Archivio Agosto 2012

La crisi non accenna a fermarsi e gli esperti dicono che ne avremo per tutto il 2013: i fratelli Mortimer e Randolph Duke dell’agenzia di rating Duke&Duke oggi mi hanno mandato un dispaccio che diceva che chi avesse investito sul nuovo libro di Michela Murgia a fine giornata si sarebbe ritrovato con una filippica di Marcello Fois.
E’ la Sardegna che paga il prezzo maggiore della crisi in Italia. Del Sulcis non ne parlo e tantomeno lo metto in fundo, intanto perchè ci vivo e poi perchè non si fanno classifiche di differenti, ma omologhe, disperazioni.
Tuttavia gli operai e i minatori del Sulcis-Iglesiente hanno insegnato all’Italia che per attirare l’attenzione dei media e del Presidente Napolitano non bisogna essere in tanti, spaccare vetrine e teste, o rivolgersi con deferenza a Cappellacci ma occorre avere un pò di fantasia e faccia tosta. Grazie al lavoro sotterraneo di di Louis Winthorpe III – il vero guru di gente come Lele Mora cioè di coloro che son caduti e poi son stati capaci di rialzarsi – son venuto in possesso del dossier che racchiude il programma di tutte le manifestazioni di protesta delle categorie sarde più vessate. Parrebbe, a quanto leggo, che i vari sit-in, scioperi, agitazioni sindacali si terranno nei due luoghi più amati dal sardo medio: il Palazzo della regione di via Roma e il prossimo stadio del Cagliari. In qualsiasi posto esso verra’ ubicato.
Così son venuto a sapere che:
- Le partite Iva si divideranno in gruppi di quattro e andranno a razziare tutti i carnet di fatture nei vari empori sardi per creare profondo disagio a dentisti, medici che visitano in privato, notai, commercialisti e partite Iva. La loro lotta verra’ seguita passo dopo passo sulla tv della Margherita s.p.a. in diretta streming.
- I membri del Comitato sulla Continuita’ Territoriale faranno un’azione dimostrativa per mostrare al mondo che lo Stato Italiano non recuperera’ mai il suo debito facendo pagare caro come benzina il prezzo dei biglietti di aerei, navi e carrette del mare varie: di più non so dirvi perchè nel papello c’è scritto solamente che il loro sponsor sara’ la Red Bull.
- I lavoratori dei centri commerciali in data XX-XX-XXXX si metteranno in contatto tra di loro tramite sofisticati software basati su bicchieri di plastica uniti da un filo e spegneranno in contemporanea tutti i condizionatori d’aria dei centinaia di Conad, Eurospin, Lidl, Pellicano dislocati nei vari punti Sardegna. Si prevede che la veemente protesta degli anziani che nei centri commerciali trovano refrigerio possa attirare l’attenzione sulla loro condizione di precari. O almeno una visita della Guardia di Finanza.
- I camerieri (quelli stagionali, non “assicurati”) con tipico orgoglio sardo, si metteranno ritti di fronte ad ogni turista continentale presente in qualsiasi bar, ristorante, pizzeria, kebabberia, birreria sparandogli una supercazzola in sardo, a bruciapelo. E alla richiesta di chiarimenti porteranno uno scontrino maggiorato con su scritto POBA.
- I consiglieri regionali e parlamentari sardi protesteranno di fronte agli stabilimenti dell’Alcoa, della Vynils, dell’Eurallumina, all’Isola dei Cassintegrati, di Ottana ma saranno irriconoscibili perchè avranno sul volto una maschera tipo quella del film V come Vendetta. Ma con le sembianze di Mauro Pili.
Le pagine sugli agricoltori, sui pastori, sugli animalisti e i vegetariani (inclusi i vegani),sui proprietari di stabilimenti balneari e gli indipendentisti sono strappate o illegibili.
Unico indizio per capire la provenienza del testo, in alto a destra della pagina un logo, di azzurro vergato: “La Sardegna torna a Sorridere”.

uomonero

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A chi come me, la mia dolce meta’ e amici vari, capita di bazzicare scogliere, spiagge e anfratti di Sant’Antioco può succedere di imbattersi in diversi sacchetti di rifiuti, bottigliette di plastica, fazzoletti di carta, cicche e pacchetti di sigarette, bottiglie di birra, bric di Tavernello, abbandonate sugli scogli stessi, incastonate con una buona dose di creatività nelle insenature o lasciate nella vegetazione lungo le discese che portano al mare.
Ad un osservatore particolarmente portato alla malizia potra’ sembrare che la tipica psicologia antiochense è quella di essere un fottuto menefreghista, incurante della bellezza che gli gira attorno, fancazzista e ignorante, convinto di essere Al Capone e quindi di poter fare tutto quello che gli dice il suo unico neurone. La verità è che è solo un’inutile stronzo, una brutta copia di Briatore senza i suoi soldi, viziato, inetto tanto da essere incapace pure di riportare a casa una busta per l’immondezza e poi differenziarla in un secondo momento.
Ma le cose non sono così lineari, ci mancherebbe, basta leggere molte delle cose che scrivono le decine di copie delle Pussy Riot in sedicesimo su Facebook. Da quelle parti la colpa è come sempre della Casta che non ha saputo sensibilizzare bene la popolazione autoctona e anche turista (romani, maledetti romani che a massetta cercate di piantare un ombrellone a Cala della Signora) sul giusto modo di fare la differenziata.
E così i nostri concittadini, non sapendo bene dove collocare i vari tipi di rifiuti, per evitare figuracce pensano bene di lanciarli dal punto più alto della scogliera come se fossero in missione per conto di Dio e dovessero fare la loro parte nel salvare Fukushima dall’eccesso di rifiuti radioattivi.
Ma i contenitori delle Pringles non contengono cesio 137, sciocco subumano.
Ora visto che chi di dovere non farebbe il suo dovere provo io a fare la mia parte da buon cittadino stilando un prontuario minimo che permetta di evitare di insozzare il posto dove persone per bene e con la testa sulle spalle vorrebbero riposare le sacre terga senza temere di mettere le mani in fazzolettini impregnati di chissa’ quale liquido corporeo.
Bottiglie, bric di Estatè – anzi del più economico the alla pesca del Lidl – stipali in bocca della tua fidanzata.
Perchè se sta con uno come te è perchè per te farà qualsiasi cosa. Incluso imitare la rana dalla bocca larga.
Per i fazzoletti di carta, i sacchetti di plastica et similia son sicuro che la vostra mammina saprà cosa farne.
Quindi prima di fare qualche gesto inconsulto provate a chiamarla.
Con l’addebito, magari.
E poi le sigarette, cavolo, le cicche delle sigarette, porcogiuda.
Ecco quelle spegnetevele sulle balle e tenetevele per il tragitto sino a tornare a casa nel vostro costumino da bagno griffato o nel vostro microscopico perizoma. Una volta arrivati a la maison le collocherete accanto all’urna cineraria di qualche vostro caro estinto. Che del porco non si butta via mai niente.
Credo che con questo prontuario minimo si possa fare tanto: unisciti a me e aiutami a tenere Sant’Antioco pulita.
O anche solo un po’ meno zozza, su’.

*imbeccata dai Paguri

uomonero

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(ma non totalmente)

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