Archivio Febbraio 2008

Ho fatto un esperimento ossequiando gli insegnamenti galileiani.
No, nulla a che vedere con intuizioni alla Francesco Redi e le sue gloriose larve di mosca.
Mi è sempre piaciuto l’esperimento di Redi.
L’ho tarato su un giorno qualsiasi. Non taroccato.
Nella fattispecie un martedi.
Replicato un giovedi. Ci sono stato dietro le sere di lunedì, mercoledì e venerdì. Sabato e domeniche incluse.
Per tre settimane di seguito. O due? Non ricordo bene. Recoba direbbe che sono scimpro.

(continua…)

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L’Auser di S.Antioco organizza il Corso di preparazione alle selezioni universitarie per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato, tra i quali:
- MEDICINA E CHIRURGIA
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- INFERMIERISTICA
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- FISIOTERAPIA
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- TECNICHE DI RADIOLOGIA
- SCIENZE MOTORIE
- ASSISTENZA SANITARIA
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IL CORSO SI TERRA’ DA MARZO A MAGGIO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA -
DA LUGLIO A SETTEMBRE PER TRE VOLTE ALLA SETTIMANA NEI LOCALI PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI SANT’ANTIOCO.
COORDINATORE E DOCENTE DEL CORSO : PROF. GIOVANNI MILIA
LE LEZIONI PREVEDONO : BIOLOGIA E CHIMICA – MATEMATICA E FISICA – LOGICA E CULTURA GENERALE – SIMULAZIONE DEI TEST
GLI INTERESSATI SONO PREGATI DI FAR PERVENIRE LE ADESIONI NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE AI SEGUENTI NUMERI TELEFONICI : 0781840405 - 3400961579 – 0781821773402603621
INDIRIZZO EMAIL – gimil@tiscali.it

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Care/i Democratiche/ci, ho ascoltato con viva attenzione l’intervento di Antonello Cabras all’Assemblea Costituente Regionale riunita a Tramatza il 22/02/08 ed ho colto una richiesta di aiuto rivolta ai componenti l’assemblea.
Parlando in terza persona ha detto: "Discutiamo come rafforzare il Segretario Regionale".
E’ un messaggio forte che non possiamo ignorare soprattutto se teniamo conto che, sempre Cabras, alla Fiera di Cagliari affermava: "L’assemblea costituente regionale è la sede che detta la linea politica in quanto legittimata dal voto popolare delle Primarie del 14 ottobre".
Propongo, pertanto, al fine di rafforzare il Segretario Regionale, alcune riflessioni alla discussione interna riguardanti le attuali e future candidature.
Il Segretario Regionale si rafforza se:
- propone ed attua il cambiamento affinché la direzione politica dia un segno di discontinuità con il
passato;
- propone ed attua il rinnovamento della classe dirigente con l’inserimento dei candidati nel rispetto dell’intelligenza, competenza e merito;
- propone ed attua le primarie come metodo per la selezione delle candidature;
- propone ed attua l’alternanza donna/uomo, non per mera questione di genere, ma sempre nel rispetto di intelligenza, competenza e merito;
- propone ed attua l’art.3 del regolamento per le candidature integrandolo con il comma 3 dell’art.5
considerando, con coerenza equivalenti i mandati regionali, nazionali ed europei.
Sulla situazione regionale richiamo la vostra attenzione.
Il Segretario Regionale si rafforza se chiede ai Consiglieri Regionali, di uscire dal silenzio in merito alle attuali e future candidature, votando un ordine del giorno che approvi oggi la non ricandidatura dei consiglieri regionali che hanno due mandati e comunque un incarico istituzionale complessivo, regionale-nazionale-europeo, non superiore a 15 anni.
Attendiamo con ansia che i Consiglieri Regionali del P.D. Sardo, sulle candidature, diano un segnale forte, disinteressato, trasparente ed inequivocabile.
Il Segretario Regionale si rafforza se chiede all’Assemblea Costituente di stabilire in 15 anni di attività istituzionale il limite invalicabile, che non ammette deroghe.
Il Segretario Regionale si rafforza dicendo grazie di cuore all’on. Salvatore Ladu, politico di lungo corso, per quello che ha fatto negli anni di attività politico-istituzionale e per il messaggio positivo conclusivo. Il Segretario Regionale si rafforza se chiede agli Onorevoli Paolo Fadda, Gianni Nieddu ed Emanuele Sanna, politici di lungo corso, di fare come Ladu, di passare alla storia del nascente PD Sardo, sostenendo la richiesta di Maria Delogu di portare almeno una donna sarda al Senato e tre donne alla camera.
Il Segretario Regionale si rafforza se chiede a tutti i parlamentari uscenti di non abbandonare il PD, valorizza il loro patrimonio di esperienza e di intelligenza politica, e creando le condizioni perché siano un riferimento importante per coloro che verranno eletti alle cariche istituzionali.
E’ indubbio che tutti i parlamentari uscenti sono politici che hanno un elettorato ma, la politica fondata sulle dinamiche personali crea forti oppositori interni e questo divide la classe dirigente e annichilisce l’elettorato.
Ad insistere sulle stesse candidature si rischia di creare le condizioni di quei figli che auspicano la morte (politica in questo caso) dei loro nonni per mettere le mani sull’eredità.
Il Segretario regionale si rafforza se attua con rigore quanto Veltroni ha attuato con L’On.le Ciriaco De Mita.
Siamo o no consapevoli che fare proposte, attuarle, "governare", vuol dire scegliere e scontentare qualcuno?
Se il PD si candida a vincere le elezioni politiche e poi le elezioni regionali deve fare proposte e saperle attuare, dimostrare di aver dato risposta alle promesse fatte agli elettori e di averle tradotte in azioni concrete, sapendo di scontentare qualcuno.
Pensiamo al PD come ad un bambino che muove i primi passi, è normale che sbandi, può anche inciampare ma, se è sano nel corpo e nella mente presto potrà correre; se il PD Sardo nasce e pensa onestamente presto vivrà onestamente e correrà più veloce degli altri partiti.
Come Assemblea Regionale abbiamo la responsabilità di adempiere al mandato ricevuto, discutiamo, confrontiamoci, cerchiamo sempre l’accordo, l’unanimità, e, quando le posizioni sono differenti non dividiamoci, andiamo in assemblea e votiamo.
Alla fine la proposta con maggiore consenso diventerà "la linea politica" che tutti insieme sosterremo e, in questo caso, rafforzerà il Segretario Regionale nel rappresentare tutti noi portando le candidature che hanno maggiore consenso all’attenzione del Segretario Nazionale.
Saludos Gino Sedda

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Sant’Antioco.

(continua…)

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Nel novembre del 2005 scrissi uno dei miei primi post immaginando una passeggiata per la S.Antioco di allora e notai la problematicità del fare una pur semplice camminata per il paese. Senza incavolarsi.
Eravamo in piena epoca Baghino.
Solo i più fedeli avventori del blog credo ricordino quella riflessione che inserirò integralmente nei commenti per farvi notare e commentare le differenze con la S.Antioco di oggi. Se ve ne sono, ovvio.
Per protestare contro quel modo sgraziato e personalistico di fare politica tutto cominciò.
Il blog, intendo.
Oggi 19 febbraio 2008 cosa è realmente cambiato da allora per la nostra isoletta?
Certo godiamo ancora oggi, fortunatamente, di una natura praticamente incontaminata e del tepore di un bel sole anche in pieno febbraio ma considerato che si preannunciano (minacciano, in realtà) cascate di lottizzazioni e tsunami di opere pubbliche come panacea alla disoccupazione giovanile potremo fare giurin giurello che sarà ancora così da qui a 3 anni?
Accontentarsi del sole è ben poca cosa se si vivrà in futuro in una terra brulla e desolata perché rovinata dal cemento e dall’asfalto.
Allora passavo in Piazza Italia e non trovavo panchine: oggi ci sono, i prezzi di molti locali rimangono alti come tempo fa e i turisti che c’erano allora non si sono più visti come preannunciavo, da sfigata, ben poco femminile Cassandra.
Che i fuochi d’artificio di Eutrebio fossero terapeutici in tal senso?
Sant’Antioco 2008 è ancora il paese delle incantevoli spiagge e scogliere e dei supermercati: tant’è che mi sembra di essere intrappolato in una beffardo purgatorio dove son costretto, come pena accessoria, a liberarmi per l’eternità – o almeno a me pare così visto il passato – dell’ennesimo volantino che mi rende edotto dell’ennesima apertura dell’ennesimo grande emporio.
Ma del Santo ahinoi non si ha quasi più notizia nonostante il gregge belante di parroci-politici presenti in paese sempre pronti a bussare e a chieder udienza per soldini presso gli uffici delle Brave Persone ma un pò distratti sulla pace spirituale del fedele.
E col bisso francamente non ci si fa certo la rivoluzione culturale ed economica: e mi perdoni la tenace Chiara Vigo per l’inciso provocatorio.
Come nel 2005 la mia personale via crucis cittadina non prevede stazioni in Municipio ma solo per evitarmi la stufosa pappardella "…non si preoccupi, dateci tempo, abbiate pazienza (eh eh eh), al più presto gli risolveremo il problema, abbiamo la premialità, mi chiami assessore e …sdoing…sdoing…sdoing..".
Anche perché oggi come allora c’è già qualcuno che ha ben donde di lamentarsi piccatamente.
Sono i corsi e ricorsi storici. Amici dalla memoria di elefante ricordate?
Nel 2005 erano i lavoratori della Palmas Cave e dell’impresa di costruzioni "La Ginestra" a chiedere udienza oggi sono i lavoratori dell’IFRAS e gli operatori del Centro Diurno che si lamentano del lavoro perduto. Come un tragico mantra che pare non finire mai.
Mi allontano pensoso e prego – oggi come allora – per quelle famiglie e quelle giovani ragazze che rischiano di perdere il lavoro.
La moda dei manifesti di protesta vedo con gioia che è rimasta sempre in auge: tre anni fa ci si lamentava di Commissioni Edilizie, finte super-partes, lottizzatici per conto di lobbyes, oggi si manifesta Brigungia per lo stato pietoso del paese dal punto di vista del decoro urbano e dell’igiene pubblica: si vive in un paese dove non esiste più il Palio dell’Uovo ma il Torneo del Lancio della Busta dell’Alliga dalla Macchina in Corsa con rivincita in Discarica Abusiva di Sa Barra
E oggi faccio il mea culpa e ho nostalgia persino di una cosa penosa come quel Palio.
Fortunatamente oggi come allora (e come da 30 anni a questa parte!) il Signore che tutto vede e a tutto provvede ci ha preservato la Pro-loco di Gianni Baghino altrimenti non avremmo saputo organizzare tutte quelle manifestazioni turistico-culturali-movimento terra e vattelapesca che hanno reso celebre S.Antioco nel mondo.
Faccio una rapida riflessione – continuo ad essere coerente con me stesso e ad essere tipo pensoso – e rimugino che è proprio vero: tutto il mondo è paese, i "potenti" sbraitano e promettono e i cittadini seguono le urla più forti, come quando gli oranghi si battono il petto e i scimpanzé se la fanno addosso e sottostanno.
Intanto incomincia a piovere un bel po’ e i disagi per i cittadini, a distanza di quasi 1100 giorni, continuano ad essere gli stessi.
Il Lungomare Cristoforo Colombo continua ad essere un castigo divino da espiare chissà per quanto altro tempo ancora: a ogni rovescio d’acqua s’intasa e mancano solo le corsie e i maestri di nuoto affinché diventi quella piscina che a S.Antioco servirebbe come il pane.
Ciò succede anche in punti dove prima l’acqua veniva catturata dalle grate – tra il Palazzetto dello Sport e Via XXIV Maggio – ma li basterebbe sturarle ogni tanto, sapete?
Con tutti quegli stabilizzati dai cognomi illustri è mai possibile che poi, dopo l’assunzione e tutti felici e contenti, nessuno di quei privilegiati voglia più mettere le mani nel fango e lavorare socialmente e utilmente?
Tra l’altro non credo che si divertano nemmeno le macchine e le persone: almeno così mi sembra dal modo di sacramentare dei conducenti e dei pedoni. Noto che le tipologia di bestemmie son rimaste le medesime.
Già, pare che solo a S.Antioco, Isola dei Fenici e dei fenicotteri, le strade si costruiscano piatte, senza cunette, completamente "a livello" in modo che quando attraversi ti bagni i piedi sino alle ossa.
Pare che solo a S.Antioco le strade si asfaltino così, altrimenti costa troppo farle a schiena d’asino come i campi di calcio: così almeno risparmi acqua – e sarà contento l’ambientalista dell’ultim’ora – perchè uscendo di casa ti fai delle sanissime docce grazie a quei "birichini" e prepotenti di automobilisti che non rallentano manco se ti vedono: e così ci sorbiamo case bagnate sino all’altezza della cassetta delle lettere, pedoni fradici per colpa di gente che corre a cento all’ora sino a che non si materializza l’incrocio, salvo inchiodare, rischiare di abbattere un ciclista o un motociclista, rischiare di investire un anziano che poi mai più si riprenderà.
E dai a smoccolare, a cercare la rissa e la triste premonizione che prima o poi ci scapperà il ferito o peggio. Come è già successo.
Ma si sa, tutto va bene sino anche non tocca qualcuno in alto. E mi sa’ che ci siamo tanto tanto vicini.
Il mio giro tocca pure quella cattedrale nel deserto che sta divenendo il Museo e la zona archeologica: si sente sempre l’odore acre ma confortante dei secoli ma anche l’olezzo del disinteresse, dell’inefficenza, della noncuranza. Quello è rimasto immutato. Gli unici visitatori di quel museo si dice che da tre anni a questa parte siano stati i cameraman della RAI per Maratonarte: nessun interesse per la storia ma sicuramente sempre un po’ più di certi nostri funzionari e consiglieri comunali.
Ritornando a Maratonarte che fine hanno fatto quei soldini?
Sapete ho notato che continua ad esserci molta prepotenza, menefreghismo e inciviltà a S.Antioco e chissà chi ha fatto credere che ciò sia lecito e sacrosanto.
Le urla in tv? I cattivi esempi? Lo scarso controllo a livello cittadino? La paura di intimidazioni e/o di ritorsioni? I comportamenti omertosi e la scarsa partecipazione alla vita della comunità? Amministrazioni comunali conniventi, pigre e inconcludenti più dei peones messicani?
Di tutto un pò anche perchè mentre nel resto del mondo si ragiona a velocità sostenuta per fagocitare soluzioni il più possibile efficienti ai problemi quoidiani del cittadino, ottusità, interessi personali e economici bloccano ancora e inesorabilmente, la testa e le azioni dei nostri assessori-amministratori-grandi elettori ovvero i nostri governanti reali ed occulti.
Piccole persone – oggi come allora – producono piccole soluzioni utili a risolvere la richiesta del momento.
L’effimero che a taluni appare meraviglioso.
Ma non giova certo alla collettività antiochense: 2000 e rotti euri a te per impastarmi le zeppole alla festa di Carnevale, un bel paio di migliaia a te per il libercolo imprescindibile; 6000 euri a te per la Scuola dei Piccoli Indiana Jones e una vagonata di euri per tirar su i pargoli della Gioventù Salesiana.
Anche tre anni fa dissi che l’abitante di S.Antioco possiede una prerogativa ineludibile: lamentarsi senza far qualcosa per cambiare le cose, guardare all’altrui pagliuzza e non alla propria trave nell’occhio, ma pensando alla situazione del nostro paese cristianamente va perdonato e, in tali casi, pure giustificato, aiutato e affiancato come si fa col tapino che non ha il controllo degli sfinteri.
Ma quel poveretto non ha alcuna colpa non se l’è scelta lui quella condizione: sono stati i geni a ribellarsi dunque è stato sfortunato anagraficamente.
A S.Antioco invece si ha un paradiso a portata di mano ma si continua a dare la colpa a terzi per le proprie sfighe.
Tipo che se non piove è colpa di Soru e via tutti sotto il palazzo a protestare, tipo che se s’impresariu non sgancia la paghetta settimanale ai suoi manovali scagnozzi è colpa di Soru, mica sua che lavora male o che si sputtana e imbosca i soldi. Paga già la cassa edile, eccheccazzo quante tasse deve pagare, dai sul reddito imponibile almeno facciamoci un auto-condono.
Tengo famiglia e tengo l’amante e voto pure UDC o Popopopopopopolo della Libertà. Tipo.
Oggi nel 2008 come nel 2005 si vede poco interesse ad essere cittadini dignitosi, muniti di pensiero autonomo, con memoria lunga ed allenata, vogliosi di mettere in campo la propria esperienza senza scorciatoie e senza amenità e ammenicoli.
Oggi nel 2008 mi colpisce che a S.Antioco ci sia un Assessore alla Sicurezza in più e nonostante quello tanta tanta immondezza.
Oggi nel 2008 parliamo di liberismo, tagli alle spese, abolizione dei parassiti incrostati ai posti statali e poi rmanifestiamo sotto il Palazzo contro quelle riforme che cercan di fare di questa Sardegna, che gronda di mentalità assistenzialista e furba, una comunità che smetta di vivere di richieste di indennizzi sempre in canna e canne fumanti sempre in mano.
Solo il ragionamento tagliato con l’accetta per evitare di pensare criticamente ci fa personificare il male in Soru, Prodi e – perchè no – pure Berlusconi e mai vedere le cose dal punto di vista analitico, perché forse, anche lì abbiamo le nostre convenienze.
Perso in questi pensieri pesanti come un macigno arrivo, con un po’ d’affanno in verità, al Ponte.
Ancora pescatori che fanno e disfano a piacimento, ennesimo giro di menate, stesse chiacchiere di una volta e ancora una volta di loro me ne strafotto, come del gasdotto. Che fa pure rima, dunque quaglia.
Vorrei andare verso le spiagge, su Semafuru, il verde di Canai e Triga (oggi un bel po’ meno verde perché qualcuno ha pensato, rispetto a tre anni fa, di costruirci degli ignobili appartamentini mascherati da punto di ristoro), per rifarmi un po’ gli occhi e riposare la mente da tante brutture viste ma vivo quotidianamente S.Antioco e preferisco stamparmi bene in mente ciò che non và per ricordarlo, anzi per sbatterlo in faccia, a qualcuno quando mi capiterà il momento e l’occasione giusta.
E mi assale pure un pò il magone perchè rispetto a tre anni fa in fondo mi pare che non sia cambiato niente.

 

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Lo avevo "promesso" tempo fa a Uomonero, "Se AN fonda un partito con F.I, io voto il PD".

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Sant’Antioco: il paese delle libertà.
Non è però un avamposto berlusconiano ma semplicemente il posto dove ognuno fa quello che vuole.
C’è chi, ad esempio, parcheggia la propria auto in divieto di sosta, di traverso o in senso vietato: tanto nessuno gli dice niente.
Poi c’e quello che ha la necessità di mettere d’estate l’auto all’ombra.
Quindi cosa fa? Ovvio! Sceglie il posto che fa al suo caso magari vicino ad un incrocio a vicino alle scuole. Lo fa anche se la strada non lo consente e vi sono seri pericoli per la circolazione.
Ma tutto ciò che cosa importa: siamo a Sant’Antioco "il Paese delle libertà".
C’è chi arriva ad un incrocio, metti in piazza Repubblica o in un punto nevralgico del Centro cittadino dotato di stop o con divieto di accesso.
Cosa fa? Considera lo stop come un optional, tutto al più come un segnale di "dare precedenza".
Ma cosa importa! Siamo a Sant’Antioco: il "Paese delle libertà.
Una edicola porta cultura o informazione o un bar diventa un punto di aggregazione in una zona senza neppure uno staccio di servizio pubblico.
Cosa si fà! Basta inoltrare una sottoscrizione di firme in comune e il problema sarà risolto.
Un bel divieto di fermata per centinaia di metri ed il gioco è fatto.
Tanto Sant’Antioco è il paese delle libertà.
Un artigiano ha una falegnameria in pieno centro cittadino invece che nella zona artigianale. Cosa fa! Lavora sempre: di mattina, di pomeriggio e di sera. Ogni giorno, compreso il sabato e spesso anche la domenica.
Dispone finestre e porte appoggiate al muro sul marciapiede per intralciare il traffico dei pedoni.
Inonda di vernice e di solventi la zona. La salute pubblica ed il rispetto per gli altri non è importante.
Si perchè Sant’Antioco è il paese delle libertà.
E’ iniziata finalmente la raccolta della spazzatura differenziata porta a porta.
Differenziare è un lavoro troppo faticoso e poi se si facesse si scoprirebbe che molti cittadini sono evasori totali della Tarsu.
Allora cosa si fa: si buttano i sacchetti dappertutto. Tanto siamo a Sant’Antioco: il paese delle libertà.
I locali pubblici sono piccoli e non c’è spazio per i bidoni destinati a raccogliere lattine e bottiglie di birra, Cosa si fa! Semplice i contenitori di proprietà dei bar, pizzerie e ristoranti si lasciano nelle strade e nelle piazze in balia dei topi e dei cani randagi e se la salute pubblica è messa a rischio chi se ne frega. Tanto siamo a Sant’Antioco: il paese delle libertà!
Non c’è ordine né prevenzione in questa città avamposto del nulla.
Sant’Antioco non è una città vivibile!
Però in compenso c’è tanta liberta’.

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Noi Berlusconi, Mastella, Dini, Fisichella, Bassolino, Cuffaro, Pecoraro Scanio, Barbato e compagnia gerontocratica e malaffaristica loro Barak Obama e la sua elegiaca capacità di parlare al cuore e alla teste delle gente comune.

(continua…)

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