Archivio Gennaio 2008

Da giovedì faccio il giochetto masochistico, però utile, del cosa resterà di questi 20 mesi di governo Prodi una volta che il tempo comincerà a stingerli e a farli passare non in secondo ma in terzo piano, sempre più riposti in un cassetto remoto della mente, ricordi sempre più imprecisi, sino a riassumerli in una sola immagine da ricordare. Anch’essa destinata a opacizzarsi col tempo.
Son sicuro che nessuno si ricorderà piu’ dei conti pubblici rimessi in ordine. Della moratoria internazionale contro la pena di morte. Del contratto dei metalmeccanici appena firmato. Dell’accordo su welfare e pensioni. Della lotta senza quartiere all’evasione fiscale. Del ritiro dall’Iraq. Delle piccole (ok… mini!) liberalizzazioni avviate. Del taglio dell’Ici. Del quotidiano miracolo compiuto da Romano Prodi per limitare Turigliatto e Mastella, Diliberto&Dini, Caruso e la Binetti e infine la oxfordiana compagnia sputante e mortadellante del Senato .

La sola immagine che si tramanderà secondo me – e che verrà utilissima per la prossima campagna elettorale del centro-destra – sarà quella della problematica Campania (non Campagna!) sepolta sotto ai suoi stessi rifiuti, i roghi nauseabondi pericolosissimi per la salute, i milioni di sacchetti puteolenti a uso mass-media anche esteri. Miliardi di sacchi che ingorgano tutto, i marciapiedi, le strade, i portoni, le scuole. L’esistenza. Per un’intera società in stand-by.
Mix letale di malavita e malapolitica se ancora riusciamo a capirne e carpirne la differenza.

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La sezione di Sant’Antioco di Italia Nostra esprime un giudizio complessivamente positivo per l’interesse e la diligenza con i quali la comunità antiochense ha aderito alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
Dopo diversi mesi di avvio della raccolta, riteniamo di dover esprimere tale parere visto che in poco tempo si è riusciti a superare le iniziali difficoltà, per quanto permangano, ancora oggi, forti elementi di criticità.
Difficoltà e criticità dovute soprattutto alla carenza di informazioni e preparazione all’evento, alla mancanza di una corretta e forte azione di sensibilizzazione, promozione e di pubblicizzazione, all’assenza di un supporto logistico e di un punto di riferimento al quale rivolgersi per eventuali informazioni o chiarimenti.
L’assenza totale delle isole ecologiche, che avrebbero dovuto rappresentare una sorta di valvola di sfogo e un supporto a chi per mille ragioni trova difficoltà a mettere il proprio raccoglitore fuori dalla porta di casa nei modi e nei tempi previsti, crea un forte disagio all’utenza e fornisce un alibi ai cittadini "poco motivati".
Nonostante tutte queste difficoltà riteniamo che il primo obbiettivo, seppur con 10 anni di ritardo, sia stato raggiunto e cioè quello di avviare la raccolta differenziata dei rifiuti.
Obbiettivo, lo vogliamo ricordare, imposto dalle norme statali e comunitarie fin dal 1997 (decreto n° 22/97 conosciuto come decreto Ronchi) e dall’obbligo morale che abbiamo nei confronti del territorio, dell’ambiente e verso le generazioni che verranno.
Dobbiamo ricordare che la nostra comunità, anche grazie agli stimoli e alle campagne avviate a Sant’Antioco dalla locale sezione di Italia Nostra, ha partecipato con entusiasmo a esperienze di diversificazione dei rifiuti già negli anni ’80 grazie ad una iniziativa accolta dal comune di Sant’Antioco e dalla provincia di Cagliari (la raccolta del vetro rappresentò allora una azione pionieristica, e di indubbio interesse).
Anche la partecipazione alle giornate ecologiche organizzate gli scorsi anni dalla nostra e da altre Associazioni ambientaliste ha evidenziato la sensibilità di una parte della cittadinanza, in particolare dal mondo della scuola.
A mero titolo di esempio, in alcune di queste occasioni, i volontari hanno ripulito la pineta di Monte Cresia, le spiagge maggiormente frequentate, le cale più suggestive (si pensi a Portu Sciusciau, ripulito dai rifiuti accumulati per anni dal mare e dall’incuria di qualche visitatore).
Purtroppo, ieri come oggi, il comportamento di una esigua minoranza di cittadini rischia di mettere in ombra la sensibilità di gran parte della comunità.
Ci riferiamo a quanti ancora oggi abbandonano i rifiuti nelle strade di campagna e nelle periferie alimentando la miriade di mini discariche incontrollate e creandone di nuove.
Si tratta di persone che evidentemente non conoscono le norme della buona educazione e del vivere in comunità e che col loro comportamento commettono un atto di grave inciviltà verso la propria isola e i propri concittadini. Tale inquietante fenomeno meriterebbe una più attenta vigilanza da parte delle competenti autorità, anche perché negli ultimi mesi si è intensificato in maniera significativa.
Stupisce inoltre che proprio coloro che traggono beneficio anche economico dalla attrazione rappresentata da un paese pulito e accogliente siano tra quelli che partecipano al degrado del centro urbano.
La presenza dei contenitori multicolori nelle principali piazze e vie del centro non depone di certo a favore dei pubblici esercenti che ancora una volta usano gli spazi pubblici come il cortile di casa propria.
L’Associazione ritiene che, aldilà di questi fatti di "ordinaria inciviltà", la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti solidi urbani sia la strada maestra da seguire per partecipare da protagonisti agli ottimi risultati raggiunti in questi ultimi tre anni dalla Regione Sardegna e avvicinare Sant’Antioco alle comunità più avanzate in materia di tutela ambientale. Ritiene pertanto che sia necessario passare ad una fase più incisiva che consenta di raggiungere migliori risultati tramite ulteriori iniziative (se del caso, anche di carattere sanzionatorio).
Tra le iniziative da avviare riteniamo sia prioritario:
– avviare una campagna informativa sulla raccolta differenziata, sui risultati raggiunti, sui risultati da raggiungere, sui vantaggi ambientali e su quelli economici della differenziazione;
– allestire uno sportello o un numero verde che supporti i cittadini, raccolga le segnalazioni, le critiche costruttive di quanti sono interessati all’iniziativa e vorrebbero partecipare con suggerimenti. Un ottimo esempio di partecipazione, di coinvolgimento e di proposta che condividiamo appieno è rappresentato dai cittadini che hanno redatto il manifesto intitolato "BRIGUNGIA" ;
– applicare l’ordinanza sindacale sui rifiuti in tutte le sue parti, che comporterà la rimozione dalle strade cittadine dei contenitori multicolori utilizzati dai pubblici esercizi, imponendo, come per gli altri cittadini, il conferimento dei diversi tipi di rifiuti nei giorni e negli orari stabiliti. Altro elemento importante previsto dall’ordinanza è la repressione di tutti gli atti di inciviltà;
– allestire subito le isole ecologiche per favorire quanti non possono partecipare alla raccolta porta a porta;
– garantire la pulizia delle strade cittadine come tra l’altro previsto dal capitolato d’appalto;
– avviare una campagna di bonifica delle vecchie e nuove discariche abusive.
A tal proposito la nostra Associazione si impegna a segnalare tutte le informazioni di cui è a conoscenza;
La sezione di Sant’Antioco di Italia Nostra proseguirà, oggi come nel passato, la campagna di sensibilizzazione sui rifiuti, in particolare sulla raccolta differenziata, e sul riciclo dei materiali post consumo.

 

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Domenica 27 gennaio alle ore 17 presso "I Sufeti" ci sarà la presentazione del libro di Franciscu Sedda "La vera storia della bandiera dei sardi", sarà presente l’autore Franciscu Sedda; a seguire, per desiderio dell’autore, vi sarà un dibattito con il pubblico presente in sala.

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Metti che tu hai molte responsabilità agli occhi della gente considerato che amministri un paese bello ma sfigato come S.Antioco.
Metti pure che per indole – ma non è colpa tua è madre natura che ti ha fatto così – sei un po’ "conservatore", nel senso che hai paura che un flebile spiffero d’aria possa farti perdere tutto quel consenso faticosamente costruito in anni e anni di onorata carriera politica.
Metti che vivi in un paese dove tutto va al contrario ovvero si buttano i rifiuti e si ricicla il buon senso e ogni buona creanza.
Metti che in questi giorni infausti è scoppiato pure lo scandalo dei rifiuti napoletani che possiamo interpretare come un monito a stare molto molto attenti alle ben poco onorevoli connivenze tra politica insensibile e menefreghista, cittadinanza imbelle e interpretazione delle leggi in modo un po’ borderline.
Metti pure che hai fatto un intervista dove con solito eloquio enfatico e trascinante affermi con forza che avresti risolto al piu’ presto l’indecente – quale elegante eufemismo – problema dei cassonetti dei commercianti nel Corso.
Se questa trama, degna di una soap-opera uruguayana, si fosse svolta a Cagliari si sarebbe finiti a darsi appuntamento a Prac’e Cresia (dopo rapido giro di sms mattacchioni) per recarsi in cricca a casa del sindaco con i gonfaloni dell’IRS e di ANFORZANUOVA ad aprire il torneo mensile di lancio dell’alliga. Ma solo se il sindaco fosse stato "comunista".
Ma (s)fortunatamente tutto ciò avviene a S.Antioco e qui ogni cosa viene viene tollerata allegramente con quello spirito pulcinellesco tipico dei napoletani.
Così per continuare a esser propositivi di fronte a quest’emergenza rifiuti in modalità "antiochense" questo blog continua imperterrito con le sue proposte costruttive e continua a perorare la causa della
RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA PER IL SECCO E L’UMIDO E I CASSONETTI PER IL RESTO DEI RIFIUTI.
Credo risulti un valido compromesso – e qui vengo incontro ecumenicamente all’indole di cui sopra – tra il comportamento civile della maggioranza dei cittadini e la sciatteria civica di una minoranza vigliacca di persone.
Il ripristino dei cassonetti solo per vetro, plastica e carta significherebbe mettersi al passo con tantissime realtà del territorio italiano dove si sono raggiunti livelli record di raccolta differenziata con tale sistema. Non credo ci sia bisogno di ulteriori commenti alla questione per capire quale circolo virtuso innescherebbe.
Da settembre in poi abbiamo poi assistito inoltre – della serie non ci facciamo mancare nulla – a un paradossale fenomeno metafisico: se nell’era del cassonetto coatto le piazze principali e il Corso erano state risparmiate dalla indecorosa presenza del mefitico contenitore ora, ai tempi del civilissimo e modernissimo porta a porta, il Centro è divenuto un florilegio di cassonetti privati delle attività commerciali.
Situazione aggravata dall’insensibilità di taluni commercianti che confondendo la disponibilità a poter lasciare in aree esterne i loro bidoni multicolori, autentica gioia per gli occhi, si arrogano pure la possibilità di trasformarle in porzioni di territorio privato dove scaricare tutti i propri rifiuti in qualunque ora e giorno della settimana e non in quelli prefissati per il ritiro come fanno il resto dei cittadini.
Un richiamo all’ordine è il minimo che ci debba aspettare da parte dei nostri amministratori comunali e nella fattispecie mi rivolgo all’assessore alla sicurezza Garau che avrà così modo di dare, per la prima volta, senso fattivo al suo ministero. Oltre a mostrare di possedere i cosiddetti attributi perchè fa semplicemente rispettare le ordinanze del suo sindaco.
Una volta ripristinati i cassonetti per carta, plastica e vetro i commercianti, che producono soprattutto questo genere di rifiuti, non avranno più bisogno dei contenitori "privati" mantenendo, come tutti, soltanto quelli dell’umido e del secco.
Ma essendo l’umido e il secco poca roba, non avranno più bisogno di bidoni grandi e grossi e quindi di doverli lasciare per strada. Semplice no?
Con sommo sollievo per noi "passeggiatori" del Corso che avremo finalmente la possibilità di girovagare per una cittadina finalmente linda e ordinata.
Proviamo a rigirarla così che magari qualcuno si mette la mano sul cuore e finalmente fa rispettare le regole.
Ripristinare i cassonetti significherebbe inoltre organizzarsi per tempo per l’arrivo della stagione turistica quando i rifiuti verranno a quadruplicarsi e si potrebbe rischiare, se non si fa un adeguato piano di smaltimento rifiuti, un’invasione di immondezza e pantegane per le strade del paese e nelle spiagge.
Ed evitare così di dare il colpo di grazia alla già zoppicante reputazione turistica di S.Antioco.
Poi qualora i protagonisti della trama della soap opera che sta scorrendo sui nostri schermi – pardon per le nostre strade! – volessero putacaso aggrapparsi a presunte impossibilità tecniche di variare le condizioni del contratto d’appalto con la famigerata Aspica, suggerisco loro di cercare di portare il discorso sul fatto che ripristinare tali cassonetti significherebbe semplificare notevolmente il lavoro (non ho mai visto e sentito di nessuna azienda che di fronte alla possibilità di lavorare di meno e guadagnare la stessa cifra abbia detto di no) e poi magari, a tempo perso, difendete con enfasi che così facendo si migliorerebbe notevolmente il decoro urbano pregiudicato proprio nei giorni in cui è previsto il ritiro di plastica e carta (come è ben visibile nella foto dell’ammasso di cartone in piazza Umberto.).
Coraggio, cerchiamo alla fine di scrivere un buon finale per questa ormai stucchevole vicenda simile, veramente, a una telenovela di serie z: se qualcuno non lo vuol fare perché non ci crede veramente o perchè non vuol scontentare 2 suoi elettori lo faccia almeno per non dare giustificazione morale – con l’esempio dei cattivi maestri – a queste persone prive di senso civico e di sacro amore per il paese.
Ormai sempre piu’ numerosi e sempre piu’ impuniti.

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Il Consiglio Regionale dell’Associazione Italia Nostra della Sardegna esprime solidarietà al presidente della Regione Sardegna Renato Soru per l’aggressione della quale è stato vittima in questi ultimi giorni a causa della scelta di accogliere l’invito del Governo in merito all’emergenza rifiuti in Campania e contribuire alla sua soluzione.
Si è trattato di una protesta incivile esasperata, volutamente e spregiudicatamente, da forze politiche che quotidianamente dimostrano di perseguire obiettivi diversi, e talvolta opposti, da quelli della difesa dell’autonomia della Sardegna e della tutela dell’ambiente e del territorio.
La colossale montatura costruita attorno all’arrivo dei rifiuti della Campania e la conseguente violenta protesta non fa onore alla città di Cagliari e alla Sardegna intera.
Per fortuna questa violenta protesta ha solo scalfito l’atto di generosità solidale venuto dalla Sardegna, di cui oggi parla il resto d’Italia, e confermato dalla massiccia partecipazione alla manifestazione di oggi organizzata al Poetto di Cagliari dalle associazioni ambientaliste.
La scelta del Governo Regionale di accogliere una limitata quantità di rifiuti provenienti dalla Campania è stata resa possibile grazie agli ottimi risultati raggiunti in questi ultimi anni in Sardegna dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Naturalmente la nostra Associazione si impegna a vigilare affinché non venga aggravata la situazione ambientale e sanitaria dell’Isola chiedendo garanzie che i rifiuti conferiti non siano "pericolosi".
L’associazione auspica che il dibattito di questi giorni possa servire ad affrontare in maniera ancora più incisiva la questione dei rifiuti solidi urbani in Sardegna costringendo le amministrazioni comunali (compresa quella del capoluogo regionale) che non si sono ancora adeguate ad avviare al più presto la raccolta differenziata. Vale la pena ricordare che l’obbligo imposto dal decreto Ronchi e dalla normativa europea sulla materia risale a 10 anni fa.
Sarà utile affrontare ancora la questione dei rifiuti industriali provenienti da tutta Europa – a titolo di esempio si ricorda che arrivano ogni anno 300 mila tonnellate di fumi di acciaieria – e che vengono stoccati in Sardegna in deroga alle norme regionali sui rifiuti.

 

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Gli obiettivi sensibili sono tanti. A mio modesto parere ognuno dovrebbe scegliersi il suo. Se tocca le proprie sensibilità o le proprie tasche senza motivo. Un sacerdote con l’hobby della politica. Un paese da difendere nell’onore vilipeso. Un sindaco che si mangia la cosa pubblica. Un demagogo che butta fumo negli occhi a ogni piè spinto. Un assessore che ha come hobby sfornare disoccupati come un fornaio sforna pagnotte.
E’ a questi personaggi e pensieri che bisogna imparare a fare le pulci. Con metodo. Con pervicacia. Senza tregua. In modo rigorosamente non violento. Assediandoli pacificamente. Con la forza degli argomenti.
Ogniqualvolta sono in gioco questioni che ci toccano direttamente noi dobbiamo dire la nostra. Non ci vuole poi molto e neppure troppa intelligenza. Basta inventarsi un blog con dati incontestabili perché alla luce del sole. Un gruppo di amici moralmente vivi. La capacità di mettere in giusta sequenza soggetto, predicato e complemento oggetto. Non si tratta di insolenza. Ma di legittima difesa. Le Brave Persone hanno invaso tutti gli spazi con figli, nipoti e parenti che, alla resa dei conti, proprio bravi, bravi poi, non sono.
Ebbene queste Brave Persone se ne infischiano di chi non la pensa come loro.
Contano sull’indifferenza e sull’oblio.
Sulla rassegnazione, memoria corta e conformismo dei più. Qualche acuto amico del blog li chiamò Muri di Gomma. E Tiziano Sgherro ci ha scritto su pure una canzone.
Sono abituati all’omaggio e all’adulazione, sono figli di questa società antiochense che non so ancora dire se unica o se vale il detto "tutto il mondo è paese".
Nell’Utopia delle Brave Persone una contestazione viene interpretata come atto di indisciplina e ciò lo si vede nelle facce degli ultra’ quando in Consiglio prende la parola l’opposizione.
La sensibilità alla questione morale è definita "eresia" da questi novelli Savonarola convinti di avere, solo loro, in concessione, l’appalto della Verità.
Ma noi sappiamo quali sono i veri appalti a cui mirano, no?
E la mala amministrazione diviene opinione.
Per una forma di legittima difesa è giusto andarli a stanare.
Bisogna stanarli perché questo marcio modo di ammaestrare le folle puo’ essere contrastato solo con l’esercizio paziente, urbano e morigerato del contraddittorio.
Con il libero arbitrio delle corde vocali e della libera tastiera.
A ben guardare il mio vuol essere un gesto di solidarietà non da poco.
Può aiutarli a riprendere contatto con la realtà.
A riabituarsi alla critica ed a formulare decisioni che vanno al di là delle variazioni di bilancio nude e crude o a quanti metri cubi possono attirare gli onesti investitori dell’Est Europa, del Sudan e del Sud Italia.
A recuperare il senso del limite e il buon senso del padre di famiglia, secondo una datata ma sempre attuale definizione dei requisiti minimi che dovrebbe avere il buon amministratore della cosa pubblica.
È per tal motivi umanitari che spesso si scrive in modo certamente pepato ma certamente mai fuori dalle righe.
Dunque è al corretto e parsimonioso uso delle risorse pubbliche e della buona amministrazione – e non della promozione culturale del nostro patrimonio storico, come subdolamente si vuol far credere – attiene la recentissima diatriba della somma di 14000 euri data all’editore Zonza di Cagliari per l’acquisto del libro "Sant’Antioco – Ricerca e Storia dell’Identità" dello storico Giorgio Pinna.
Le motivazioni per l’acquisto di 700 copie del tomo sono realmente degne di ammirazione "…l’opera, oltre a trasmettere l’attaccamento affettivo dell’autore alla terra natale, accompagna il lettore in viaggio nella ricca, magnifica e affascinante storia dell’isola di Sant’Antioco…".
Io che da quel frangente son sempre stato molto suscettibile perchè ho sempre amato tantissimo il mio paese almeno quanto il Pinna, ve lo giuro, mi dolgo di non aver mai ricevuto una lira per questo mio amor patrii.
Capisco solo ora che è stato solo perché non ho mai buttato giù neppure un capoverso.
Tuttavia con tale mirabile precedente spero che verrà attuato lo stesso criterio per valutare ogni tipo di iniziativa che abbia gli stessi fini espliciti e lo stesso valore: aspetto con ansia di conoscere se le motivazioni incluse nella determina costituiranno la giurisprudenza acquisita nel valutare le opere, i romanzi, i recital e musical, i libri di storia o le tesi di laurea di molti giovani – e meno – di Sant’Antioco.
Il tomo del Pinna tra le altre cose ha pure avuto un altro "merito" (o sfiga?): quello di aver scatenato le ire censorie del consulente per la cose culturali corongiane che a suo tempo pose il suo aut-aut alla prefazione di Mario Marroccu e Gabriella Flore (con la motivazione che non era in linea con la linea politica dell’amministrazione) che ebbero l’ardire di ricordare ai piu’ smemorati che è in pericolo di sopravvivenza l’intera area attorno al tophet e al museo archeologico considerato che il PUC vigente prevede allegre palazzine a circondare quella zona e dunque a seppellire per sempre i resti fenicio-punici; ma soprattutto – udite, udite – l’eterodossa affermazione (perché non in linea con la linea politica dell’Amministrazione comunale) che i Carlofortini, si, che ci tengono alle tradizioni e all’identità di un popolo.
Riprendo le parole del Marroccu direttamente dalla nota di protesta protocollata in data 03/09/2007 e inviata all’attenzione del sindaco Mario Corongiu "…nelle amministrazioni politiche di S.Antioco, dal dopo-guerra ad oggi, non era mai avvenuto un atto di censura di un libro. Per richiamare alla memoria fatti simili bisogna tornare a tempi tristissimi in cui la premessa della degenerazione della politica era sempre preceduta dalla censura e dal rogo dei libri. Nella mia personale memoria ricordo d’esser venuto a conoscenza di fatti simili solo dalla lettura di Orwell "1984" oppure "Fahreneit 451".
Credo che tutto ciò non meriti commenti e che giustifichi certi nostri pensieri maliziosi sul dietro le quinte di quel testo.
E’ dunque quest’uso troppo disinvolto dei soldi pubblici senza alcuna visione strategica, e non la mera spesa per un libro, che osta a un ragionamento calmo e privo di frivolezze sintattiche.
È la spendita di 14000 euri dati allegramente fuori da un piano di finanziamento culturale coerente, ben fuori dalla tanto strombazzata pianificazione, che lascia perplessi, non certo l’uso dei soldi del Cap.1940 per "Spese per manifestazioni culturali organizzate dal comune" che possono essere usati SOLO per quei fini.
Giusti o sbagliati che siano.
Sono ben lungi dal pensare populistico e demagogico che predica a vanvera che con quei soldi si potesse fare altro in altri campi e lungi dallo scatenare lotte "tra poveri" su quale servizio sia più meritevole finanziare.
Ma in piena crisi economica, lavorativa e pure di idee, nonché in crisi di pensieri sociali e solidali vista la fine del Centro Diurno, ci aspetteremmo da parte della nostra Amministrazione un impegno profondo per TUTTI, MA PROPRIO TUTTI, quei progetti che possano innalzare, anche solo di un pelino, la disastrata situazione antiochense.
Le criticità le conoscete tutti.
E questo discorso va ben al di là della tuttavia meritevole pubblicazione del Pinna.
E tutto questo viene detto da una persona come me che odia di cuore l’esilarante battuta di chi ricevendo in regalo un pacchetto a forma di parallelepipedo afferma "Spero non sia un libro, ne ho già uno!".
Perché se si continuasse su questa falsariga tutti noi dovremmo chiederci – dopo la questione del Centro Diurno, dei lavoratori IFRAS, della presentazione di un progetto per la prevenzione del disagio giovanile abortito per la presenza di "persone non desiderate", dei progetti di viabilità creativa al Lungomare, del troppo ottimismo e lassismo sulla raccolta differenziata – quale altro prezzo dovremmo pagare noi cittadini per accontentare tutti i pezzi di questa allegra combriccola e quale sarà la prossima "motivata determina" che avrà funzione di collante per una compagine che viaggia disgregata, ognuno col proprio pacchetto di voti da gratificare, la cui unica condotta comune è quella di aver vinto le elezioni.
Noi cittadini attenderemo con ansia.

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In queste surreali condizioni si presenta oggi l’ingresso alla nostra spiaggia di Is Pruinis per effetto della raccolta differenziata senza cassonetti e della barbarie di una minoranza di cittadini incivili che l’hanno eletta a discarica dei propri rifiuti.

Di fronte alla gravità di situazioni come questa, appare totalmente irrilevante discernere sull’andamento della raccolta e sulle percentuali di differenziazione raggiunte, unici elementi di cui sembra preoccuparsi chi amministra.

(continua…)

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