Archivio Aprile 2008

Ormai è acclarato il fatto che, da quasi un anno a questa parte, l’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco sia impegnata spasmodicamente ad incentivare e favorire tutte quelle iniziative di privati che intendano dare lustro e prospettive di sviluppo a lungo-medio-breve termine alla cittadina lagunare per dirla alla Tito Siddi.
Alcune volte però i Nostri perdono un pò la bussola in un mare di lottizzazioni, di debiti fuori bilancio e di oboli da 6000 euri elargiti allegramente un po’ qui e un po’ la, dimenticando alcuni interessanti finanziamenti regionali come quello che a breve porterò alla vostra attenzione.
Suona infatti la sveglia per la categoria dei commercianti, tradizionalmente eterogenea ma fondamentalmente coesa come lo spogliatoio dell’Inter ai tempi di Marcello Lippi, tramite il bando regionale sui Centri Commerciali Naturali bandito dall’Assessorato Regionale al Turismo, Artigianato e Commercio.
Tale finanziamento rientra nelle strategie atte a valorizzare e riqualificare il commercio nelle aree urbane agendo sul contesto culturale e sociale per rilanciare i centri storici e puntando sulla ripresa della competitività delle diverse forme di vendita soprattutto dei piccoli commercianti.
E qui penso a tutti quei commercianti presenti dal Ponte alla Basilica di S.Antioco, che l’unione fa la forza, che alla lettura del presente annuncio non potranno fare a meno di avere l’acquolina in bocca. Gnam gnam gnam farebbero a Carbonia o a Carloforte. Anzi hanno fatto.
Tale bando scadrà l’8 maggio dunque orsù datevi da fare amici commercianti perché si puo’ arrivare a un contributo massimo di 200.000 euri (duecentomila) erogati a titolo "de minimis" da rendicontare comodamente entro un anno: l’aiuto pubblico consiste in contributi a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili.
Aio’ ex-nemici fura santus farebbero a Iglesias dove il Centro Commerciale Naturale ha fatto schizzare alle stelle i fatturati delle botteghe di artigianato locale. E anche delle pizzerie e dei pub a discapito di S.Antioco.
Per partecipare al bando, tuttavia, occorre avere dei requisiti precisi: siamo potenti burocrati regionali noi, mica disattenti impiegati comunali in disattento Comune!
Anzitutto le aziende dovranno svolgere dei servizi e avere una denominazione e un marchio comune (chesso’ tipo Centro Commerciale Naturale Sa Passilara è Mera Cara o Piazzetta della Birretta in Alfetta). Poi ovviamente si dovra’ operare in un’area urbana definita territorialmente (una via, una piazza, un’insieme di vie e piazze ecc.) e avere uno statuto regolato con atto pubblico.
Vi possono partecipare le piccole e medie imprese commerciali, artigiane e dei servizi ma anche i Comuni, gli Enti Pubblici, i privati cittadini e le associazioni di categoria: quindi immaginatevi quale meraviglioso caleidoscopico guazzabuglio potrebbe essere un C.C.N. composto dai commercianti del Corso – come già detto notoriamente uniti e ben disposti a consociarsi – ma anche dall’Amministrazione Stessa (notoriamente poco unita ma disposta, questa si veramente, a consociarsi), dal Comitato Sagra, dalla Loggia Lambda Groupies PDL di Prace Cresia, dall’AIS, dall’onnipresente Oratorio don Bosco, dai Partigiani, Marinai e Reduci della Guerra del 15-18, dall’Auser, dall’Associazione Giovani Antiochensi, dal Club Alfisti Pescatori, dalla Banda Santa Cecilia, dalle Guardie Zoofile, dai tirocinanti a libro paga del comune e dai pochi socialisti sopravvissuti.
Tutto il tourbillon ripreso in presa diretta da HB Sulcis.
Sono finanziabili amici commercianti nientepopodimeno che le spese pubblicitarie e quelle necessarie alla realizzazione degli eventi che possono avere, aguzzando l’ingegno, gli scopi piu’ disparati: mostre enogastronomiche, Fiera del Giro al Lungomare con braccio fuori e casse Pioneer rigorosomente a palla, spettacoli musicali tipo 8 pianobar che suonano contemporanemente in Sa Passillara, convegni sul Concetto Corongiano di Pianificazione e vattelapesca.
Figuratevi che rientrano nel finanziamento pure il cachet degli artisti e del personale tecnico.
Non ci facciamo mancare neppure i piccoli interventi di arredamento tipo fioriere e allestimento di vetrine cosi si smetterà finalmente di andare a battere cassa in Comune per addobbare il Corso per la festa di S.Antioco (sic!).
Anzi con un po’ di fantasia il finanziamento si puo’ (potrà?) pure usare per valorizzare una volta per tutte la Sa Festa Manna di S.Antioco ed evitare manifestazioni improvvisate come quella di quest’anno.
Addirittura si puo’ fidelizzare la clientela e gestire servizi comuni come ad esempio il baby parking così almeno per una volta l’Assessorato ai Servizi Sociali non si riempirà la bocca per l’ennesima volta di quell’entità metafisica chiamata volontariato e verranno pagati, deo gratias, degli operatori qualificati.
Magari recuperando dall’oblio nel quale sono state gettate le operatrici del Centro Anziani.
La richiesta in bollo deve essere presentata al Servizio Commercio dell’Assessorato Regionale al Turismo, artigianato e commercio, viale Trieste 105, Cagliari.
Il modulo della domanda e tutte le altre eventuali informazioni si possono ritirare e chiedere (almeno credo e spero, non prendetemi in parola…) presso l’ufficio dell’Assessore delle Attività Produttive del Comune di Sant’Antioco del quale sinceramente non ricordo il nome o PREFERIBILMENTE si possono scaricare le direttive dal sito della Regione Sardegna a questo link.

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Quest’anno Sa Die de Sa Sardinia sarà dedicata al tema della lingua. Tempo fa, in un periodo nel quale nell’Unione Sarda si affrontava il medesimo argomento, inviai una mail dove spiegavo il mio punto di vista. L’Unione Sorda (come amava chiamarla un mio professore) non pubblicò mai questa mia lettera.
Ora la propongo a Voi sperando di avere miglior fortuna nel suscitare interesse per una materia che, mi rendo conto, mi accalora al punto da crearmi grosse difficoltà di sintesi nel doverla trattare.


Leggendo le posizioni dei lettori che nei mesi scorsi, tramite lo spazio concesso dall’Unione Sarda, hanno affrontato la questione della lingua sarda nelle scuole, si rimane perplessi per differenti motivi.
Secondo l’opinione di qualcuno, infatti, appare più auspicabile la valorizzazione della lingua inglese considerata oggi più utile, vista la sua diffusione.
Mio padre è cresciuto dovendo affrontare un dilemma molto simile. Si era convinti, in quel periodo, che parlare contemporaneamente due lingue fosse qualcosa che creava confusione mentale nei bambini e quindi, se proprio si doveva scegliere un idioma soltanto, pareva più opportuno rivolgersi ai propri figli parlando in italiano. Per l’italiano allora come per l’inglese oggi si diceva che fosse una lingua più adatta alle esigenze contemporanee. D’altra parte la lingua di Dante, la lingua utilizzata de sa genti sturìara era culturalmente vincente rispetto a quella parlata dai nostri padri. Il risultato è stato che la mia generazione ha considerato il sardo come un dialetto da utilizzare quando si raccontano le barzellette o come "strumento intercalare" impiegato per rendere più colorita e divertente la parlata tra amici.
Oggi, rispetto a quel periodo, accettiamo il fatto che i nostri ragazzi possono imparare due lingue contemporaneamente senza avere alcun problema di apprendimento, ma escludiamo la possibilità che possano andare oltre e quindi, nuovamente, dobbiamo scegliere tra due idiomi.
Esempi concreti dimostrano, invece, che l’essere bilingue fin dalla nascita rende la mente più flessibile e quindi migliora lo sviluppo cognitivo di una persona e le sue capacità di apprendimento. Più informazioni il nostro cervello possiede, più possibilità ha di comparare i dati appresi e di risolvere un problema di acquisizione (anche idiomatica). Per dirla in altri termini: è più facile essere poliglotta per un bilingue, piuttosto che per un individuo che parla un idioma soltanto.

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SABATO 26 APRILE, ORE 18 SALA "I SUFETI"- PIAZZA DE GASPERI 11

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Che cosa puo’ aspettarsi l’operaio dai PADRONI?

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Inutile girarci attorno.

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Facendo il gioco dei sofisti – che riuscivano a coniugare e rendere digeribili tesi e antitesi – avrei pure un’altra versione per motivare il voto al Partito Democratico.
Quasi tutti quelli che becco in Rete sembrano avere le idee chiare-chiarissime-limpide su chi votare.
C’è un sacco di gente assertiva in giro, e di conseguenza siamo già agli sfottò (popopopopopopo) e alle spruzzate di azoto liquido (quando va male ai defender del liberalismo come è successo poco tempo fa in Prace Cresia con un "noto" esponente del PDL) indirizzate a chi non vota, o voterebbe altrimenti.
Se poi confessi di avere ancora le idee confuse, ti guardano con un poco di compassione: "goppy ma comme fai a vottare Bbbrodi, "brother" il Mortadella ci fa pagare le tasse, yo!".
E se ne vanno via con braccio fuori dall’Alfetta 147 trassata.
Dimenticando per un attimo, che dura oramai da 2 mesi, che il candidato del PD è Veltroni.
Invidio dunque moltissimo questi Inscalfibili Difensori dell’Idea.
Già me li vedo già con la matita copiativa in tasca, il telefonino sul tavolo e un altro in tasca per il click a scopo di lucro, il vestito buono della festa che non vedon l’ora di metter là una bella X come truppe cammellate.
Intanto il 13 aprile sta arrivando e io – tonto tra i tonti – non so mica bene cosa mettermi addosso.
Le opzioni le conosco tutte per carità, Veltroni è togu mera, oratore appassionato, ottimo amministratore e pure gran filantropo ed è l’Unica Speranza e non possiamo buttar via il voto, e però c’è la Binetti e gli antiabortisti, e poi Bassolino, e ancora altri antiabortisti e poi i vecchi sinistri, i portaborse, le finte precarie figlie di papa’ e le segretarie.
E allora, siccome mi conosco e mai mi asterrei dal voto, son arci-sicuro che mi capiterà una cosa non molto intelligente: darò retta a quei assertivi ultra-convinti che mi stanno meno sulle palle.
In queste ultime settimane i critici del PD targati Partito Della Libertà han vomitato una tale fiumana di cianuro misto ad acido cloridrico, un tale sferzante disprezzo misto a lurida volgarità, tante di quelle boiate su Resistenza da eliminare, Mangano-mafia da beatificare, muoia Tottimatto e tutti i magistrati con lui da togliermi qualsivoglia dubbio o incertezza.
Poichè alla fine simpatizzo sempre con i buoni in difficoltà con i bulletti pieni di muscoli ma a corto di ragioni e poichè non si risponde con le parolacce alle parolacce (come mamma mi ha insegnato da piccolo) voterò Partito Democratico.
Mica per motivi ideali o per raffinati e arzigogolati ragionamenti politici, no di certo ecchediamine.
Perchè sono un mattacchione un pò infantile e ho un alto senso della giustizia e delle istituzioni.
E perchè chi vota Pd mi sta meno sul cactus rispetto agli altri.
Più delle buone ragioni del Pd poterono quelli del Partito delle Semi-Libertà sicurissimi di aver capito tutto loro, e i quotidiani martellamenti su quanto sono stronzi e ipocriti e contraddittori certi figuri di PDlandia.
Anche perchè un pò lo sospettavo già da me e comunque non credo siano certo al "livello" delle perfide quinte colonne del berlusconismo Calderoli, Mussolini, Ciarrapico, Dell’Utri, Bossi.
Per tacere del Master of Puppets Berlusca.
Del resto, che il mio non fosse un atteggiamento particolarmente saggio e ponderato l’ho messo in premessa qualche riga fa: è tutta una roba di pancia e di metafore come disse Berlusconi per decrittare i fucili e cannoni di Bossi.
Chiosando, chiosando in realtà mi piace pensarmi ancora dalla parte degli ingenui e degli idealisti, piuttosto che dei cinici e disillusi ma come detto in premessa nego, per il breve spazio di un post, le ultime vestigia dell’idealismo e mi metto dalla parte degli indecisi, pour jouer.
Confidando sempre nel fatto che le vie del voto sono misteriose, oltre che infinite…

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Puntuale come i debiti ecco lo spot elettorale dell’Uomonero.

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Sabato 5 Aprile, alle ore 18.30, nell’Aula Consiliare del Comune di Sant’Antioco avrà luogo il convegno dal titolo "Le prospettive turistiche del Sulcis Iglesiente".
Il convegno, organizzato da Alessandro Mereu (psicologo del turismo) e Massimiliano Grosso (imprenditore turistico), patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco, rappresenta il corollario principale della Prima Fiera del Turismo del Sulcis Iglesiente che ha preso il via nella cittadina lagunare in quest’ ultimo week-end con grandissimo successo di pubblico e che prevede la seconda edizione in questo fine settimana 5 – 6 Aprile in concomitanza con la Fiera Nautica, il Motorshow e della Sagra di Sant’Antioco Martire.

Si parlerà naturalmente di Turismo.

Il Convegno sarà occasione per fare il punto della situazione turistica nel Sulcis Iglesiente e offrirà certamente nuovi spunti di riflessione per operatori e amministratori del territorio. Interverranno come relatori diversi esponenti che, a vario titolo, si occupano di turismo.

Questo il programma ufficiale del Convegno:

LE PROSPETTIVE TURISTICHE DEL SULCIS IGLESIENTE
Aula Consiliare – Sant’Antioco – Sabato 5 Aprile

ore 18,30 – Apertura dei lavori

INTERVENTI

dott.ssa Daniela Ibba – Assessore al Turismo Comune di Sant’Antioco

prof. Pierfranco Gaviano – Presidente della Provincia di Carbonia-Iglesias

dott.ssa Roberta Ventura – STL Sulcis Iglesiente
"Sistema Turistico Locale Sulcis Iglesiente: il piano delle attività. Costruire oggi per il turismo di domani"

Mauro Esu – Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Carbonia-Iglesias
"Le zone umide come occasione di sviluppo turistico e produttivo"

dott. Michele Guirguis – Università di Sassari
"Le potenzialità turistiche dell’archeologia sulcitana: nuragici, fenici, cartaginesi, romani tra turismo consapevole e ricerca"

Ing. Emanuele Figus – Responsabile Area Sulcis Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna
"I siti del Sulcis Iglesiente nella rete Geoparks dell’UNESCO"

prof. Giuseppe Melis – Università di Cagliari. Docente di Marketing Turistico
"La vocazione turistica non è prodotto turistico"

Remigio Scopelliti – Sindaco di Calasetta

Ing. Mario Corongiu – Sindaco di Sant’Antioco

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