Archivio Aprile 2011

beppe-grilloAnche ieri ad Annozero, in una noiosissima puntata di Annozero, è andata in onda l’ennesima sfuriata di Beppe Grillo.
Ormai sembra la caricatura di un Caparezza imbolsito, ma questo potrebbe anche essere un bene se sapesse interagire con il prossimo come il rapper pugliese.
Ormai ha i capelli grigi, ma questo potrebbe anche non essere un male perchè sarebbe il segno della saggia capacità di porsi al servizio degli altri.
Ormai è l’unico ad avere sale in zucca, ma questa è un’opinione solo sua e di Michele Santoro.
Beppe Grillo, che tanto vorrebbe un mondo eco-sostenibile, un Parlamento di incensurati e pure lo scudetto per il Genoa, in realtà rende superflua qualsiasi domanda, vano qualsiasi interrogativo, inutile qualsiasi ragionamento.
E non mi sto riferendo al Parlamento pieno di pregiudicati.
Lì naturalmente non c’è logica alcuna.
Semplicemente rende superfluo il feed-back alla stregua delle video-conferenze di Berlusconi tirate su per sollazzare i Promotori della Libertà.
Anche quello insalubre con Maurizio Lupi che ieri, credo avesse ragione parlando del comico genovese.
Ripeto, a scanso di equivoci: credo, forse, magari, può darsi.
Beppe Grillo ha sempre ragione perchè ha già profetizzato tutto dalle pagine del suo blog da almeno 5 anni.
Non c’è più nulla da dire su niente perchè nei suoi meet-up e nei suoi spettacoli a 89.83 euro ci sono già tutte le risposte sulla politica, sull’ambiente, sulla Rete, sugli immigrati, su De Magistris e sul PD-L.
Non c’è nessuno che si salvi.
Quindi tutti giù per terra che non c’è più nulla da fare perchè i partiti sono organizzazioni obsolete, inutili, finite.
Ipse dixit.
A meno che non vi candidiate per il Movimento 5 Stelle.

ps. se proprio non riuscite a fare a meno di profeti e soloni leggetevi la lettera mandata ieri da Adriano Celentano al Fatto Quotidiano: vedrete la luce.

uomonero

Comments 64 Commenti »

giovanhardiSe provassi ad entrare nella testa ultra-clericale di Giovanardi son sicuro ci troverei il pensiero di mille perizoma (e altrettanti push-up) alla maniera di un Gigi la Trottola in brodo di giuggiole.
L’ultima sua uscita sullo spot gay-friendly dell’Ikea poi è micidiale: “L’Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine ‘famiglie’ è in aperto contrasto con la nostra legge fondamentale che dice che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio, in polemica contro la famiglia tradizionale, datata e retrograda”.
Spero che questa vignetta di Makkox venga considerata sufficientemente costituzionale dal sottosegretario alla (Unica) Famiglia Carlo Giovanardi

uomonero

Comments 1 Commento »

RENATO_SORUChi vuol fare politica cucendosi addosso il ruolo di moralizzatore ha oneri che altri non hanno.
Se una persona acquista nel tempo la fama di fustigatore di costumi dovrebbe agire consequenzialmente obbligando tutti all’angolo e richiamando ai rispettivi carichi di responsabilità.
Perché alla natura non piace il vuoto. E neppure quella robaccia color grigio topo chiamata ipocrisia.
Egli deve scombinare i piani, alzare la voce – in copia conforme a ciò che ha sempre predicato – anche in quei consessi decisionali uscendo dai quali istintivamente uno si mette la mano al taschino per controllare se tutto è a posto.
Non deve stare ad osservare in un angolo e adattarsi com’è tipico delle specie inferiori.
Lui deve piombare sulla preda come un gheppio che libra a mezz’aria e poi, vista la preda, artigliarla mosso dall’istinto della necessità. Perché è vero che a quelle altezze si ha la testa tra le nuvole ma è un fio che si paga volentieri perché permette di vedere cose precluse agli altri.
Lo scrutare poi, è un’attività diversa dallo spiare: lo spiare e agire di conseguenza è l’artifizio di chi non ha idee e gioca in contropiede. Lo spiare è creazionista, si affida a una causa esterna, non cerca l’evoluzione della specie.
Si accontenta. Vivacchia. Tira a campare.
La coerenza poi – l’altra faccia della morale – esige vigore etico: essa è tetragona, inscalfibile, inclusiva, materna e paterna assieme, non procede a sbalzi: è un continuum spazio-temporale in movimento perpetuo. Non procede a sbalzi e non indietreggia soprattutto quando in gioco ci sono le aspettative altrui. Quelle della maggioranza speranzosa, dei militanti senza voce e rappresentatività alcuna.
La coerenza non conosce pause neanche alle assemblee e direzioni del PD sardo
Nascendo tondo e non potendo morire quadro quindi non credo sia Paolo Fadda la forza di causa maggiore dei problemi attuali del segretario Silvio Lai e del PD sardo anche perché ho la quasi certezza che non abbia alcuna delle qualità che ho testé nominato.
È piuttosto a Renato Soru che mi riferisco. E la sua politica lottizzatrice, stigmatizzo.
Un Soru che come un ragionier Spinelli qualsiasi si mette a far di conto accontentandosi di piazzare una/due badanti per vegliare il sonno di chi, per causa di forza maggiore e per volontà non sua, non ha più nessuna voce in capitolo in questa storia. L’ex-Governatore sta diventando – e di questo me ne dispiaccio ardentemente – come uno di quei bulletti di quartiere che avendo azzeccato il cazzotto o la postura giusta è divenuto il capo della banda. E tiene in scacco un intero condominio senza muovere un dito e manco proferire parola. Egli è divenuto il braccio armato di una setta che per il quieto vivere da conforto a un’altra setta. Esattamente la medesima tara che gli a-critici aficionados di Sardegna Democratica accreditano ai vari Cabras, Ladu, Marroccu, Sanna, Spissu e Fadda regalando loro epiteti non propriamente cortesi.
Renato Soru è ancora in tempo per avere il PD sardo ai suoi piedi, come un messia democratico che avrebbe i meriti e i numeri per entrare trionfante a Gerusalemme. Pardon in via Emilia.
Se solo fosse ancora capace di uscire fuori dagli schemi.
Invece come un imbonitore scalcagnato ci sta condannando tutti a una Passione da quattro soldi e a guardarci spaesati attorno. E forse, altrove.
Non credo pensasse a questo finale quando aveva in mente di fare la rivoluzione.

uomonero

Comments Commenti disabilitati

16042011335

Comments Commenti disabilitati

NO-radarLo scorso marzo sono iniziati i lavori (per fortuna subito bloccati) per l’installazione di un potente radar di profondità nella collina di “Su Semafuru” a sud dell’isola di Sant’Antioco.
La gestione è della Guardia di Finanza che ha appaltato alla società Almaviva la realizzazione di una rete di radar anti migranti lungo le coste della Sardegna e dell’intera penisola. Questi strumenti emettono un potente raggio elettromagnetico di cui non si sa molto, in particolare non si conoscono gli effetti sulla salute, e sull’ecosistema. Dicono che non creerà problemi alla salute e all’ambiente, ma non forniscono alcuna informazione seria in merito.
Preoccupati per quanto potrebbe accadere, i cittadini di Sant’Antioco si sono mobilitati contro l’installazione del radar anche perché il sito scelto è uno dei posti più belli e più sensibili sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico e perché comprometterebbe qualsiasi ipotesi di utilizzo futuro degli edifici presenti nella collina e creerebbe seridanni all’economia e all’immagine “turistica” dell’isola.
Tra le diverse iniziative in corso segnaliamo:
- Sabato 16 p.v. è indetta una manifestazione popolare di protesta contro l’installazione del radar, organizzata dal “Comitato NO radar”. La manifestazione partirà alle 10.30 dall’area antistante lo stabilimento ex Sardamag e percorrerà la via Nazionale e via Roma, fino a piazza Italia. Dove si terrà un sit in e proseguirà l’azione informativa e di sensibilizzazione.
- Domenica 17, in occasione dell’apertura della Torre Canai per la XIII settimana della cultura indetta dal Ministero per i Beni Culturali, intendiamo unire virtualmente i due Beni Identitari (Torre e Semaforo) che hanno avuto una comune storia nel passato e che purtroppo potrebbero avere un futuro diverso: la Torre recuperata e resa alla pubblica fruizione grazie alla passione e all’impegno volontario di un’associazione culturale (Italia Nostra), mentre il semaforo rischia – a causa del radar – la
completa distruzione e probabilmente anche l’intera area sarà inibita alla fruizione pubblica.
Italia Nostra organizza quindi una passeggiata ecologica che partendo dalla Torre raggiungerà il colle di Su Semaforo, dove si potrà consumare un pranzo al sacco oppure, dopo una breve sosta, si potrà rientrare a fine mattinata. La proposta è di due percorsi uno per esperti, dalla Torre alla Torre (circa 9 km) – ed uno più facile per tutti gli altri, da Peonia Rosa e ritorno (intorno ai 6 km).
Concentramento alle 9.30 alla Torre Canai, e dopo una breve visita alla Torre, partenza per la passeggiata.
In questo periodo la campagna è completamente colorata e sarà una passeggiata davvero fantastica.

Graziano Bullegas

Comments 2 Commenti »

priapo5“Dopo l’ennesima barzelletta oscena, Berlusconi fa portare una statuetta. É uno specie di guscio. Dal guscio esce un omino con un pene grosso. La statuetta ha le dimensioni di una bottiglietta d’acqua da mezzo litro. Il pene è visibilmente sproporzionato. Berlusconi fa girare la statuetta tra le ragazze. E chiede loro di baciarne il pene.”
(Chiara Danese, partecipante a un festino di Arcore)

Silvio Berlusconi mette in ombra, nel breve spazio di un’orgia – lui, genio della comunicazione – secoli di cultura cattolica sostituendola con un’idolo che può aver senso giusto sulla scrivania di un cultore di memorabilia ellenistiche, di un fan di Youjizz o di Rocco Siffredi.
Inchinatevi dunque a Priapo, il Dio del bunga-bunga.
Patrono e protettore delle notti di Arcore ma solo dopo Nicolò Ghedini.
Fantoccio super-dotato che incarna un certo cattivo gusto in andropausa al quale neppure Bonito-Oliva può regalare una recensione positiva.
Vittorio Sgarbi, forse si.
Ma il sempre più spiritato cardinale Tarcisio Bertone della C.E.I. società-per-azioni che continuamente sbraita contro il laicismo, il comunismo, i diritti civili, l’Europa non ha proprio nulla da dire contro questo subdolo ritorno al paganesimo?
La risposta, ça va sans dire, è: na’ beata mazza.
Pur vivendo in questa valle di lacrime chiamata Italia non si perda tuttavia la speranza: magari un giorno Berlusconi farà la fine del Priapo della mitologia greca messo in fuga dal raglio dell’asino.
Sic et sempliciter per usare una delle formule scarica-barile tanto care al Vaticano.

uomonero

Comments Commenti disabilitati

162673_182412855117671_100000468729674_593522_3904484_nCari compagni democratici è ora di finirla con le indecisioni, le titubanze, il tergiversare: la nostra politica deve suonare come l’heavy-metal che pur contaminato da mille artifizi, suoni, rumori, melodie, dissonanze è riconoscibile a borchie e orecchio nudo.
Egli rimane sempre heavy-metal e va sempre al punto.
Ci metti l’orchestra? Symphonic metal!
Copi i Depeche Mode? Gothic metal!
Aggiungi le cornamuse? Folk metal!
Bevi birra (o ambrosia) da un corno in osso? Viking metal o sei Lemmy dei Motörhead.
Ti pitti da panda e bruci le chiese norvegesi? Black metal!
Metti le distorsioni e coverizzi gli Zero Assoluto?
No, quella rimane sempre musica che fa cagare ma è comunque la classica eccezione che conferma la regola.
Il PD non è come i Manowar (o il PDL) a cui basta che urlino “Heavy Metal will never die!”* e vendono uno scatafascio di dischi..
A noi non ci perdona nulla nessuno: guardate cosa hanno combinato Paolo Fadda ed Amalia Schirru in questi giorni e ditemi se gli è valsa la pena.
Forse a loro, per una ricandidatura in più, si.
Ma a noi, i CD dei nostri gruppi preferiti, non ce li regala nessuno.
Per i biglietti dei BIG 4 abbiamo dovuto rinunciare alle vacanze estive. E quasi divorziare con le valchirie che dividono il nostro talamo.
Mica scarichiamo da Emule, noi! Sangue, sudore e pogo, noi!
Ed è inutile continuare a menar il can per l’aia con la storiella che occorre smetterla una volta per tutte con la storia delle ex-appartenenze, delle correnti, delle vecchie casacche se poi non ci lasciamo ispirare da chi, come gli Amorphis di Jan Rechberger, Tomi Koivusaari e Esa Holopainen son capaci di fondere mirabilmente in un’unica proposta musicale (quindi politica) gothic, progressive, death, growl, scream&clean vocals, psichedelic, folk.
Che gli ex-Ds e gli ex- Margheriti prendano esempio: che la perfetta mescolanza non è un’utopia.
Se così non sarà che Pazuzu, li punisca!
E gli Alter Bridge, ma anche i Rammstein, i Disturbed, gli Hardcore Superstar, gli Iced Earth sono li a dimostrarci che non c’è nulla di nuovo sotto il sole dai tempi dei Black Sabbath, degli Iron Maiden e dei Metallica.
Ci ammoniscono malinconicamente che non ci possiamo più inventare nulla, che forse il fondo del barile è stato già raschiato.
Ma ancor più realisticamente ci dicono, visto che viviamo tempi cupi nei quali non decidono più la Roadrunner e la Earache bensì Mediaset, che le note pur essendo solo sette bastano e avanzano per ingollarsi una bella pinta di coerenza, per farci i calli da sforzo da tensione-per-barra-dritta, per non svendere i propri principi.
In modo da riempire nuovamente gli stadi e acquisire una buona dose di autorevolezza agli occhi dei fans.
Come non succedeva dai tempi dei System of a Down e di Prodi.
Oggi invece sembriamo i Opeth che girano attorno al proprio metal-ombelico cercando la formula musicale perfetta senza accorgersi che i gusti musicali – e pure il mondo della discografia – forse sono un pò cambiati e che magari in certi frangenti ci si può pure accontentare degli Hammerfall o dei Volbeat. O di un bel panino di mortadella.
Perchè o ti chiami Suicidal Tendencies e puoi fare quello che ti passa per la testa oppure rischi di vederti la cricca di Amici (o Apicella) in cima alle classifiche per troppo tempo ancora.
Magari in tour con i Lacuna Coil.
E poi perchè, a voi non ve l’ha mai detto nessuno, ma se Wofgang Amadeus Mozart fosse vivo suonerebbe nei Savatage e, coerentemente alla sua follia artistica, voterebbe PD.

*l’equivalente metal del classico tormentone di Berlusconi: “la sinistra forcaiola vuole sovverite la volontà popolare”

uomonero

Comments Commenti disabilitati

yattaman-il-film-videorecensione-7014Scusate se ultimamente ho scritto poco ma a mio fratello, quello che vive vicino ad una centrale nucleare in Giappone, è stata diagnosticata la leucemia e sto cercando di farmi vendere la moto ad un prezzo ragionevole.
Il momento più difficile della malattia è stato quando mi chiamò al suo capezzale chiedendomi di avvisare la sua compagna. Ma sapete come in questi momenti è difficile trovare il coraggio di parlare.
Così comprai un pappagallo.
Esatto. Uno di quei fottutissimi chiacchieroni mangia-becchime a tradimento.
Qualche mese fa leggevo di questa ragazza rumena ritrovata morta nella sua abitazione di Cagliari.
La notizia mi incuriosì assai perché la donna teneva in una gabbia un pappagallo parlante.
Venne così ingaggiato un esperto in etologia per interagire con l’animale e carpire qualche dettaglio importante sul delitto. Le osservazioni andarono avanti per un mese intero, ma alla fine il pappagallo non disse un cazzo di niente. Perché era stato lui.
Saldati i conti con la giustizia, il pennuto si trasferì in provincia di Nuoro, dove mandava avanti una bancarella di torrone come copertura per un traffico di uranio con l’Est, finché un giorno non lo ritrovarono morto – pare suicida – nel suo appartamento. Siccome il pappagallo sembra tenesse in gabbia una ragazza risultata essere poi positiva alle radiazioni, venne ingaggiato Chicco Testa per studiarne il caso e farla parlare. Alla fine la ragazza non disse un cazzo di niente.
Perché Chicco Testa è un coglione.
Giuro, è una storia vera. Quantomeno la parte di Chicco Testa.
Ovviamente – lo ammetto – sto scherzando.
Ma quando sento parlare il team di esperti della fattibile costruzione di 4 nuove centrali nucleari in Sardegna e sento dire che la nostra terra, essendo la più antica d’Europa è immune quindi a scosse sismiche e perciò sicura, o ancora sento la storia di ricevere le scorie radioattive che riempirebbero tutte le vecchie gallerie minerarie, beh, non mi va più di scherzare.
Non sono sufficientemente intelligente per controbattere le vostre argomentazioni, cari scienziati dei miei coglioni, ma ho la netta sensazione che il 99% di esse siano clamorose stronzate.
Anche se poi noi, dalle nostre parti, non è che siamo mica digiuni di radioattività.
Ergo prepariamoci perchè potremmo non essere impermeabili a certe sirene atomiche.
Prendete ad esempio il Salto di Quirra e immaginate ora quel tipo di sperimentazioni nel Sulcis-Iglesiente: siamo talmente morti di fame che l’uranio prima di arrivare da noi non era certo impoverito. Lo potremmo usare per fare vetrini colorati da barattare con i profughi (o clandestini, che dir si voglia) tunisini, che prima o poi arriveranno in Sardegna, i loro gommoni da espatrio. Per emigrare a nostra volta, lasciandoli nella merda in barba al leggendario senso di ospitalità sardo.
E proprio perché siamo diventati troppo poveri e indifferenti ma abbiamo ancora la nostra sardonica scaltrezza cerchiamo una volta per tutte di de-ideologizzare – come direbbe con supercazzola ad avvitamento Matteo Renzi – i ragionamenti sul nucleare e vedere perché alla fin fine convenga alla nostra Isola.
Soprattutto econonomicamente.
1. In Sardegna ci sono i nuraghe dove stipare le scorie radioattive: cazzo, avete mai visto qualcuno entrare in un nuraghe?
2. Abbiamo monsignor Mani che prega per noi quindi sono esclusi tsunami e i crolli di centrali nucleari;
3. Margherita Hack cambierebbe idea nuovamente, dicendo che la Sardegna è assolutamente zona sismica (consultati i nuovi studi del Cnr portati avanti personalmente dal creazionista/anti-gay/anti-musulmani Roberto De Mattei), solo per andare contro le decisioni di Berlusconi e olgettine parlamentari varie;
4. Una centrale nucleare farebbe sicuramente meno danni del metanodotto Galsi che tra un po’ ammireremo nelle nostre coste;
5. Fare una centrale nucleare in Sardegna – o quattro – distrarrebbe il Governo del Fare dalla costruzione del Ponte di Messina;
6. La mafia, fallito l’affare del Ponte di Messina e appreso delle centrali nucleari in Sardegna, trasferirebbe la sua sede legale da noi risolvendo l’annoso problema della disoccupazione giovanile;
7. Da noi come in Giappone non ci sono né Godzilla, né Mothra, i veri responsabili del terremoto e dello tsunami giapponese. Ma questo le reti di regime nipponiche non ve lo diranno mai;
8. L’esplosione del nocciolo del reattore di una di queste 4 centrali nucleare renderebbe scoppiettantii come Raccoon City posti tipo Bortigiadas, Iglesias e Sant’Antioco che a tutt’oggi sono un vero e proprio mortorio;
9. I progettisti e le varie ditte italiane incaricate di costruire le centrali nucleari, visto che anche gli efficientissimi giapponesi hanno toppato, ci penseranno due volte prima di fare cazzate pressapochiste e saranno obbligati a chiedere la consulenza di riconosciuti geni del settore come Homer Simpson e Montgomery Burns;
10. Il nucleare non potrà fare danni peggiori di Porta a Porta o della musica di Tiziano Ferro, ma potrebbe far male.
Male, male da morire;
11. Un’eventuale fuga radioattiva potrebbe trasformare i giocatori del Cagliari in calciatori con superpoteri facendoli riuscire nell’impresa di riportare in Sardegna quel fottuto scudetto che manca ormai da troppo tempo. Alla faccia degli appetiti della camorra. E non sto parlando del Napoli, ma del presidente del Milan.
Meditate, sardi morti di fame, meditate

pcsb&uomonero

Comments 9 Commenti »

205403_1317309348905_1715880632_539916_4894202_nNessuno è così ingenuo da credere che sindaco e assessori – o sindaco Mario Corongiu e assessore all’ambiente Pessimo Melis – non sapessero cosa fosse successo in quella ormai celeberrima conferenza di servizi dove si dava l’OK all’installazione del radar in quel de Su Semafuru.
Ma nessuno è così malpensante – in realtà qualcuno lo conosco pure, spiriti “liberi” che passano dalle offese ai cinesi a quelle agli animali – da credere che questa battaglia possa essere vinta senza il sostegno del sindaco di Sant’Antioco e dell’amministrazione comunale tutta. Maggioranza e opposizione.
E notate bene non c’entrano nulla le simpatie politiche in stà cosa. E’ una questione di puro senso pratico perchè anche l’ultimo dei manifestanti sa che senza l’endorsement, palese o nascosto, delle autorità politiche difficilmente una protesta può riuscire. Chiedere agli operai delle fabbriche di Portovesme per la conferma.
E’ una semplice questione di autorevolezza che non vuol dire come credono certe testa di legno che la persona in oggetto goda di universale stima, credito, fiducia che si impongono in quanto fondati sulla personalità di chi ne gode.
Ma vuol dire che tale credito pro-tempore è un riflesso del ruolo che ricopre.
Il sindaco di Sant’Antioco può rivendicare, incazzarsi, incatenarsi, fare sit-in, entrare nella stanza dei bottoni con più prestigio e considerazione di un consigliere di opposizione o di un comitato che protesta contro questo o quello.
Una banalità che pure il più turrato dei consiglieri di opposizione approverebbe.
E un sindaco di Sant’Antioco può fare tutte quelle cose – e molte altre – con più squillo di fanfare rispetto a un comune cittadino. Perchè un conto è che le manganellate se le prendano i pastori, gli operai, gli ambientalisti, i comuni cittadini e un’altra una bella ripresa in esterna certificante l’opposizione di un primo cittadino al tentativo di esproprio di amene porzioni di territorio di una bellissima (ma sfigata) isola al centro del Mediterraneo.
I peccati, pregressi e futuri, di Mario Corongiu ci penseranno i cittadini di Sant’Antioco a giudicarli ma in questa battaglia è necessario unire le differenze (e pure le antipatie) semplicemente perchè è utile e necessario farlo e non perchè tra un anno ci tornerà vantaggioso.

uomonero

Comments 7 Commenti »

radarOggi dalle 18.30 in poi ci sara’ un sit-in anti-Radar organizzato dal Comitato NO RADAR. Si svolgera’ all’esterno del Municipio in contemporanea con la discussione di una mozione dei gruppi di opposizione che ha come oggetto la contrarietà all’installazione del radar a Su Semafuru.
Partecipiamo numerosi, a stasera.

Comments Commenti disabilitati