Archivio Luglio 2012

C’era una volta un segretario di nome Luca Mereu che viveva al primo piano della ex-Contessa di Zombieland.
A Luca piaceva l’incredibile somiglianza tra il Ponte di Sant’Antioco e quello di Sarajevo, ma il suo piu’ grande sogno era sempre stato diventare un eroe.
Un giorno Luca senti’ bussare forte alla porta e corse ad aprire saltellando mentre mangiava dei Fonzies, che se non ti lecchi le dita godi solo a metà.
Sulla soglia c’era un ramarro parlante che disse: “Luca! Luca! Devo darti una notizia!”.
“Cosa succede?” – rispose Luca.
E il ramarro esclamo’: “Il ragazzo che abita di fronte a casa tua che di mestiere fa l’attizzatore di fuochi a Corongiu Murvoni e’ stato rapito dalla ragazza che zittì il mondo per sei minuti. E’ la tua occasione per diventare un eroe”.
Allora Luca urlo’ a gran voce: “La pecora arrosto ha un gusto un pò troppo forte e quando ti lavi le mani rimane l’odore peggio dei gamberoni ma…ragazzo che arrostisce, o arroste, pecora io ti salverò”.
L’indomani Luca si mise in viaggio a bordo della sua apixedda Fast&Furious per raggiungere la grotta dove viveva la terribile ragazza che zittì il mondo per sei minuti e sfidarla per salvare il ragazzo che di mestiere fa l’attizzatore di fuochi a Corongiu Murvoni.
Quando giunse alla grotta decise di fare una pausa per riposarsi e spense l’apixedda.
All’improvviso apparve il genius Locci che disse: “Ciao Luca! Io posso aiutarti a salvare il ragazzo che abita di fronte a casa tua che di mestiere fa l’attizzatore di fuochi a Corongiu Murvoni, ma prima devi dimostrarmi il tuo valore superando una prova!”. “Cosa devo fare?” – chiese Luca. ” Devi farti il bagno a Is Pruinis senza ingollare quell’acqua putolente piena di batteri anaerobi provenienti dagli scarichi cloacali ubicati nei pressi – rispose il genius Locci.
Luca si tuffò a trassa di tuffatrice cinese dopata e si rese conto che il compito era abbastanza agevole perchè le sue orecchie erano tarate a 40 decibel e quindi otturate. Alla fine Luca riuscì nell’impresa perchè decise di usare, per uccidere i batteri anaerobi, l’Amuchina liquida datagli da Luca Turilli dei Luca Turilli’s Rhapsody, presidio medico-chirurgico di Is Pruinis. “Complimenti Luca! Sapevo che ce l’avresti fatta! – esclamò il Genius Locci – ora ti diro’ la formula magica che dovrai urlare alla ragazza che zittì il mondo per sei minuti . Non appena incrocerai il suo sguardo urla forte “Abbiamo l’attestato di Comune Riciclone!” e la ragazza che zittì il mondo per sei minuti scomparira’. E ora corri!”. Luca ringrazio’ il genius Locci e si mise rapidamente in viaggio.
L’indomani Luca raggiunse finalmente la grotta dove viveva la ragazza che zitti il mondo per sei minuti.
La grotta era spaventosa, piene di zecche, blatte e merdone perchè non si era ancora provveduto alla disinfestazione ma Luca entro’ ugualmente, avvicinandosi col passo del giaguaro nella camera dove riposava la temibile ragazza che zittì il mondo per sei minuti. Il ragazzo che abita di fronte a casa tua che di mestiere fa l’attizzatore di fuochi a Corongiu Murvoni era in un ecocentro nella stessa stanza e Luca corse li’. “Oh Luca! Non ne potevo più a di differenziare il secco, dall’umido e il vetro – disse il ragazzo che abita di fronte a casa tua che di mestiere fa l’attizzatore di fuochi a Corongiu Murvoni – finalmente qualcuno e’ arrivato per salvarmi! Grazie mille!”.
La temibile ragazza che zittì il mondo per sei minuti, svegliata dal rumore del vetro, vide Luca e stringendo forte gli occhi chiese aiuto a Oratio Caine: “Oratio inforca gli occhiali e vieni in mio aiuto ti prego!”. Ma Oratio Caine infatti non poteva intervenire perchè occupato a risolvere, con il suo CSI Miami, il mistero dei bagnini scomparsi dalle spiaggie di Zombieland. Solo per un attimo apri’ gli occhi e Luca, approfittandone, urlo’ fortissimo: “Abbiamo l’attestato di Comune Riciclone”.
La temibile ragazza che zittì il mondo per sei minuti, contorcendosi per il dolore, svani’ in una nuvola di polvere di amianto.
L’ecocentro si apri’ all’istante e il ragazzo che abita di fronte a casa tua che di mestiere fa l’attizzatore di fuochi a Corongiu Murvoni torno’ di nuovo in liberta’.
Il giorno successivo, davanti a tutto il popolo del primo piano della ex- Contessa di Zombieland Luca divenne un eroe.

uomonero

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Non abbiamo detto nulla del modo in cui si può contrarre il virus dello zombismo.
E se non abbiamo fatto quello figuriamoci se diremo chi ha creato il virus che rende zombies, anche se in fondo all’animo qualcuno di voi la risposta se l’è gia’ data.
Ma poichè ci piace contraddirci qualcosa comunque dovremo pur dirla, consapevoli che – dalla holding ubicata in Sa Passillara – l’Umbrella Corporation ci sta ascoltando.
C’è la modalità classica: quella alla Night of the Living Dead di George Romero, per intenderci.
Ti fermi un attimo a guardare i nonnetti che ballano il latino-americano nel Lungomare e sei fottuto.
A meno che non ti cavi gli occhi e mozzi le orecchie, come detto ieri.
Poi c’è quella un pò cervellotica di Mortal Kombat: in pratica siete creta nelle mani di un paio di matusa morti di sonno che vi comandano come marionette.
Infine ci sono gli zombies di Thriller che diventano tarantolati con la musica: non importa quanto sarete in disfacimento, voi ballerete come Michael Jackson.
Ma quel tipo di zombies li potrete trovare solamente all’Aquarium.
Che per la cronaca è a Calasetta, anche se chi lo anima sono ragazzi antiochensi.
Insomma la solita questione dell’emigrazione giovanile.
Ritornando alle regole per sopravvivere a Zombieland una delle più importanti è l’allenamento all’uso delle armi bianche: poichè difficilmente troverai una birra dietro il cespuglio, ma dovrai pagarla a prezzo maggiorato in qualche bar del Centro, cerca di allenarti almeno con la pattadese. E ricordati, l’abbiamo gia’ detto: se vedi uno zombie (magari uno con le fattezze di qualche politico anti-movida) affonda sempre il colpo.
Cerca di muoverti costantemente da un luogo all’altro, alla ricerca di cibo, acqua, armi, alloggio e lavoro.
Infatti sostando troppo in un punto gli zombie vi scoveranno, meglio non affezionarvi troppo ai posti e alle persone se vorrete vivere più della vostra donna (o uomo) che sicuramente vi starà cercando.
Per mangiarvi.
Il fatto poi, che gli zombies siano i responsabili del 98% delle morti in questo mondo post-apocalittico non ti rende immune da altri tipi di incidenti come partecipare all’Arrostita di Corongiu Murvoni.
Potresti ad esempio riuscire a fuggire sino a Coaquaddus e slogarti in modo serio la mascella dalle risate dopo aver visto che un parcheggio per i camper viene chiamato “Area Osservazione Naturalistica”.
Nello zaino di un sopravvissuto poi, deve esserci tutto l’occorrente: almeno un’Ichnusa, un sacco a pelo, una corda e biglietto per la Germania. A meno che non siate McGyver, allora avete solo bisogno di una forcina per i capelli. Ah, anche un preservativo. Non si sa mai che vi tocchi la fortuna di avere come compagna di sventure Emma Stone.
Altra regola fondamentale è avere la consapevolezza che non esiste un posto sicuro per nascondersi.
Ma sopratutto non ascoltate mai il genio che nei film horror – c’è sempre un genio nella cricca – dice “dividiamoci!”.
State sempre in gruppo perchè sei liste, ricordiamolo sempre, favoriscono la frammentazione e fanno fare utili milionari all’Umbrella Corporation.
Non fate rilevare mai la vostra presenza: non chiedete mai “C’è qualcuno?” oppure “Chi è là?”.
Di certo ci sarà veramente qualcuno che non vorreste mai incontrare tipo qualche consigliere che fa la pennica sui banchi del consiglio comunale.
E voi urlando lo potreste svegliare.

uomonero

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Ci sono un serie di regole essenziali da seguire se vorrete vivere a lungo a Zombieland.
O almeno sopravvivere per un certo lasso di tempo, prima di emigrare.
Innanzitutto la forma fisica: è chiaro che se sei un ciccione che va avanti a colpi di panini del Bocadillos o di Marco’s uno zombie ha più possibilità di agguantarti e divorarti il cervello. Quindi mettiti a sudare magari stabilendo il tuo quartier generale ai campetti di Mario, che almeno quei soldini li lasciamo in paese.
Poi il doppio colpo: non aver paura di sprecare una pallottola in più del previsto.
Quelli sono gia’ morti, cerca per una volta di non comportarti come certi commercianti antiochensi.
Non fare il tirchio, insomma.
Se ti trovi in un gruppo numeroso poi, non fare l’eroe cercando di salvare pulzelle indifese o l’amico del cuore: scappa a gambe levate che non devi dimostrare nulla a nessuno.
E poi lo sanno tutti che a Sant’Antioco ognuno pensa per se: non vorrai smentire, tu, proprio tu, questa consuetudine?
Una volta che sei riuscito a raggiungere l’automobile poi, controlla sempre il sedile posteriore: il tuo migliore amico potrebbe esser diventato uno zombie acquattato per meglio addentarti la giugulare mentre guidi.
Preparati poi una via d’uscita in caso di emergenza perchè quando sarai circondato da una cinquantina di morti viventi pronti a farti a pezzi non avrai certo il tempo di aprire una porta o saltare da una finestra.
Lo scricchiolante ponte di Sant’Antioco è l’ideale.
Fondamentale poi avere un compagno di viaggio stra-cazzuto: uno tipo Massimo Zedda di Cagliari ma vista la mala parata andra’ bene anche quello che spara i fuochi artificiali alle sagre paesane: perchè tu sicuramente te la farai addosso alla lettura dell’ordinanza sindacale ma lui non avrà certo paura di alzare il volume della radio.
Fai silenzio!
Non sparare un singolo zombie in Sa Passillara, riveleresti la tua presenza alle decine di zombies che sicuramente si annideranno nella Fontana Romana o nascosti tra i fiori dello Zampillo.
Preferibile usare un’arma bianca tipo un kebab o, se proprio costretto, un gelato artigianale.
Se vuoi passare inosservato tra gli zombies devi: trovare uno zombie, stordirlo con un walkman che emetta onde sonore che superino i 40 decibel, infine costringerlo a firmare una petizione che chieda al sindaco di ripristinare una soglia sonora decente.
Occhio però all’inchiostro simpatico, molti ne fanno un uso smodato.
Ogni volta che ingaggerai una battaglia con gli zombies subito dopo controlla i tuoi compagni per vedere che non siano stati morsi. Si dice in giro che esiste una petizione firmata da circa 8000 persone. Quindi se tu non l’hai firmata sicuramente l’ha fatto tuo marito o tua moglie.
Occhio ai Giuda dunque, che con sei liste il rischio frammentazione è pressochè certo…(continua)

uomonero

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“Mah, non capisco a cosa servirebbe andare in giro a dire di essere gay. Perché gli eterosessuali non lo fanno”.
Lo ha detto Gianni Rivera sul Corriere.
A parte che diffido sempre degli ex-calciatori che parlano di calcio.
Gia’ non ne azzeccano una nel loro campo figuriamoci quando cianciano di diritti individuali.
Quindi, a che servirebbe andare in giro a dire che si è gay?
A niente, presumo.
Semplicemente per evitare di nascondersi, per mostrare agli altri che non si sta facendo nulla di male, per evitare di dissimulare.
Poi Rivè ovviamente non deve piacerti per forza sta’ cosa chiamata omosessualita’.
Strano ma vero a molti, ad esempio, non piace il calcio.
Ma mica alla vista di quelle esultanze idiote, promiscue, innaturali, sudaticce vanno di fronte al primo giornalista buono a dire:
“Mah, non capisco a cosa serva andare in giro a far vedere che si è fatto un goal”.

uomonero

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