Archivio Ottobre 2007

Sabato 3 novembre alle ore 18 alla Sala Convegni "I Sufeti" di S.Antioco, p.zza De Gasperi 11, la libreria Cultura Popular col patrocinio del Sistema Bibliotecario del Sulcis e del Comune di S.Antioco presentano il libro NEROCAGLIARI E DINTORNI a cura del Circolo dei Lettori Miele Amaro.

(continua…)

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Puliamo il Mondo è l’edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.
Dal 1993, Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore per l’Italia ed è presente su tutto il territorio nazionale grazie all’instancabile lavoro di oltre 1000 gruppi di "volontari dell’ambiente", che organizzano l’iniziativa a livello locale in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine.
Una campagna di pulizia che comunica la necessità e la voglia di riappropriarsi del proprio territorio prendendosene cura, che segna il bisogno della gente di mettersi in relazione per tutelare gli spazi pubblici, prendendo coscienza che oltre a ripulire, si dovrebbe imparare a non sporcare.
Con questa iniziativa vengono liberate dai rifiuti e dall’incuria i parchi, i giardini, le strade, le piazze, i fiumi e le spiagge di molte città d’Italia.
Puliamo il Mondo 2007 ha raggiunto livelli senza precedenti.
Hanno aderito 1.800 Comuni e più di 500000 volontari, che hanno ripulito circa 4.000 aree tra piazze, boschi, strade e spiagge, con un quantitativo di 2.000 tonnellate di rifiuti raccolti.
Quest’anno l’iniziativa è stata l’occasione per ribadire come, attraverso la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti, questi ultimi possano trasformarsi in risorse, come dimostrano, nei fatti, molti comuni virtuosi che hanno saputo organizzare e gestire al meglio lo smaltimento differenziato della spazzatura.
Noterete che sto parlando al passato.
L’iniziativa infatti si è svolta il 28/29/30 settembre scorso.
Nessuno sapeva nulla.
Non solo a S.Antioco ma neppure nel Sulcis Iglesiente.
Ma non e’ dell’occasione persa che si vuol parlare ma del messaggio insito in quel tipo di iniziative.
Ovvero che quando tutto va male e chi di dovere non sa che pesci pigliare e’ meglio far da se.
Ovvero pulirselo in cricca ‘sto benedetto paese.
Tuttavia queste catilinarie non vogliono bastonare il Sindaco o l’assessore competente alla differenziata-incasinata perché voglio credere per un attimo che realmente, il personale dell’Aspica sia sottostimato, che non vi siano i fondi per assumere nuovo personale e che i possessori di bar, pizzerie e affini abbiano l’immunità diplomatica.
Il mio j’accuse vuol rivolgersi alla popolazione di S.Antioco.
Ammettiamo pure che per anni e anni e anni non ci si sia granchè occupati della forma mentis, dell’informazione-formazione e dell’educazione non delle persone ma dei cittadini (ad esempio nelle scuole di S.Giovanni Suergiu ingegneri ambientali di una grossa industria del circondario fanno volontariato occupandosi di formare i piccoli scolari, che saranno i cittadini del futuro, sull’urgenza di rispettare l’ambiente e sull’importanza della raccolta differenziata) ma spendere tutte le risorse solo sulle notti magiche estive a ritmo di CoronaNekTazendaPaliodelluovo, karaoke e birra "angioletto mettine due".
Immaginiamo anche che, nel mefitico sottobosco politico antiochense, si sia ormai cristallizzata la parola d’ordine "lassez faire" per ciò che concerne il mirabolante business dell’edilizia: tra facciate multi-colori, mille abusi edilizi e centinaia di cause civili, abbiamo visto che i benefici e i soldi a palate sono per pochi furbi mentre i costi sociali sono tutti a carico della cittadinanza presente e futura (ecco spiegata l’impossibilita’ di assumere nuovo personale per la nettezza urbana).
Mettiamo anche che per scarsi controlli del sottobosco di cui sopra, "si eviti di fare i carabinieri" come disse qualcuno, tra furti in casa e in campagna, atti di vandalismo diffusi, indisciplina e intimidazioni da parte dei soliti noti: insomma un modus operandi "leggero" e menefreghista sino all’autolesionismo che ha reso molte persone convinte di poter fare quello che vogliono incluso mettere la lavatrice ormai incrostata dal calcare dove si vuole.
Immaginiamo che per tanti troppi anni non si sia badato all’arredo e al decoro urbano in modo funzionale e adeguato ma si sia pensato solo all’estetica inutile dello stesso (vedi il grande problema dei sampietrini che fuoriscono a ogni pioggia e delle strade fatte senza pendenza che si allagano alle prima pioggia…Toh, sta piovendo!).
Ebbene i tromboni ci diranno che non era previsto questo caos.
Ma noi col dito medio ben indirizzato alla loro faccia diremo loro che le avvisaglie, le epifanie, le manifestazioni, i sintomi c’erano tutti e che non c’era bisogno della consulenza del dottor House per capirlo.
Sappiamo bene che tutto questo c’era già. C’è sempre stato. Ben prima del settembre 2007.
Sappiamo bene cioè, che la popolazione di S.Antioco era già così prima della raccolta differenziata.
Bastava farsi una passeggiata guardando per terra o farsi un giro nelle campagne o nelle spiagge.
Ciascuno di noi ha sempre criticato su santantioghesu per l’incapacità di capire quale fosse il tesoro ambientale che aveva per le mani, per la sua invidia e gelosia per l’Altro, per le maldicenze proferite sotto voce.
Certo può essere asfissiante e frustrante sfogarsi ogni giorno su questo blog postando sempre le stesse lamentele, anche se le buste che troviamo vicino casa sono sempre diverse, però non si finirà mai di ripetere che tra i maleducati incapaci di senso civico ci possiamo entrare tutti.
Basta crearsi un alibi.
Basta lasciarsi andare un attimo in tutto questo bailamme fatto di lassismo, penuria di spazzini (volevo dire operatori ecologici) e di mangiatori del kinder pinguì e bevitori e sniffatori di coca del sabato notte, e potremmo ritrovarci a non pulire piu’ davanti casa, aspettando che il vento o la pioggia porti via il tutto in un altro fronte casa.
Magari di fronte alla porta del vicino più in basso nella via e che magari fa di tutto per tenere pulito per evitare che qualcuno scambi quella strada per una discarica o che semplicemente ha la sacrosanta convinzione che se la strada è pulita verrà meno la probabilità che qualcuno accumuli immondezza per rovinare l’insieme.
Questo credo sia il significato profondo di quello che state chiedendo nel MANIFESTO, amici che non vi conformate.
Convivenza rispettosa e senso civico non solo per il tempo che basta per essere d’accordo sul fatto che il paese è divenuto un immondezzaio.
E’ per tutti questi motivi che appoggiamo la vostra proposta e rilanciamo.
Ci vorrebbe pure un opuscolo che sottolinei i tratti essenziali del Manifesto, che dica quello che un politico incapace di pesare pensieri e parole in Tv non dice per motivi banali e per non perdere quei 2 voti raccattati dicendo, a su santantioghesu scimpru, ad esempio che la Sardamag è stata una fucina di morti.
Che faccia sentire merda chi legge quell’opuscolo e scusate la volgarità.
Cosi per sommi capi si potrebbe scrivere nell’opuscolo:
- Giuro di leggere per intero l’opuscolo;
- Giuro di stare sull’opuscolo il tempo necessario per capire ciò che leggo;
- Giuro di non dimenticare mai ciò che leggo;
- Giuro di mettere in pratica tutto cio’ che leggo;
- Giuro di attivarmi per diffondere il contenuto di ciò che leggo;
- Giuro di intervenire quando vedo violare dal maleducato le piu’ banali norme di rispetto dell’Altro;
- Giuro di aggiungere ulteriori consigli a quelli elencati nell’opuscolo;
- Giuro di rispettare il decoro della casa del vicino come fosse casa mia.
Facessimo queste semplici cosette sarebbe gia’ un notevole passo avanti per fare di S.Antioco un posto piu’ vivibile. Oserei dire normale.
Per il manifesto contate pure su di me e sul Carax.
Siamo gia’ in 7: usate pure il blog alla bisogna…

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Da un pò di tempo a questa parte mi fischiano le orecchie e sento piantati tra le scapole gli occhi del Grande Fratello di Centro-Sinistra.
Non bastasse in Italia una libertà di stampa ai livelli del Venezuela di Hugo Chavez, una classe (Casta?) di giornalisti-giornalai prezzolati e maldestri intellettualmente quanto i cecchini di Sarajevo e la sorella di Nietzsche messi assieme e una cascata di trasmissioni televisive con livello culturale pari al quoziente intellettivo di un’ameba ora vogliono lobotomizzarci definitivamente mettendo il bavaglio pure ai sovversivi e piduisti abitanti della Libera Repubblica dei Blogger.
Non si stuferanno mai di provarci, da qualsiasi orientamento politico provengano.
Sinistra-destra-destra-sinistra uguali sono quando si tratta di maneggiare la fragile e controversa materia dei diritti d’opinione.
Individuali e collettivi.
In qualsiasi forma si presentino.
Dopo aver tanto agitato codici penali, forche e gogne mediatiche per quelle voci distoniche rispetto alla volontà politica dominante ora se la prendono con la parte intangibile e virtuale del libero pensiero.
Quella che dimora nella Rete
Vogliono fare i Ghostbusters del Web. Tignosi come Ringhio Gattuso. Fuoriclasse della sordina che manco Miles Davis.
Il Web e’ libero in ogni parte del mondo – ebbene si, anche in Venezuela cari miei – ma in Italia lo si vuol controllare, tenere sott’occhio, subordinarlo tramite iscrizione al R.O.C. (Registro Unico degli Operatori di Comunicazione) facendolo divenire prodotto editoriale.
Dunque a pagamento per chi se lo puo’ permettere.
Spiego meglio la questione.
Fino ad oggi era considerato prodotto editoriale quello realizzato da una casa editrice: da un’impresa cioè che chiede in Prefettura l’iscrizione nel registro degli editori.
Chi ha un prodotto editoriale puo’ registrare al Roc presso l’Autorità per le comunicazioni, il proprio sito web.
Chiederlo non e’ obbligatorio se non si e’ editori: è invece necessario se si vogliono contributi pubblici.
La nozione di prodotto editoriale e’ dunque vincolata al lucro. Ai soldi spesi e incassati.
Si vuole detto papale papale, introdurre una sorta di Internet Tax.
La proposta del disegno di legge sull’editoria presentato il 3 agosto 2007 da tale Ricardo Franco Levi, prodiano di ferro, è molto semplice.
Diventa prodotto editoriale anche tutto cio’ che in internet viene fatto senza evidente scopo di lucro.
Ogni blog personale, ogni sito – anche gratuito, notate bene – diviene prodotto editoriale, soggetto alla normativa sulla stampa e con responsabilità penali aggravate in caso di denuncia penale.
Basta pubblicare su internet.
Vi sarà in sostanza un aggravio di costi, burocrazia, controlli e responsabilità penali.
All’articolo 7 del ddl poi, abbiamo una incantevole capacità di minacciare il prossimo e la libertà d’opinione senza dirlo a chiare lettere, consentendo interpretazioni estensive della responsabilità dei singoli blogger, contrariamente a quanto afferma il codice delle comunicazioni per cui solo chi e’ autore di uno scritto risponde, non chi lo distribuisce (come Telecom non risponde per le telefonate ingiuriose o l’uomonero di offese versus Aspica o amministrazioni comunali varie o a tizio, caio, sempronio).
Vediamo dunque l’ormai famigerato articolo 7:
"1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa;
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni."
Cosa significa rileva?
Significa che io blogger mi devo iscrivere al Roc con tutte le rotture del caso?
Dunque spendere soldi e aspettare i tempi biblici dei burocrati del Roc affinche’ mi diano tutte le autorizzazioni del caso?
E cosa significa in burocratese autorizzare?
Magari controllare&censurare?
Autorizzare puo’ anche essere riferito alla questione dei commenti rilasciati da coloro che partecipano alla vita di un blog.
Cosi’ tutti i blogger saranno responsabili per il commento lasciato da un lettore e si faranno così contenti i moltissimi Torquemada privi di senso dell’umorismo incapaci di discernere la satira e la critica motivata dall’offesa personale.
Imporre procedure burocratiche e costi economici per l’apertura di un blog sara’ il modo migliore per dare il colpo di grazia ad Internet in Italia.
Io però faccio mia la proposta di Beppe Grillo e son pronto a trasferire il mio blog al primo server straniero che trovo in Rete.
Non so perchè ma provo da un pò una forte attrazione per i server del Venezuela.
 

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Tralasciando per un momento i propositi alla Masaniello di Perplesso che vorrebbe fare la Differenziata Day organizzando dei sit-in di fronte al Comune, senza dire cio’ che ha in mente per migliorare la situazione attuale e soprattutto senza palesarsi, vorrei portare alla vostra attenzione una galleria fotografica degli orrori che quotidianamente si vedono in giro per il paese.

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Ci sono almeno dieci buoni motivi per votare SI al referendum sulla STATUTARIA di domenica 21 ottobre 2007:
1) Con l’elezione diretta del Presidente della Regione scegli tu il programma di governo e chi ha la responsabilità di realizzarlo (art. 17);
2) Con l’elenco analitico delle competenze del Presidente, della Giunta e del Consiglio, sai chi fa che cosa, dunque più collaborazione e meno conflittualità (artt.18-21);
3) Il Consiglio regionale è più forte: può verificare l’attuazione del programma, può sfiduciare il Presidente e censurare gli assessori (artt. 10-16 / 22-23);
4) Con il divieto del terzo mandato il Presidente ha un limite insuperabile (art.8);
5) Con la riduzione del numero degli assessori l’amministrazione è più trasparente e meno costosa (artt.19-21);
6) Con l’obbligo di avere almeno il 40% di donne in Giunta un passo avanti verso le pari opportunità (art.19);
7) Con il Consiglio delle autonomie locali, Comuni e Province sono coinvolti nelle scelte fondamentali della Regione (Art. 30);
8) Con la disciplina in materia di incompatibilità e ineleggibilità non è più possibile la sovrapposizione degli incarichi pubblici (artt. 24-27);
9)Con la disciplina in materia di conflitto di interessi obblighi Presidente, assessori e consiglieri a rendere pubblici gli interessi privati, e spezzando il connubio tra politica e affari (art. 29)
10) Con la previsione di ben tre tipologie di referendum (abrogativo, propositivo, consultivo) la voce dei cittadini diventa più importante (art.2-7).

Ovviamente tutto questo attiene ai contenuti della legge che potrete leggere nella sua interezza a questo link.
A queste cose inappuntabili aggiungiamoci pure il fatto che il referendum di domenica ci è stato imposto da soli 19 consiglieri regionali.

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Alzi la mano chi non ha mai riso dei pregiudizi a sfondo razziale, che vorrebbero avere intenti macchiettistici, contenuti in certe barzellette ("allora, c’è un francese, un tedesco, un sardo"…), di certi luoghi comuni duri a morire (…i giapponesi li ritrovi in ogni posto con la macchina fotografica in mano…), di certi preconcetti culturali resi simpatici solo perchè a sfondo culinario (italiani mangia spaghetti, i mangia rane d’Oltralpe, gli iberici sbafa paella, ecc, ecc…)
Il comune sentire ha sempre vissuto e si è sempre alimentato di preconcetti duri a morire, di stereotipi piu’ o meno velati, di convenzioni piu’ o meno sofisticate ed è per questo che alla notizia del giudice tedesco che ha concesso le attenuanti a un sardo condannato per lo stupro della ex-fidanzata non riesco a indignarmi della grossa come copione imporrebbe: fare questo significherebbe cascare dalle nuvole in un mondo che da sempre vive di cliché piu’ o meno riusciti, più o meno offensivi, piu’ o meno meritevoli di sollevazione popolare.
Ahi quanti danni continua a fare l’illustrissimo connazionale Cesare Lombroso, Padre di tutte le Generalizzazioni, che ai suoi tempi riusciva a capire se un qualsiasi ceffo (gia’ sfortunato ad averlo brutto!) avrebbe iniziato a delinquere solo guardandola in faccia, studiandone zigomi prominenti, profilo aquilino e fronte piu’ o meno sfuggente.
Diffatti abbiamo appurato che qualcuno dalle parti della civilissima Bassa Sassonia è ancora fermo all’ottuso positivismo dell’800.
Per fare un esempio e rimanere in argomento, io quando penso alla Germania fantastico di decine di pinte di birra spillate all’Oktober Fest da biondone dal decolté generoso, dei baffetti mefistofelici di chi sapete voi, del popopopopopopo delle notti Mundial 2006 e dei sacri tomi di Immanuel Kant da Konigsberg.
Tuttavia la prima cosa che ho fatto appena letto della bizzarra sentenza è stato chiedermi su quali inattaccabili basi teoriche si possa fondare tale demenziale e sgangherato verdetto.
Forse che il nostro leguleio mangiacrauti – a proposito di stereotipi culinari – ha visto troppe volte il film "Ballo a tre Passi" del regista mio omonimo?
Ha forse scambiato erroneamente la Sardegna – notoriamente a struttura matriarcale, che ha dato i natali a donne rivoluzionarie come Eleonora d’Arborea che metteva in riga omoni ben piu’ conservatori di Ottone von Bismark – con la Sicilia considerato che nel provvedimento si parla di gelosia patologica come attenuante al suo ripugnante reato, manco fossimo a Corleone?
E’ stato influenzato ideologicamente da quell’altro totem intellettuale di Emanuele di Savoia che non molto tempo fa apostrofava i sardi definendoli "capre puzzolenti e figli di puttana", ricercato calembour per esplicare il difficile concetto che il maschio sardo e’ naturalmente portato a istinti bestiali?
Dovessi adottare questa stramba forma mentis, un mix balordo e comicissimo di razzismo all’amatriciana e ottuso maschilismo, in un futuro viaggio in Germania mi capiranno sicuramente se, per tirare a campare, potrei magari darmi a delinquere.
L’essere sardo mi concederebbe infatti, la possibilità del sequestro di persona ai danni del rampollo di qualche miliardario del posto che, qualora dovesse fare il prezioso e non sganciare la grana, mi consentirebbe – obtorto collo – di applicare le ataviche regole del codice barbaricino.
Sapete quella "geniale" sentenza mi ha fatto apprendere che non posso piu’ auto-determinarmi, considerato che l’immutabilità dei geni e l’imprinting culturale possono ben piu’ del libero arbitrio.
Io che son di S.Antioco poi – e al giudice teutonico non mancherò certo di riferirlo per bocca dell’avvocato Mutarelli - posso pure buttare le buste dell’immondezza in mezzo alla strada e fare speculazioni edilizie a iosa.
Magari nel bel mezzo della Foresta Nera se trovo qualche borgomastro compiacente.
Ma quel che mi indigna, e mi indigna sul serio, è che quell’animale dello stupratore magari riuscirà, dopo essersi visto abbuonare in Germania 2 anni della pena per "attenuanti etniche e culturali", a rientrare in Italia e magari chiedere qualche risarcimento morale o/e farsi pagare a peso d’oro un’intervista allo Studio Aperto, alla Novella 2000 o al Pelazza di turno.
Con bollino sulla faccia per preservarne la privacy.
Dimenticando, come si e’ fatto sinora, che la vera vittima di tutta questa vicenda non è certo la "sardita’ violata" ma una povera ragazza segregata, seviziata, stuprata per giorni interi.
E scordando che un sadico violentatore dovrebbe essere assimilato, in uno stato di reale diritto, a qualunque omologo di qualsiasi nazionalità e condannato di conseguenza.
Senza stupide attenuanti.
Io suggerisco – come pena accessoria da scontare – di appenderlo per le dita dei piedi.
O per qualche altra protuberanza al fine di evitare recidive.
Che sia al cocuzzolo di un nuraghe o alla sommità della Porta di Brandeburgo non mi importa minimamente.
In questi casi il campanile non c’entra e non sono certo il tipo che sottilizza su questioni di merito.
Fate voi ben poco illuminati eredi di Beccaria di ogni dove.
Basta che per una volta vi sia uniformità di giudizio dal Gennargentu alla Linea Gotica: e quello si che sarebbe l’unico luogo comune che mi piacerebbe veder divenire consuetudine.

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Inizia il 14 ottobre 2007 la costituzione del Partito Democratico con l’elezione dell’Assemblea Costituente nazionale e del Segretario Nazionale, dell’Assemblea Regionale e del Segretario Regionale del Partito.

Possono votare tutti coloro che hanno compiuto 16 anni alla date del 14 ottobre 2007 e che sono cittadini italiani o cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia, o cittadini di altri Paesi purchè in possesso di carta o permesso di soggiorno o documento equiparato.

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Il 5, 6, e 7 Ottobre si svolgerà sulle tre reti Rai una maratona televisiva di raccolta fondi per valorizzare 7 siti archeologici selezionati fra tutti quelli presenti sul territorio italiano.

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