Archivio Agosto 2008

Se la Sardegna fosse stata effettivamente parte d’Europa si sarebbe potuto ottenere lo stesso sviluppo che hanno ottenuto Irlanda e Spagna o magari Grecia e Portogallo.
Il successo di queste nazioni è stato il coraggio delle persone, il loro attaccamento alla terra natia e la difesa del territorio da coloro che vogliono usarlo solamente e magari usarlo come cesso.
A noi sardi, e italiani in generale, tele-dipendenti, utenti indefessi del pensiero preconfezionato televisivo, critici nei blog ma solo col copia e incolla, ci possono propinare la notizia clamorosa del momento che, allucinati come il Nicholson di Shining,  la seguiamo mentre la mano del "mago" del momento ci sfila il portafogli dalla tasca, la dignità dai tratti normali della nostra personalità, la terra da sotto i piedi.
Anni, e dico decenni di marpioni, lobby, classi dirigenti che hanno scoperto con gioia di essere una
casta, hanno esiliato la Sardegna tenendola lontano da ciò che succedeva nelle piu’ belle realtà territoriali d’Europa. Ripeto: penso all’Eire, alla Catalogna. E penso pure al federalismo lombardo.
Vertenze sindacali a
Ottana, complessi "pseudo turistici" a Baccu Mandara, cliniche convenzionate, speculazioni edilizie a macchia di leopardo e soprattutto – e spero mi darete ragione se una capacità critica ancora vi è rimasta – speculazioni e distruzioni mirate di certi beni monumentali in modo che non siano da ostacolo agli interessi privati. Vedi Tuvixeddu ma pure solo il pensiero malato – da parte delle Brave Persone che governano S.Antioco – di lottizzare Su Pranu in S.Antioco, dunque una delle nostre  zone archeologiche più importanti.
A ciò è seguito lo stralo di partigiani "yesman" che hanno formato il loro pensiero in un futuro far parte della casta, facendosi inculcare che quell’amore per le cose sarde sono solo discorsi buoni per rimanere parole a vanvera ma che tanto attirano il forestiero come mosche sul guano, che non producono reddito, che il mercato è globale e se ne frega dell’ambiente, che non si vive di queste cose e che è molto più redditizio la costruzione ad oltranza nemmeno avessimo un territorio infinito.
Questa idea è nata dopo che si è riusciti a far terra bruciata della cultura e dell’inventiva dei sardi, dopo che si è ridotta ai minimi termini la speranza occupazionale, dopo tanti anni di politica che non ha mirato a creare tecnologie, centri sperimentali e mercato per le piccole imprese agricole ed artigianali ma ha fatto sì che si aspettassero sempre e solo i fondi regionali regalati ad amici ed amici di amici.
Il turismo sarebbe stato così solo una valvola di sfogo, un surplus, un guadagno in più, una mancia, sarebbe stato una CONSEGUENZA e non un credo, una linea di sviluppo certa e intoccabile.
E’ divenuto parola vuota, inventata dai costruttori delle coste, che rendono uguale tutto il paesaggio, che le loro cubature sono brutture, che il loro non è, diciamolo chiaramente, lavoro duraturo, non crea nulla se non guadagno immediato e solo per loro.
Che non è la soluzione davanti al nulla. Quel nulla che hanno creato per giustificare poi la loro soluzione.
Oh furbusu!
Loro che hanno il progresso e i soldi, possono insegnarci come si guadagna, e lì pronti molti sardi ad associarsi, a far parte della casta, a metterla nel didietro dei loro conterranei pensando che la terra sia cosa loro, non rendendosi conto di essere di passaggio e anche veloce, molti pronti a svendersi in nome di questo nuovo pensiero di sviluppo economico che è solo il loro.
Ma noi siamo solo sardi, e ci permettiamo - e se poi fuggono dalla Sardegna? – di pretendere pure che paghino le tasse sulle seconde case, le plusvalenze sul lusso che è solo loro, non nostro.
Insomma loro hanno bisogno di federalismo fiscale:-
"…i soldi delle tasse del Nord devono rimanere al Nord, non mantenere i fannulloni, gli statali e tutti gli assistiti del Sud" diceva un tizio con una camicia verde, ora ministro, mentre si sciaquava le palle a Villasimius.
E noi a dire che forse è vero, forse siamo assistiti, forse siamo inferiori, non abbiamo la loro ricchezza, forse meriterebbero di più per il mazzo che si fanno nel lavoro e forse dovrebbero usare la Sardegna come una pattumiera per mettere la loro immondizia che però al contrario di quella napoletana non viene smaltita a Macchiareddu, non viene contestata da un tipo perennemente allucinato come Pili, portatore di iniziative clamorose, manco fosse Gabriele D’Annunzio e i suoi volantini "abbasso Soru", dimentico delle figuracce sul programma copiato, sul buco senza fondo del bilancio regionale e sull’erogazione assistenzialista di fondi.
Convinto anche lui come la casta sarda che i sardi sono coglioni, che non hanno memoria storica e che hanno solo bisogno di essere assistiti, nel pensiero e nel lavoro e che mai prenderanno coscienza critica considerato che la televisione del suo Capo è troppo forte ormai per essere contrastata
Che il vento va così e nessuno lo può fermare.
Anch’egli è figlio, fratello, padre di questo tipo di sardi col pensiero minimalista e monocellulare, che produce solo
class action di infima qualità come soluzione.
Il clima non va? Class action alla Regione a protestare e chiedere risarcimenti!
Acqua non ce n’è? Class action alla Regione a protestare e chiedere risarcimenti!
I pesci non abboccano?  Class action alla Regione a protestare e chiedere risarcimenti!
La più grossa attività produttiva dopo l’edilizia speculativa è il risarcimento regionale.
Ma qualche volta non sarà che non so produrre fave e carciofi o pescare?
Qualche volta sarà che il vino viene male perché non so lavorare la vigna o produrre il vino?
Che in Piemonte o in Veneto o pure in Sicilia sono più bravi e magari la Regione crea un canale istituzionale privilegiato per favorire il libero mercato e la pubblicità invece dell’assistenza?
E in passato la Sardegna ha mai investito in cultura e formazione per queste cose?
Ha prodotto linee preferenziali di mercato, magari convenzioni con paesi stranieri o promozione turistica veramente efficace?
Non sarà che molti fondi sono stati impiegati per pubblicizzare la Sardegna in Sardegna, Cagliari contro le periferie delle inutili province, Cagliari contro Sassari, Olbia contro Alghero, Carbonia contro Iglesias?
No sardi alla mola, come direbbe il celebre poeta antiochense Susini, sardi popolo bue, alla mola da stritolare, da fargli l’elemosina ed anche col contagocce.
Tanto vogliono solo indennizzi, animali da soma, non hanno bisogno di intelletto, hanno tutta quella ottima terra e non la sanno sfruttare.
Avete visto l’Aga Khan? Ha costruito molto e si può costruire molto ancora nel rispetto dell’ambiente!
E prendiamo ancora oggi ad esempio qualcosa che però non è mai stata presa ad esempio.
Insomma dopo aver fatto scempi, ora che i sardi si sono accorti della bruttura edilizia che ha prodotto solo custodi notturni di villaggi abbandonati per 9 mesi, si sono svegliati paladini del costruire con coscienza. Insomma sino a che i sardi non si accorgono, nessuno di questa casta sarda propone cambiamento o rinnovamento, sin che la barca va lasciala andare e noi siamo molto bravi nell’interpretare questa canzone.
Certo l’Irlanda parlava già la lingua mondiale, certo l’Irlanda non soffre di manie di superiorità latenti, di presunzione e puzza sotto il naso, pur avendo tutti i caratteri di "razza pura" e capacità lavorativa.
E la Sardegna non ha vicino l’Inghilterra o la Germania, ha sempre l’Italia, o meglio i romani, i napoletani, i genovesi, i toscani, i lombardi.
E poi, sfiga delle sfighe, ha i sardi.
Mettete quelli che oggi vogliono andare alle elezioni perché la legge sul lusso è ingiusta, perché il Piano Paesaggistico blocca l’edilizia, mettete questi che cavalcano il clamore del momento per una poltroncina fregandosene delle giuste battaglie da fare: ecco tripla sfiga la Sardegna ha pure i politici sardi.
Ebbene detto questo non sembra ancora di parlare di quei sardi che si venderebbero tutto pur di stare nella casta e calpestare i sardi stessi?
Ragioniamo sulle bombe ad orologeria che ci stanno piazzando sotto il culo da tempo immemore e facciamo delle fregature del passato un modo per pensare il presente?
Ragioniamo sull’opposizione sciocca e su quelle porzioni di partiti di maggioranza che non vogliono riformare la Sardegna?
Ragioniamo sul perché diciamo "destra o sinistra sono tutti uguali" e su ciò che NOI facciamo dopo per emanciparci?
Voglio fare anch’io una
class action contro i vecchi governi regionali e quelle persone che ci hanno sempre preso per i fondelli, per non aver incentivato la conoscenza per incrementare invece il proprio strapotere.

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SENTITE QUEST’ESTATE AL BAR:

Al bar stavano dicendo che devono aprire un Acquafan al posto della Sardamag e si dice sia di Giorgio Oppi e Umberto Smaila

Ho sentito dire al bar del Porto che un consigliere comunale vuole cervelli fini e non impastatori di cemento ma che se servono i voti per la Regione gli fa dare gratis il diploma di muratore dall’Enap…

Uno al bar stava dicendo che devono fare la spiaggia artificiale davanti al paese al posto del distributore e una strada panoramica che fa fare tutto il giro dell’isola ma solo a chi sa guidare mettendo il braccio fuori dal finestrino…

Infatti in un altro bar si lamentavano che i turisti usano le cinture…

Al bar di Lecca hanno detto che il
Sinda-Chi deve fare un tunnel sotterraneo che congiunga il municipio alla chiesa di N.S. di Bonaria…

Al bar di Busonera dicevano se vuoi parcheggiare al fresco la puoi mettere anche dove non ci sta (in curva, di sbieco, davanti ai cancelli altrui, nel posto degli handicappati o in doppia fila) e che devono abolire l’utilizzo delle frecce e della precedenza di fronte a S.Maria Goretti che sa gggenti ormai non le vuole più e che le multe non si mettono altrimenti, già sa gggenti è scontenta figurarì se la prossima volta ci rivotano…

Al chiosco del Lungomare dicevano che il
Sinda-Chi ha minacciato che avrebbe intitolato (a sfregio) ai Tazenda la via dove vive il Bandito 4 Sberle…

Al bar stavano dicendo che Gianni Locci vuole fare tutta una Quattrocorsie sino a Carbonia (Frazione di Leclerc) perché tanto alla Contessa li ha piazzati tutti il Sinda-Chi…

All’altro bar vicino invece uno diceva che il gasdotto degrada l’ambiente e fa perdere di valore le coste che devono essere costruite di brutto in futuro, una volta che vince la destra, per rendere ricca sa ggggenti…

Al bar di Serrenti due agricoltori hanno detto che in campagna non si può più costruire una mazza da quando c’è Soru e che se vince Pili le prossime regionali fa costruire pure sulle grotte e sulle palafitte.Però nel rispetto dell’ambiente…
 

Cletus ha detto che il presidente del consiglio comunale Marco Fontana gli ha detto che faranno il canale navigabile illuminato con fiamme antizanzare per andare direttamente ai cantieri edili di Matzaccara in gommone e fargli risparmiare i soldi della benzina dell’alfetta…

(continua…)

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L’Associazione Italia Nostra in collaborazione con l’Agenzia Conservatoria delle Coste della Sardegna ha avviato anche nell’isola di Sant’Antioco la prima campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia delle coste sarde "dedicata a chi ama il mare"
Con questa iniziativa la Regione Autonoma della Sardegna, l’Agenzia Conservatoria delle Coste e le Associazioni Ambientaliste della Sardegna aprono la via ad un nuovo processo di partecipazione col fine di coinvolgere tutti: il bagnante, l’operatore delle spiagge, e l’amministratore pubblico, nella consapevolezza che il futuro delle coste sarde dipende da ognuno di noi.
La campagna per la salvaguardia delle coste della Sardegna consiste nel diffondere alcune semplici ma essenziali informazioni a turisti e residenti sui comportamenti responsabili da tenere per continuare a fruire delle spiagge nella loro naturale bellezza e nella distribuzione gratuita dei mozzichini, piccoli posacenere da spiaggia, per evitare l’abbandono di "cicche" nell’arenile.
Tra le indicazioni contenute nell’opuscolo: tenere pulita la spiaggia senza abbandonare i rifiuti, raccogliere le cicche di sigaretta, non calpestare o percorrere le dune di sabbia e la loro vegetazione, accettare la Posidonia come elemento fondamentale per la vita della spiaggia. N
el retro dell’opuscolo una cartina geografico stradale della Sardegna che guiderà i turisti alla scoperta degli angoli nascosti dell’isola.
Il materiale è disponile presso la Torre Canai di Sant’Antioco tutti i giorni (eccetto il lunedì) dalle ore 16,30 alle ore 19,30.
Nell’occasione i cittadini potranno visitare gratuitamente la Torre e lo splendido promontorio di Torre Canai

ITALIA NOSTRA – SANT’ANTIOCO

(continua…)

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Direi che è ora di fare una bella vacanza. E per me – il 2 agosto – di fare il GRANDE PASSO Auguro a tutti buone vacanze e/o ferie, con la speranza che siano realmente rigeneranti per la testa e per il corpo. Ci si rivede su queste pagine dopo Ferragosto. Ciao ragazzi e statemi bene…

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