Archivio Giugno 2009

Un vizio-vezzo italiano duro a morire è quello del credersi in servizio permanente effettivo Commissari Tecnici della Nazionale di calcio.
Vizietto che torna prepotentemente a galla ad ogni manifestazione calcistica importante.
Ora giorni fa guardando alla Confederation Cup Cannavaro e Zambrotta arrancare spompati alle folate irresistibili di Kaka’ e Luis Fabiano pensavo all’eterna battaglia tra Veltroni e D’Alema.
Ma pure a Franceschini e a Bersani.
E a Fioroni e alla Finocchiaro.
Difensori buoni in illo tempore ma ora efficaci solo se il momento è quello adatto e se tutte le cose quagliano. Ma ahinoi non sempre si hanno la forma e la squadra giusta e non sempre le stelle stanno a guardarci come nel 2006.
Pensavo pure che nemmeno se la necessità del rinnovamento ti cava gli occhi dall’evidenza – ma avete visto Giuseppe Rossi emulare la Debora Serracchiani e essere prontamente rispedito in panchina? – quelli mandano in campo i giovani. E se proprio sono costretti, perché un chilo di rinnovamento tra mille Luigi Berlinguer e Paolo De Castro fa sempre ggggiovane – si inventano la convocazione-cooptazione alla Matteo Collanino e Marianna Madia.
Under 40, con un sacco di master in saccoccia, le conoscenze giuste e pure ubbidienti. Il non plus ultra.
Mica ti chiamano alle armi un Cassano o un Balotelli della politica. Quelli tirano la maglietta sudata in faccia all’arbitro o si tirano dietro le bestemmie di metà stadio con la loro faccia tosta. E sporcano pure.
Cassano sta sulle balle ai senatori della Nazionale Italiana come Matteo Renzi e Pippo Civati a mezzo PD.
Invece qui in Italia chiamano i Pepe, i Dossena e i Palombo: e quando chiamano i Santon li lasciano in panchina per farli assistere inorriditi ai disastri dei Zambrotta-Veltroni. Per soffocarli nella culla, forse?
Ormai non è più questione di rinnovamento. Forse è diventata veramente questione di "uccidere il padre" per usare un’espressione abusata – o qualcosa di simile – tanto per raccontare la storia di Abramo ed Isacco al contrario.
In situazioni d’urgenza come la nostra – alle europee PDL al 35,2% (40,4% con la Lega!), alle comunali e provinciali risultato un po’ meno duro ma sempre di sconfitta trattasi – è necessaria la genialata che spariglia le carte, il colpo di testa di chi si mette in gioco a muso duro senza timori reverenziali, rompendo tutti gli equilibri.
Serve che Marcello Lippi-D’Alema faccia il padre nobile e non più il padre-padrone, lanci Cassano prima di uscire di scena, lo metta dietro due punte dal certissimo futuro (avevamo detto Rossi e Balotelli), mandi a quel paese i logori senatori magari pensionandoli, salvando giusto Cannavaro e Toni – memoria storica di un glorioso passato – ma mandandoli in panchina a dare i giusti consigli ai più motivati virgulti.
Perché una volta, di culo, si può pure vincere ma due l’ha fatto solo Vittorio Pozzo ai tempi dell’archeologia calcistica.
E Romano Prodi.
Pena trasformare il Partito Democratico in un fans club di Obama senza avere il fegato di farne emergere uno, di Obama italiano.
 

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Infatti più che low cost, verrebbe da dire cost to cost.
Da una spesa all’altra, dato che abbiamo terminato di pagare le rate Tarsu in maggio e già riprendiamo in giugno. O per chi butta l’immondezza in giro, coast to coast, sino all’altra coast della Sardegna, date le condizioni delle strade per Carbonia, Matzaccara e Tratalias.
Il problema sembra proprio la maleducazione diffusa, non da oggi o da quando c’è la differenziata ma ormai da molto tempo.
E’ per questo che non c’è bisogno di riassumere nessun passato per dire che non si danno colpe a questa amministrazione e forse nemmeno alle altre se il problema è solo quello tangibile della busta fastidiosa abbandonata sempre nello stesso punto o chissà dove.
Eppure per prendere voti si riesce a diseducare tutto e tutti, e questo è stato fatto per troppo tempo, nei lavori pubblici, nell’edilizia privata, nel lassismo delle autorità in materia di traffico,  fottendosene della sporcizia spicciola per terra, ridendo delle bestemmie, chiudendo occhi e orecchie sul mal comportamento in condominio, tollerando gli animali sporchi, rumorosi e quant’altro.
Se parli di regole non vinci le elezioni.
Ma tutto ciò è possibile in un paese che si dice "fascista", severo, che non vuole clandestini, che è macho, che da la pena di morte a tutto, che multerebbe anche le nuvole per eccesso di velocità?
Si, è fascista, è punitivo ma sempre con gli altri, e via a cercare il capro espiatorio di turno.
Ora di fronte a questa facciata, tipica di chi ha inventato le ronde, c’è il lassismo politico appunto, antico, incancrenito, radicato tanto che chi fa politica è imbevuto di questa retrocultura.
E le soluzioni sono sempre palliativi.
Ma mai su questioni fondamentali. Effetti placebo.
E’ per questo che l’assessore Melis secondo qualcuno è bravo ma in definitiva è solo uno spazzino, con un ufficio insomma lo chiami e risolve il problema della tua strada preferita o di quella di tua zia come direbbe Tiziano Sgherro in una sua canzone.
Non credo che si faccia così l’assessore e anche se la gente non capirà mai il tuo operato più profondo, comunque devi provarci, devi cambiare, lingua, idioma. Se ce l’hai.
Così, pur con pochi soldi, pochi metri quadri per il cantiere e pochi collaboratori, hai mai provato  caro Melis a creare un’isola ecologica contattando una ditta o una cooperativa che possa prendersi in carico anche S.Antioco e provare ad assumere due persone, oltre il proprio qualificato personale?
Anche lottizzate, una tu e una quell’altro, senza incarichi precisi.
Forse no, meglio ricevere rimbambiti e gruttai nell’ufficio, manco si fosse l’assessore ai sussidi e promettere e promettere ed, a seconda di chi ti sta davanti urlare e trattarlo a pesci in faccia, dimentico della funzione pubblica.
Guarda, se insulti un pubblico ufficiale è reato, ma pare che lo sia anche viceversa o più grave.
Questo genere di cittadino molto sottomesso è la forza di questa generazione di politici che si dicono nuovi ma posano le proprie fondamenta su schemi vecchissimi.
Diciamo pure pre-Bassanini ed il guaio è che molti giovani alternativi viaggiano ancora sulla stessa vecchia onda, diversi ovviamente e che altri che aspirano tanto, pur essendo professionisti coi controcoglioni, non inducono e non indurranno mai, per cultura, il cittadino ad emanciparsi.
Insomma a Bassaninizzarsi.
Perdonate il termine futurista.
Così potremmo chiamare il nostro assessore, l’assessore alle tasse, tanto per fare demagogia, l’assessore che ha messo le mani nelle tasche degli antiochensi perché nonostante le premialità del 2008, a fine anno ancora più riscontrabili, ha aumentato i nostri bollettini C/c postale della Tarsu, per diminuirli  di pochissimo della stessa cifra quest’anno.
E ancora lo potremmo chiamare l’assessore delle chiacchiere e non del fare perché, pur correndo ovunque ci sia un’emergenza, il suo non è fare ma tamponare.
Nonostante gli alert via sms.
Fare è organizzare, conoscere ed essere umile e lui sembra tutto tranne che quello.
Suvvia, assessore le faremo presto una proposta, per far contento Till, sulla lamentosità del manifesto, anzi guarda ti faccio un po’ di storia, le proposte sono già state fatte, è chiaro che dopo le promesse fatte due anni fa e le chiacchiere anche sul suo manifesto  ora ci si lamenta.
E ci si lamenta ora più che mai, quando ti tolgono le buste nere, quando ti sbatti per differenziare e ti lasciano i bigliettini, quando non sai dove cacchio buttare l’umido puzzolente di pesce in un giorno in cui non c’è la raccolta dell’umido e non hai la terrazza o il giardino, quando trovi quel tipo che scopa la strada sempre in mezzo a fare il duro, poverino, quando non passano, quando ti dicono: "mi raccomando metta la lavatrice il giorno X e non si dimentichi", salvo poi dimenticarsi loro. Quando sprechi acqua per lavare certe plastiche o certi barattoli. E poi i vigili timorati non del Santo Mauritano ma dei gruttai che non staccano lo straccio di una multa e non fanno sentire "solo" chi sporca il paese!
E sinceramente, tanto per mantenere l’aplomb di questo intervento, oltre che le birre dei vostri figli, le sigarette, le cingomme, gli involucri dei giocattoli comprati in edicola, i contenitori per i detersivi alla spina, hanno rotto il cazzo anche i volantini pubblicitari…

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Habemus bozza!
Partorita delle menti più eccelse dell’isoletta ovvero Cletus, Bandito 4 Sberle, Primula Rossa, Zanzara Tigre, Omero e me medesimo. Ovviamente le cose più interessanti da inserire nel tazebao saranno senza ombra di dubbio i vostri preziosi suggerimenti. L’unica precauzione che mi sento di darvi è quella di stare in tema – ovvero parlare SOLO dei problemi della differenziata e del decoro, igiene e pulizia pubbliche – e non lasciarsi andare ad improperi che potrebbero ledere la sfera personale di chicchessia.
Diamoci come tempo una settimana/dieci giorni a partire da oggi.
Buon brainstorming allora.
Luca…
 
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Grazie Assessore all’Ambiente MASSIMO MELIS
 
Si perché è GRAZIE a LEI se nei primi nove mesi del 2008 abbiamo come dato progressivo il 44,49% di media e nonostante tutta questa gazzosa la Tarsu è aumentata mediamente da 5,79 a 10 euro a famiglia, le stesse degli aumenti dell’anno scorso quando ancora non eravamo così allenati come ora.
Curioso fenomeno economico sicuramente figlio di un complotto intergalattico.

 

(continua…)

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Ricevo e pubblico integralmente. Luca…
 
Caro assessore de "s’alliga" MASSIMO MELIS, scusa se ti chiamo così ma non trovo termine migliore, chi ti scrive è un cittadino di S.Antioco.
Diversi giorni fa, mi è arrivata l’ennesima tassa della TARSU, hai presente?
In un tuo manifesto verde di un po’ di tempo fa, dove ti vantavi di non so quante premialità avevano dato al comune di S.Antioco GRAZIE al tuo magnifico operato, avevi detto che quelle avrebbero fatto calare le tasse sull’immondezza.
Invece sto notando che si tratta dell’ennesima bugia spenna-cittadino, anticipata di qualche mese: senti, di preciso non so quanto consumo d’immondezza in media al mese, ma tu sei bravo a calcolare ANTICIPATAMENTE la nettezza delle mie illusioni.
Bravo, veramente, un vero asso de s’alliga, conosci così bene il tuo lavoro, tant’è vero che l‘umido spedito a Macchiareddu al Tecnocasic è ritornato a destinazione Paradiso e tu hai dato ordine ai quei poveri operai di ri-separare l’umido da rami e foglie secche. Che ci avevi detto in illo tempore potevano essere messi nell’umido.  Eh sì, caro assessore, mille parole e mille improvvisazioni.
Avere una conoscenza più approfondita in materia, potrebbe aiutarti a capire meglio determinate circostanze e a valutare con più criterio certe cose, ma tu ti accontenti di poco vero?
Un ufficietto, lo stipendietto e ritiro dell’alliga dopo aver ricevuto una telefonata. Quindi contento tu e contenti per forza gli altri.
S.Antioco è senza ombra di dubbio un bel paese, mare verde cristallino, ottimo cibo, reperti archeologici ovunque e …..s’alliga a bizzeffe in tutte le strade del paese.
Ora arrivano i turisti tanto desiderati, forse l’unica risorsa che abbiamo (dopo Sgarbi ovviamente) e l’alliga nasconderà i nostri monumenti.
E dimentichi pure un’altra cosa una, i contenitori per le cartacce nelle spiagge e qualche cassonetto per chi mangia nei weekend fuori casa e non sa dove buttare le bottiglie, i bicchieri e i piatti di plastica dove sono?
Ai lati delle strade che portano nelle zone balneari si sta facendo un po’ di controllo e prevenzione anti- cletus come direbbe Luca?
Non lo so, davvero, mille parole su articoli sulla Nuova che mi pare ti stia dando troppo spazio, mille pensieri e tutti a improvvisare una discarica a cielo aperto.
Caro assessore, conosco più di te i posti dove qualcuno lascia un regalo alla natura, una lavatrice oppure una cassa piena di bottiglie e ti posso garantire, che ciò avviene tutti i giorni dell’anno, fatti un bel giro a Is Pruinis, vicino all’ex allevamento ittico, oggi stesso, ripassa poi domani mattina e ti renderai conto, che qualcosa ti sfugge dalle mani, i conti sono stati fatti molto male e le lavatrici aumentano sotto il tuo naso!
Parole, solo parole, e la gente è satura delle tue bugie, del tuo dare colpa all’alluvione anche degli schifi nelle spiagge, dei tanti bei elettrodomestici, che giustamente dovrebbero andare in una discarica autorizzata. E infatti l’isola ecologica, il progetto che avevi promesso da anni, che fine ha fatto?
E gli spazzini, cioè quelli che spazzano la strada e non che ritirano la differenziata perchè impegnati nel fondamentale compito di tenere pulite le vie che fine hanno fatto?
Signor assessore, hai notato, che le casalinghe, quasi tutti i giorni spazzano il loro tratto di strada imprecando al cielo perchè il comune se ne sbatte allegramente? No? Non ci hai fatto caso? Molto male.
Caro Melis, noi cittadini non vogliamo diventare il capro espiatorio delle tue vulnerabilità e delle tue improvvisazioni, perché per impegnarsi in certe soluzioni, ripeto, occorre una preparazione e un filo di sensibilità. Che mi pare lei non possegga.
Infatti mando questa lettera pubblica a Luca sperando che me la pubblichi per lanciare un pubblico appello tramite MANIFESTO PUBBLICO, con contributi dei volontari, sullo stile del manifesto BRIGUNGIA che ancora resiste in qualche via come a ricordare che bisogna sempre stare all’erta.
Intendo lanciare quest’appello pubblico perché l’estate ormai è arrivata e le spiagge sono sporche, mancano i cassonetti e i cestini nelle spiagge e il rischio è che senza questi passaggi avremmo mille discariche a cielo aperto. Per l’aumento della popolazione.
Il mio è un appello alla civiltà e uno sprone all’amministrazione per evitare questi pericoli.
Ringrazio Luca per lo spazio e attenzione concessomi e vorrei sapere cosa ne pensate della mia iniziativa.
Primula Rossa…

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Da un po’ di tempo Cletus il bifolco lamentava occhi arrossati e tremolio diffuso. I suoi presunti problemi sparivano solo quando buttava giù una bel sorso di Ichnusa ghiacciata al Brigantino o un Bud al Marco’s Take Away. Perché allora le gioie del palato riuscivano a farlo riconnettere: almeno emotivamente.
Poi un giorno la fidanzata Jessica aveva chiamato gli sbirri raccontando che un bel dì lei si era svegliata alle 2 e 40 del mattino e di Cletus nessuna traccia: il video del pc acceso a scaricare da Emule l’ultimo di Fast&Furious, Vacanze ai Caraibi e l’ultima compilation di Tiziano Sgherro.
In un’altra schermata una scritta in Baskerville Old Face: CLETUS RULES.
Accanto spremendo al massimo i layout di pagina aveva scritto sottolineando in giallo: MI PIACE.
Facebook ormai aveva rivoltato la sua vita.
E non c’era Messenger, My Space, Skype o Twitter che tenessero.
L’avvocato Mutarelli, che chattava con Jessica su Badoo frasi sporcaccione quando lui era intento a creare l’ennesimo gruppo su FB, aveva trovato Cletus vicino all’Ittiturismo di Stan’è Cirdu in uno stato pietoso.
Maglietta "SGARBI NON E’ MIO CONCITTADINO" ormai sbrindellata, pantaloni e tatuaggio del Gladiatore sul polpaccio resi irriconoscibili dal nero dello sporco.
Da buon principe del foro Mutarelli prima di andare a cercarlo si era un po’ informato sulla second life di Cletus.
Aveva scoperto che si era creato un nuovo profilo Facebook e cambiava status ogni minuto.
Si andava dal "Cletus odia i comunisti incluso il PD" al "Chi non salta Luca Mereu è".
Dal "Gianni Locci santo subito" a "L’unico Corongiu credibile è Murvoni" fino ad arrivare al gruppo "Coaquaddus è meglio con le bottiglie Ichnusa. Massimo Melis uno di noi".
Non si conosce con certezza il motivo del tracollo emotivo di Cletus ma si vocifera che un giorno Pino lo Gnorri, che notoriamente è amico di tutti, gli aveva detto che aveva notato che non possedeva un profilo Facebook. Poi con spocchia che lasciava intendere l’imponderabile aveva riso sarcasticamente dicendo che chi non aveva un profilo FB e almeno 100 amici non poteva avere un ruolo nel mondo di oggi e si era prestato a creargliene uno.
"Se non ce l’hai non esisti – incalzava mellifluo Pino – Su Facebook ci sono tutti anche un mio ex compagno di oratorio. Anzi aspè che gli regalo un animaletto della PET SOCIETY e ti consiglio l’amicizia".
Sul profilo di Cletus centinaia di foto assemblate ordinatamente in album dai improbabili.
Mai visti tanti scatti di donne in intimo da quando si rubavano i Monello ai fratelli maggiorenni.
Cletus è crollato il giorno in cui nessuno lo taggava e pokkava più.
Manco gli ex-compagni di cella e quelli del gruppo "Noi delle alfette 146 ora abbiamo l’Astra".
L’avvocato Mutarelli e suo fratello Gino, consigliere del PDL della Provincia di Carbonia Iglesias, avevano provato a spiegargli con pazienza che FB sarebbe stato d’intralcio alla sua attività di attacchino in periodo elettorale e che un sacco di gente aveva perso la fidanzata a causa dello stare troppo di fronte al pc. L’avvocato Mutarelli aveva dato un colpetto di tosse.
Gli avevano raccontato che era preferibile postare commenti su quel blog di comunisti di S.Antioco piuttosto che continuare a scrivere note improbabili sul suo profilo e inviare mille suggerimenti d’amicizia al giorno. che non ricevevano conferma.
Era stato tutto inutile: Cletus chiese se poteva diventare fan del gruppo NOI DEL BLOG DELL’UOMONERO.
I Mutarelli inorridirono.
Mentre lo trascinavano via con la forza si era aggrappato alle gambe di Gino e aveva chiesto con le lacrime agli occhi all’avvocato Mutarelli di creare un evento su quella giornata.
E magari se potevano confermare la loro presenza.

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Non so se conoscete il Millebolle Point di Iglesias. E’ un negozio di cosiddetti "detersivi alla spina".

(continua…)

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Due considerazioni sul voto delle europee di ieri relative alla sola Sardegna.
La prima è che il Sardegna il Partito delle Libertà è già minoranza, dopo manco 4 mesi di (pessimo) governo: si guardi la somma PDL-UDC (42%) versus PD-IDV-vari spezzoni di sinistre (54,87%).
I danni fatti da Berlusconi uniti a quelli combinati dal suo portavoce in Sardegna Cappellacci incominciano a non lasciare più indifferenti i sardi.
Conosco bene le critiche che mi può muovere l’elettore di centro-destra: le europee non fanno testo, l’astensionismo è stato decisivo, quello dato ieri non è un voto sulla Giunta Sarda ma è più generale e complessivo.
Ma se quando il centro-sinistra dice che l’astensionismo di solito è di sinistra e viene sempre minimizzato dalla controparte non vedo perché si debba cambiare discorso proprio a questa tornata elettorale. E i danni della Giunta Cappellacci mi paiono palesi. E poi mi pare la solita questione  dell’acqua e del mulino.
La seconda questione che vorrei sottolineare è che a S.Antioco il PDL prende 1561 voti (pari al 43,6%) mentre il PD ne prende 1081 (pari al 30,2%): mi pare per il partito guida della sinistra antiochense un buon risultato da confermare però giorno dopo giorno con il lavoro nel territorio. Consiglio che mi sento di dare in modo spassionato all’ottimo Luca.
Una cosa interessantissima è che anche qui se si fa il giochetto della somma delle aree di centro destra che solitamente si "accompagnano" al PDL  (penso all’MPA di Lombardo e Sgarbi+ la Destra Sociale e la Lega (!!!) la sommatoria arriva a voti 1685 mentre mettendo assieme, in modo certosino, i partiti che si dicono – o fanno cose – di centro sinistra (incluso l’UDC che al governo nazionale è all’opposizione e che sta sperimentando in alcune parti d’Italia fruttuose alleanza con il centro-sinistra) si giunge alla notevole somma di 1886 voti.
Certo capisco benissimo che in politica la matematica è un’opinione ma mi paiono elementi che possono far capire qualcosa anche ai più distratti oltre a indurre alla riflessione che a S.Antioco si può anche non morire locciani o di centro-destra. Come il luogo comune, ma non l’ottimismo della volontà, vorrebbe
.

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Gli spagnoli, i finlandesi e i norvegesi hanno impostato la campagna elettorale per le europee utilizzando Berlusconi come figura negativa della politica.
Credo sia il caso di farlo anche da noi anche perché ben sappiamo cosa tutto ha combinato il Papi in Italia ma soprattutto cosa ha combinato in Sardegna.
Ogni notte, da un pò di tempo, mi sveglio sudato fradicio  reduce da un meraviglioso delirio onirico dove il Pdl paga un prezzo esorbitante alle tre vergogne berlusconiane italiane (Alitalia, Mills, Noemi) e ai mille disastri sardi (furto dei finanziamenti della Sassari-Olbia, spostamento del G8 da La Maddalena, chiusura dell’Euralluminia e della Rockwool nel Sulcis, forse centrali nucleari a go-go, scippo della  circoscrizione unica seggio sarda per le Europee, dono del 50% delle servitù balneari agli amici albergatori che nella maggioranza di certo sardi non sono etc..etc..)
Far si che almeno un pezzettino di quel sogno si concretizzi dipende tutto dal risultato del Partito Democratico.
So benissimo che è un partito dai mille difetti ma per cambiarlo dalle fondamenta dando finalmente gambe alle suggestioni che induce, prima bisogna votarlo.
E votarlo in tanti.
Quindi niente rifugio nell’astensione, amici miei, niente voto di protesta a questo o a quel pezzo  sghembo di sinistra, al vociante ma improduttivo Di Pietro o ai radicali in perenne sciopero della sete.
Vi imploro, non fate stupidaggini e votate Pd senza fare troppe storie, è l’unico modo per costruire l’alternativa vera all’Amichetto delle Minorenni Silvio Berlusconi.
So di essere di parte ma il 6 e 7 giugno bisogna votare Partito democratico.
Senza troppe storie, vero Ale?

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L’altra notte ho fatto un sogno, anzi un incubo alla Kafka Natale, perché non potevo sopportare quello che la mia mente stava immaginando.
Sono uscito per strada e il mio SUV fiammante era diventato una grossa zecca, cinque porte,  zecca di scorta sul retro e rostro per succhiare benzina dalle cisterne dei distributori Q8.
Ma mi ci vedo, braccio sull’antennina sinistra appoggiato, che sfilo in passeggiata, nel lungomare e nuovamente per le vie centrali o magari al mare di Coaquaddus a pavoneggiarmi con le altre piccole zecchine?
Era un sogno, non di Tore Sogna, ma ben più difficile da digerire perchè realtà, ahimé quella a cui ci siamo abituati e quella insomma che ci fa avere parametri degni dell’immondezza napoletana o della nouvelle pollution palermitana.
Già è proprio questo che ci rende orgogliosamente orgogliosi della nostra isola e del nostro paesino e non riesce affatto a farci capire come e perché non possiamo essere visti meglio da chi viene in vacanza qui e proviene da posti ben più civili del nostro.
Abbiamo i parametri sfasati, decisamente minimal per riuscire a sopportare e non indignarci davanti ad ogni evento critico, ogni buca nella strada, ogni muro imbrattato, ogni busta nella strada, ogni aiuola trascurata, ogni lavatrice abbandonata in campagna e ogni altra azione che non rispetti leggi e regole.
E poi non accettiamo critiche. Vedi un pò le repliche stupidotte e inverosimili dell’assessore alla differenziata Melis alla critica di fregarsene della pulizia delle spiagge (n.d.a. colpa dell’alluvione e poi a maggio non sono mai state pulite le spiagge…quindi che volete eh?)
Possiamo criticare solo quelli che fanno peggio di noi, magari turisti maleducati o extracomunitari.
Capito perché siamo xenofobi?
Il degrado di certe famiglie social assisted, un certo degrado scolastico, il degrado delle persone che dovrebbero e che in passato avrebbero dovuto governare dando degli strumenti di civiltà hanno prodotto i danni a cui non possiamo porre rimedio se non disinfestando dai parassiti, zecche, pulci, bottiglie di birra, erbacce.
Ponendo solo un rimedio effimero ma senza porre basi per cambiare.
Come sempre.
Sparando solo ed unicamente sull’elettore, prima facendogli capire che può fare quello che vuole, poi sui danneggiati facendo intendere che i nemici sono nella società, tirandoglio addosso demagogia con le pompe irroratrici.
Così, trovandoci con parametri "altamente bassi", possiamo notare le zecche e qualche cumulo di immondezza solo quando ci arriva alla gola o solo quando arriva la stagione turistica e dire sempre la solita vecchia cazzata sul giudizio dei turisti, sul turismo fonte vitale (mangiare e bere), sul vivere dell’industria turistica.  Il tutto assieme all’altra stupidaggine orgogliosa sul nostro mare, le coste e le spiagge: abbiamo, abbiamo, abbiamo, il nostro mare, le nostre spiagge.
Non abbiamo un cazzo, non possediamo un emerito cazzo, non è nostro proprio nulla.
E veniamo dunque a spiegare i motivi per i quali siamo infestati dalle zecche.
Bene, innanzitutto in paese c’è del verde, al villaggio, nelle zone incolte, nei campi limitrofi al perimetro urbano, nelle aiuole cittadine, al parco giardino.
Si vuole il verde ma gli impianti di irrigazione presso le aiuole ed il parco giardino esistono?
Ci sono molti pozzi, ci sono quelli artesiani della Sardamag, ci sarebbe molto da fare e da far fare.
Ci sono poi le spiagge, quelle frequentate, quelle che dovrebbero avere dei giardini nei loro paraggi, nelle discese, nei parcheggi, aiuole e fiori dappertutto, cordonate in cemento, piste ciclabili e marciapiedi.
Le altre zone, quelle più selvagge danno il tocco che distingue il sud-ovest sardo dalla Costa Smeralda.
Le zecche si nutrono di una sola cosa: il sangue e quelle più pericolose sono quelle quando completano il ciclo con il sangue del cane. Pertanto, di fronte a tanta inciviltà non ci si aspettano troppi controlli e spese sul proprio cane, gatto o scimpanzè e non ci si aspetta nemmeno che qualcuno le blocchi li dove si trovano sino all’arrivo degli agenti speciali USL.
Con una dichiarazione scritta che nei pressi di un edificio pubblico si trovano nidi di blatte, la nostra azienda sanitaria interviene:
Cosa aspettiamo a fare lo stesso con le zecche?
Occorre la prova provata o una sventura?

 

(continua…)

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