Archivio Marzo 2011

27032011322E’ stato veramente strano, domenica scorsa, vedere un corposo via-vai di persone che si recavano all’ex-Semaforo a vedere cosa ci stanno combinando sotto gli occhi.
Come se fosse la prima volta che si recassero in quel posto meraviglioso.
Come se fosse l’ultima volta che l’avrebbero rivisto così.
Ed era una folla eterogenea quella che potevi trovare tra quei resti diroccati: persone del posto, senza distinzione di età, ma anche persone di fuori allertate e incuriosite dall’ennesimo stupro ambientale ma con l’alibi della servitù militare.
Per la sicurezza della Nazione, dicono loro.
Come se Sant’Antioco fosse un surrogato del Salto di Quirra ma con un panorama da mozzare il fiato.
Come se Sant’Antioco avesse bisogno dell’attenzione di chi normalmente si diletta nei war games stando comodamente seduto a casa.27032011319
Visto e considerato che il colpo di chi voleva fare tutto aumma-aumma è fallito e che il silenzio dell’amministrazione comunale sta incominciando a diventare assordante sono due, per iniziare, le iniziative importanti da supportare per incominciare la mobilitazione contro l’istallazione del radar: la prima è l’Assemblea No Radar a Capo Sperone che si terrà mercoledì 30 marzo dalle ore 18.30 al Texas Hold’em al Lungomare Cristoforo Colombo 38 per organizzare il da farsi e la seconda sarà – non meno importante perchè a valenza istituzionale – il 01 aprile quando ci sarà un consiglio comunale dove si discuterà una mozione presentata dall’opposizione per chiedere conto di questo orrore elettromagnetico che stanno cercando di imporci senza darci alcuna spiegazione.
Cerchiamo di essere numerosi perchè abbiamo visto, in giro per il Mediterraneo, cosa succede quando la folla si mobilita e fa sentire la propria voce.
Ci entri in testa che non è una battaglia persa in partenza.
Si può fare.

uomonero
27032011320

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C-band_Radar-dish_AntennaCe la stanno facendo sotto il naso.
Noi tutti presi dall’assistere con le mani dietro la schiena al rifacimento del Corso, dallo spostare le macchine per consentire che si asfaltino delle strade, da petizioni e proteste per “scempi archeologici” che non si faranno mai, dal denunciare l’ennesima discarica di amianto nelle campagne de Is Cararettus* nonostante le telecamere contro il sacchetto selvaggio, dallo sperare intimamente che Gheddafi se ne vada in esilio spontaneamente magari ad Arcore e non ci stiamo accorgendo che all’ex-Semaforo sono iniziati i lavori per la posa di un radar di profondità per la sorveglianza costiera. A nulla son servite le lamentele di associazioni e singoli cittadini per un’opera che è potenzialmente pericolosa per la salute umana e per l’intero ecosistema della zona dato che emette un potente fascio elettromagnetico.
A nulla è servito ricordare che in zona hanno la residenza diverse famiglie e poco lontano – a circa un chilometro – opera una comunità di recupero per tossicodipendenti che ospita per l’intero anno numerosi giovani e operatori sociali. A nulla è servito appellarsi ai danni che potrebbe fare al turismo di Sant’Antioco l’opera considerato che a uguale distanza ci sono il residence Ibisco Farm e l’hotel village Capo Sperone e che la stessa spiaggia di S’Acqua ‘e sa Canna è meta di numerosi bagnanti nella stagione estiva.
Ma la cosa ancor più bizzarra è apprendere che l’intero apparato sarà finanziato da fondi della Comunità Europea che impone specificatamente, in questo tipo di finanziamento, il criterio della pubblicità dell’attività progettuale che si intende realizzare con informazione specifica alle popolazioni interessate.
Allo stato attuale i lavori sono iniziati senza che nessuno ne sapesse niente e senza alcuna informazione pubblica al riguardo.
Ci chiediamo quindi come mai l’amministrazione comunale di Sant’Antioco non abbia dato la normale informativa alla cittadinanza di Sant’Antioco e non abbia spiegato in un’assemblea pubblica quali siano le reali ricadute – e magari rischi – per il territorio di quella che si configura come l’ennesima servitù militare.
Qualcuno aveva sognato per l’ex-Semaforo una riqualificazione degna del meraviglioso panorama che domina dall’alto: chessò un complesso astronomico o un Belvedere romantico dove si potessero ritrovare stormi di piccioncini innamorati in un luogo piacevole alla vista come pochi.
Ma come sempre quasi sempre accade gli incubi si realizzano ben più semplicemente dei sogni.

*presto metterò le foto e le coordinate geografiche
uomonero

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unità d'italiaQuindi siamo riusciti finalmente a festeggiare il tricolore fuori dalle classiche ricorrenze a cadenza biennale della Nazionale Italiana di calcio.
Ciascuno di noi ha assistito ai concerti con Verdi Giuseppe e Mameli Goffredo a palla, parate sballate a ricordare i caduti della Grande Guerra – lo so non c’entra una mazza risorgimentale, ma a Sant’Antioco è successo – memorabilia del Ventennio come se piovesse, messe in diretta tv con i Savoia in prima fila accanto a cardinali che si sfregavano le mani pensando al Concordato, tricolori sui balconi e in ogni dove.
Siccome son tipo che rifugge la retorica tranne quando si deve omaggiare l’anniversario del Grande Torino cerco di analizzare razionalmente la cosa alla ricerca di qualcosa che oggi possa rendermi orgoglioso dell’essere italiano.
Chiaro che se guardo al presente preferirei l’essere nato nella civile Olanda che rende legale il sesso fatto sui prati e punisce sino a due anni chi sporca l’ambiente piuttosto che in un luogo dove si vieta ai disabili di partecipare ai Giochi della Gioventù e che passa da un Trattato di Amicizia con un stato canaglia alle minacce di bombardamento nel giro di 24 ore.
Ma se come Regan Mc Clair giro la testa di 360° e la blocco in modalità retrospettiva qualcuno mi metterà sotto il naso un Villari nuova edizione sottolineandomi con l’evidenziatore tricolore i capitoli dove si parla di Scipione l’Africano, Dante Alighieri, Leonardo, Galileo Galilei, Francesco Redi, Antonio Vivaldi, Ugo Foscolo, Camillo Benso di Cavour.
Certo, chiara come il sole tutta quella grandeur, ma io – italiano che si è sorbito 17 anni di delirio berlusconiano – cosa mai potrei avere in comune con tutti sti’ geni che hanno reso grandi il Senato di Roma, la Firenze tardo medievale e medicea, la Venezia dei Dogi e il Regno di Sardegna?
Magari sforzandomi un pochino potrei pure inventarmi qualche sillogismo a capocchia appiccicando con lo sputo analogie su quello spirito solidaristico e d’accoglienza tipico dell’italiano medio, su quella capacità di risollevarsi e stringere i denti dopo un periodo buio che ha fatto grandi i nostri progenitori dell’Italia post Grande Guerra, su quella forza d’animo e su quel talento raro di tirar fuori dal cilindro il colpo di genio proprio del Belpaese che fu.
Ma davvero riuscite a scorgere tutte queste qualità nell’Italia di oggi mentre e nonostante tutto quello che ci sta succedendo intorno (sapete la storia della crisi, no?) il tedesco continua ad essere affidabile, l’inglese tutto d’un pezzo, il giapponese operoso e tu vo fà l’americano?
Che poi a ben guardare nessuno di noi si sognerebbe mai di pensare agli egiziani, ai messicani e ai greci di oggi come popoli particolarmente appetibili dal punto di vista della qualità della loro democrazia. E questo nonostante in casa loro insistano magniloquenti resti del passaggio di Cheope, di Montezuma o di Fidia. Perché dunque, chessò, la Svezia dovrebbe trovare in noi qualcosa di buono visto il triste spettacolo che stiamo mostrando al mondo?
Quindi signori cari smettiamola di vivere di rendita sulle medagliette del passato che tra parentesi stiamo vilipendendo quotidianamente facendolo crollare a Pompei o martoriandolo con la prosa di Fabio Volo e di Federico Moccia.
Se vogliamo davvero fare esercizi di onanismo sulla nostra gloria passata non consideriamo come pietra miliare il Risorgimento ricercandoci chissà quale originalità identitaria: piuttosto prendiamo a modello il Rinascimento. Perlomeno i cortigiani di quel periodo si chiamavano Ludovico Ariosto e i mecenati Lorenzo de’ Medici. Mentre i tempi nostri annoverano Giuliano Ferrara che scrive sonetti per Silvio Berlusconi.
Buon compleanno Italia.

uomonero

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162leggeRicevo e pubblico, Luca…

Egregio Concittadino,
Consigliere Regionale Onorevole Giorgio Locci,
si presume che, come persona a conoscenza dei fatti, nessuno conosca meglio di lei la grave situazione della città di Sant’Antioco in relazione ai progetti personalizzati della legge 162/98 per portatori di handicap grave. Mi permetto comunque di ribadirlo ulteriormente: come assessorato ai servizi sociali abbiamo attivato 277 piani di intervento con criteri innovativi e interventi personalizzati che, con i gravissimi tagli che l’Assessorato Regionale alla Sanità ha attuato, andranno incontro a situazioni di precarietà socio-assistenziale, a dolorosi aumenti del carico familiare, presenti certo anche lo scorso anno, ma che nella situazione attuale rischiano di generare gravissimi problemi di natura socio-sanitaria perché rivolti alla fascia più debole della popolazione di Sant’Antioco.
Da non omettere anche gli interrogativi a livello occupazionale che tali tagli comporteranno considerato che grazie ai fondi della l. 162/98 decine di operatori sociali lavorano nel settore dell’assistenza alla persona.
Le ricordo anche, e anche qui do per scontato che lei sappia a cosa mi sto riferendo, che è stato approvato in Consiglio Regionale un odg che impegnava l’assessore Liori a rifinanziare le risorse dello scorso anno senza riduzioni ai piani che comunque prima di essere ridefiniti avrebbero dovuto varcare la soglia della Commissione Sanità dove la sua presenza è significativa e si è fatta sentire in altre situazioni che probabilmente richiamavano la sua attenzione rispetto a questa.
Dove sono finiti gli impegni presi?
Cosa intende fare per garantire i diritti lesi dei suoi concittadini?
Questi suoi concittadini più svantaggiati chiedono di riottenere il “maltolto”, cioè le risorse ai singoli progetti tagliati dalla Delibera n° 34/30 del 18/10/2010 al fine di:
- ripristinare i punteggi;
- dare continuità i finanziamenti e ai programmi;
- eliminare la compartecipazione.
Poiché si è ben notata la sua presenza in merito ad alcuni questioni della nostra Cittadina perché non ha mai avuto una parola, o formulato un atto concreto in difesa delle persone più deboli del paese? Non è bello far passare in silenzio queste tristi decisioni perché chi viene messo da parte sono proprio coloro che non possono farcela senza dei concreti atti politici.
E lei, poiché eletto anche con i voti di questi nostri cittadini vessati e senza possibilità di difesa alcuna, dovrebbe essere in prima linea per garantire loro il ripristino dei diritti negati.
cordiali saluti,

L’Assessore ai Servizi Sociali
Mariella Piredda

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DisabiliLeggo l’accorato e condivibile appello dell’assessore ai servizi sociali di Sant’Antioco Mariella Piredda che lamenta gli scandalosi tagli ai fondi dei disabili operati da quell’anima sensibile dell’assessore alla sanità Liori.
Ora aspettarci un deciso cambio di rotta da chi ha fatto della sanità sarda il regno illegalità diffuse credo sia troppo anche per chi ha sperato, a suo tempo, nell’avvento del Regno del Sorriso della iena ridens Cappellacci.
Ma per evitare di cadere in depressione e di vedere tutto (uomo)nero mi permetto di consigliare all’assessore Piredda, all’amministrazione comunale tutta e alle decine e decine di famiglie colpite da questa vergognosa iattura di giocare l’unica carta buona in questo delicatissimo momento.
Fare un appello al consigliere regionale di Sant’Antioco Giorgio Locci (componente della settima commissione consiliare regionale quella che si occupa di sanità, igiene pubblica, medicina sociale, edilizia ospedaliera, servizi sanitari e sociali, assistenza, igiene veterinaria, personale delle UU.SS.LL.) perchè si faccia portavoce dei diritti violati dei cittadini che l’hanno eletto, sostenendo magari in maniera bipartisan la proposta di un’integrazione di 22 milioni di euro ai fondi per la disabilità. Persino di far finta di minacciare le dimissioni se il caso, lui che in una memorabile puntata di Report prometteva di fare il “controllore” della Giunta Regionale.
Perchè fare il consigliere regionale frutta un sacco di onori ma anche qualche onere: tipo occuparsi ogni tanto del paese che lo ha eletto e dei suoi cittadini più deboli.

uomonero

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BANNER SITO DI MARTAAllora? che fine hanno fatto i rivoluzionari dei miei coglioni?
Sembra ieri che cercavate con i vostri tefonini su YouTube video basculanti per scovare i presunti infiltrati che hanno inquinato le recenti primarie di Iglesias.
“Osserva bene, pcsb. Osserva l’uomo con in mano quel volto sospetto; in quest’altra inquadratura poi si vede chiaramente mentre vota per Marta”.
E quindi?
Tutta la domenica appollaiati come cecchini ad un checkpoint di Falluja a fucilare a vista d’uomo qualunque stronzo, inutile dire di destra, si aggirasse dalle parti del seggio in cerca di una civile votazione.
Già vi vedo, incazzati e ribelli, mentre da dietro le trincee di Via Musio esperite la violenza della delusione post votazione.
Che poi, voi ci siete mai stati nella sede del PD di Iglesias? quella stanza potrebbe sembrare anche accogliente, se fossi Anna Frank.
E quella TV sempr’accesa sintonizzata su Iris?
mi piace quel canale, perché è una sorta di Sky Cinema per i morti di fame.
Suvvia, guardiamo in faccia la realtà: il regolamento cosa dice? esiste forse una clausola che vieti -non so, prendete un nome a caso- a Giorgio Oppi di rubare qualche € ai bambini fermi davanti alla giostrina di Piazza Sella, recarsi alla prima cabina e contattare telefonicamante 800 stronzi per chiedergli di andare a votare per la candidata di Sel?.
Perchè spero che tutte le proteste del PD siano dovute solo ad un comportamento del genere.
Deplorevole atto forse, una furberia Mussoliniana quella di votare per il candidato ritenuto “più debole” anche, ma non perseguibile in sede civile o penale.
Il regolamento l’avete fatto voi, ve lo siete scordato?.
Ma ditemi, come avete partecipato voi sovversivi del PD di Iglesias alla guerriglia delle primarie? Torturando un paio di Hogan?
Rileggo perché non ricordo di cosa volevo parlare. Oh, sì: la vittoria di Sel alle Primarie di Iglesias.
La real politic non è cosa da femminucce.
Per contrastare Vendola e l’escalation del Sel di Iglesias sareste dovuti intervenire prima, non so, bloccando il loro successo alla radice. Impedendone la partecipazione a “Vieni via con me”, per esempio.
O quantomeno, fare come ha fatto la Lega che ha preteso il diritto di replica con Maroni.
Che ne sò, dopo la lettura di Vendola avreste potuto far replicare l’AIDS.
A volte penso che il PD dovrebbe prendere esempio dagli omosessuali. Dovrebbero reagire con veemenza come fanno loro quando ne insulti uno.
Anche se allo stato attuale il torto più grave che può farti un finocchio è obbligarti a provare un massimo di due capi alla volta da Zara. O un pigiama a fiori da H&M.
Vendola inoltre sarebbe a pieno titolo il rappresentante del garantismo umanitario che sta collocando le più disparate minoranze sociali a capo dei governi di mezzo mondo.
Germania? Una donna. Stati Uniti? Un negro. Israele? Un ebreo.
Piazzate una checca in cima ad una lista elettorale ed otterrà un consenso largo almeno come il culo di Marco Mengoni.
Non ci credete?
Dichiarate Madeddu gay e sarete al centro della scena, gente.
Anche se in meno di ventiquattro ore ci saranno in giro più bastardi pronti a sputtanarvi su Facebook che elettori del PD ad Iglesias.
Dovrebbe semplicemente avere l’accortezza di tralasciare – quantomeno in campagna elettorale – quelle tematiche tanto care a quelli della sua specie su cui l’opinione pubblica mostra ancora perplessità: la fecondazione in vitro, il matrimonio tra gay o l’iPhone.
Come negli anni passati, il vostro obiettivo alle prossime elezioni diventa quindi rendere la disfatta meno degradante possibile.
Ma so già, e solo Dio sa quanta compassione nutro per il PD, che è una causa persa.
Convincetemi suvvia, chè mica ho già deciso di votare per Marta Concita Testa.

pcsb

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james-brown-live-at-the-apollo-part-1-backLeggo di questo concorso dove, una organizzazione non governativa con sedi aperte in tutto il mondo e banca propria, incita gruppi di baby-gang a introdursi nelle case degli anziani e convincerli – con affettata dolcezza e decisa persuasione – a firmare la scheda allegata ai Cud per ottenere l’8 per mille per la maggior gloria del volontariato.
Chi riuscirà a mesmerizzare il maggior numero di nonnini convincendoli a cedere quella quota della dichiarazione dei redditi ad associazioni direttamente legate a questa ONG può preparare le valigie e partire in gita premio per una settimana in Spagna, a Madrid.
Bene, quella multinazionale è la Chiesa Cattolica e per lo Stato Italiano quel tipo di attività normalmente si chiamerebbe circonvenzione d’incapace, qualora l’anziano fosse particolarmente predisposto all’Alzheimer o al Parkinson.
Avessi ancora i nonni cercherei di passare il maggior tempo possibile con loro.
Sopratutto la domenica.

uomonero

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20090111-ventriloquePer le Europee del 2009 buttai giù un pistolotto anti-berlusconiano – di quelli belli di pancia – cercando di solleticare l’amore tutto particolare per la mamma del berlusconiano sardo.
Certo ponevo sul piatto della bilancia anche questioni di merito (svendita dell’Alitalia, processo Mills, affaire Noemi e, contestualmente, feci notare i mille disastri sardi come il furto dei finanziamenti della Sassari-Olbia, lo spostamento del G8 da La Maddalena a L’Aquila, la chiusura dell’Euralluminia e della Rockwool nel Sulcis, lo scippo della circoscrizione unica sarda per le Europee etc…etc…) ma rileggendolo a distanza di due anni l’anti-berlusconismo puro aveva forse la meglio sull’analisi politica.
Due anni dopo, nell’Anno Domini 2011 si potrà notare che nulla è cambiato sul fronte occidentale. Anzi.
L’amore per le minorenni di Silvio B. è divenuto stile di vita e i danni a livello s-governativo non accennano a diminuire.
Mi limito agli ultimi provvedimenti, snobbando gli assurdi giuridici che si stanno archittettando in questi giorni per salvare la pellaccia rifatta del “nostro” Premier.
Prendete un bel respiro: un federalismo municipale che andrà a colpire sopratutto le province sarde, un decreto milleproroghe che aumenta le tasse su rifiuti, energia e benzina, aumenta il prezzo del biglietto del cinema, crea una ‘tassa sulla disgrazia’ perché da oggi chi verrà colpito da gravi calamità naturali dovrà pagarsi i danni da solo, aggira il conflitto di interessi e sopratutto fa una regalia – di 5 milioni di euro – ai truffatori padani delle quote latte prendendo i soldi dal Fondo per i malati di cancro mentre i pastori sardi vengono presi a manganellate se manifestano civilmente. Per non farci mancare nulla si butterano al cesso, gia’ che ci siamo, anche 350 milioni di euro perchè l’ineffabile ministro Maroni rifiuta l’Election-day ovvero di accorpare le elezioni amministrative di maggio con i referendum sull’acqua, sul nucleare e il legittimo impedimento. Naturalmente per evitare il quorum.
Ah dimenticavo, ce n’è anche per Sant’Antioco con uno sfregio tutto personalizzato – ad civium si potrebbe dire – poichè è stato appena negato il finanziamento regionale per la Sagra di Sant’Antioco. Dopo i soldi scippati da Maratonarte capirete anche voi cari berlusconiani sardi, nonostante il vostro essere un pò tardi di comprendonio, che quelli in Regione sono della stessa pasta andata a male di quelli al Governo.
Gia’ vi sento mentre al bar parlate delle tasse di Prodi, delle bombe di D’Alema in Jugoslavia, dei calzini turchesi del giudice Mesiano e dei comunisti che mangiano i bambini.

uomonero

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