Archivio Luglio 2011

tifosiIo so bene che c’è la fame a Sant’Antioco.
O qualcosa che ci si avvicina molto.
So che c’è poco lavoro. Anch’io sono un lavoratore che deve fare i conti con la precarietà, come voi.
So che quando si è in uno stato di fragilità e di bisogno spesso una plausibile promessa può apparire una speranza.
O una garanzia, sopratutto quando la fretta diviene cattiva consigliera.
Ma so anche che, sopratutto in condizioni di debolezza esistenziale, le regole vanno rispettate.
Proprio perchè sono l’unica certezza rimasta per orientarci.
Sono l’unica bussola. Il meridiano di Greenwich. Almeno un punto cardinale su quattro.
Sicurezze appunto. In un periodo di confusione e di bisogno.
Altrimenti, in mancanza di punti di riferimento, si potrà dire e fare tutto e il contrario di tutto.
Come certe cose che ho sentito in consiglio comunale ieri.
Si potra’ dire che – senza che nessuno contestasse l’aberrazione logica, storica e temporale – chi si oppone sono i soliti pensionati della Sardamag (mio padre non c’era), che sono i soliti quattro gatti, che lo scempio di Is Pruinis è stato causato da quelli di Sant’Antioco Nostra! e dalla sinistra in genere, che solo il movimento delle partite IVA e dei commercianti sa cosa vuol dire alzarsi alle 6 di mattina (mia moglie lo sa bene, ad esempio) e non sapere come mettere il pranzo con la cena.
E si potra’ dire, anzi urlare, in un consiglio comunale pieno di gente allertata – tra bandiere che sventolano e applausi che fioccano – che a Coaquaddus va edificata costi quel che costi.
Ma in un mondo dove si puo’ dire e fare tutto e il contrario di tutto io potrei anche sostenere anche le vostre ragioni, amici del Movimento Artigiani e Commercianti di Sant’Antioco.
Ma prima mostratemi una via legale che porti al vostro/nostro albergo a 5 stelle. Volevo dire Centro Termale.
Ai vostri due anni di occupazione.
Ai vostri 150 posti di lavoro.
Prima ho evocato la spasmodica necessità di un punto fermo. Di un centro di gravità permanente.
Ma in questo confuso frangente vedo solo un sacco di gente che si mette a 90° o si dimena a 360°.
Come mosche in trappola. E nel calappio ci siamo dentro tutti, nessuno escluso.

uomonero

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Benvenuti aZombielandCi sono un serie di regole essenziali da seguire se vorrete vivere a lungo a Zombieland.
O almeno sopravvivere per un certo lasso di tempo.
Innanzitutto la forma fisica: è chiaro che se sei un ciccione uno zombie ha più possibilità di agguantarti e divorarti il cervello. Quindi mettiti a sudare magari stabilendo il tuo quartier generale in una palestra. Poi il doppio colpo: non aver paura di sprecare una pallottola in più del previsto. Quelli sono gia’ morti, cerca per una volta di non comportarti come certi consiglieri regionali del PD. Non fare il micragnoso, insomma.
Se ti trovi in un gruppo numeroso poi, non fare l’eroe cercando di salvare pulzelle indifese o l’amico del cuore: scappa a gambe levate che non devi dimostrare nulla a nessuno. E tanto il mondo come lo conoscevi tu non ha più le stesse regole di una volta. Una volta che sei riuscito a raggiungere l’automobile poi, controlla sempre il sedile posteriore: agli zombies piace acquattarsi per meglio addentare la giugulare dei malcapitati guidatori.
Preparati poi una via d’uscita in caso di emergenza perchè quando sarai circondato da una cinquantina di morti viventi pronti a farti a pezzi non avrai certo il tempo di aprire una porta o saltare da una finestra. Quello succede solo nei film horror remake di altri film horror.
Fondamentale poi avere un compagno di viaggio stra-cazzuto: uno tipo il Vin Diesel di Pitch-black o il Nicolas Cage Con-Air: perchè tu sicuramente sarai un bimbominkia ma lui sara’ armato sino ai denti.
In caso di morso di uno zombie: beh, o ti amputi subito il braccio (l’unica parte del corpo che puoi amputare con la gamba, bada ben) o queste regole serviranno a chi dovra’ farti il culo appena ti trasformerai in zombie.
Fai silenzio! Non sparare un singolo zombie in un aeroporto abbandonato, rivelando così la tua presenza ai migliaia di zombies che sicuramente si annideranno nella torre di controllo o negli hangar.
Preferibile usare un’arma bianca tipo una mazza o, se costretto, una motosega.
Se vuoi passare inosservato tra gli zombies devi: trovare uno zombie, ucciderlo, farlo a pezzi, spalmarti per benino quella carne putrida addosso, cosi gli zombie penseranno che sei come loro perche’ puzzerai uguale. Occhio però alla pioggia. Ogni volta che ingaggerai una battaglia con gli zombies subito dopo controlla i tuoi compagni per vedere che non siano stati morsi. Se sei fortunato avrai una compagna di viaggio come Milla Jovovich o Emma Stone e magari ci scappa pure la visione della tetta.
Non abbiamo detto nulla del modo in cui si può contrarre il virus dello zombismo. E se non abbiamo fatto quello figuriamoci se diremo chi ha creato il virus che rende zombies. Ma poichè ci piace contraddirci qualcosa comunque dovremo pur dirla, consapevoli che l’Umbrella ci sta ascoltando.
C’è la modalità classica: quella alla Night of the Living Dead di George Romero, per intenderci. Un morso e sei fottuto. A meno che non ti amputi l’amputabile, come detto ieri. Poi c’è quella un pò cervellotica di Mortal Kombat: in pratica siete creta nelle mani di Quan-Chi che vi comanda come marionette. Infine ci sono gli zombies di Thriller che diventano tarantolati con la musica: non importa quanto sarete in disfacimento, voi ballerete come Michael Jackson.
Ritornando alle regole per sopravvivere a Zombieland una delle più importanti è l’allenamento all’uso delle armi bianche: poichè difficilmente troverai un kalashnikov dietro il cespuglio cerca di allenarti almeno con la pattadese. E ricordati, l’abbiamo gia’ detto: se vedi uno zombie (magari uno con le fattezze di Johnny Deep) affonda il colpo sempre al cervello. Cerca di muoverti costantemente da un luogo all’altro, alla ricerca di cibo, acqua, armi e alloggio. Infatti sostando troppo in un punto gli zombie vi scoveranno, meglio non affezionarvi troppo ai posti e alle persone se vorrete vivere più della vostra fidanzata che sicuramente vi starà cercando. Per mangiarvi. Il fatto poi, che gli zombies siano i responsabili del 98% delle morti in questo mondo post-apocalittico non ti rende immune da altri tipi di morti come incidenti o cause naturali. Potresti riuscire a fuggire su una nave della Tirrenia barca e morire di infarto dopo aver visto il prezzo del biglietto. Nello zaino di un sopravvissuto poi, deve esserci tutto l’occorrente: almeno una pistola, un sacco a pelo, una corda e una torcia. A meno che non siate McGyver, allora avete solo bisogno di uno Slinky. Ah, anche un preservativo. Non si sa mai che Emma Stone vada in crisi di astinenza in quel mondo perduto. Altra regola fondamentale è avere la consapevolezza che non esiste un posto sicuro per nascondersi. Infatti ci saranno sempre almeno un paio di zombies nascosti nei bagni dell’edificio oppure uno dei tuoi compagni e’ stato morso oppure arriveranno delle nuove tipologie di zombies geneticamente modificati che riusciranno a scavare sotto terra e sbucare sotto il tuo letto in qualsiasi momento. Non fate rilevare mai la vostra presenza: non chiedete mai “C’è qualcuno?” oppure “Chi è là?”. Di certo ci sarà veramente qualcuno che non vorreste mai incontrare tipo Felicetto Contu che fa la pennica sui banchi del Consiglio Regionale. E voi urlando lo potreste svegliere. Urlando. Per concludere il nostro simpatico vademecum per sopravvivere ai morti viventi posto una domanda da casa di un nostro affezionato lettore: “Caro Luca ho una domanda da porti che ritengo abbastanza intelligente. Allora partendo dal fatto che gli zombies sono esseri vivi e con un cervello che funziona a livello base questo significa certemente che per camminare hanno bisogno del sangue e della pressione per far muovere i muscoli…fin qua ci siamo. Ma la mia domanda è: se tu gli spari nel cuore naturalmente con un grosso proiettile tipo un calibro 12 il cuore si spappola e di conseguenza non c’è più pressione del sangue a far muovere il corpo e quindi “morirebbero” o cmq perderebbero la loro combattività. Che ne pensi, secondo te potrebbe funzionare?
“No”.

uomonero

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premio_ricicloni_santaPremetto che la raccolta differenziata è prima di tutto un atto di civiltà e di evoluzione sociale che non si può mettere in discussione. Detto questo, il mio ragionamento “nazional-popolare” nasce sulla base di altre considerazioni.
Qualche giorno fa ho ricevuto la notifica di pagamento della Tassa Rifiuti Solidi Urbani concernente la mia attività commerciale.
Guardando i costi degli ultimi anni noto che gli importi sono considerevolmente aumentati fino a raddoppiarsi nel giro di poco tempo (si passa da € 231,63 nel 2003 a euro 502,32 nel 2007).
Qui è riportato il testo di un articolo pubblicato nel 2008 nel quale si segnala un cospicuo risparmio di cui si è avvantaggiato il Comune nel momento nel quale abbiamo iniziato a differenziare i nostri rifiuti.
Risparmio di cui, evidentemente, non si sono giovati i cittadini considerato che, dal momento nel quale è subentrata la raccolta differenziata, io personalmente ho visto cambiare l’importo finale della tassa di appena 15,08 centesimi di euro.
La cosa che fa incazzare è che, a fronte di questo stato di cose, i servizi pubblici forniti al cittadino non sono adeguati alle esigenze del Paese determinando un decoro urbano ed extra-urbano a dir poco discutibile.
Mentre noi paghiamo gli effetti di tutto ciò, sarebbe interessante che qualcuno si sproppoddasse a spiegarcene le cause.
Grazie.

carlo lai

(continua…)

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ultima spiaggia1. È vero che se un terreno è agricolo e dunque non si possono costruire residenze, alberghi, ma solo fabbricati legati all’attività agricola il suo valore è praticamente risibile (valore agricolo medio terreno seminativo nell’isola di Sant’Antioco €/ha 5300,00, ovvero €/mq. 0,53 fonte: Agenzia del Territorio)?
2. E’ vero che per il mercato immobiliare residenziale in località turistica si aggira intorno ai 2000 €/mq (fonte: Agenzia del Territorio)?
3. E vero che l’incidenza del suolo per mq. di costruito in Zona Paesaggistica di alto pregio, può incidere anche per il 30% del valore dell’immobile realizzato?
4. Le risulta quindi che il valore attuale del terreno sia di 77.680mq. x 0,53 €/mq = €. 41.170?
5. Le risulta anche che 60.000 mc corrispondano mediamente a 20.000 mq di superficie commerciale?
6. Le risulta pertanto che si otterrebbe un valore complessivo del realizzato pari a €. Mq 20.000 x €. 2.000 x 0.30 = €. 13.200.000?
7. Questo incremento di valore non è dovuto all’eventuale – non sia mai – approvazione del cambio di destinazione d’uso?
8. Non ritiene pertanto che tale plusvalore sia il minimo, che la Società proponente dovrebbe versare nelle casse del Comune, visto che è il Comune che ne determina la variazione d’uso, per non creare una concorrenza sleale nei confronti di coloro che intendono realizzare nelle costosissime aree edificabili?
9. Sarebbe disposto ad applicare lo stesso metodo per qualsiasi iniziativa venga presentata al Comune di Sant’Antioco, compresi i singoli cittadini?
10. E’ questo che Lei intende per PIANIFICAZIONE?

alfonso curridori

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mario brosL’altro giorno ricevo una mail preoccupata da Luigi Bros che mi dice che Mario Bros ha avuto un brutto incidente sul lavoro mentre cercava di recarsi a Bortigiadas per pulire dalle incrostazioni di vomito i tubi idraulici della sede onoraria del Gal Gallura .
Allarmato dal tono preoccupato della mail di Luigi corro in fretta e furia all’ospedale di Mushroom Kingdom, un luogo pacifico in cui creature dalla testa fungina chiamate Toad vivono in perfetta armonia tra di loro senza che nessuno gli rompa le balle con le astruse teorie di Ervin Goffman e Amartya Sen.
Entro nella stanza e vedo una spirale di tubi respiratori e flebo che cercano di tenere in vita un corpicino pacioccone ma devastato per il 35% da ustioni di III° grado. Nonostante il gran dolore Mario Bros vuol raccontarmi il vile agguato che lo ha ridotto in quelle condizioni.
Era arrivato all’8° livello della nuova versione per Play-station 3 del classico “Mario Bros contro Dafni Ruscetta” che, proprio mentre stava saltando dal punto più alto della sede di Tiscali-Sa Illetta per prendere delle monetine appese al cielo si è trovato di fronte proprio Dafni Ruscetta che, di verde vestito e con una corona d’alloro in testa, era protetto e circondata dalle truppe del “Bowser” in assetto da combattimento.
Poichè l’ultimo pezzo letto sul sito di Gianvalerio Sanna lo aveva ispirato ad essere coraggioso e non presuntuoso Mario Bros racconta di essersi avvicinato a Dafni per chiedere strada con fare impavido ma con quella deferenza che normalmente si usa verso un’intellettuale di razza. Aggiungendo che, se così non fosse stato, sarebbe stato costretto a usare il Super Fungo, un power-up che l’avrebbe trasformato da Mario a Super-Mario così da non appiattire le sue posizioni su un’unica visione del mondo, che dà l’illusione di un’identità ‘univoca’.
Ma proprio mentre sembrava che il Dafni ormai fosse stato convinto – anche e sopratutto dai baffoni di Mario considerati i più invidiati del cyber-spazio da una giuria a 3 composta da Crash Bandicoot, da quello che lancia dall’alto i mattoni di Tetris e da Tore Ladu – ecco che all’improvviso viene attaccato improvvisamente da un Bowser cavalcato da Maria Antonietta Mongiu così da cadere dal ponte levatoio e precipitare in un mare di lava.
“Sarei sicuramente morto – mi confessa tra i rantoli e le lacrime Mario Bros – se non fosse passata in quel momento Enrica Puggioni, assessore alla Cultura del Comune di Cagliari, l’unica capace di far vibrare il gran cervello della Mongiu dall’alto del suo invidiabile curriculum e aprire così un varco spazio-temporale così ampio da permettere l’invio di un fire-flower, che ha permesso di salvarmi la pellaccia. Confesso che in quel bruttissimo momento mi è stata di gran conforto l’apparizione della Principessa Peach con le sembianze di Caterina Murino. O Valentina Sanna, non ricordo bene…sai Luca, tutta questa morfina”.
Con un ultimo, penoso movimento mi avvicina un foglietto di carta dicendomi prima di svenire: “”Loro” mi hanno costretto a scrivere un verso in rima, pena la perdita definitiva di tutti i funghi 1-up che regalano i bonus vita. Ma con queste due righe son sicuro di togliermeli di torno una volta per tutte”.
Faccio per andarmene ma prima do una scorsa al foglietto consegnatomi da Mario.
Esco dalla stanze e mi incammino lentamente dirigendomi verso il nuovo, fiammante, radar di Sant’Antioco per arrostirmi due wurstel, chiedendomi sconsolato come farò ora a spiegare a Mario Bros che la strofa: “L’amore conta, l’amore conta, conosci un altro modo per fregare la morte?” è di Ligabue e non di uno degli aulici cantori di Sardegna Democratica.

uomonero

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coaquaddus2Un centro termale che andrà ad occupare nove ettari, per 67000 metri cubi di volumetrie complessive allo scopo di creare 250 posti letto. Il tutto a 200 metri dalla spiaggia di Coaquaddus, la più bella e frequentata dell’isola di Sant’Antioco. E ancora: un bus navetta che farà la spola tra la cittadina e la struttura per 12 mesi all’anno; parcheggi messi a disposizione dei bagnanti; un eliporto fornito di elicottero per tutte le emergenze. Spiaggia che verrà pulita gratuitamente con tutti i servizi di salvamento, torretta con bagnino incluso e persino un motoscafo per le operazioni di salvataggio e soccorso. Ma sopratutto la promessa di utilizzare maestranze e prodotti locali con il solenne impegno di impiegare oltre trecento persone tra occupazione diretta ed indotto e con altri cento operai assunti per due anni per costruire il complesso turistico. Con un investimento di circa 18 milioni di euro.
Sono le intenzioni del faraonico progetto – per i target sulcitani – presentato quasi un mese e mezzo fa, in un’affollata seduta di consiglio comunale, dalla società immobiliare GEAD (che da 40 anni ha le sue attività principali nel polo industriale di Portovesme) all’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco, che lo ha fatto proprio.
Progetto che sta diventando una solida realtà considerato che sarà all’ordine del giorno della prossima commissione edilizia.
Tra i favorevoli all’iniziativa ci sono ovviamente l’amministrazione comunale di Sant’Antioco, con il sindaco Mario Corongiu in testa; un gruppo – non si capisce quanto nutrito – di imprenditori antiochensi e, notizia dell’altro ieri, la CGIL del Sulcis che, a prescindere dalla compatibilità del progetto alle norme vigenti della pianificazione, vede nel centro termale la panacea per risolvere alcuni dei mali occupazionali del territorio.
Tra i contrari vi sono le associazioni ambientaliste con in primis la sezione cittadina di Italia Nostra, alcune sezioni cittadine dei partiti del centro-sinistra come il Partito Democratico e i socialisti e molti cittadini di Sant’Antioco che sono in fibrillazione perché vedono messa fortemente in pericolo l’unica spiaggia isolana che finora si è salvata dalla cementificazione. E’ degno di menzione il fatto che coloro che stanno manifestando le loro perplessità sull’intrapresa della GEAD non si oppongono all’iniziativa in sé – che anzi reputano degna di attenzione e necessaria visto il perdurante stato di crisi sociale e occupazionale che attanaglia da tempo Sant’Antioco – ma auspicherebbero che il medesimo progetto venisse “traslato” in quelle aree che permetterebbero i medesimi interventi (come ad esempio la località balneare di Maladroxia), perché fanno parte di quella faglia d’acqua calda che percorre in modo sotterraneo l’isola di Sant’Antioco, evitando così di compromettere una delle zone più belle del territorio antiochense.
Il rischio poi, neppure tanto velato, è che l’iniziativa possa configurarsi come un mero scempio ambientale perché andrebbe ad infrangere palesemente, qualora venisse realizzata, il Piano Urbanistico Cittadino, il Piano Paesaggistico Regionale ed il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ponendosi in contrapposizione con l’assunto, ormai consolidato, che i beni paesaggistici e ambientali rappresentano uno degli elementi fondanti del benessere individuale e collettivo. Ora l’ultima parola passa all’intesa di Programma tra Comune di Sant’Antioco, Provincia di Carbonia-Iglesias e Regione Sardegna che dovrebbero dare il loro beneplacito alla realizzazione del centro termale.
Vincoli ambientali permettendo.

uomonero per Sardegna24

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coabruciaMa perché ogni volta che leggo qualcosa sul progetto del Centro termale sulla spiaggia di Coaquaddus (pardon, Hotel a 5 stelle con 10 villette sulle dune) mi vengono i brividi lungo la schiena, mi si accappona la pelle, mi scende il latte alle ginocchia e il fango ai cojoni?
Effetti terapeutici ante operam?
L’ultima volta è stato ieri. Leggevo con curiosità la relazione presentata al convegno e a pag. 5, in merito alle analisi di laboratorio sulle acque termali appena scoperte a Coaquaddus, si riportava testualmente: “in termini di durezza si rilevano valori di 180° F, ben 5 volte superiori al limite di 30°F, e quindi classificabili come acque DURISSIME” e poi ancora “la temperatura si attesta su un valore di 17,9°C”.
Subito dopo, a pag. 10, la mia attenzione viene rapita dall’elenco delle 5 terme esistenti oggi in Sardegna, tutte con temperature alla fonte fra i 40° e gli 80°, tranne le terme di Tempio Pausania che segnano 12°C.
E leggo ancora “Esistono anche acque che sgorgano a temperature più basse (10-15°C) che devono le loro proprietà curativa alla loro LEGGEREZZA”.
Allora 2 sono le cose: o l’acqua calda scoperta a Coaquaddus non ha proprietà curative avendo una temperatura di soli 17° ed essendo contemporaneamente un’acqua durissima oppure siamo su Scherzi a parte e non ce ne siamo ancora resi conto.
E allora permettetemi di suggerire due idee alla programmazione di questa tv trash:
1) Martedì prossimo, stesso canale stessa ora, la società imobiliare Fre.Gatto.Tiò S.p.A presenterà il progetto per la costruzione di un molo-banchina da 500 metri direttamente sulla spiaggia di Maladroxia. Le analisi della sabbia hanno dimostrato infatti proprietà uniche al mondo che consentono la realizzazione di un ottimo calcestruzzo armato resistente alla salinità marina. RISULTATI IMMEDIATI PER LA COMUNITÀ LOCALE IN TERMINI DI CRESCITA E SVILUPPO: i bagnanti di Maladroxia potranno riversarsi nella confortevole caletta di Portixeddu Accuau dove l’ombra arriva alle 15 del pomeriggio, consentendo notevoli risparmi sull’acquisto degli ombrelloni e sulle creme protettive solari. Già pronta la replica in risposta alle polemiche sollevate dalle associazioni ambientaliste: per riempire l’hotel a 5 stelle di Coaquaddus dovremmo pure essere in grado di accogliere i panfili di Marta Marzotto e del principe Giovanelli. Non vorrete mica farli attraccare al Porto in mezzo alle barche dei pescatori con la puzza di pesce?
2) Fra due martedì, stesso canale stessa ora, la società immobiliare P.Ga.Ridda&Q S.p.A., presenterà il progetto per la realizzazione della Piattaforma per l’atterraggio di elicotteri per soccorso, antincendio e situazioni d’emergenza (promessa a pag. 25 della suddetta relazione). L’analisi dei vari siti alternativi ha fatto optare per il promontorio di Turri.
RISULTATI IMMEDIATI PER LA COMUNITÀ LOCALE IN TERMINI DI CRESCITA E SVILUPPO: la piattaforma potrà essere utilizzata anche per far atterrare gli elicotteri dei Vips, mica li vorremmo far atterrare ad Elmas e portarli qui con i pullmini di Danielino e Nonniolu. Già pronta la replica in risposta alle polemiche sollevate dalle associazioni ambientaliste: l’intervento consentirà di demolire quel rudera a forma di torre, disabitato da anni, ricordo della dominazione savoiarda e che nulla ha a che vedere con l’identità tipica della terra sarda. E poi quelle mura circolari non hanno mai consentito di appoggiare i mobili e appendere i quadri alle pareti, perbacco!!

solki cixerri

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02072011210Coaquaddus 02.07.2011.

Piano, piano, lemme, lemme, dopo tutte le altre spiagge del Sulcis, ispirandosi a Calasetta, l’assessore c’è arrivato.
Ora su, un ultimo sforzo.
Faccia mettere gli adesivi che identificano l’umido, il secco, la plastica e la carta nei singoli contenitori che altrimenti i turisti (e qualche antiochense) combinano un casino indifferenziato.
Come hanno fatto tra sabato e domenica.
Ne approfitti oggi che la giornata è uggiosa e non la vede nessuno..

uomonero

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