Archivio Ottobre 2010

grutt1Ho amato la mia terra, suoi colori, le sue voci, le sue fiere montagne, le sue coste brillanti di stelle, dal primo momento in cui i miei occhi hanno stretto la mano al mio cuore. Ho però cominciato a “scoprire” la vera Sardegna dal giorno in cui mi sono innamorata di un uomo che ha nel cuore le sue mille magie.
E’ un uomo del Sulcis, una terra a me fino ad oggi sconosciuta, una terra che sto imparando ad ascoltare, a capire. Non capivo il Sulcis perché non lo conoscevo. Ora che lo conosco un po’ di più, capisco meno i suoi abitanti. E’ una terra, il Sulcis, che trema, soffre; è una terra che sa essere fredda, lucida; una terra che sa farsi odiare, ma che riesco solo ad amare. Il Sulcis è un vecchio signore stanco e straziato, ancora vibrante di passioni. Lui vibra, parla. Sento solo io la sua voce? Vedo solo io le meravigliose rughe che solcano il suo viso? Colgo solo io il suo desiderio di vita?
Troppo spesso vedo il vecchio signore deriso, umiliato. Mi fa male. A tutti dovrebbe far male.
Proprio qualche giorno fà, durante una visita all’isola di Sant’Antioco, ho visto lo sfregio di uno “schiaffo” nel viso del mio vecchio e stanco amico.
Eravamo ospiti, io e il mio fidanzato, del sito archeologico “Grutt’e acqua”, una meraviglia di cui mai avevo sentito parlare, un incanto ricco di storia, di un passato che ancora vive in quelle pietre, in quell’acqua. Non credevo ai miei occhi.
E non ho creduto ai miei occhi neanche quando ho visto l’ingresso per questo sito profanato da un vecchio ovile sporco e squallido. grutt2Allora, ho sentito il bisogno di gridare, e il mio grido spero arrivi forte e assordante alle orecchie di chi di queste meraviglie dovrebbe aver cura.
Possibile che, con tutto il terreno circostante, l’ingresso per il sito attraversi una proprietà privata (credo) così sporca e mal tenuta? Come può un turista apprezzare un posto di una simile bellezza se per raggiungerlo deve percorrere un tratto di strada lastricato di rifiuti e sporcizia? A non poche persone passerebbe la voglia di continuare il percorso.
Eppure basterebbe semplicemente spostare l’ingresso anche solo di cinquanta metri per ridare al sito il giusto rispetto. Non mi sembra oneroso, né particolarmente complicato.
Per non parlare poi dei problemi che abbiamo avuto per arrivarci. Per trovare il sentiero, abbiamo dovuto chiedere ripetute informazioni e lasciarci guidare dall’intuito, anche perché mai avremmo pensato che l’ingresso, non indicato da alcun cartello, se non da uno posto qualche chilometro prima, passasse proprio all’interno di una proprietà privata.
Anche i cartelli d’indicazione del percorso risultavano mal posizionati e, in alcuni casi, divelti.
Questo trattamento è umiliante per il mio vecchio amico.
Io non sono una cittadina di Sant’Antioco e non giudico l’Amministrazione Comunale. Trovo la cittadina pulita e curata, nonché bella e accogliente, ma ciò che voglio rimarcare è il mio sdegno per le poche cure che vengono dedicate ad un patrimonio culturale così importante.
Sono una sarda orgogliosa della sua terra e della sua cultura, ed ho il diritto di esigere che venga preservata da chi è stato chiamato a farlo, e che per questo è pagato anche da me.
Urlo troppo forte forse.
Il mio vecchio amico capirà.
Già vedo il suo sorriso.

monica zedda
grutt3

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parco_giardinoDomenica scorsa, volendo sfruttare appieno la fortuna di vivere in una terra dove il 24 Ottobre è ancora possibile godere di una bellissima giornata di sole con 26° di temperatura, ho messo insieme moglie, figli e cagnolino per una salutare passeggiata nel Lungomare in quello che da sempre è chiamato il “parco-giardino”. Prima di varcare la soglia di casa già pregustavo il piacere di vedere i miei due amori correre gioiosi nel prato, con la mia cagnolina corrergli dietro in un’immagine un pò retorica da pubblicità Mulino bianco…
Dopo aver parcheggiato nel piazzale del distributore e aver attraversato con molta attenzione il sempre pericoloso rettilineo del Lungomare, finalmente eravamo sul parco.
Dalla strada l’inquadratura totale del parco-giardino appariva comunque invitante con l’erbetta spontanea rasata e rinverdita dalle prime piogge autunnali. E mentre mi preparavo a gioire per questo scampolo d’ estate rubato all’autunno, ecco svelarsi soltanto una volta messi i piedi sul prato la triste realtà celata a distanza dai fili d’erba: disseminate lungo tutto il parco lattine integre e lattine appiattite, bottiglie intere e ridotte in mille cocci, una gomma di moto, fazzoletti umidi, secchi e secchi resi umidi (!), brandelli di buste di plastica e di carta e cartacce, panchine abbandonate senza più colore se non quello della ruggine, accerchiate da centinaia, forse migliaia di mozziconi di sigarette; un monumento ai caduti trasformato in un vergognoso monumento ai graffiti. E’ mancata all’appello (per fortuna) soltanto qualche siringa e il quadro sarebbe stato completo.
Due corse dei pupi, 10 minuti totali e quella che doveva essere una mattina felice nel parco-giardino del mio paese si è trasformata in delusione cocente, con passeggiata interrotta anzitempo.
Avrò visitato migliaia di paesi, Sardegna compresa, e in nessun caso ho mai trovato in pieno centro un’area verde così abbandonata e lasciata all’incuria. Possibile che solo agli antiochensi debba essere vietato godere di uno spazio verde cittadino degno di questo nome, curato e fruibile? La qualità della vita passa davvero attraverso piccole cose semplici, è intollerabile che nel nostro paese non si possano avere più neanche le piccole cose semplici…
Illuminazione, nuove panchine , cestini gettacarte, impianto d’irrigazione e qualche operatore che, magari a giorni alterni, lo tenga pulito e sotto controllo. Mario davvero non credo ci voglia così tanto, nè in termini di realizzazione nè di impegno di spesa, ma offrire finalmente agli antiochensi uno spazio verde curato, pulito e davvero vivibile è diventata un’esigenza non più procrastinabile. Per una volta posso sognare una risposta netta e decisa? A cui far seguire i fatti perchè la prossima primavera, quello che oggi è ancora un campo abbandonato, diventi davvero, per la gioia di grandi e piccini, un vero PARCO e un vero GIARDINO.

fabrizio steri

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sbadiglioLe parole sono importanti.
C’è chi ci ha costruito una carriera, c’è chi si è fatto un nome, consolidato una reputazione e qualcuno pure una nuova verginità.
Pure le frasi sono importanti: ci sono fior di chiacchieroni capaci di grandi imprese.
Di dire tutto e il contrario di tutto.
Di mentire e di smentire contemporaneamente.
Al massimo fanno passare un giorno.
C’è chi (s)governa dal 1994 usando quel giochetto.
Se poi contestualizzi passi giorni e giorni a cercare di spiegare meglio.
Se io dico:”…per me uomini e cani pari non sono…” passo per nemico degli fedeli quadrupedi.
Se affermo che Cossu&Zara sono la Sant’Antioco da esportare qualche secchione mi ricorda che in realtà in pole position ci sono essere il Santo, il Bisso, il Tofet e Maladroxia.
Poi leggo questo e poi questo e mi dico che, tra accuse e querele, è iniziata la campagna elettorale per le prossime comunali.
Ma qualcun’altro, distorcendo e addomesticando le parole, la chiamerà semplice critica politica.

uomonero

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italia nostraIn occasione della terza edizione di “Paesaggi Sensibili 2010” dedicata ai “Paesaggi di Costa, di mare e di lago”, la Sezione di Sant’Antioco organizza un incontro con la stampa e con i cittadini sui nuovi scenari paesaggistici dell’isola di Sant’Antioco anche nella prospettiva di revisione del Piano Paesaggistico Regionale. L’incontro si terrà presso la Torre Canai a Sant’Antioco domenica 24 ottobre 2010 alle ore 10.00.
Sono invitati gli organi di stampa e tutti i cittadini interessati.

Graziano Bullegas – Presidente Regionale Italia Nostra

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100899-padanaSettimana buia per l’efficientismo padano incarnato dal ministro Maroni.
Dopo i grandi risultati contro la criminalità organizzata ottenuti dal Governo – dice Lui – esserci scampati al Marassi un Heysel parte II – dice sempre Lui – stiamo assistendo a una coda polemicissima, almeno nel resto della civile Europa, per una partita internazionale di calcio annullata a causa di un gruppetto di fascisti cetnici capaci di portare all’interno dello stadio bombe carta, forbicioni, petardi, spranghe e striscioni inneggianti alla Superiorità della Razza Serba. Mentre ai ragazzi delle scuole elementari hanno sequestrato persino i Gormiti.
Tempo-un-paio-di-giorni e il cielo si fa nuovamente scuro sulla testa del rocker padano.
Non Ligabue: sempre Maroni.
Una manifestazione di metalmeccanici, politicizzati quanto volete, rossi ma dalle umiliazioni e dai soprusi subiti nel corso degli ultimi, diciamo, due anni si è svolta senza uno straccio di incidente. Manco una bandiera degli USA o della Nazionale Padana bruciata, una maglietta dei Deicide indossata, una vetrina rotta a colpi di eskimo o una vettura rigata con una chiave a brugola. Neppure qualche rumoroso peto rivolto all’effige del ministro dello Sviluppo Romani. Anche se sarebbe stato d’uopo alla memoria di Scajola.
Perdonate l’oltranzismo.
E invece nulla. Neanche una bestemmia.
Immaginate la rabbia dalle parti del Ministero dell’Interno per non aver potuto sperimentare sui sediziosi salariati e sui frustrati precari il vecchio ma sempre efficace metodo della manganellata random (con proiettili di gomma e piombo alla bisogna) del Glorioso Padre della Patria Francesco Cossiga.
Per questo chiediamo al Partito Democratico di presentare una mozione di sfiducia versus Maroni incapace di “…farci scappare il morto…”, nonostante i proclami in periodo elettorale sul versante della sicurezza e la sponda, con profezia che si sarebbe dovuta autodeterminare, del sodale Sacconi.
Perché evidentemente qualcosa nell’organizzazione ha funzionato a dovere.

uomonero

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FIDO-QUATTROE’ una banalità dire che i cani debbano essere, da esseri senzienti quali sono, serviti e riveriti come meritano.
E come molti padroncini fanno.
Approntando luoghi per, come dice qualcuno, “…dare loro la possibilità di poter correre, giocare e socializzare tra loro…”.
Che sia Is Pruinis o il Parco Giardino – preservandoli però “…dalle bottigliette di Metadone con relative siringhe per il metadone…” (sic!) come dice sempre lo stesso – non mi tange, basta che rimanga uno spazietto per gli esseri umani.
Organizzando contenitori e ammenicoli per raccogliere il frutto delle loro fedeli ma puteolenti viscere.
Ideando soluzioni affinchè l’orgoglio cinofilo abbia la possibilità di sfogarsi in modo ricreativo, culturale, sociale e sportivo.
Poste nero su bianco queste premesse mi piacerebbe constatare che alcuni cittadini di Sant’Antioco posseggono il medesimo afflato civico, usato per sollecitare il rispetto dei diritti canini, allorchè si debbano rivendicare altre sacrosante spettanze: ad esempio segnalare che il Parco Giardino è sporco da paura, non brilla dal punto di vista della sicurezza (spunzoni di ferro che escono dal terreno, pericolose buche disseminate in ogni dove, rifiuti di vetro, ferro, plastica rigida dappertutto etc…).
O che gli spazi per le attività ricreative, culturali, sociali e sportive latitano grandemente, non solo per la razza canina, ma anche per noi poveri homines sapiens-sapiens.
Sopratutto per quelli di più giovane età che non hanno neppure un Centro di Aggregazione Giovanile per ritrovarsi la sera.
O un impianto sportivo decente per fare due salti. Lo sport segnalatelo voi.
Perchè, anche se è vero che viviamo in un mondo sottosopra, per ora l’ordine delle priorità continua a permanere sempre lo stesso.?

uomonero

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CampagnaPdA me piace molto la pubblicità del PD con attore non protagonista il segretario Pierluigi Bersani. Ma mi appare monca: se la riguardo mi da sempre la sensazione che manchi qualcosa.
L’ideale sarebbe, per arrichirne la narrazione, farne un pubblicità seriale tipo Francesco Totti con quell’operatore telefonico o Belen con quell’altro operatore telefonico o Fiorello con quell’operatore telefonico concorrente.
Del tipo:
1^ puntata: Bersani va con Walter Veltroni all’aeroporto e mentre lo manda in sollucchero con la recita del manifesto del Lingotto, gli da una mazzata in testa e lo imbarca su un aereo della Botswana Airways: mentre guarda l’aereo decollare verso un ameno tramonto si rimbocca le maniche compiaciuto.
Dissolvenza.

2 ^ puntata: Bersani va con Massimo d’Alema al porto di Manfredonia e mentre lo manda in estasi con la storia di quanto fosse figa la trovata della Bicamerale gli da una mazzata in testa, lo imbarca sull’Icarus, molla gli ormeggi facendosi aiutare da Nichi Vendola e lo lascia andare al largo: poi si rimbocca le maniche dopo essersi fatto asciugare col phon, gli aloni sotto le ascelle. Da Nichi.
Dissolvenza in nero.

3^ puntata: Bersani va alla Camera dei Deputati e poi al Senato e dopo aver cazziando tutti i parlamentari del PD, chiede il ritiro del contingente militare italiano dalle “missioni di pace”, fa votare una proposta di legge sull’abolizione delle pensioni ai deputati e ne presenta un’altra per dimezzare la retribuzione degli eletti al Parlamento, rinnega D’Alema (che tanto sta veleggiando chissà dove) e propone una legge seria contro il conflitto d’interessi, dice finalmente due/tre cosette di sinistra sul testamento biologico, sull’immigrazione e sulle unioni civili e infine propone, urbi et orbi, una legge elettorale che ridia ai cittadini il gusto di scegliere e votare.
Poi, accasciandosi esausto, si rimbocca le maniche tra gli applausi del Popolo Sovrano.
Finale con musica trionfale tipo la Cavalcata delle Valchirie o i Rhapsody of Fire.
Dopo la fine della messa in onda del serial democratico vedrete che il gesto del rimbocco delle maniche diverrà alla moda più del Waka-Waka e dei tatuaggi.

uomonero

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Questi sono sacchetti contenenti escrementi di cane al parchetto/”Giardino Giungla” di Sant’ Antioco.
Sul lato destro fronte Bocadillos c’è una zona adibita a sacchetto selvaggio contenente merda di cane, un odore inconfondibile.

merda1

merda2

cristina murgia

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john_holmesDue settimane fa ero a Cagliari alla Festa del PD quando conosco Monica e finisco per appartarmi con lei dietro il palco dove Pierluigi Bersani relazionava dei “Rapporti economici tra il Sud Sardegna e mia moglie”, grazie a seducenti corteggiamenti e intriganti preliminari che per non incidere ulteriormente sulla lunghezza di questa frase abbrevierò con l’acronimo 50 Euro.
Adoro le Feste del PD: sono gli eventi in cui si può parlare liberamente di sesso, nani, tagli cesarei, droghe sintetiche, cani meticci, politica, Vendola e niente che non possiate già aver visto in un qualsiasi editoriale del TG1, senza però le discutibili posizioni hard di Minzolini che hanno reso celebre la trasmissione.
Alcuni di voi probabilmente staranno lamentando che sono monotono e che già in passato avevo parlato di sesso; è solo che mi piace soffermarmi sulle cose, soprattutto quando le ho pagate 50 euro.
Spese che sei costretto ad affrontare quando non ti intendi di eolico, non sei un babbeo della Regione o non sei in affari con Carboni.
O tutte e tre le cose insieme secondo un verbale della Questura di Cagliari.
Se il PdL e FLi costituiscono la fotografia estemporanea di quella grande famiglia che è la destra italiana, il PD è il parente laureato con la puzza sotto il naso che cerca di spiegare come il partito ridurrà le aliquote fiscali.
Ma ai provini di X-Factor.
Una specie di minoranza che va tutelata dunque, ma che è meglio non far salire sul palco a cantare una canzone: tanto parlerà di altro.
E non certo perché siamo scomodamente impresentabili, deformati e pericolosi, per carità.
Non siamo mica Bossi.
L’amara e cruda verità è che non ce lo meritiamo.
Vedete, finché additerete PdL&Complici come gli unici responsabili di questa situazione sarà troppo facile, ma colpevolmente riduttivo.
Potreste – non so – trarre conclusioni affrettate addossando la colpa di tutto ad un imprenditore mafioso solo perché detiene il controllo totale dei mezzi di informazione o perché cerca di sovvertire la Costituzione modificando qualche leggina a suo favore.
Già, proprio così: non ce lo meritiamo.

(to be continued…)

policlorosulcisbifenile (pcsb)

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sarahTopic che inneggiano alla pena di morte, urla “a lasciarlo nelle mani dei carcerati-che-sanno-loro-come-trattare-un-pedofilo”, richieste di evirazione e preghiere per dargli la morte sotto le fogge più atroci e immaginifiche.
Ma prima la tortura.
Michele Misseri nell’immaginario collettivo italiano è diventato in poco tempo il Male per antonomasia.
Colui che è da odiare, senza se e senza ma, per il gesto che ha fatto.
Va bene, lo capisco, è terapeutico, fa bene, ci fa sentire più buoni e diversi – molto diversi – da lui.
E basta poco se mettiamo sul bilancino le nostre piccole/grandi miserie e i nostri grandi/piccoli peccati veniali e li rapportiamo al gesto dell’Orco.
Quello che non comprendo è questo continuo richiamare all’omicidio di Stato, alla sospensione dei più elementari diritti civili, noi che tanto stiamo strepitando per Sakineh ma che ci siamo dimenticati persino di creare un gruppo su fb per Teresa Lewis. Quasi ci siano morti di serie A e di serie B a seconda del luogo di provenienza o di quanto amplificano le notizie gli organi di stampa, le tv e le organizzazioni non governative. Quando impareremo ad accettare la “banalità del male”, a capire che coloro che fanno il Male, per aberrante che sia l’azione, non sono mostri ma semplicemente uomini e donne che si lasciano travolgere da istinti primordiali.
Incontrollabili e irrazionali per definizione.
Ripagare con la stessa moneta, con la legge del taglione, magari fantasticando di vestirci solo per un momento da boia – ma senza cappuccio che tutti vedano la nostra diversita’ – o di ritornare con la macchina del tempo al Mediovo magari sarà terapeutico e catartico per dieci-minuti-dieci ma non servirà ad onorare la memoria di Sarah.?

uomonero

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