Archivio Ottobre 2009

La cosa peggiore della mia attività di blogger è sempre stata quella di rispondere al fuoco incrociato delle domande di mia mamma su quello che scrivo.
Ieri a pranzo, rifiutandosi di porgermi il primo – per la cronaca un’ottima pasta al salmone – sbotta irritata:
"Luca ma è vero che sei diventato rissoso e che al seggio quasi vieni alle mani con un tipo che voleva fare opera di bene pagando a dei trovatelli i due euro* per votare alle primarie?"
Io rispondo prontamente: "Ma’, sai benissimo che son gandhiano dentro e che mi son pestato solo una volta quando ero chierichetto con i chierichetti di Nostra Signora di Bonaria per una questione di ostie rubate. Quel signore era un anziano signore brizzolato che accusava il nostro presidente di seggio di brogli elettorali manco fossimo in Iran. E quei trovatelli erano muscolosi simil-tronisti di Maria de Filippi dai quali tutto mi aspettavo ma non che venissero a votare alle primarie PD. Ecchediamine sono il segretario del PD cittadino mica bruscolini devo essere tollerante ma fermo mica mi posso far mangiare la pastasciutta al salmone in testa da tutti! Ehmm…se mi porgi gentilmente il piatto avrei un pò di famina…".
Ma voi non sapete chi è mia madre.
Conosce a memoria tutte le tecniche di persuasione e di induzione alla confessione possibili considerato che conosce a memoria tutte le puntate di CSI, NCIS, Cold Case e The Mentalist: così prima di farmi addentare le sue leggendarie melanzane ripiene fa quasi incurante con sorrisetto sardonico: "Luchisceddu** ma è vero che non sei più soriano?".
Silenzio di tomba in casa Mereu.
Mio fratello se la ride sotto i baffi, un altro si alza da tavola fingendo una chiamata al cellulare, mio padre alza il volume di Studio Sport maledicendo l’ennesimo goal fallito da Amauri.
Per fortuna mancava il simpatizzante dell’IDV se no me la menava col giustizialismo e la Casta.
Me la tento e con tono offeso faccio: "Ma’, considerato che mi hai tirato su tu e mi hai fatto fare i test allergologici la prima volta a 4 anni sai benissimo che sono allergico ai gatti, tra l’altro io sono iscritto al PD, Soru è iscritto nel PD ed è piuttosto Soru che deve essere piddino mica io gatto soriano! Volevo dire soriano!".
Poiché conosco i miei polli mi aspettavo il domandone finale, quello che da senso a una vita o a un pranzo, infatti al momento del caffè mia madre si accascia sul divano e mi accusa: "Luca ma perché non sei diventato colto? Ti ho fatto studiare, fatto sacrifici e ora la tua dialettica manco avanza. Qualunque cosa significhi quella stupida frase!!!".
Io paziente come un mix di Giobbe e del cinese sulla riva del fiume la abbraccio teneramente e con riconoscenza e affetto filiale le prendo le mani e le sussurro dolcemente: "Mammina non essere colti (ma ti assicuro che un paio di libri e di bignami li ho letti anche io) non vuol dire essere più onesti, rispettabili, stimati o apprezzati. Altrimenti Sgarbi avrebbe gia’ trovato la cura per il cancro o, più difficile, risollevato veramente l’economia di Sant’Antioco. Ora la mia dialettica manco avanzerà, qualunque cosa significhi quella stupida frase, ma ti assicuro che mi vuole bene un sacco di gente e che solo ieri circa 400 persone di Sant’Antioco hanno letto Sgrauso e Gigi Psicopedia che mi difendevano a spada tratta con argomentazioni inconfutabilmente aristoteliche. O credi che nella testa di chi legge il mio blog rimangano i neurodeliri di arciere rossonero?".
Io non so se ho convinto mia madre ma visto che sul cellulare non c’era manco una sua chiamata a spero proprio di si.
La morale della favola è: io capisco che a chi impugna un martello tutto può sembrare chiodo ma vi scongiuro, prima di accusarmi di qualsiasi cosa, pensatemi di fronte agli occhi indagatori di mia madre.
E che sono 33 anni che non faccio i test allergologici.

*Sto ancora aspettando i finanziamenti di Carbonia, mò chi la paga la sede di via Gorizia?
**Solo mia madre può chiamarmi così, sia chiaro…

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Per poter ubriacare Flora Marina, la cubista araba conosciuta al DinoKebab di Carbonia la scorsa estate allo scopo di ottenere finalmente qualcosa dal nostro platonico rapporto, aspettavo impaziente che terminasse il Ramadan – le mancavano ormai solamente la a e la n – . La lasciai sola sotto l’ombrellone decidendo di pisciare nell’acqua bassa di Maladroxia immerso quindi non solo nei miei pensieri.
Mi piace pisciare in mare aperto perchè mi permette di svolgere contemporaneamente con disinvolto camuffo diverse azioni quali conversare con i bagnanti, cercare conchiglie ma soprattutto pisciare nell’acqua bassa.
E che nessuno faccia il moralista parlandomi di inquinamento delle acque, come se la mia urina, tra l’altro diluita pure dall’amfetamina, fosse più dannosa di tutti gli escrementi che le creature dei fondali marini di S. Antioco quali spigole, ricciole, sardamag e dentici abbiano mai prodotto sinora.
La mia peristalsi mi permette anche di avere tutto il tempo per pensare alle cose più insignificanti dell’Universo, come ad esempio l’ Eolico off shore.
Non che mi lasci meno insignificantemente perplesso l’ingresso della Valdarchi nella Provincia del Sulcis Iglesiente, o la recente inaugurazione di una palestra nel rione di Serra Perdosa ad Iglesias dove la povera gente non stà chiedendo al Sindaco dove far giocare i propri figli ma dove farli dormire, ma comunque una cosa più stupida del tanto ventilato giramento di pale di Eolo ancora mancava alla mia collezione di "Inutilità Sulcitane e Gaviano" (di solito non sottolineo mai le mie parole, ma a qualcuno potrebbe sfuggire la battuta di cui vado fiero).
E così ho voluto informarmi -in prima persona- partecipando a quello che è stato definito il riferimento mondiale per l’energia eolica nel Mediterraneo, il 7° Salone Internazionale per l’Elettricità dal Vento della Fiera di Roma, tenutosi dal 30 Settembre al 2 Ottobre 2009. O quantomeno è quello che c’era scritto sul coupon di invito che Flora, dopo essersi intrattenuta solo qualche minuto con l’inviato al Convegno che rappresentava la Regione Sardegna, mi ha
procurato per entrare (di solito non sottolineo mai le mie parole….tranquilli, era per vedere se stavate attenti, adesso la smetto).
"Piacere, mi chiamo PCSB", ho detto all’ ingresso. "Baciamo le mani" mi hanno risposto in coro le tre persone piazzate all’ entrata principale dall’ alto dei 2,00 m di altezza e abito D&G (tradito dalla maglietta "De Puta Madre" sotto la giacca).
No, non stò dicendo che la mafia c’entri qualcosa con l’eolico. O quantomeno è quello che penserei se i miei avvocati non mi avessero consigliato di scrivere il contrario.
Ed infatti, per avvalorare la tesi che secondo i miei legali non condivido affatto posso quindi affermare che, mentre l’ I.E.A, l’ agenzia internazionale dell’energia è stata già accusata a Gennaio di quest’anno di fornire dati fuorvianti sulle fonti rinnovabili, si faccia vivo chi nel Sulcis vuole farmi credere che piantare in mezzo al mare ad una distanza di circa 50 metri l’uno dall’altro, centinaia di pali alti circa 100 metri e montarci sopra pale lunghe ognuna 45 metri – chè di questo si tratta, cari sostenitori dell’eolico,- non deturpi l’ambiente e il suo habitat, e andate a raccontarlo voi ai falchi, agli uccelli migratori e ai pescatori di Calasetta- solo per citare alcune specie in via di estinzione , -che una volta che l’eolico off shore sarà in funzione non subiranno radicali sconvolgimenti di vita.
Gente, pensateci bene: ci giochiamo un paesaggio unico al mondo com’ è quello della Sardegna, per fare gli stessi interessi della mafia e per una piccolissima fonte di energia
che è già stata messa in discussione da politici senza scrupoli&cappellacci che parlano di nucleare nella nostra Isola.
Riguardo Flora, chiamatemi bastardo, chiamatemi razzista, chiamatemi ore pasti ma l’ho mollata quando mi ha svelato che era diabetica.
Non scopo con le diabetiche. Lo sperma contiene zuccheri.
 

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Inizio questo post dicendo che domenica 25 ottobre si voterà per eleggere il segretario nazionale e quello regionale del Partito Democratico. Il circolo di Sant’Antioco allestirà un seggio nel Corso per permettere a tutti gli iscritti e simpatizzanti di potersi recare facilmente ad esprimere la propria preferenza sui vari candidati alla segreteria nazionale e regionale. Si voterà dalle ore 7 alle 20.
Dopo questa breve comunicazione di servizio sono qui piuttosto a cercare di spiegarvi il perché a queste primarie sostengo Pierluigi Bersani e sono candidato nella lista 3 Città Democratiche (nella foto potete vedere il fac-simile) che a livello regionale da il suo endorsment a uno dei due suoi candidati in Sardegna, Silvio Lai.
Non sto qui a discettare dell’idea del Partito Democratico che ha Pierluigi Bersani, quella la potrete trovare nella sua mozione se avrete un po’ di tempo da spendere. Non sto qui a perder tempo nel dirvi che sono un grande fautore, se vogliamo battere una volta per tutte Berlusconi, del ritorno a un Ulivo riveduto e corretto – altro che Lingotto – che Bersani auspica fortemente.
Poichè mi considero persona che ha (avrebbe?) la vocazione di andare sempre al nocciolo delle questioni con il più basso numero di parole possibili non posso che essere lieto della constatazione, che a taluni parrebbe un difetto, che Pierluigi Bersani non è l’uomo dei sogni.
Quello era uno status più adatto a un Walter Veltroni che scimmiottava Barack Obama e abbiamo visto come è andata.
Nei discorsi di Bersani non si trovano troppe frasi con effetti speciali.
Quelle stanno tutte in bocca a Dario Franceschini e al suo anti-berlusconismo facile facile.
Io non so se questo suo continuo rimando al nocciolo delle questioni possa essere un difetto come si diceva, so però che in un periodo di demagogia imperante, di urla sconclusionate e di accuse politiche anche tra i maggiorenti del PD il suo pragmatismo e concretezza, per quanto mi riguarda, è aria pura. E mi rinfranca notevolmente.
Pierluigi Bersani nella stessa frase inframmezza quasi sempre le stesse parole: fatti e poche chiacchiere. Si è sforzato, in tutta questa campagna elettorale, di essere il portabandiera della sinistra concreta, molto emiliana certo, ma pur sempre quella che sta con i piedi per terra sempre e qualunque cosa succeda. Quella del riformismo senza fronzoli. E alle riforme concrete Pierluigi Bersani mi pare avvezzo. Potrebbe scrivere un libro che andrebbe a stare degnamente tra i grandi testi unici che hanno riformato il nostro paese come quello di Bassanini.
Questa "vocazione ai fatti" per citare Pietro Spataro dell’Unità l’ex ministro del Governo Prodi la esercita su ogni tema.
Se deve parlare di scuola chiede di fare in Parlamento una riforma come si fece nel ’78 con la sanità, se si deve affrontare il nodo dell’accordo separato dei metalmeccanici dichiara che l’unità dei lavoratori è un bene pubblico, se deve parlare di forma partito dice che gli iscritti devono valere più dei simpatizzanti che magari alle primarie votano una volta poi magari quando conta veramente votano PDL, se deve soffermarsi sulla questione democratica afferma con forza che non va separata dalla questione sociale. Persino se gli si chiede di fare appello al voto dei sedicenni parla sì di grandi ideali come la solidarietà sociale e l’uguaglianza ma poi aggiunge con tono pragmatico da buon padre di famiglia: "Però vieni qua e dacci una mano". Dietro un voto c’è una testa che pensa e si da da fare.
So già che per delegittimare la sua statura politica qualcuno tirerà fuori l’ingombrante figura di D’Alema, l’appoggio dei vari Bassolino e Loiero alla sua candidatura ma soffermarsi solo su queste cose e non vedere che personaggi più o meno (im)presentabili sono presenti in tutte le liste a sostegno dei tre segretati in pectore significa fare un torto all’indipendenza intellettuale di Pierluigi Bersani.
Poi naturalmente un iscritto o simpatizzante del Partito Democratico è legittimato pure nel votare, ci mancherebbe, un Dario Franceschini che ha passato la campagna elettorale a piantare bandiere italiane alla foce del Po senza proporre uno straccio di visione politica o di misure economiche per rendere migliore il paese.
Ma poi non dite che non vi avevo avvisato.

Su questa pragmatica falsariga si muove Silvio Lai che si è fatto, durante la campagna elettorale per le primarie, la Sardegna in lungo e in largo incontrando i lavoratori e/o disoccupati di Villacidro, Ottana, Porto Torres, La Maddalena e Portovesme macinando chilometri per incontrare simpatizzanti in una Sardegna attanagliata da una spaventosa crisi economica. Mettendosi a disposizione degli elettori su affollate chat di Facebook per parlare di forma partito, di sanità, di lavoro, di primarie ed elezione degli organismi dirigenti senza filtri e censure accettando e cercando di ribattere a numerose critiche. Tra cui le mie. Ricordo inoltre che Silvio Lai ha scritto di suo pugno, quand’era consigliere regionale, la legge 23 del dicembre del 2005 che ha riordinato il settore socio-assistenziale sardo (quella dei Piani Locali Unitari dei Servizi alla Persona meglio conosciuti come PLUS). Chi come me è un operatore sociale ha ben presente quali benefici abbia apportato all’intero settore quella legge.

(continua…)

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Non me ne voglia nessuno, simulatori, detrattori, tifosi del blog, antagonisti, cazzeggiatori se approvo il manifesto di Città Nuova.
Da tempo l’opposizione si trincera dietro il non poter fare alcunché per il cittadino e crearsi con le critiche e i dibattiti il credito per essere eletti.
Forse invece questo manifesto può essere da sprone per il Sindaco e la sua Giunta onde non farsi criticare e recuperare quel consenso a prescindere che aveva prima delle elezioni.
Come il desiderio del giocattolo e la delusione nell’averlo ottenuto.

Certo bastasse un manifesto così, come invece è servito quello di Brigungia 2 per motivare un po’ di più i cittadini che fanno la differenziata a non farsi calpestare dai raccoglitori della stessa ed ottenere un po’ più di servizi tipo i cestini (io che son tipo attento ne ho visti ben 5 in più nella piazza del lavatoio dopo il post del turista padano ed altre proposte  del blog riprese dall’amministrazione che solo qualcuno non ha voluto vedere).

(continua…)

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Ricevo e pubblico.
Luca…
 
A Sant’Antioco è stato istituito un nuovo servizio per il cittadino.

Si tratta del nuovo ufficio U.C.A.S. (per chi non lo sapesse "UFFICIO COMPLICAZIONE AFFARI SEMPLICI").

(continua…)

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E’ del 16 luglio 2009 la firma del Governatore Ugo Cappellacci per il disegno di legge regionale che segue le linee del "piano casa" di Berlusconi: in sintesi, aumento del 20 % della cubatura nella fascia dai 300 ai 2000 m dalla costa, fino al 30 nel caso si riduca del 15 % il fabbisogno energetico dell’edificio; aumento del 10 % invece entro 300 m dal mare – sigh! – sia per le strutture residenziali che agricole se ha come scopo il miglioramento della "qualità architettonica", sia per le attività turistiche finalizzate al miglioramento dei servizi turistici.
Ancora meglio, se demolisci una costruzione entro 300 m dal mare, ed edifichi altrove, puoi avere un aumento della cubatura del 40 %!
 
"Ecco qua, un altro che fa retorica!"
 
Già la retorica sul pericolo che una speculazione edilizia, fatta di chissà quali clientelarismi, manfrine, fatture fantasma, stipendi bassi e scarsi materiali: perché in Italia, in Sardegna soprattutto, essendo luogo di natura e di turismo, ci devi convivere con questa paura, la paura grigia.
Vorrei solo sapere con quali criteri si deciderà se una costruttore intende fare un funzionale miglioramento della struttura.
Mi viene in mente una casa nella zona di Cala grotta, poche decine di metri dal mare.
Chissà che bello, se il proprietario volesse aumentare la cubatura del 10 % (ovviamente solo a scopo di migliorare l’architettura della stessa), a scapito della vegetazione e delle rocce sul mare.
E chissà che bello l’assalto possibile, ma non improbabile, verso il Nuraghe di S’Ega Marteddu (loc. Maladroxia) a suon di mattoni.
O verso la spiaggia.
Cosa importa della geologia del territorio, della flora che annovera specie alofile e un orchidea ibrida endemica.
E cosa importa di tragedie come quella del messinese, pure recente, tanto a noi non succede!
 
"Custu non di oiri de traballu in Sant’Antiogu!"
 
Si, il lavoro precario di alcuni mesi, il lavoro in nero, magari?
Senza un filo di anti-infortunistica?
Perché forse, quando a Sant’Antioco si sono fatti certi scempi (per essere delicato) nel campo edile, v’era agiatezza forse?
E’ questo il progresso che volete?
Riflettete, se volete uno sviluppo ecosostenibile e duraturo.

 

(continua…)

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Sicuramente la posa del manto in erba sintetica dello stadio è cosa buona e giusta, così come farci vedere con Google Maps quale sia lo stato di attuazione delle opere pubbliche tuttavia,  dopo aver appreso del progetto di un parco eolico offshore nel Golfo di Palmas,   credo che la sconvolgente notizia meriti da parte del sindaco Mario Corongiu e della sua Amministrazione Comunale una presa di posizione di dissenso netta e inequivocabile sulla falsariga della "rivoluzione" in atto dalle parte del Sinis capeggiata da sindaci di ogni colore ed appartenenza politica.
Credo che i cittadini e le associazioni tutte di Sant’Antioco non si esimerebbero dall’opporsi all’ennesimo scempio ambientale che si vuol perpetrare alla nostra isola.
A meno che non si voglia dare definitivamente ragione a Gianni Locci e ai suoi mastodontici manifesti inneggianti alla malattia del sonno che parrebbe affliggere il nostro sindaco.

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Avrei voluto scrivere qualcosa sulla bocciatura per anti-costituzionalità del Lodo Alfano ma avrei tirato fuori una serie di periodi sgrammaticati pieni zeppi di "Meu amigo Charlie Brown" o "Popopopopopopo…I Campioni del Mondo". Quindi transeat.
Mi sollucchera l’idea invece di ragionare un pò – si fa per dire – sulle reazioni sgraziate del nostro Premier nell’apprendere e tentare di giustificare i motivi del perché sia così tanto strano capire che in Italia nessuno può essere "primus inter pares" foss’anche Silvio Berlusconi. Preso atto che in Italia siamo tutti comunisti – magistratura, stampa, televisione, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, chi non tifa il Milan, chi ha i capelli non posticci ed è più alto di uno e cinquanta, chi non paga e rispetta le donne e tante altre fattispecie che ognuno di voi puo’ aggiungere a piacere – ogni tanto, assai raramente in verità, c’è qualcuno che risponde a Sua Emittenza come merita.
Avant’ieri a Porta a Porta di fronte all’ultima sgrezzata berlusconiana ("…lei è sempre più bella che intelligente…") Rosy Bindi ha "pagato" il Premier come fosse un’escort al maschile qualsiasi, dicendo qualcosa di sinistra come da tempo non se ne sentiva in giro e non certo dai nostri dirigenti del PD : "Presidente, io non sono un donna a sua disposizione".
In 9 sole parole la tosta  Rosy ha fatto capire a tutti perché il cosiddetto gossip di Papi non si può derubricare semplicemente a invasione pruriginosa e morbosa di privacy altrui ma soprattutto ha difeso la dignità e la moralità delle Donne come nessun uomo in studio ha fatto (beh visto il parterre!) e come mille Mare Carfagne/MV Brambille/MS Gelmini/Stefanie Prestigiacomo potrebbero mai permettersi di fare. Considerato che mai han preso le distanze dalle schifose battute machiste del Papi.
Questo per dire che si può rispondere a tono, con puntuta ronia senza ricorrere alle battute da caserma e osteria assieme di molti "illustri" esponenti del PDL e spiegare al tempo stesso che l’ideologia dell’"escortismo" rischia di immettersi nella linfa vitale di questo paese, di diventare una sorta di sottointeso, un postulato non discutibile. E tutti noi dobbiamo tenerci pronti ad avversarla con tutte le nostre forze. Se si è ancora in tempo.
Perché se aspettiamo che la cosa venga contrastata da Bruno Vespa e accoliti vari in prima e seconda serata stiamo freschi.
Va bene vi ho dato il la ma ora non iniziate con le battute su quanto vorreste vedere al fresco Silvio Berlusconi e piantatela con il coretto "…Brisgitte Bardo’ Bardo’…Brisgitte Pesgio’ Pesgio’…’".

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C’è da ridere. O forse da piangere. I morti. Passati e futuri.
Così poi ci stracceremo le vesti per i morti per terremoti, allagamenti o frane. Possibilmente di fronte alle telecamere. Credo sarà, ahinoi, solo questione di tempo ma ecumenicamente invito tutti alla toccatina a oggetti metallici portafortuna.
Tornando a noi in un salto  apparentemente privo di coerenza solo tre giorni fa l’amministrazione comunale di Sant’Antioco o per meglio dire la Giunta Comunale di Sant’Antioco migliore di sempre, ha reso finalmente note le sue priorità.
All’ultimo consiglio comunale dopo una sfiancante ed opinabilissima elencazione di progetti futuri e futuribili abbiamo scoperto (dopo due anni e mezzo) finalmente quale sarà il motore di sviluppo del nostro paesello. Per esempio: con le opere pubbliche ci potrebbero riempire trenta manifesti.
Ho sempre dato per buono l’assioma che chiedere non significa ottenere e infatti tutta la rivoluzionaria pianificazione  del Gruppo Impegno si basa, abbastanza vagamente, su manutenzioni ordinarie, su fasi progettuali, su affidi di caratterizzazioni, su appalti ancora da assegnare, su isole ecologiche da fare tra un anno. Però aggratis, eh?
E quindi prendo come pena accessoria  un cittadino che mi ferma per strada o mi manda una mail e mi strapazza sonoramente per chiedermi conto dell’immobilismo dei "nostri" amministratori. Quasi fosse colpa mia, capperi! Mi sbattono in faccia una miriade di problematiche: le strade sono in condizioni pietose, non c’è un centro di Aggregazione, un Cesil o un Informagiovani.  Non c’è programmazione nè condivisione con i cittadini. Non so dove andare a giocare a pallone. Decine di famiglie bivaccano in scuole  che dovrebbero essere adibite ad altri più nobili scopi e io non ho manco una casa di proprietà, mancano i luoghi di aggregazione per giovani, anziani e minori. Tutto si può fare dice il sindaco che non si è mai vantato.  Ma questo tutto per ora è invisibile. Una città gioiello che si limita a vivacchiare,  a tirare avanti alla ben’e meglio, a stare a galla e non solo per ragioni geografiche. Una città, per restare al tema, dove vivaiddio abbiamo finalmente la mensa scolastica ma pure uno dei tassi di immigrazione giovanile più alti del Sulcis-Iglesiente. E pure la disoccupazione è da record.
Dove la povertà e il disagio sono segni collettivi della disperazione, la graduatoria dei bisogni è capovolta.
Il mattone, innanzitutto. Poi il resto.
A Sant’Antioco non mancano però i piani di sviluppo come si evince dai video. Non c’è tema di vita civile che non sia stato approfondito da un piano d’intervento. Per la cultura si spendono un sacco di soldi in convegni dice quello. E per la differenziata si hanno un sacco di premialità dice quell’altro. Ci sono talmente tanti piani d’intervento che il cittadino di Sant’Antioco sa che appena piove bisogna attrezzarsi con le canoe. Così il comune di Sant’Antioco, città ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico – così ci racconta il PAI – non ha nel suo autoparco nemmeno una vettura adibita a primo soccorso di Protezione civile. Così tanto per fare un ragionamento ad alta voce.
E da tempo infatti la nostra isoletta patisce e studia da nuova Venezia. Vi evito la cronistoria degli ultimi alluvioni che sono diventati un grave problema solamente da quando si è messo mano ai rii S’Arriaxiu e Maladroxia. Qualcosa dovrà pur dire.
Ma mettiamo pure un sacco di manifesti per dire che l‘Ostello della Gioventù è (quasi) ultimato, che lo Stadio Comunale è (quasi) ultimato, che la  recinzione della Pineta è (quasi) ultimata, che l’isola ecologica è (quasi) ultimata.
Ma con i quasi e con lo spargimento di fumo mica si fa l’amministrazione migliore di sempre?

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