altra vita. Un destino migliore.
E’ che ogni volta che succede non trovi le parole per essere di conforto a chi ha trasformato quel fastidioso retrogusto in una sbornia di dolore.
Che non passerà certo con un’aspirina ma solo con la pazienza dei giorni tutti uguali tra loro o con l’affetto dei nipotini.
Perchè poi, forse, magari, chissa’, la morte è veramente un mistero insondabile, un arcano che per definizione non può essere spiegato.
Solo immaginato per rendere le lacrime meno amare.
O più dolci: dipende da chi le versa.
Forse davvero la morte va lasciata fuori da quelle speculazioni metafisiche che vogliono dare un senso al tutto.
Sempre e comunque. A qualsiasi costo.
Giusto per bearsi dell’orgoglio di una risposta.
Invece ho il timore che trovare un senso alla morte, a certe morti, sia un costosissimo lusso dell’anima, che verrà pagato a caro prezzo.
Peraltro è possibile che mi sbagli e che, a farmi sragionare, sia semplicemente l’ennesima tragedia accaduta a Sant’Antioco.

uomonero



One Response to “La morte è un costosissimo lusso dell’anima”

  1.   marco58 Says:

    La morte è un ritorno al precocepimento. Dopo di essa, il nulla, sarà come non essere mai nati. Checchè se ne dica e checchè se ne pensi.