Archivio Febbraio 2011

asl7Supponete che l’Enel tolga l’energia elettrica all’intero Sulcis-Iglesiente per una settimana giustificando il disservizio con il fatto che sia essenziale implementare, chessò, il fabbisogno energetico del Leclerc di Carbonia.
Mettete che Abbanoa chiuda i rubinetti dell’acqua per 168 ore dicendo che sia necessario per adeguare la rete idrica alle mutate esigenze della popolazione di Santadi. Per fare un esempio tra 23 possibili.
Immaginate poi che la rete del gas di un intero paese – naturalmente non sulcitano, per ovvi motivi – sia fuori uso per 7 giorni a causa dei capricci di un rais russo o libico che ha deciso che il giorno gli girava così.
C’è materiale per una sollevazione popolare perchè, passino pure le mattane degli “amici” di Berlusconi, ma noi siamo il settimo paese più industrializzato del mondo e per definizione siamo capaci di far fronte a simili emergenze.
Abbiamo o non abbiamo inventato il mestiere del bertolaso?
Infine ipotizzate che l’ospedale Sirai di Carbonia, un presidio sanitario che serve i 130000 abitanti della provincia Carbonia-Iglesias, decida di chiudere per una settimana – ad esempio, dal 15 al 22 marzo – per il potenziamento di una cabina elettrica.
Sì, avete capito bene: di una cabina elettrica.
Eccerto, ho parlato di un intero ospedale.
Solo che questa fantasticheria questa volta, ahinoi, è drammaticamente vera e sta succedendo sotto i nostri occhi che ormai non hanno più lacrime a forza di assistere all’ennesima violenza perpetrata alla provincia più martoriata d’Italia.
Il prode commissario della Asl 7 Maurizio Calamida – che è famoso dalle nostre parti perchè, secondo il programma triennale dell’Azienda Sanitaria Locale farà sparire, come un novello Houdini, il reparto di pediatria di Carbonia – nel suo milionesimo comunicato stampa ci chiede un pò di comprensione e la sopportazione del disagio quasi che comprensione e disagio siano variabili indipendenti che prescindono dal diritto alla salute.
Per cui pazienti cittadini del Sulcis-Iglesiente, per la settimana che ho detto evitate di ammalarvi, non pensate neppure ad accusare malori o a infortunarvi al lavoro, legate i vostri bambini al passeggino, tenete alta la soglia dell’attenzione e guardate dove mettete i piedi, controllate continuamente i vostri bypass coronarici e monitorate quanto più possibile il livello di glucosio nel vostro sangue.
Non sia mai che il commissario Calamida possa scambiare un diritto costituzionale per strumentalizzazione politica.
Per fortuna oggi è venerdi e alla tv c’è il dottor House: sarà antipaticissimo e al limite della follia ma manco a lui verrebbe in mente di far chiudere un intero ospedale per questioni di chilowatt.

uomonero

Comments 3 Commenti »

su semafNon c’è riuscita nessuna amministrazione comunale di Sant’Antioco.
E neppure le proteste dei privati cittadini per il profondo degrado in cui versa da tempo la vecchia struttura.
C’è voluto l’”aiutino” della guerra civile in Libia per incominciare a pensare ai lavori di restauro a su Semafuru di Capo Sperone.
Che diverrà un radar anti-clandestini.
Qualcuno dirà: “l’importante è metterlo a posto”.
Evvabbè, l’importante è metterlo a posto ma non posso fare a meno di pensare che se avessero usato un sistema simile qualche migliaio di anni fa la zatterina di Sant’Antioco non sarebbe mai arrivata sulle nostre coste.

ps. si ringrazia Sara Livretti per la segnalazione

uomonero

Comments 6 Commenti »

blue moonOggi è successo una cosa decisamente grave.
Dopo svariati problemi che ha dovuto subire il nostro bar il Blue Moon Cafè (come la sospensione totale degli eventi musicali) oggi il primo cittadino di Sant’Antioco Mario Corongiu ha fatto recapitare un ordinanza per la chiusura totale del bar, poichè non è stata spenta la televisione, richiesta gia’ fatta recapitare precedentemente.
Tutti sappiamo bene che oggi la tv è un mezzo di informazione, per tutti è importante fare colazione e ascoltare il notiziario o il tg, bere un caffè ascoltando un sottofondo musicale o bere una birra mentre si guarda la squadra del cuore.
Allora mi chiedo: perchè, cosa o quali danni possa causare una TV accesa nei limiti previsti dalla legge?
Ancora più grave,far chiudere il locale. Questo sappiate tutti solo perchè uno e dico solo UNO non rispetta il lavoro del prossimo. Quindi io ribadisco vogliono solo lavorare in modo pulito e onesto, dato che di questi tempi non è semplicissimo, ecco non si possono aggiungere queste gravi discriminazioni.
Allora vogliamo pagare le tasse comunali,statali ecc: ecco allora lasciamo lavorare la gente.
Non dimentichiamo che questa Bella Isola è ritenuta zona turistica (si vede anche negli scaglioni delle tabelle polizze auto, dato che il costo è più elevato) allora la vogliamo utilizzare come tale questa isola?
Oppure dobbiamo trasformarla in una grande cooperativa di Case di Riposo?
Il potere bisogna saperlo usare e non abusarne.
Non dimenticate commercianti antiochensi, quanto accaduto potrebbe capitare anche a voi di questi tempi, quindi vi chiediamo aiuto in merito e non omertà.
Grazie

solidea melis

Comments 13 Commenti »

Su Forru a’ Macchina è una spiaggia nota a tutti gli antiochensi e poco adatta alla balneazione a causa del fondale basso e fangoso.
Ma in illo tempore noi bambini ce ne fregavamo allegramente sia delle prebende che delle definizioni da manuale geografico degli adulti e il bagno ce lo facevamo ugualmente.
Anche perchè si trovavano un sacco di arselle.
Come molti sapranno il nome deriva da un forno posto nelle vicinanze e un tempo utilizzato per produrre calce dalle rocce calcaree presenti in gran quantità in quella zona. Le cave di Canai infatti sono a un tiro di schioppo.
Non ho dati di prima mano – li ho chiesti e mi arriveranno a momenti – per sapere se il forno è un bene identitario, se sia tutelato dal Piano Paesaggistico Regionale o dal Piano Urbanistico Comunale fatto sta che sta cadendo a pezzi come si può notare da queste foto. Se così non fosse l’unica speranza è che il Piano provinciale lo possa includere nel suo elenco di beni identitari perchè non so neppure se sia stato trattato nel Piano di Utilizzo dei Litorali che in questi giorni si sta dibattendo in Aula Consiliare.
Come potete vedere si può notare un crollo recentissimo nel muro retrostante di contenimento.
Molte pietre sono rotolate fino alla base .
Il forno è completamente abbandonato e ricoperto di rifiuti.
Nonostante la sua posizione stupenda in riva al mare.
Immaginiamolo, che a sognare a occhi aperti non costa nulla, recuperato come punto di ristoro e assegnato ad una cooperativa di giovani con il compito di garantire il decoro in quel tratto di spiaggia.
Capisco che non fa così ganzo occuparsi de Su Forru a’ Macchina alla stregua del terrorizzare giovanotti inconsapevoli circa la futura demolizione del Ponte Romano (sic!) ma chi come me – e son convinto tanti altri – bazzicavano da quelle parti in gioventù vedere riportato agli antichi splendori un bel ricordo – oltre a una potenziale alternativa turistico/ricreativa – sarebbe un gesto d’amore disinteressato per la nostra Sant’Antioco.

uomonero

Comments Commenti disabilitati

divieto- Tu che hai il blog, scrivi di quelli!
- Buongiorno anche a te, quelli chi?
- Quella banda di galletti che se le stanno dando sul blog!
- Ma chi?
- Quelli del CCN e poi quelli che stanno organizzando il concertone hip-hop e anche quelli che si mettono in mezzo accampano meriti e vogliono mettere zizzania rimestando nella macchina del fango.
- Ho già scritto mille volte sulle mille patologie antiochensi, ci potrei scrivere un libro, devo aggiornare l’annuario? E se vuoi andare d’accordo con me non parlare come un Di Pietro qualsiasi…
- Ma è imbarazzante, si rimpallano colpe mentre basterebbe mettersi attorno a un tavolo per risolvere tutto. Scrivilo!
- Ma tipo chi?
- Allora, c’è quello che parla, parla, accusa anzi sbraita, ed è peggio delle vuvuzelas…
- Maddai, ha arrestato il Capo dei Capi, non ne parlerò mai male.
- E allora quello là che litiga con quell’altro?
- Chi coso? No, quello è mio parente, lo conosco e non si tocca, è una persona generosa: son sicuro che è stata solo un’incomprensione, tutti dicevano che occorre essere uniti per il bene del paese e ora…
- E poi quell’altro sa dire solo una frase: “meglio fare fatti che scrivere parole sul blog” come se chi scrive su un blog non lavori e faccia fatti in altri modi che non sia affittare o costruire case.
- Innanzitutto è un’”altra” e forse il senso di quella frase era tipo “getta sa perda e accua sa manu”, come diceva mia nonna. E poi ascò sono grandi e vaccinati per rivedersi e chiarirsi come bambini adultii. Anzi sai che ti dico li contatto e organizzo io la rimpatriata. Giusto per sfatare uno dei luoghi comuni sui santantioghesi che non sanno lavorare in gruppo.
- Nonostante tutto ti è andata bene, ringrazia che non attacchino sindaco e assessori vari. Queste liti sono noiose per definizione, altro che bene del paese de sta’ cippa.
- No, vabbè, in realtà sindaco e assessori qualcuno ce li ha pure messi dentro.
- Chi?
- Dai quello lì, dai, non mi far dire i nomi.
- Ah no, di quello ti ho detto che non scrivo.
- Vigliacco porco, lo sapevo. E allora scrivi almeno contro il consigliere regionale di Sant’Antioco che se sbatte di noi!
- Occhei…

uomonero

Comments Commenti disabilitati

pd

Comments Commenti disabilitati

petizione_berlusconiSo bene che non saranno certo le firme raccolte, anche se in quantità industriale, a mandare a casa Berlusconi.
Ma a me piace l’idea che la gente mi veda in piazza e sappia che io dissento dalle penosei politiche di questo Governo, dallo stile di vita boccaccesco di questo Premier, dal concetto che questo cultore del Viagra ha dell’universo femminile.
Mi basta solo la memoria futura che la gente di Sant’Antioco avrà di me e delle persone che verranno a firmare per le dimissioni di Silvio Berlusconi.
Siamo persone che si accontentano di poco, noi brave persone, noi che abbiamo un senso della decenza messo a dura prova da quasi 20 anni di comportamenti borderline che ormai vengono chiamati come una malattia: berlusconismo.
Berlusconi che resiste nonostante tutto e tutti, Berlusconi che chiama i pm “eversori” e annuncia richieste di risarcimento e cause allo Stato, Berlusconi che sgoverna, Berlusconi che riceve sms incredibili da Sara Tommasi e viene ricattato da un harem di donzelle pronte a tutto. Gli amici di Berlusconi che difendono l’indifendibile.
Abbiamo provato tre brutte situazioni in Italia: una dittatura caciarona, ignorante, razzista che ci ha messo in mutande ed è finita nel rave-party di Loreto, una politica ingorda che nascondeva i furti e le puttane sotto una coltre di perbenismo ed è stata palesata da Mani Pulite e ora un’autocrazia mediatica che manco ci prova a nascondere prostitute e latrocinio: anzi le mostra tronfiamente.
Per reagire a questo stato di cose come Partito Democratico di Sant’Antioco – ma l’iniziativa l’avrebbe potuta mettere su, senza problemi, un qualsiasi privato cittadino con un pò di sano senso dell’orgoglio – organizza una raccolta firme per protestare contro l’incivile spettacolo offerto ormai quotidianamente da Silvio Berlusconi e sodali.
Ci trovate domenica a Sant’Antioco in piazza Italia dalle 9.30 alle 13, vi aspettiamo.

uomonero

Comments Commenti disabilitati

cosavravolutodireAlmeno non l’hanno fatta a Tramatza, ma sarà la Direzione della svolta? Speriamo.
Si deve decidere se il Pd deve vivere o morire. E allora è meglio morire a Oristano piuttosto che nell’Autogrill di Tramatza che quell’arancione non si può vedere davvero. Non vorremmo essere nei panni di Silvio Lai e manco di Franco Marras.
Li abbiamo invitati ad essere coraggiosi, a non nascondere la polvere sotto lo zerbino che se ci nascondi Paolo Fadda con quei capelli incanutiti rischia di pulire tanta di quella cacca dalle scarpe democratiche che non ti dico, che se lo merita anche se è per quello. Abbiamo consigliato al segretario di dire la verità, di non nascondere le spaccature e se fosse il caso anche ad accentuarle. Meglio una scissione oggi che una morte per consunzione domani. Ma eccoli quei due: Paolo Sanna ed Emanuele Fadda. No, Paolo Fadda ed Emanuele Sanna. I grandi amici dell’amico George: dai tempi dell’Università, dai tempi della Fuci. Hanno fatto ridere mezza Sardegna coi buoni pasto della mensa universitaria. Si, proprio loro la sommatoria di Dc e Pci all’interno del Pd che vogliono allearsi con l’Udc con la benedizione di qualche incappucciato della Loggia locale. Hanno ammazzato Pablo (e pure Antonello Cabras), Pablo è vivo. Antonello così, così. Guarda, guarda che sguardo di fuoco hanno lanciato a Franco Marras: se non la smette di scrivere su Facebook lo deferiscono ai probiviri del Pd.
Gente specchiata, questi probiviri del Pd: il più onesto ha una condanna per lobbyng.
Quella è la Valentina di Crepax? Si, è lei. L’ha voluta il democristo alla Presidenza: ha minacciato di far cadere Silvietto due giorni dopo la sua elezione. E come al solito l’ha avuta vinta. Mi auguro che Silvio – consigliato dal sagace Marras – abbia il coraggio di dirgli: quella è la porta, prova a farti portare in Parlamento dall’amico George, se ti riesce. Già, non Crepax se glielo dice!
Millo, mì: è il momento di Chicco Porcu quello che vede il futuro una volta che il futuro si è già palesato. E poi Giuseppe Cuccu che spiega perchè si son perse le primarie a Cagliari parlando del metodo Boffo usato da Rosarossa nei confronti dei margheriti (sic!). E ancora Caterina Pes, Guido Melis (ottimo!), Giacomo Spissu (mmm!), Siro Marroccu che probabilmente porta ancora i parastinchi, una Francesca Barracciu sotto bromuro, Marco Espa che nel suo intervento non smette mai di scuotere la testa e Marco Meloni finalmente – finalmente? – di ritorno dalle sue mirabolanti avventure capitoline.
Prende la parola Emanuele Sanna: a questo punto, metti che dica qualcosa di ragionevole. Lo so anch’io che è improbabile. Ma metti che. Come fai a dargli ragione davanti a tutti?
Ancora il segretario Silvio Lai per la contro-replica finale che parla di “…riscrivere le regole se non le rispettiamo…” (una specie di legge della giungla declinata al politichese?) – e di “…lasciare gli spazi individuali di conservazione…” (vorrà far presentare dai parlamentari sardi del PD una proposta di legge per la tutela integrale degli degli ex-Ds, ex- Margherita, ex-Progetto Sardegna?). Caro Silvio sappiamo tutti che t’hanno messo una bella patata bollente fra le mani: ma da te dopo tante mazzate vogliamo sapere se accetterai finalmente il rischio di morire in battaglia oppure – per citare Portos – “da vecchio, a letto, nel proprio piscio”. Il folto pubblico sonnecchia. Ma poi improvvisamente al solo nominare la parola ANCI con il segretario che dice che il partito non ha dato indicazione sul nome del presidente, Paolo Fadda, Giuseppe Cuccu e Cesare Moriconi si svegliano dal torpore, partono per la tangente, come Terminator si ricordano per cosa sono stati programmati e urlano un sibillino “Questi non erano i patti!” lasciando la sala infuriati. Con sommo sollievo del resto dei presenti in sala, parrebbe.
Immaginateci con la faccia di Nuzzo&Di Biase mentre pensiamo: “Ma cosa avranno voluto dire?”.
Alla scena pietosa ci è venuta in mente la perifrasi di un vecchio pensiero di Mao di sessantottina memoria incrociato a un bignami del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: “Quando ti stanno sodomizzando, non muoverti, fai il gioco dell’avversario”. Tanto pietosa che ci ha fatto rimpiangere i gloriosi tempi di Tramatza.
Nonostante quell’arancione.

emiliano mereu&luca deiana

Comments Commenti disabilitati

TRAGHETTI_SARDEGNAEgregio Presidente Cherchi,
la presente vuole essere un invito, da parte dell’Associazione Centro Commerciale Naturale di Sant’Antioco (di seguito denominata CCN), ed in via correlata da parte del sottoscritto Massimiliano Grosso, agente di sviluppo turistico (progetto Equal) e titolare dell’Agenzia di Servizi Turistici Tuttosantantioco, nonché socio fondatore e membro del consiglio direttivo del CCN, ad organizzare un incontro con la Sua persona e con l’Assessore Provinciale al Turismo Rita Marinella Grosso, volto a discutere le implicazioni economiche legate al problema del rincaro delle tariffe dei traghetti che effettuano le tratte per la Sardegna.
La situazione che si sta profilando attorno alla questione, in effetti, si preannuncia veramente problematica e potrebbe penalizzare pesantemente non solo l’andamento della stagione turistica di tutte quelle imprese del Sulcis Iglesiente che a vario titolo lavorano da anni per incrementare lo sviluppo del settore, ma anche la produttività di tutte le attività imprenditoriali che vedono nell’afflusso turistico estivo una buona occasione di incremento reddituale.
Proprio perché il CCN nasce quale associazione di imprenditori volta ad incentivare la cooperazione fra i diversi settori artigianali, commerciali e del terziario, affinché si creino le sinergie utili all’organizzazione di eventi e momenti di cultura che portino ad un incremento dell’economia antiochense, non può non sollevare qualche perplessità a fronte delle innumerevoli testimonianze giunte dai vari operatori del settore turistico, che, per primi, a seguito dell’improvviso rincaro dei traghetti, hanno registrato una significativa diminuzione delle prenotazioni, allo stato attuale nettamente diminuite rispetto a quelle effettuate nel 2010 in questo stesso periodo.
Io in prima persona, posto che la mia attività consiste fondamentalmente nel procacciare clienti per locatori privati o per strutture ricettive quali CAV, alberghi e B&B, operanti sia sull’Isola di Sant’Antioco che nel resto del Sulcis Iglesiente, ho potuto constatare che molti degli utenti che hanno preso contatto con la mia agenzia nell’ultimo mese hanno espresso diverse riserve circa il forte rincaro dei traghetti (giunto di fatto ad una maggiorazione del 75% rispetto alle tariffe già abbastanza salate applicate nella stagione 2010), arrivando, nei casi più rappresentativi, a ridurre la durata del proprio soggiorno (con l’intento di ammortizzare il prezzo del traghetto attraverso un più limitato numero di pernottamenti presso la struttura ricettiva ospitante) o addirittura a rinunciare in toto alla possibilità di trascorrere le proprie vacanze in Sardegna. Questo perché mete balneari alternative, come la Sicilia, la Puglia, la Calabria, la Riviera Romagnola, l’Isola d’Elba o le Cinque Terre in Liguria (per non parlare di altre mete europee come la Croazia o la Grecia), offrono di fatto la possibilità di trascorrere comunque delle vacanze piacevoli al mare, senza che si mostri necessario assecondare dei budget di spesa talmente elevati da finire col compromettere i già critici bilanci familiari degli italiani.
Stante le testimonianze su esposte, vorrei pertanto coinvolgere, con l’appoggio appunto del CCN, alcuni operatori del settore in un eventuale incontro che vorrà concederci, di modo da portare delle concrete testimonianze delle preoccupazioni che stanno affliggendo il ramo turistico. La nostra provincia risulta già fortemente penalizzata dagli annosi problemi legati alla mancanza di trasporti pubblici che colleghino le varie località ai porti e aeroporti di Cagliari; doversi confrontare con dei problemi che addirittura limiterebbero il traffico verso l’intera Sardegna porterebbe inevitabilmente al fallimento di molte imprese turistiche, alla perdita di molti posti di lavoro e ad un’estensione della crisi anche a quelle imprese artigiane o commerciali che non vivono direttamente di turismo ma devono ad esso una grossa fetta dei propri proventi estivi. Un’implicazione di non secondaria importanza, inoltre, sarebbe quella di vedere andare in fumo il lavoro di promozione così attivamente portato avanti dal Sistema Turistico Locale del Sulcis Iglesiente negli ultimi anni.
Resto dunque in attesa di un suo cortese riscontro per definire i termini di un colloquio aperto a più operatori e ai rappresentanti del CCN Isola di Sant’Antioco.
Nel ringraziarLa per l’attenzione cortesemente prestata, l’occasione mi è gradita per porgerle i miei più cordiali saluti.

massimiliano grosso

Comments 24 Commenti »

Democrazia_cristiana_logoHo le dita gelate. C’è freddo a Cagliari e sopratutto in via Emilia. Siamo un buon numero e per riscaldarci un pò facciamo le nuvole di freddo e di fumo con le bocche. Non siamo tutti giovani, anzi per meglio dire, molti sembrano vecchi. Faccio l’uomo-sandwich per la prima volta ma lo impone la gravità della situazione.
Lì davanti c’è la sede del Partito Democratico sardo, un anonimo palazzo che potrebbe benissimo essere scambiato per un poliambulatorio e in effetti è spesso facente funzioni.
Ci sono transenne, un paio di poliziotti annoiati.
Siro Marroccu allunga la testa per leggere il mio tazebao. C’è disegnata una vecchissima vignetta di Altan con un operaio che fa: “Però tra noi e la DC ci sono profonde differenze” e Cipputi di rimando “Si’. Ma pare in atto un generoso tentativo di tutti per farcele superare”. Sorride. Si rivolge a una ragazza bionda e gli fa il gesto di Luca Toni dopo il gol al Cagliari. Sorrido anche io perchè mentalmente dedico, a lui e alla ragazza bionda, l’esultanza di Matri quando segnava sotto la curva Nord. Segno di questi tempi peripatetici.
Una signora trascina via il figlio: “Vieni qua, Ugo sono persone che protestano”.
Una pernacchia modulata la segue, cerco la fonte. Mi giro verso un gruppetto di giovani con magliette di Che Guevara e del Livorno, sventolanti bandiere dei DS, dell’Ulivo, del PCI. Disegni con falci e martelli come se piovesse.
Mi avvicino da un ragazzo con i capelli ricci, piercing al naso, camicia a quadretti con sotto la maglietta dei CCCP, scarpe Converse senza stringhe, un cerotto sull’arcata sopraccigliare destra e un occhio tumefatto. “Allora? Hai già avuto a che fare con Roberto Deriu?” gli dico sorridendo.
Lui cerca di rimanere impassibile ma poi mi dà soddisfazione.
Adoro tutte le persone che manifestano.
Mi fanno sentire come l’ago nel pagliaio. Al caldo.
Non ho mai capito perchè l’ago nel pagliaio mi faccia quell’effetto, ma tant’è.
Il ragazzo della pernacchia ha un foglio di carta attaccato al collo con un filaccia di naylon infilata in due buchini.
Dice: “1987 Intifada- 2011 IntiFadda”. La trovo geniale ma due metri più in là Marco Espa e Gianpaolo Diana in posizione da Liam Gallagher scuotono la testa sconsolati.
Mi chiedo pure perchè non si vedano in giro Chicco Porcu e Marco Meloni così controllo se ho in tasca il borsellino.
Siamo ormai quasi duecento persone – scorgo pure Antonello Cabras che fa vedere a tutti un adesivo che reca la scritta “Mai stato craxiano io, ma lombardiano” e ci muoviamo verso il palazzo dove cincischia la politica, dove ha fatto radici puteolente il Potere.
“Ehi, non vorrete mica entrare? Ci sono delle regole da seguire e Valentina Sanna non ha neppure convocato la Direzione Regionale” mi fa uno, probabilmente un democristiano infiltrato. Mi viene in mente un’altra vecchia battuta sentita chissà dove: “Il Presidente convochi la Direzione che le facciamo quadrato intorno”.
Rido da solo come un ebete e il ragazzo con i capelli ricci con me: un’altra prova di solidarietà ma forse lo fa solo per distrarmi e spingermi verso il portone d’entrata.
“Sei sicuro che facciamo bene?”. “Tranquillo, siamo sempre stati trasparenti per questi qui non si accorgeranno di noi proprio oggi”. Entriamo in massa nella sala buona e sono tutti lì: Paolo Fadda al centro della stanza con attorno Tore Ladu, Antonello Soro, Cesare Moriconi, il solito Deriu con la maglietta “Divieto di Abbanoa” e un mazzo di papaveri – pardon, margheriti – che a guardarli bene non gli ci scommetteresti mezza lira. E forse è proprio per quello che hanno tanta influenza. Fanno un salto sulla sedia ma tengono i nostri sguardi con la solita sicumera.
Li snobbiamo perché sappiamo che non sono loro la malattia ma solo una brutta manifestazione della stessa.
Cerchiamo il nostro segretario Silvio Lai o almeno Franco Marras. Troviamo ambedue cogitabondi.
Non mostrano sorpresa: sapevano che saremmo arrivati, prima o poi.
E inizia spontanea l’IntiFadda come profetizzava il ricciolino: iniziamo a tirare in terra le nostre tessere, che si ammucchiano ai piedi dei due.
Qualcuno le brucia, qualcun’altro le spezza. Alcuni certo, singhiozzando ma senza mostrare esitazione.
Tratteniamo la Pisano che vorrebbe fare una visitina ai democristi due stanze più in là.
Non diciamo una parola eppure di parole ce ne sarebbero da dire. E di gesti conseguenti da chiedere.
L’anziano custode di via Emilia viene verso di noi con le lacrime agli occhi e ci invita ad uscire con la voce rotta.
Se mi girassi ora son sicuro che troverei anche il Marras con le gote un pò umide.
Andiamo via.
Il ragazzo delle Converse senza stringhe sputa per terra, mi stringe la mano e va via.
Attorno a noi non vola una mosca e non solo perchè fa troppo freddo.

uomonero

Comments 2 Commenti »