Archivio Luglio 2008

Pulci. Zecche. Blatte. Tutto l’armamentario faunistico da Paludi Pontine, dunque.
Zanzariere divelte. Porte quasi se diamo tempo al tempo.
Escrementi dappertutto.
Cespugli e siepi che paiono alberi di Natale ma agghindati dalla famosa cartaccia del croccante all’amarena dell’amato-odiato turista della Bassa Padana e dalle bottiglie di birra Duff di cletusiana memoria.
Sangue e vomito sui mattoni rossi che paiono estrosi graffiti di Keith Haring.
Non si sa se a causa di notturne Royal Rumbe o divertenti zacch’e e poni tra giovani (e meno giovani)  masochisti che sbagliando il bersaglio grosso devastano setti nasali altrui.
Persone anziane con i piedi sfatti dai morsi delle pulci di cui sopra.
Cabine telefoniche che, facendo le veci dei pisciatoi di una volta, sono pieni di deiezioni di animali e cristiani in un immondo tourbillon di liquidi organici. E pur possedendo una siffatta foto vi risparmio lo scempio fecale per pura decenza.
Detto così amici miei pare la cronistoria di un reportage da un paese finto esotico tipo Haiti o il resoconto post guerra civile di repubbliche delle banane come il Rwanda.
In realtà è la triste quotidianità di un day after estivo al Lungomare Cristoforo Colombo (per essere piu’ precisi all’angolo con via Garibaldi) di S.Antioco.
Giornata feriale o festiva fate voi. A piacimento.
Scegliete a caso il giorno del Festival di S.Antioco o di una manifestazione "culturale" ovvero pianobar oppure il giorno della visita del clone di Sgarbi. Poco importa. E immaginate quando caleranno in bidda i santi patroni Tazenda. La trista realtà è quanto detto e non cambia il resto di una virgola. A nulla servono le ordinanza del sindaco (sinda-chi?) o le minacce – che mai si concretizzano, della serie aspettando Corot  – di pesantissimissime multe ai trasgressori fatte dalla decisionista Amministrazione Comunale.
Questo è lo stato dell’arte nonostante le periodiche grida di allarme, le continue lamentele, le rimostranze anche urlate di cittadini ormai disillusi, prostrati e in piena crisi di nervi per il degrado al quale ormai quotidianamente assistono. E che mettono a repentaglio la loro salute e incolumità fisica.
Altro giro dunque, ennesima giostra come quella violetta al Porticciolo che pare guardarci con le sue effimere lucette colorate per distrarci e confonderci rispetto ad alcune questioncelle da tenere sempre bene a mente.

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Caro signor sindaco di S.Antioco sono un turista del nord Italia di un paese della Bassa Padana al confine con la Toscana e volendo fare la persona educata, come mi hanno insegnato a fare i miei genitori dicendomi di dar i dine’ alle persone che stanno peggio di noi padani come voi terroni, ho speso un po’ di soldi in paese e mi sono soffermato nel vostro bel porticciolo al fresco del maestrale delle ore 19.30/20.
Dopo un buon gelato rifocillante non ho trovato un porco dinci di cestino dove buttare la carta che l’avvolgeva.
Mi avvisavano alcune persone del posto che (1) avrei dovuto attraversare la strada ad alto scorrimento verso il vostro palazzetto dello sport e buttare la carta nel cestino sempre pieno vicino all’ingresso del palasport solitamente tappato dal classico bustone nero di qualche sarducolo ignorante incapace di fare la raccolta differenziata (2) avrei dovuto tornare al bar che mi aveva venduto il gelato e ivi riporre lo scarto oppure (3) sarei dovuto arrivare sino alla Conad e scovare i mimetizzatissimi cestini in granito di Barbagia  e uranio impoverito di Perdasdefogu.
Peccato veramente, cavolo.
Un posto così frequentato e così mal servito: so che il porticciuolo è demaniale ma i muretti, cotto impruneta e aiuole sono stati fatti con soldi destinati appositamente e non credo (magari sbagliando considerato che ho fatto solo due anni di giurisprudenza e poi sono andato a lavorare in una fabbrica di laterizi a Brescia) che i cestini siano fonte di denuncia per opere abusive nel demanio.
Sconfortato e un po’ impaurito, maremma maiala e anche buccaiola, ho sollevato una graziosa pianta grassa e l’ho nutrita coi resti del mio croccante all’amarena facendo per la prima volta nella mia vita il maleducato probabilmente contagiato dal disordine del posto e dall’indifferenza al mio gesto (fatto alla luce del sole per vedere l’effetto che fa!) dei suoi concittadini.
Sa da noi, nella Maremma, rischi il linciaggio per un’inciviltà del genere!
Caro signor sindaco ancora per bocca dei suoi concittadini ho saputo che Lei non accetta consigli da nessuno ma so per certo che magari l’anno prossimo quella pianta potrebbe sfornare tanti piccoli croccantini. Il primo della pianta glielo cedo volentieri, può prenderlo tranquillamente perché tanto io a S.Antioco non ci rimetto piede manco morto, porco can, magari in cambio di una bella serata di quelle che ancora non ho visto in paese e destinando all’evento qualche migliaio di euro più noleggio palchi + service.
Mi han detto poi che i Tazenda hanno deciso di adottare il suo Comune e prenderlo sotto la loro ala protettiva (ma piu’ logicamente credo sia per gli altri 18000 euro, dopo i 12000 euro dell’anno scorso, sborsati per la loro maggior gloria) per farlo divenire il po(l)lo di attrazione della movida sulcitana.
Bene almeno quello in questo paese di morti viventi e balli latino-americano.
Ricordo ancora con nostalgia i tempi gloriosi dell’Amministrazione di Virginio Locci allora si che ce n’erano di bei spettacoli: Dik-Dik, Edoardo Bennato, Nek, Paolo Conte, Le Balentes, Benito Urgu ecc.
Non finirò mai di rimpiangere l’allora giovane assessore Inguscio. Lui si che sapeva come incentivare il turismo spendendo bene, tra frizzi e lazzi, i soldi conservati con parsimonia dalle precedenti amministrazioni.
Mi permetto ancora un’ultima rimostranza contro i ristoratori, bar, e datori di servizi turistici prima di mollare gli ormeggi e dirigermi verso la Sicilia: un cestino fuori da uno stracaXXo di bar destinato anche ai non avventori è un servizio turistico e di civiltà e, visto l’andazzo vigente, sono sicuro che non si riverseranno all’interno dell’esercizio pubblico orde di beneducati per utilizzarlo, rischiando di servirsene a scrocca senza consumare una foXXXXXXXima Ichnusa alla spina.
O qualcuno vuole solo sempre, e ancora, solo soldi senza dare niente in cambio?

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LETTERA DEL PRESIDENTE GAVIANO PER IGLESIAS 
 
La Nuova Provincia può essere considerata "lontana": lontana dall’inerzia, dall’abbandono, dal pressapochismo, dallo sperpero di risorse pubbliche in cui versava il territorio del Sulcis Iglesiente sino a qualche anno fa (sino cioè a prima dell’istituzione del nuovo Ente) e lontana anche da un inutile e sterile campanilismo!
Oggi la Provincia c’è, esiste nella quotidianità di moltissimi di noi e, senza alcuna ambizione di risolvere miracolosamente decenni di malgoverno, tenta, anche con qualche successo (nonostante tutto), di lavorare.
L’ELENCO DEI LAVORI FATTI E DI QUELLI IN CORSO È CONSISTENTE.
Uno per tutti, il ripristino della Strada Provinciale 83, di collegamento fra il centro abitato di Buggerru e il bivio con la SS 126 per Iglesias, passando per Nebida e Masua, con un investimento complessivo di 4.500.000,00 di euro: i lavori sono, in parte, già completati e in questi giorni si sta intervenendo per superare definitivamente, con un nuovo tracciato, la parte della strada interessata dalla frana di tre anni fa, in località Acquaresi. Anche gli interventi di sistemazione e messa in sicurezza della Strada Provinciale 108 Gonnesa – Portoscuso recheranno benefici agli abitanti dell’area Iglesiente, con un investimento complessivo di 1.800.000,00 euro.
Nei giorni scorsi sono terminati i lavori sulla Strada Provinciale 75, di collegamento tra Iglesias e Villamassargia, con un investimento di oltre 300.000,00 euro.
Sulla medesima strada, inoltre, saranno interamente rifatti ed ampliati i ponti cavalca ferrovia e messi in sicurezza i sottopassaggi, con un ulteriore investimento di 400.000,00 euro. Sono stati completati i lavori di sistemazione e messa in sicurezza della Strada Provinciale 85 di collegamento tra Iglesias e il centro abitato di Narcao, con un investimento, anche in questo caso, di quasi 400.000,00 euro; con 6.000.000,00 di euro, il tratto di strada dalla caserma dei Vigili del Fuoco di Iglesias sino al bivio per Carbonia Villamassargia sarà ampliato e passerà dai 5,5 metri di larghezza sino a 9 metri. Complessivamente, fino ad oggi, sulla viabilità dell’Iglesiente sono stati investiti oltre 10.000.000,00 di euro e sono in corso le procedure finalizzate ad acquisire ulteriori 6.000.000,00 di euro per allargare e mettere in sicurezza il collegamento fra il centro abitato di Iglesias e la Carbonia-Villamassargia. Sul fronte edilizia scolastica, complessivamente le scuole di Iglesias hanno beneficiato di investimenti per 3.500.000,00 euro, con interventi sull’Istituto tecnico "Fermi", sul Liceo artistico "Remo Branca" e sul Liceo pedagogico e delle Scienze sociali "Baudi di Vesme". Grazie all’apporto della Provincia, saranno consegnate in tempo utile, per il prossimo anno scolastico, alcune aule dell’Istituto minerario di Iglesias, completate da anni e chiuse a causa di un contenzioso fra la Provincia di Cagliari e l’impresa esecutrice dei lavori. A breve sarà avviato un progetto che consentirà il recupero della piscina dell’Istituto tecnico "Fermi", opera, anche questa, che sarà a totale vantaggio della comunità Iglesiente. Anche il Liceo artistico "Remo Branca" di Iglesias, unico istituto del genere in tutto il territorio provinciale, beneficerà della conclusione dei cantieri in sospeso.
La Provincia, in stretta sintonia con la Diocesi di Iglesias, provvederà, inoltre, a supportare finanziariamente gli imponenti lavori di realizzazione dei percorsi museali, che l’Ufficio diocesano per i beni culturali sta realizzando negli spazi sotterranei della chiesa Cattedrale e nell’area adiacente la chiesa della Purissima.
I lavoratori socialmente utili della Provincia, ora stabilizzati nella nuova società SI SERVIZI s.r.l. (il 50% della squadra è composto da iglesienti), sono quotidianamente impegnati nelle scuole di Iglesias, prestando assistenza e pronto intervento. Dopo anni di incertezza, inoltre, l’Amministrazione provinciale ha permesso al Comune di Iglesias di utilizzare legittimamente l’impianto sportivo di "Ceramica", che, se adeguatamente valorizzato, potrà rappresentare un importante punto di attrazione per tutta la comunità del Sulcis Iglesiente.
Dal mese di Gennaio, inoltre, grazie all’esclusivo apporto della Provincia è stato riaperto il Centro Servizi per il Lavoro (ex ufficio di collocamento) di Iglesias, chiuso da anni: la Provincia, infatti, si è attivata, anche economicamente, per sostenere le spese necessarie, con un investimento di oltre 30.000,00, permettendo la riapertura del servizio a vantaggio dei disoccupati dell’Iglesiente che, altrimenti, avrebbero dovuto continuare ad affrontare la quotidiana migrazione verso Carbonia. Da non trascurare quanto reso disponibile dalla Provincia per salvare l’Università del Sulcis Iglesiente, avente sede ad Iglesias, nel palazzo Bellavista di Monteponi: ben 75.000,00 euro, mai conferiti sino ad oggi all’AUSI da alcun soggetto pubblico o privato.
Lo stesso edificio istituzionale, in via Argentaria ad Iglesias, di cui si sta per completare il trasferimento dall’ex Comunità Montana alla nuova Provincia, è sede autorevole della Presidenza del Consiglio provinciale, dei Gruppi consiliari, delle Commissioni permanenti e di vari Assessorati, oltre che dell’Ufficio Ambiente, Difesa del suolo, Caccia ed Ecologia. Determinante risulta, inoltre, la promozione della città di Iglesias realizzata dal Sistema Turistico Locale della Provincia che, periodicamente, colloca sulla vetrina mediatica, non solo regionale, ma anche nazionale e internazionale, eventi rilevanti come la Settimana Santa Iglesiente, l’Estate medievale e l’Ottobrata, permettendo ad un’utenza senza confini un tuffo nella storia, nella cultura, nella tradizione, nella fede, nel folclore e nella religiosità locale.
Il territorio dell’Iglesiente, grazie alla nuova Provincia, ha evitato di attendere decenni per il raggiungimento dei consistenti benefici, ottenendoli, invece, in soli tre anni: forse, a ben vedere, è proprio questo che disturba. Forse, se la Provincia non avesse fatto nulla, limitandosi a svolgere il ruolo di "feudo" da conquistare, oggi nessuno parlerebbe del nuovo Ente locale. Ma così non è stato! In tre anni abbiamo lavorato, e i risultati, quelli tangibili, sono sotto gli occhi di tutti: a partire dal capitale umano, altamente formato e in servizio a tempo indeterminato nell’Ente, che vede numerosi giovani dipendenti in organico nell’Amministrazione provinciale provenire da Iglesias. Avere l’onestà d’animo di vedere e di riconoscere tali traguardi, piuttosto che continuare a sostenere un becero campanilismo, fa crescere Iglesias e il territorio e alimenta la speranza che il Sulcis Iglesiente può essere progressivamente migliore rispetto a come l’abbiamo trovato…"
 
PIERFRANCO GAVIANO – Presidente della Provincia

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FUGA DA SULKY – RACCONTO BREVE IN SEI PUNTATE

 

(continua…)

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Siamo ormai in piena estate e la nostra Provincia è già colma di turisti.
Sicuramente non quanti un territorio splendido e affascinante come il nostro potrebbe e dovrebbe accoglierne, anche se negli ultimi anni il numero dei turisti che vengono in vacanza nel Sulcis Iglesiente è cresciuto in modo esponenziale.
Il problema che a mio avviso si pone adesso è essenzialmente questo: siamo pronti ad accogliere i turisti? La prima risposta, così immediata, sarebbe un sì.
Ma, inutile negarlo, sarebbe una risposta dettata più da un testardo voler pensare che va sempre tutto bene, piuttosto che un effettivo riflesso di come sono le cose in realtà. A pensarci bene forse qualcosa che non va c’è nell’organizzazione turistica del nostro territorio.
Il turismo è un fenomeno in continua evoluzione, che continuamente richiama nuovi spunti, nuove tendenze. I voli low-cost, internet, i mutamenti nell’economia mondiale, l’apertura delle frontiere, sono tutti fenomeni che hanno influito in maniera pesantissima sull’attività turistica mondiale. Certamente l’Italia è uno dei Paesi al mondo che rappresenta una delle mete turistiche più ambite.
La Sardegna, allo stesso modo, rappresenta il top del turismo "made in Italy". Una Sardegna che, nell’immaginario collettivo, non è più identificata esclusivamente con la Costa Smeralda, ma si dipana in una quantità di territori e di offerte che sono in grado di soddisfare ogni tipo di richiesta turistica.
Come si pone il Sulcis Iglesiente in questo contesto ?
La risposta è una sola: cerca di emergere. Ma al momento ancora non ci riesce. Ci sta provando, ma emergere nell’oceano di proposte, di offerte, di occasioni che sono presenti nel mondo turistico è un compito davvero difficile e che non si improvvisa.
Le ultime e più rilevanti tendenze del turismo nazionale, che naturalmente si riflettono a livello regionale e locale, ci mostrano come ci sia una netta crescita della domanda europea, una preferenza per il turismo balneare (non potrebbe essere altrimenti), ma anche una ottima performance del cosiddetto "turismo del territorio" e del turismo culturale tradizionale.
Ecco che il turismo va spesso identificato con le motivazioni del turista, che si riflettono in modo decisivo sulla soddisfazione del turista. Una destinazione turistica di successo è un territorio che stimola e soddisfa, o dovrebbe soddisfare, tutte le aspettative e i bisogni del visitatore, sia dal punto di vista dei "contenuti" che degli "spazi".
Ricordando che la destinazione turistica è prima mentale che fisica, il turista oggi cerca soprattutto un’esperienza che sia il più possibile unica e ricca a livello emotivo. Il turista oggi cerca l’autenticità nella sua esperienza turistica, è alla continua ricerca di "emozioni turistiche" che sono di varia natura e che possano soddisfare le proprio aspettative.
Siamo in grado di offrire questo nel nostro territorio ? La mia risposta è che probabilmente siamo sì in grado di offrirlo, ma al momento c’è ancora tanto da lavorare per proporlo in maniera adeguata e per comunicarlo nella maniera più opportuna.
C’è tutto un lavoro da fare a livello capillare che deve partire dai singoli operatori turistici ma non solo, anche dai cittadini del territorio che devono diventare loro stessi coscienti dell’immenso potenziale economico che potrebbe ripercuotersi nel Sulcis Iglesiente se la nostra Provincia dovesse realmente diventare una destinazione turistica di successo.
Sto parlando di formazione a vari livelli, di organizzazione, di campagne di sensibilizzazione, di corsi per operatori, di programmazione. Ciò va fatto innanzitutto a livello "interno", quindi nel nostro territorio; in contemporanea è necessario tutto un discorso di comunicazione e promozione a livello "esterno" per proporre il più possibile il Sulcis Iglesiente.
Bisogna sempre ricordarsi che anche l’esperienza negativa di un singolo turista si ripercuote a livelli molto alti sul territorio, in termini di passaparola negativo.
Ecco perché è inaccettabile la mancanza di servizi turistici che ancora oggi è tanta nella nostra Provincia, ecco perché è impensabile che si arrivi a Luglio con tante spiagge ancora da pulire (senza generalizzare naturalmente, ma in tante zone è così).
Secondo gli esperti il turismo è fortemente correlato alla disponibilità di servizi per i turisti stessi; la disorganizzazione dei servizi rende difficilmente fruibile il territorio e negativa l’esperienza, influendo dunque in modo negativo sulla soddisfazione turistica.
Nel Sulcis Iglesiente abbiamo le spiagge e le coste fra le più belle, abbiamo la Storia e la possibilità di turismo culturale, abbiamo tradizioni ed enogastronomia, abbiamo un territorio bellissimo.
Abbiamo insomma tutto per proporci come una destinazione turistica di successo (e non solo nel periodo estivo), ma al momento c’è ancora tantissimo da fare.
Durante i miei corsi di formazione, in cui mi occupo di psicologia del turista e di marketing turistico e territoriale, mi viene spesso posta la stessa domanda: "Come possiamo far tornare i turisti da noi ?".
La mia risposta è sempre la stessa: "Fategli vivere un’esperienza che sia unica e autentica, fateli sentire parte della comunità. Si sentiranno a casa e torneranno".
Forse nel Sulcis Iglesiente siamo ancora al livello di come convincerli a venire, piuttosto che a tornare. Mi pare comunque che soprattutto negli ultimi anni, anche con la costituzione del Sistema Turistico Locale (STL), ci sia un rinnovato interesse alla programmazione e alla cooperazione che potrà certamente dare frutti positivi.
Il Sulcis Iglesiente è certamente un territorio che ha tutte le potenzialità per emergere a livello turistico in ambito nazionale e internazionale (i turisti stranieri amano il turismo culturale e viaggiano anche "fuori stagione"). Sarà però necessario prestare attenzione anche alle cose che a prima vista sembrano le più banali ma che invece spesso hanno una rilevanza fondamentale nel fornire a un turista la visione di quella che sarà la vacanza, come ad esempio l’accoglienza e i servizi offerti.
Per essere pronti a proporci davvero come destinazione turistica di successo il lavoro da fare è dunque ancora tanto.

(continua…)

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Un annetto passato in Germania può insegnarti mille cose.
Questo ho imparato da una chiacchierata in spiaggia con T. un’amica di vecchia data che come Hamit e Hamil Altintop ha fatto fortuna in Germania pur proveniendo dalla problematica Sant’Antioco.
Compreso prendere sul serio la tua spazzatura.
"Se vieni dalla differenziata fatta in Germania e provi a farla a S.Antioco può essere uno shock ma passa pure quello considerato che…tra un po’ riparto" mi dice T. con una mimica piena di sottintesi.
"All’arrivo quelli della nettezza urbana tedesca ti forniscono un manuale. Solo l’abc di quello da differenziare è di 13 pagine, in tedesco, russo e ovviamente turco. È stato ben più semplice studiare la mia coinquilina, cresciuta in Germania che tutte quelle regole le aveva già interiorizzate".
Mi spiega che una volta che hai imparato che la carta da forno è bio, la copertina plastificata di un libro va nel generico e il vetro non è tutto uguale (trasparente, verde e marrone vanno divisi tra loro) sei a buon punto.
Mi dice che nei cortili interni dei condomini stazionano almeno 4 bidoni.
Uno per carta e cartone.
Uno per le confezioni con bollino "punto verde".
Uno per i biodegradabili da trasformare in compost.
Uno per il resto, vetro, abiti, rifiuti speciali esclusi.
Io con profondo imbarazzo certo di fargli un preciso disegnino sulla sabbia – con una bacchetta di plastica arrivata chissà da quale poco rispettoso natante – per spiegare che, col complicato gioco di leve e carrucole che sta alla base del nostro porta-a-porta, è praticamente impossibile eliminare dalla vista (ma anche dal cuore) le montagne di rifiuti umido-secco che abbelliscono ogni due giorni le zone più centrali del paese. Ma anche le nostre spiagge e i bei litorali in piena estate probabilmente per distogliere il turista, con tutte quelle buste multi-colori, dalla mancanza di eventi estivi a S.Antioco per questo 2008.
Con calma teutonica ma con prosa passionale tipicamente mediterranea T. mi spiega una cosa apparentemente lapalissiana, ovvero che un calendario ufficiale della spazzatura ti spiega quali siano i giorni in cui, tra le 6 di sera e le 7 di mattino, puoi trasportare i bidoni in strada.
Se invece in un cortile hai una androne, rinunci a questa comodità e ti servi come per il vetro dei cassonetti del comune. Questo per carta e plastiche.
"Sulla differenziata – mi dice – pochi sgarrano e quando sbagli farti sentire incivile è facile. C’è chi la sera ha ritrovato appeso alla porta di casa il sacchetto del generico buttato la mattina solo perché dentro vi avava infilato un foglio di giornale. Io ho visto riapparire sulla scrivania una bottiglia d’acqua che una collega scandalizzata aveva trovato nel cestino della carta".
Mentalmente penso alle decine di ordinanze del nostro sindaco che il cittadino disattende in maniera sistematica. Tipo quella sull’orario di ritiro o di riporre i rifiuti negli appositi cassonetti pena multe a go-go. Ma anche all’ordine di sfoltire le varie sterpaglie opratutto in prossimità delle curve.
Nel mio cervellino pensando a tutte quelle sopracciglia nullafacenti mille scimmiette suonano i piatti dell’orchestrina e si spulciano tra loro col Microtouch magic.
Acclaro definitivamente che la distanza con la Germania è siderale.
Alla fine, mi dice T., sviluppi una specie di fobia che ti porta a dare il meglio di te nel differenziare.
Tlak-tlak-tlak fanno le scimmiette che sfoltiscono le sopracciglia col microtouch. E che fine mai faranno quelle sopracciglia? Secco o umido o vattelapesca?
Rido da solo come un cletus al decimo bicchiere di sangria.
Tutto questo ambaradam succedeva all’inizio, mi dice T., prendendomi a schiaffi per farmi tornare in me: "Poi diventi consapevole della quantità di rifiuti che produci e impari a moderarti. Al supermercato, sempre fornito di cassonetti per la raccolta, ho visto gente che si liberava dei vassoietti della carne per avvolgere polli e filetti a nudo nella busta della plastica. In generale in Germania ho pensato alla spazzatura più di quanto avrei creduto e più di quanto non stia facendo ora in Sardegna. Adesso se a S.Antioco apro il contenitore della carta e ci trovo una bottiglia di vetro mi viene spontaneo spostarlo nel contenitore giusto".
Ci lasciamo con la promessa di rivederci tra un anno a parlare dei nuovi record di differenziata tedeschi e delle eventuali migliorie a S.Antioco.
Le confesso una mia intima pena cioè che sindaco e assessore alla differenziata non si prodighino mai più in faticosissimi brainstorming per produrre nuove, inutili, ordinanze.
Altrimenti sapete quanta altra carta straccia in più da raccogliere per le strade.
 
ps. ah dimenticavo! La foto presente nel post l’ho fatta stamane in via Nazionale alle ore 12.39: via poco trafficata e orario crepuscolare,  no?
 

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Di sicuro se tutti, commercianti e cittadini, automobilisti e pedoni,  amministratori di cosa pubblica e coloro che li hanno eletti, fossero meno attaccati alle cose terrene, fossero culturalmente meno intimiditi dal pre-giudizio e dalla prassi malata di farsi i fatti propri altrimenti sono guai, forse certi ricatti del famoso pseudo-racket messo in piedi a S.Antioco potevano durare solo lo spazio della richiesta.
E ovviamente la risposta sarebbe stata come dice sempre il saggio
Recoba un sonoro e inequivocabile: "ebbai chi sesi scimpru".
E se non te ne vai o se provi a vendicarti ti prendo a calci in culo, anzi ti do quattro sberle come il famoso Bandito insegna.
Ma siccome la prassi di farsi i fatti propri si applica sempre in questi concreti casi e non  in astratto, nelle calunnie e nelle vita comune, questi pseudo camorristi hanno anche spazio di considerazione e di paura provocata da far scontare al prossimo. Paura di cosa poi non si sa.
Lo vogliono le consuetudini, lo vuole la nostra società, così abile a dare giudizi, a dare consigli di votare bene e dare patenti di brave persone a chiunque, purché
lo si senta dire al bar, ed è tanto scarsa, questa società, forse questi commercianti vessati, da essere incapaci  – da buoni santantioghesi  doc – a fare fronte comune.
Tutta la nostra comunità isolana è sempre stata slegata, nemica, gelosa, si guarda in cagnesco e questo porta solamente a sentirsi inermi davanti ad un bulletto di periferia che a S.Elia durerebbe lo spazio di uno starnuto. Ma pure in via Dalmazia a Carbonia.
Ecco la sua forza.
Ed ecco la forza del bullismo applicato anche in altri situazioni di vita vissuta.
Nessuno è abituato a denunciare sui giornali un abuso perpetuato dalla pubblica amministrazione, i ritardi, gli abusi d’atti d’ufficio, l’ignoranza sui propri diritti e figuriamoci se non ci si intimidisce davanti a persone che come gli oranghi della giungla urlano più forte, digrignano i denti e si battono il petto. Aggrediscono pure, magari alle spalle, magari al buio, magari quando sono in gruppo.
E questo basta a dargli lo status di persone intoccabili. Da noi funziona così, gli esempi sono tanti.
Certo se fossimo una comunità dedita interamente al prossimo, alla giustizia, sociale, al volontariato, al rispetto dell’ambiente, qualche bifolco si sentirebbe perecchio solo, se ripreso nelle sue malefatte,  nel suo agitare i pugni sul grugno dell’altro, nel suo pacchetto di sigarette lanciato dall’auto o nella sua noncuranza del mondo che lo circonda.
Ebbene forse non urlerebbe minacce di morte contro nessuno, sarebbe appunto
da solo.
Fuori posto.
E invece i cattivi esempi sono come l’erba cattiva,  hanno terreno fertile, pullulano e dunque li trovi dappertutto e l’ingordigia del benessere privato porta alla cura del personalissimo orticello, alla speranza che oggi non tocchi a me aver a che fare con questo o con quello, alla speranza che oggi non entrino in casa mia a rubare e magari tocchi all mio vicino, alla speranza che oggi non debba litigare col cletus prepotente e ignorante di turno.
A cercare di sorridere, farseli amici, evitare lo sguardo o l’incrociarsi in un viottolo buio.
A riceverli con tutti gli onori negli uffici comunali mentre un povero cittadino deve mendicare un appuntamento per farsi ricevere.
Quasi si ha vergogna ad essere onesti e con la schiena dritta. E farlo vedere agli altri.
Intimiditi da qualcuno che non conosce la propria lingua, la propria storia, la propria geografia, matematica e scienze, che non farà mai nulla di buono e significativo nella vita.
Ma che comunque a S.Antioco e nel Sulcis in generale quel comportamento ha quasi un senso.
E’ un mondo alla rovescia e se qualcuno ti fa qualcosa e tu la denunci ti senti dire, anche dal poliziotto, di non prendere iniziative. 
Eppure son gli stessi che divulgano e fanno briefing nelle scuole e nei comuni con gli opuscoli contro le persone in giacca e cravatta che truffano gli anziani o i commercianti che vengono strozzati dagli usurai. Quelli che ci mettono in guardia sui Rom, sul terrorismo mussulmano e gli immigrati clandestini o le truffe Enel-Telecom-Cirio-Parmalat. Salvo poi cancellare tutto con decreto legge.
Purtroppo il peggio – oltre ad essere presente a profusione in cima alla piramide  – sta nel mezzo e su quello c’è poco da fare se non con pressanti e invasive prassi di buona politica sociale.
A S.Antioco abbiamo la fortuna di non avere maestri del delinquere, abbiamo la fortuna di non avere azioni criminali organizzate ma purtroppo non ci mancano i volenterosi giovani apprendisti marpioni.
E il nostro bravo politico cosa fa per contrastare questo futuro che non ci appare neanche tanto lontano?
Fa progetti che si fermano a strombazzati convegni e a proiezioni in Power Point, richiede POR solo perché in scadenza, attiva servizi solo perché si perdono i finanziamenti creando centri sociali  e zone di espansione ghetto, da chiavi che girano di mano in mano in queste sedi senza controllo, senza capire realmente quali problemi di ignoranza e disinformazione gravissimi ci siano dietro al disagio.
Siamo ad un passo culturale veramente corto che produrrà due classi di ragazzi che studiano e vanno avanti a prescindere, considerato il basso livello, e un’altra classe che non solo non avrà lavoro ma avrà uno sviluppo intellettivo fermo ad una lingua sgrammaticata, a pochi vocaboli, suoni e urla.
Come gli oranghi, dicevamo. E i primi si terranno buoni i secondi accontantandoli pure nelle condotte borderline, ai limiti della legge. Vedi la tolleranza verso l’immondezza nelle strade ben sapendo a chi appartiene, vedi il muro della casa tirato su tre metri piu’ del consentito ben sapendo che tutti vedono l’irregolarità, vedi i parcheggi in doppia o tripla fila ben sapendo di chi è quella macchina; vedi il buono spesa dato a tizio o caio ben sapendo che vi sono persone che ne hanno ben piu’ bisogno ecc…ecc…
E la politica che attiva risorse solo perché c’è una scadenza non vede che i quartieri popolari sono distanti ed emarginati, gli educatori precari e in completa solitudine, i progetti  sociali che devono dimostrare cifre, ore, attività, numeri di utenti non partono o vengono chiusi per comodità o per uno stupido poil-system. A S.Antioco ne sappiamo qualcosa.
Il contatto umano, la collaborazione, non esiste e nemmeno, se guardiamo bene, il risultato pratico.
L’assistente a-sociale ti procura un appartamento abusivo o un lavoro in cantiere, ti da un buono birra e due sigarette. Finito. Il resto della società è tutto proiettato a parlare di come i propri soldi (…ma quali poi, se non lavori…) sono spesi o sprecati, di come il dipendente pubblico sia un parassita, mentre anche l’ultimo degli stupidi ti fa i conti in tasca. Oggi persino i trogloditi, vedendo in TV cosa ciancia Brunetta,  si preoccupa  se quella infima quota di tasse che pagano o non pagano, sia spesa bene o sia sprecata in servizi sociali inutili, visto il risultato finale che stiamo ottenendo.
Oggi la parola magica è produttività, ieri il tormentone era un altro flessibilità, panacea a tutti i mali economici.
D’altro canto una società disattenta o anestetizzata se ne frega di queste cose, salvo poi vedersi i mostri alle porte e chiedere sicurezza a discapito di un pò di diritti civili in meno.
Come il cane che continua a mordersi la coda.

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L’A U S E R di SANT’ANTIOCO organizza un Corso di preparazione alle selezioni universitarie per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato, tra i quali MEDICINA E CHIRURGIA ODONTOIATRIA  – VETERINARIA – BIOLOGIA – INFERMIERISTICA -OSTETRICIA  -FISIOTERAPIA  – IGIENE DENTALE – TECNICHE DI RADIOLOGIA -SCIENZE MOTORIE – ASSISTENZA SANITARIA – TECNICHE DI LABORATORIO BIOMEDICO – CHIMICA E TECNOLOGIA FARMACEUTICHE
IL CORSO SI TERRA’ NEI LOCALI DELL’AUSER IN PIAZZA ITALIA N° 16.
I DOCENTI SARANNO I PROF. GIOVANNI MILIA (BIOLOGIA E CHIMICA ) STEFANIA BIANCO (MATEMATICA E FISICA).
Lunedì 14 LUGLIO , alle ore 17.30, si terrà la riunione preliminare.
Le lezioni si svolgeranno nei giorni LUNEDI’, MARTEDI’, GIOVEDI’, fino al 27 agosto, con i seguenti orari : 16.00 – 17.30 Matematica e Fisica 17.30 – 19.30 Biologia e Chimica .
Le iscrizioni si effettuano presso la sede AUSER, dalle ore 17.30 alle 19.00.
GLI INTERESSATI SONO PREGATI DI FAR PERVENIRE LE ADESIONI NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE.
Per informazioni rivolgersi ai seguenti numeri : 0781840405 – 3400961579 – 3474406978
EMAIL – GIMIL@TISCALI.IT – STEFANIABIANCO@TISCALI.IT.
La quota di partecipazione, da versare al momento dell’iscrizione, potrà diminuire con un numero di partecipanti superiore a 20 o in seguito ad eventuali finanziamenti.
Il corso potrebbe non essere attivato se le adesioni saranno inferiori a 10.

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Sabato 5 luglio c’è stato l’evento clou della movida antiochense, estate 2008.

(continua…)

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