Archivio Settembre 2008

Ho la convinzione che le polemiche antiochensi su chi sia ambientalista o su cosa sia l’ambientalismo siano un caso unico al mondo.
È qualcosa che si ripropone stancamente da tempo immemore ogni qualvolta si tirano in ballo fabbriche da chiudere o da difendere, piani urbanistici comunali e salicornie varie. L’ambientalismo ormai è divenuto il Big Jim con cui si titilla tutta una generazione di vecchi e nuovi politici che vogliono far carriera. Li osservo attentamente da tempo e li considero politici da bar proprio perché il bar è divenuto il posto dove si fa la politica più "alta" e dove ci si può permettere un drappello di manipoli adoranti che ascoltano le fregnacce, assentendo senza sapere di ciò che si sta cianciando.
Senza contradditorio è tutto più semplice. Anche pontificare sull’ambiente. Ed è tutto dire.
C’è quasi da arrendersi da quanto tempo si fallisca l’obiettivo su cosa sia meglio per territorio di S.Antioco.
Da come si vada sempre a cadere nell’eterogenesi dei fini. Ovvero nel manipolare machiavellicamente ad uso deteriore i più nobili principi e le più rispettabili intenzioni.
Leggi a scopo elettorale.
La mia mente torna in modalità automatica agli effimeri tempi dell’ultima tornata elettorale per le comunali quando tutti i competitors di S.Antioco Nostra! intervistati in tv o per radio in ogni occasione – e nel privè dei singoli cittadini – hanno abbaiato senza soluzione di continuità e con un unico coro, che le ZPS (Zone Protezione Speciale), le SIC (Siti di Interesse Comunitario), i marangoni col ciuffo e le posidonie erano il pericolo mortale per un corretto sviluppo economico di S.Antioco. E mi riferisco, giusto per non fare nomi e cognomi, al gruppo consiliare di Città Nuova e alla nostra sempre più propositiva amministrazione comunale.
È per questo che a tutt’oggi non riesco a comprendere la resipiscenza, l’outing sulla via del Toro e della Vacca di quegli stessi politici di allora che oggi vedono nell’attività del Galsi - ovvero la società che si sta occupando di costruire in gasdotto in Sardegna – un attentato alle bellezze ambientali del nostro paese proprio perché viola le suddette Zps e Sic. Proviamo a delineare la questione partendo proprio dal modo di concepire l’ambientalismo dalle nostre parti senza mancare di stuzzicare la memoria storica di qualcuno. Per chi ancora la possiede.
Una volta a S.Antioco le industrie davano posti di lavoro e reddito e il problema ambiente non si poneva: i politici sguazzavano in clientele varie e facevano carriera politica con soldi pubblici e interessi privati. Talvolta scombussolando la "sana" economia liberista. Ma quello persino oggi sarebbe un attestato di merito considerato che anche il guru Tremonti Giulio è diventato più statalista di Mao Zedong.
Un’altra volta le industrie non tirano più e politici che sanno come va il mondo e che qualsiasi tentativo di salvarle è mera illusione, si danno a fantasie turistiche di massa come manco Rimini oserebbe, sognando karaoke, ballerine cubane e musichette caraibiche (quegli stessi oggi porterebbero ogni anno i Tazenda) solleticando l’immaginario del cletus antiochense che inizia a fantasticare su soldi facili, facili e su galline foreste dalla pelle ambrata.
Una terza volta, lo scempio ambientale causato dalle industrie ormai dismesse e da società miste pubblico-private andate a male è un’occasione per aizzare qualche categoria lavorativa e pigliare i voti in quella o questa tornata elettorale.
Tanto il mondo va in quella direzione ormai e si può dire sempre di essersi battuti ma di non avercela fatta. Periodicamente rispunta la questione turismo ed è assolutamente necessario bonificare uno stagno o una porzione di porto per concretizzare il Sogno: ciò porterà lavoro per un paio d’anni, benessere successivo e concessioni edili e ristorative per pochi intimi.
Ma gli intimi che contano e il gioco vale sempre la candela.
Nemmeno abbozzata questa idea e già i vincoli imposti da questi ambientalisti della menga bloccano la mitica vocazione turistica di S.Antioco.
E così non si può costruire una strada con ghiaino rubato, non si può fare un allevamento di pesci che da lavoro a centinaia di gabbiani, e non si può costruire nel demanio e sulla sabbia perché c’è un esemplare di rara salicornia. E ancora: le aree marine protette bloccano la pesca e le gabbie a mare, le ZPS bloccano la caccia e il bracconaggio, i SIC bloccano l’edilizia e l’abbattimento del Ponte Romano. Tacendo per evitare di sollevare un polverone sul Piano Paesaggistico Regionale*.
Il politico comincia a sudare freddo per paura del suo paese già "bloccato": lo vedo preoccupato perché le sue soluzioni di ampio respiro sono costantemente ostacolate da quel matto di Soru e richiedere bandi POR, progettare con i fondi europei e ideare soluzioni a lunga gittata costano fatica. Se lo stesso Berlusconi ammette di non sapere usare la Rete perché in fondo dovrebbe applicarsi il funzionario preposto?
Sapeste poi i calli alle dita nel riportare sul computer uno straccio di copia e incolla e mandarlo in Regione!
È lo stesso politico che non ha mai sentito parlare di Leggi Comunitarie, che non sa che nel mondo amministrativo moderno quasi nulla di sostanziale può essere deciso de imperio, che gliene può fregare di meno del protocollo di Kyoto e delle tutele che difendono l’ambiente in cui vive e che continua a non comprendere che questo ambiente non è li solo per lui, che se ne sbatte dell’esempio di coloro che lo hanno preceduto in passato che non hanno fatto il suo sporco gioco utilitaristico di radere al suolo tutto oggi per essere eletti capi-condominio domani.
Ed è lo stesso tipo di politico, che magari di professione fa l’avvocato e che a differenza dell’altra tipologia di partners in crime conosce benissimo l’esistenza di protocolli, accordi di programma e leggi comunitarie suddette, che mentre si lodano dappertutto le aree marine protette che garantiranno in eterno il bene mare (oltre a un reddito durevole) che non è dei pescatori ma è di tutti coloro che verranno in futuro compresi i figli e i nipoti dei pescatori, istiga alla reazione alle leggi e insinua paura e inquietudini per crearsi consenso attorno.
E la paura si insinua dove risiede l’inconsapevolezza.
E al bar, ovvero nell’unico posto dove si fa politica attiva a S.Antioco come dicevo, si può fare uscire tranquillamente una di quelle voci allarmanti, mandando tranquillamente uno di quelli che mantengono il rapporto coi cletus perché il nostro politico con la puzza sotto il naso non intrattiene rapporti con la plebaglia.
Insomma il trait d’union. Non trade d’union mi raccomando.
E così, con la schiera di galoppini che volenterosamente si prestano per avere una carezza sulla testa e uno zuccherino, si sparge disinformazione, ilarità e sberleffo verso cose serie, molto serie.
Come quell’idiota che scrive stupidamente sul blog che il Carignano non da da mangiare. E infatti dà da bere.
E così a ruota l’ironia stupida sul marangone col ciuffo e risatine come a scuola quando non si vuol ascoltare qualcuno e gli si parla sopra, e si ride e si cerca compagnia, e si ulula e lo si sbeffeggia come fanno i bulletti di periferia. O gli oranghi nella giungla.
Ora passa il Gasdotto del Galsi a molti metri dal nostro comune e siccome ormai non esistono più le cariatidi democristiane di una volta che potevano lucrare posti di lavoro, clientela ed elezioni, si lavora sulla paura dei pescatori o del disastro ambientale neanche vivessimo a Seveso.
E mentre prima si lavorava pro lavoro e contro l’ambiente che blocca lo sviluppo, ora si lavorerebbe pro-ambiente e contro il Gasdotto che danneggerebbe l’ambiente.
Cercando ridicole battaglie ambientaliste che puzzano di stantio lontano un miglio: anzi per l’esattezza 284 chilometri (distanza Koudiet Draouche-Porto Botte) volte solo a spargere ancora una volta paura di ciò che non si conosce.
E considerato che da queste parti leggiamo le carte e siamo imprudenti e un po’ sfrontati perché ci serviamo di internet senza paura alcuna di calli e duroni vorremmo darvi qualche dato in libertà, facendo concorrenza a quel consigliere comunale che si è preso la briga di andare a Cagliari, udite…udite e ancora udite…udite, per leggersi le 800 pagine del progetto Galsi manco fosse un astrofisico con master in tubistica subacquea.
Ma non sarebbe stato più umile stare ad ascoltare i rappresentanti del Galsi venuti ad illustrare il tutto nella nostra soporifera Aula Consiliare?
Anzitutto i dati riguardanti la condotta dall’Algeria alla Sardegna ossia a Porto Botte e da qui a Olbia visto che siamo interessati sempre solo a ciò che ci ronza intorno fregandocene del resto come se non ci toccasse mai quello che sta succedendo nel mondo.
E infatti tutti i bandi POR se li prende Carbonia mentre noi ci accontentiamo di richiedere alla RAS la Carta Giovani.
L’Italia è la nazione che ha la bolletta energetica più alta d’Europa e la Sardegna non ha provvigioni di metano considerata la sua insularità ergo il gasdotto ci permetterebbe di risparmiare tutta quella pila di bombole per uso cucina, riscaldamento e varie che il Sardegna costano 20/30 euro in più rispetto alla media nazionale.
Il gas naturale tra l’altro presenta minore impatto ambientale in rapporto ad altri combustibili come il petrolio o il carbone: non dimentichiamo che il protocollo di Kyoto ha stabilito per tutti i paesi dell’Unione Europea l’impegno a ridurre dell’8% entro il 2012 il livello di gas ad effetto serra nell’aria e forse è giunto il momento anche da parte nostra di dare un contributo fattivo e disinteressato a quella che sarà l’emergenza più grande tra pochi anni. Quella ambientale causata dalle fonti energetiche.
E lo dico senza timore di smentita e senza essere Al Gore.
Arriviamo alla pietra dello scandalo ovvero i lavori per la posa dei tubi sotterranei: dopo, ovviamente, al grande scandalo che fa saltare sulla sedia Sindaco, Presidente del Consiglio e opposizione tutta.
Ovvero la poca concertazione della Regione e del Galsi con l’Enti Locale Comune di S.Antioco: affronto degli affronti! Come se fossimo in un paese dove, chessò, l’amministrazione comunale interpella la popolazione di S.Antioco – o perlomeno gli abitanti residenti in quelle zone – su quegli interventi cementificatori che hanno rovinato irreparabilmente zone verdissime e fertilissime come il Rio S’Arriaxiu e il Rio Maladroxia.
I tubi avranno un diametro di 66 cm! Quanto un palo della luce, dunque.
Una volta terminati i lavori di scavo della trincea, posa del tubo e successivo interramento, secondo le misure di mitigazione indicate nello studio di impatto ambientale, verranno ripristinati gli habitat naturali. Per fare un esempio pratico: un po’ come è successo a Calasapone quest’estate con la tonnellata di posidonia tirata fuori dal mare e lasciata a seccare al sole per la maggior gloria del turista e che non so se a tutt’oggi ripristinata.
In fase di esercizio del gasdotto lungo tutto il tracciato in mare non verrà richiesto nessun vincolo o divieto per le attività di pesca. La pesca non interferisce in alcun modo sulla sicurezza e la presenza del gasdotto e visto che il tubo è posato a centinaia di metri sul fondo non c’è neppure il rischio che il pesce puzzi di metano.
Una penultima dritta: non esiste nessun vincolo nel Golfo di Palmas, come spesso sento dire in Passillara e non esiste nessuna ZPS o SIC nel Canale.
Sono ubicati nei pressi del Toro e della Vacca, come ci hanno urlato in campagna elettorale, ma se l’interesse è comunitario e il Galsi opera nei termini suddetti non vedo perché io, cittadino italiano, debba accollarmi i debiti dell’Alitalia e non debba ambire a risparmiare circa 2500 euro annui di bolletta energetica visto che l’intera opera è in completa sicurezza ambientale.
O avevate già dimenticato che non si arriva più alla terza settimana?
Vi faccio la spia anche su un’ultima vicenda: la paura di qualcuno che ragiona con secondi fini è solamente quella che il territorio possa perdere di interesse "turistico" se c’è un gasdotto nei dintorni.
Ma ahinoi la triste realtà è che quello stesso interesse è già evaporato nel momento in cui si è acclarato che mancano i servizi minimi, che non esiste nessuna cultura dell’accoglienza e che ci sono tanti troppi residences trasformati in seconde case sfitte la gran parte dell’anno che sono di gran lunga meno reversibili di un gasdotto.
Se riusciremmo così a fare un po’ di memoria sul passato riusciremo a dividere il grano buono dalla zizzania riuscendo ad essere un poco migliori di quel politico che per adesso non ha prodotto niente di buono per noi e per Sant’Antioco: così si potrà anche vivere più tranquilli senza stare troppo a preoccuparci di posidonie, gasdotti o aree marine protette.
* Se posso permettermi un consiglio: mi raccomando al Referendum del 5 ottobre votiamo NO oppure se il giorno piove andiamo tutti, invece di votare, a cercare lumache in Costa Smeralda per renderci conto di cosa potrebbe diventare S.Antioco se vincessero i cementificatori del SI!

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Certo ci mancherebbe altro.
Valentina Vezzali ha tutti i diritti di dire e fare quello che vuole.
Vestirsi casualmente da Fantasma Formaggino in libera uscita col fioretto in resta e pure di pronunciare tutte le parole di regime ("solo Lei Cavalier Condorelli può salvare l’Italia") che desidera.
Ma allora permettete anche a noi di pensare tutto il male possibile di performance del genere.
Addirittura di pensare maliziosamente che se queste sono le donne di successo che vogliono darci a bere forse, a causa di questi cattivi modelli, le donne tutte dovranno scarpinare ancora per tanti chilometri.
Tra l’altro in quest’orizzonte berlusconiano che tutto ammanta e che sceglie alla bisogna il significato delle parole neppure il mestiere più antico del mondo è tutto uguale: ti fanno la multa  se eserciti in strada o se magari, aspettando il Bus 5/12 a Cagliari, ti vesti un poco discinta per il Ballo delle Debuttanti e invece la fai franca se sbandieri in MondoVisione in fascia protetta (Canale 5 ore 10.30 del mattino),   probabilmente ispirata dal libro Memoria di una Geisha,  che vendi la tua verginità per un milione di euro.
Vallo a capire il dizionario dal Berlusconi all’italiano…

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Amici del blog dell’Uomonero!
Forse saprete già che in questi giorni il buco nero generato dall’acceleratore di particelle del Cern potrebbe inghiottire la terra, e con essa buona parte dell’universo conosciuto.
Non fatevi trovare impreparati dall’
Armageddon!
Affidate subito le vostre ultime parole al Blog dell’Uomonero, che si ingegnerà di trasmetterle alle galassie più remote e agli amici alieni con il trasmettitore neuronico di scimprità.
Alcuni nostri affezionati lettori hanno già lasciato il loro messaggio di commiato:
 
"Questo buco è un’evedità del govevno Pvodi" (Giulio T.) 

"Farò diventare questo buco nero il buco del Carignano, del vino, del vitigno del Carignano e il concorso per la miglior cantina dell’Universo lo bandisco io e ci assumo tutti i carbonianti e gli iglesienti sopravvissuti" (Pier Franco G.)

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L’apocalisse? Oggi? Prima dell’uscita di Chinese Democracy dei Guns’n'Roses?

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Mercoledi 10 settembre h. 17,30 in Aula Consiliare a Sant’Antioco verrà presentato il libro "La Sardegna di dentro – La Sardegna di fuori" di Giacomo Mameli

Una Sardegna nuova che l’autore ricostruisce con abilità di giornalista e scrittore raccontando le esperienze imprenditoriali e di ricerca di diversi cittadini sardi fuori e dentro la Sardegna.
La Sardegna di dentro-la Sardegna di fuori è il crinale di uno sguardo che si interroga su un futuro di crescita della Sardegna nel rispetto e nella valorizzazione delle sue specificità.

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Le parole sono come pietre appuntite.
Lanciate nello stagno producono cerchi concentrici che s’allontanano dal punto d’origine allargandosi fino alla riva. Quelle pietre spaventano gli uccelli e i pesci che fuggono. La parola-pietra muove l’acqua, creando scompiglio e sgomento.
Facendo vittime. Se ne approfittano alcuni passanti che raccolgono veloci i pesci che galleggiano storditi. Prendono quel che possono.
Gli piace vincere facile come l’atleta in quella famosa pubblicità.
Vi lascio vagheggiare quali siano state le parole, più meno sentite, più o meno ipocrite, e quali i comportamenti, più o meno virtuosi, più o meno impostati in questa festosissima settimana di Special Olympics.
Non spetta a me fare il processo alle intenzioni a questo o a quel personaggio.
Credo che in questi casi valga sempre il detto "vizi privati e pubbliche virtù".
Non dico una parola sulla spesa effettuata per la manifestazione.
Ho l’incrollabile convinzione che il gioco valga la candela. 
Che soldi spesi per queste finalità non siano mai soldi scialacquati come purtroppo ci ha abituati quest’amministrazione in decine e decine di altri casi molto meno edificanti del sovvenzionamento di queste piccole ma dignitosissime e coloratissime paraolimpiadi.
Forse il mai abbastanza rimpianto Giovannino Cossu ci potrebbe dire qualcosa di più preciso sulla questione, magari ci potrebbe dire se si sarebbe potuto risparmiare, visto che è stato il pioniere delle iniziative di questo tipo.
Ma transeat pure il ciarliero ex-assessore ai servizi sociali.
Forse sarebbe stato il caso di far prendere co(no)scienza, perlomeno temporanea, alla popolazione di S.Antioco su cosa sia la disabilità di questi nostri amici con la sedia con le ruote – nelle definizione fatta urbi et orbi in TV dal nostro Primo Cittadino – con tavoli tematici, convegni, mostre fotografiche che rappresentino l’anima più autentica del diversamente abile.
O magari con i sempre utili opuscoli a tema.
Un utile modo per fermare l’attenzione sul problema.
Per chiamare un time-out per un minuto di riflessione.
Magari un mese prima che le Special Olympics venissero organizzati.
Perchè andavano fatte. A scanso di equivoci.
Faccio  questo appunto che può sembrare provocatorio perché con i miei occhi ho visto il "cittadino" sventolare la bandiera, cantare l’inno italiano e fare l’ultrà con fare un poco commiseratorio durante il corteo di presentazione dei giochi e il giorno dopo assumere un atteggiamento stizzito di fronte all’atleta con sindrome di Down in libera uscita. 
Si, si, dico proprio a te "cittadino"!
Forse come dice l’amica Perplessa ci vorrebbe più attenzione ai disabili (e ai loro familiari) di casa nostra, che non possono uscire da casa loro, che magari non fanno sport e nonostante tutto, quotidianamente, instancabilmente, con i denti stretti dal dolore e dalla fatica, cercano di vincere le proprie personalissime olimpiadi, le loro faticosissime gare – anche e soprattutto con la burocrazia – piuttosto che destinare tutti quei soldini per un’unica manifestazione per quanto meritoria e ben riuscita.
Forse, ripeto, anche se non ne son completamente sicuro. 
Dicevo delle pubbliche virtù e dei vizi privati.
In questa contrapposizione penosa tra atteggiamenti contradditori nella medesima persona, nel medesimo tipo umano, c’è il reagente e il fondale dei nostri modi di fare anche nella vita quotidiana.
Evito di annoiarvi con i soliti esempi.
E del perché saranno sempre inutili manifestazioni come quella delle Special Olympics se non saranno accompagnate da una quotidiana attenzione verso il diversamente abile, foss’anche il nostro vicino ingessato.
Un strada sconnessa, un marciapiede troppo alto, un lavoro o un finanziamento che non c’è pur essendoci la legge che lo garantisce, un assistente sociale supponente e/o incapace, un’amministrazione comunale insensibile al problema sono ostacoli realmente insormontabili che nessuna paraolimpiade potrà mai rimuovere.
Per questo mi sarebbe piaciuto di fronte a questa – ripeto per l’ennesima volta – bellissima e meritoria manifestazione che ci fosse stata la presa di co(no)scienza da chi ha un incarico pubblico che c’è ancora tanto da fare, che c’è ancora moltissimo da lavorare, che ci sono un sacco di progetti in cantiere per gli amici diversamente abili: si sarebbero potuti riconoscere e isolare così i parolai a vanvera del famoso stagno e gli ipocriti passanti che si appropriano veloci dei frutti malati di un siffatto comportamento.

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Gianni, caro Gianni, tu che hai votato Forza Italia e ciò nonostante non ti ho cancellato dalla rubrica.
Ho amici che per questo motivo hanno rimosso me dalla loro, ma io sono fatta così, mi piace la biodiversità. Forse se fossi stata un altro tipo di persona ti avrei rivelato da tempo che appartieni a quella categoria di maschi che una donna vorrebbe accanto solo quando i barattoli dei pelati si rivelano troppo duri da aprire, ed è per questo che nell’ordine ti hanno lasciato Anna, Laura, Susanna, Rimedia e Andreina.
Tu, che blateri di invasione di immigrati mentre ti sfondi di canne sul divano del tuo soggiorno, e me la offri sentenziando: "ma te non fai mai un colpo di testa?".
Mio buon Gianni, di questi tempi se voglio fare un colpo di testa faccio il pieno al serbatoio, non mi fumo una canna.
Posso sopportare quasi tutto di te, niente di quello che fai o dici può farmi veramente male, e credimi, io uso il silk epìl anche nell’inguine, conosco la vera sofferenza.
Ma se c’è una cosa che nemmeno io riesco a tollerare è quando cominci a menarmela sull’abolizione dell’ICI.
Gianni caro, lo dico a te e a tutti coloro per i quali guardare l’orizzonte o fare addominali significa ammirare lo stesso panorama: l’abolizione dell’ICI è una catastrofe nazionale.
Poichè mi piace fare donazioni di conoscenza spiacevole a fondo perduto, ti elenco nel dettaglio da dove sono state prese le risorse per illudere te di stare risparmiando quei 500 euro all’anno fondamentali per comprare beni di prima necessità come pane, pasta e I-Phone.

- Accantonamenti Ministero Solidarietà Sociale, 70 milioni, niente di che, con le voci a seguire è praticamente l’impianto dello stato sociale.
- Fondo politiche sociali per 8 per mille, 1,25 milioni
- Azzeramento incremento 8 per mille, 60 milioni
- Altri accantonamenti politiche sociali, 50 milioni
- Accantonamenti Ministero della Salute, 20,6 milioni
- Riduzione del 50% contributo all’istituto mediterraneo di ematologia, 3 milioni, scusami, ma io ci tenevo, in Sardegna la talassemia è una cosa seria.
- Fondo sostegno per le regioni impegnate nei piani di rientro sanitari, 14 milioni
- Azzeramento del contributo per Istituto Salute dei migranti San Gallicano, 10 milioni
- Osservatorio trasporto pubblico locale, 1 milione
- Fondo trasporto pubblico locale, 113 milioni
- Finanziamento innovazione trasporto urbano, 12 milioni
- Valorizzazione beni immobili pubblici, 10 milioni
- Fondo mobilità alternativa, 4 milioni
- Restauro immobili patrimonio umanità, 10 milioni
- Contributo sale cinematografiche, 2 milioni
- Compensi componenti commissioni tributarie, 3 milioni
- Fondo sviluppo isole minori, 20 milioni
- Contributo accademia scienze terzo mondo, 0,5 milioni
- Collettività italiane all’estero, 10 milioni
- Fondo bonifiche aree militari, 10 milioni
- Finanziamenti apicoltura, 2 milioni
- Trasferimenti per agricoltura in Sicilia, 50 milioni
- Fondi per agricoltura senza Ogm, 2 milioni
- Fondi ricerca nel campo delle biotecnologie, 3 miloni
- Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa, 1 milione
- Dumping cantierista con paesi asiatici, 10 milioni
- Fondo demolizione naviglio obsoleto, 2,7 milioni
- Efficienza energetica navi passeggeri, 1 milione
- Liberalizzazione cabotaggio marittimo, 5 milioni
- Spostamento trasporto su strada al mare, 77 milioni
- Sicurezza trasporto Calabria e stretto Messina, 20 milioni
- Rifinanziamento trasporto combinato, 15 milioni
- Ammodernamento trasporto ferroviario, 10 milioni
- Fondi per linee ferroviarie Roma-Pescara, 56 milioni
- Interventi E78, Grosseto-Fano, 3 milioni
- Fondi per le fiere, 4 milioni
- Interventi infrastrutturali zona Treviso, 2 milioni
- Interventi banda larga nel Mezzogiorno, 50 milioni. Della serie: tenetevi l’arretratezza.
- Fondo passaggio al digitale, 20 milioni
- Fondo per attività nel commercio estero, 12 milioni
- Trasferimento merci verso il trasporto per mare, 10 milioni
- Finanziamento aree marine protette, 4,3 milioni
- Difesa suolo dei piccoli comuni, 3,5 milioni
- Finanziamenti rischio sismico, 1,5 milioni
- Ammodernamento rete idrica nazionale, 30 milioni
- Fondo per la riforestazione, 50 milioni
- Contributo volontario un centesimo per il clima, 1 milione
- Fondo fauna selvatica, 1,5 milioni
- Contributi per le istituzioni culturali, 3,4 milioni
- Contributo Festival pucciniano, 1,5 milioni
- Spesa restauro dei teatri, 1 milione
- Fondo per il ripristino del paesaggio, 15 milioni
- Fondo 150° anniversario Unità d’Italia, 10 milioni
- Fondo funzionamento licei linguistici, 5 milioni
- Alta formazione artistica e musicale, 7 milioni
- Centro ricerca biotecnologie di Napoli, 3 milioni
- Fondo risanamento edifici pubblici, 5 milioni
- Fondo servizi prima infanzia, 3 milioni
- Fondo violenza contro le donne, 20 milioni (ci hanno provato)
- Autorizzazione spesa Telefono Azzurro, 1,5 milioni (meno male che c’è il sultano dell’Oman)
- Fondo solidarietà mutui prima casa, 10 milioni, una misura anti-usura per chi non arriva a fine mese.
- Corsi formazione Bilancio di genere, 2 milioni
- Inserimento statistiche di genere, 1 milione
- Fondo per l’inclusione sociale immigrati, 50 milioni
- Fondo attività socialmente utili, 55 milioni
- Stabilizzazione lavoratori socialmente utili, 1 milione
- Fondo per lo sport di cittadinanza, 20 milioni
- Fondo eventi sportivi, 10 milioni
- Contributo campionati mondiali di pallavolo, 3 milioni
- Comitato italiano paraolimpico, 2 milioni, sì, è chi organizza lo sport per i disabili.
- Sistema pubblico di connettività, 10,5 milioni
- Poli finanziario e giudiziario di Bolzano, 6 milioni
- Incremento a favore del Cnel, 2 milioni
- Fondo funzionamento ordinario università, 16 milioni
- Commissario sviluppo Gioia Tauro, 0,6 milioni
- Anniversario Dichiarazione Diritti Umani, 1 milione
- Credito di imposta alle imprese cinematografiche, 16,7 milioni
- Riorganizzazione uffici locali all’estero, 10 milioni
- Sostegno italiani nel mondo (cultura), 5 milioni
- Cultura italiana all’estero, 0,5 milioni
- Imprese amatoriali e flotta marittima, 5,2 milioni
- Promozione sicurezza stradale, 17,5 milioni, l’unica sicurezza veramente a rischio.
- Ricerca e formazione per i trasporti, 0,1 milioni
- Miglioramento sicurezza della navigazione, 1,9 milioni
- Promozione del libro e della lettura, 1,5 milioni
- Responsabilità sociale delle imprese, 1,25 milioni, perchè non esistono industrie leggere.
- Finanziamenti Isfol, 25 milioni
- Finanziamenti in materia migratoria, 1,5 milioni
- Potenziamento viabilità Calabria e Sicilia, 500 milioni

(continua…)

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