Archivio Giugno 2007

Ritengo che il progetto "albergo diffuso" sia un esempio da seguire per tutti i comuni sardi e penso dovrebbe diffondersi a macchia d’olio in tutta la nostra regione. Niente infatti, più di questo, è in grado di integrare in un colpo solo la tutela paesaggistica e l’integrazione reale del turista nel contesto culturale proprio di ogni paese sardo. Mettere a disposizione dei turisti un certo numero di case nel centro storico del paese ( più un’altra che funzioni da reception ) è un’idea eccezionale e di semplice realizzazione, che proietta realmente il viaggiatore nella realtà sarda, molto più di quanto non possano fare hotel, camping…ecc. Senza contare che uno sgravio sull’ICI che il comune intenderebbe fare nei confronti di coloro che affittano la loro casa nell’ambito di questo progetto è un gesto che difficilmente passerà inosservato, anzi contribuirà alla corsa all’albergo diffuso, trasformandolo in una realtà concreta un po’ ovunque in tutta l’isola. La forza di questo progetto sta nella sua stessa semplicità e questo permette di applicarlo efficacemente sia nei paesi costieri che in quelli dell’entroterra. Questo dimostrerebbe chiaramente che per incrementare il turismo in Sardegna non c’è bisogno di fare colate di cemento sulle coste, é ora di abbandonare le grandi strutture alberghiere superaccessoriate che tengono il turista isolato e lontano dalla realtà che li ospita. Si parla tanto di turismo integrato, valorizzazione culturale, recupero delle tradizioni ecc. ma poi in realtà si fa poco per integrare realmente il turista e lo si lascia nelle mani di grandi residence e hotel che di sardo hanno solo i camerieri! Questa lettera purtroppo è vecchia e non fa menzione della mia idea sul come questo progetto potrebbe essere efficacemente sfruttato "anche" per risolvere il contenzioso in atto tra la Regione Sardegna e i sardi non residenti possessori di una casa in sardegna. Questo punto potrebbe essere infatti di grande interesse per tutti quei sardi, non residenti, che hanno visto piombare, a ciel sereno, la nuova tassa regionale sulla seconda casa in Sardegna; se essi mettessero infatti a disposizione dell’albergo diffuso la loro casa sarda (per il periodo in cui non la utilizzano) potrebbero usufruire agevolmente di uno sgravio sull’ ICI! Il contenuto di questa lettera è stato inviato al senatore Antonello Cabras, al presidente Renato Soru, al consiglio regionale della Sardegna, agli esponenti politici della Margherita e agli esponenti politici di Progetto Sardegna (compresi i circoli regionali), al presidente Gaviano ed altri esponenti della provincia Carbonia,Iglesias, a ben 300 comuni sardi, all’assessorato del turismo-artigianato-commercio, a tutte le aziende sarde autonome di soggiorno e turismo, a tutti gli enti provinciali sardi del turismo, ai siti turistici degli enti regionali e agli indirizzi e mail dei sardi nel mondo. Provo un pò di rammarico per non avere ottenuto nessuna mail di risposta dal presidente Gaviano e dal consigliere regionale Francesco Sanna, due persone che si dicono interessate al rapporto coi cittadini della nuova provincia Carbonia-Iglesias e a cui, peraltro , ho dato il mio voto e la mia fiducia. Voglio continuare a divulgare il contenuto di questa lettera perché penso che tutti i cittadini abbiano diritto di fare politica e di promuovere le loro idee, e il web è uno strumento libero per farlo. Sinceramente Galante Giuseppe.

Comments 8 Commenti »

In piena estate non mi viene molto bene scrivere e ragionare a mente "fresca" dunque i miei interventi sul blog saranno un pò piu’ sporadici (ge fu s’ora dirà l’uomonegro!) anche perchè è assai preferibile andare al mare o farsi una bella gita fuori porta che stare di fronte allo schermo rovente del computer. Cio’ non significa che non terrò la guardia alta e lo sguardo vigile su determinate questioni. Ad esempio una cosa che non mi sta proprio bene in questo periodo – ma mi pare non sia il solo come hanno messo in evidenza alcuni amici del blog – è il quantitativo abnorme di zecche presenti a Coaquaddus (soprattutto pinetina e parcheggi) o a Peonia Rosa (zona pic-nic). Ma son sicuro che i simpatici animaletti siano presenti in decine di altri posti ad alta densità turistica considerato il gran quantitativo di sterpaglie e balle di fieno presenti un po’ dappertutto nell’isola. Ieri un paio di queste simpatiche creature del Signore stavano facendo un’allegra passeggiatina sulla mia gamba destra: ho ancora adesso che sto digitando un bel pò di quel prurito psicosomatico che prende un pò a tutti coloro che hanno fatto l’esperienza! Quindi esorterei l‘assessore alla sicurezza Garau – putacaso abbia pure la delega alla bonifica dei parassiti – di far qualcosa prima che qualcuno provi lo spiacevole morso dello schifoso aracnide. E le ancor meno piacevoli conseguenza. Dunque è assolutamente opportuna una subitanea e accurata disinfestazione di spiagge e zone turistiche prima che succeda qualcosa di fastidioso a qualcuno, considerato che non stiamo parlando di simpatici e innocui scrafaioni ma di pericolosi artropodi succhiasangue, potenziali focolai di gravi infezioni. Che mi pare, ad occhio e croce, stiano divenendo un’emergenza notevole considerate le piccate lamentele dei bagnanti di ritorno dalle nostre spiagge.

Comments 104 Commenti »

Stufi marci di una politica costruita sopra la nostra testa e di decisioni prese senza il nostro consenso abbiamo ben pochi strumenti per esprimere disapprovazione quando non disgusto. Anche perchè chi prova a protestare, magari con termini anche un po’ forti, viene tacciato di essere comunistanoglobalestremistaantidemicraticomaoistagiustizialista. Uno dei pochi modi – a meno di non tirar su una vertenza giudiziaria con chicchessia – per decidere in modo concreto, fattivo, su determinate questioni è l’istituto delle petizioni on line. Ricordate il magnifico risultato ottenuto dal giovane Andrea D’Ambra per eliminare i costi di ricarica dai telefonini con il ricorso fatto alla Corte Europea? Sappiamo tutti che le adesioni alle petizioni on-line non sono firme e non hanno alcun valore legale ma perlomeno permettono di mettere su un agguerrito e influente movimento d’opinione. Vorrei mettere dunque in evidenza due petizioni on-line in particolare. Una è quella arci-conosciuta contro gli sprechi della politica, per abbassare i privilegi e le pensioni dei nostri politici: la troverete al sito http://www.mpie.eu. L’altra è meno conosciuta ma da un certo punto di vista è anche piu’ importante. Per garantire il completo e libero accesso alle informazioni. Tra poco infatti il Governo Italiano assegnerà le frequenze WiMax. Il WiMax è un’evoluzione del "Wi-Fi", la tecnologia wireless che consente oggi di collegarsi a Internet con il proprio computer portatile all’interno di aree delimitate (tipicamente un ufficio o un’abitazione) senza dover connettere fisicamente l’apparecchio ad un modem: la trasmissione avviene attraverso onde radio. Il Wi-Max ha esteso la distanza nella quale è possibile connettersi "senza fili" ad Internet (fino a 50 km, ma con pochi ripetitori si può raggiungere qualunque località), ma soprattutto ne ha esteso la velocità di trasmissione (teoricamente fino a 7,5 volte quella attualmente disponibile su fibra ottica) e la larghezza di banda, cioè lo "spazio virtuale" su cui possono viaggiare le informazioni. Il tutto, però, ad un costo irrisorio rispetto ai tradizionali sistemi: con tale tecnologia le comunità locali (come ad esempio il Comune di Sant’Antioco) potranno rendersi indipendenti, spendendo pochissimo per collegarsi ad Internet con tale sistema e riducendo gli sprechi di tempo e denaro necessario per adempiere alle mansioni amministrative e burocratiche. Immaginate ora quello strumento nelle mani delle compagnie telefoniche in regime di monopolio, una volta vinta la gara d’appalto del Governo. Potrebbero decidere a piacimento prezzi e modalità d’accesso al Wimax. Brrrrr… La petizione chiede che almeno 1/3 delle frequenze venga riservato ai cittadini per associazioni senza fini di lucro, come i comuni e gli enti locali, e senza alcuna tassazione diretta o indiretta. Amici firmate la petizione su: http://www.petitiononline.com/wmaxfree/

Comments 43 Commenti »

Questa mattina i consiglieri comunali del gruppo Sant’Antioco Nostra!, Pier Giorgio Testa e Salvatore Massa, hanno presentato una interrogazione urgente al sindaco di Sant’Antioco al fine di sollecitare una tempestiva e corretta informativa sulle opportunità di finanziamento offerte all’imprenditoria locale dal POR Sardegna per l’insediamento di attività economiche in aree di protezione ambientale. La Regione Sardegna ha infatti pubblicato il bando POR Sardegna 2000-2006, Misura 1.5., Azione 1.5.C (Azioni economiche sostenibili) che prevede la concessione di agevolazioni economiche alle imprese e alle ONLUS che operano nei comuni che ospitano aree protette, Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale, al fine di promuovere iniziative imprenditoriali sostenibili e di rafforzare le attività tradizionali compatibili con il patrimonio naturalistico. Si tratta di finanziamenti, fino al 50% delle spese sostenibili, per la realizzazione di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, aziende ricettive all’aria aperta, ristorazione tipica, per il sostegno alle imprese che erogano servizi turistici o che svolgono attività di recupero ambientale e attività sportive ecocompatibili. Il gruppo Sant’Antioco Nostra ritiene che l’opportunità offerta dal bando POR per rilanciare l’economia locale e per supportare l’imprenditoria antiochense, sia un’occasione da non perdere e nel contempo evidenzia l’importanza della difesa del patrimonio naturalistico, ambientale e paesaggistico come affermazione della propria cultura e come elemento di crescita e di sviluppo economico.

Comments 64 Commenti »

Ispirato dal "simpaticissimo" Alexis De Tocqueville (quello che ci delizia nelle pagine del Blog), intendo cercare di spiegare perché un uomo come Berlusconi non potrebbe governare il nostro paese e perché, sebbene la Democrazia imponga che ciascuno possa concorrere alla vita politica, proprio lui, per una serie di ragioni molto semplici, non può perché egli stesso rappresenta la prevaricazione di tutte quelle briglie che la stessa democrazia si autoimpone al fine di non degenerare. Non quella degenerazione più semplice da afferrare, la cosiddetta tirannide della maggioranza, ma piuttosto quella che permette ad un uomo di esercitare il potere esecutivo rivestendo più ruoli all’interno delle stesse vesti: quindi detentore del potere politico, di quello economico e di quello carismatico. Vi dico fin da adesso che mi permetterò, nel corso della trattazione, di scomodare qualche volta Norberto Bobbio, curandomi di virgolettare ogni singola parola che l’illustre presterà al mio scritto. Partiamo dal presupposto che in origine si era soliti distinguere tre diversi tipi di potere: quello economico, che era esercitato da colui che deteneva ad esempio le terre e stabiliva le condizioni con le quali far lavorare i propri dipendenti (che so, oggi, invece delle terre si potrebbero detenere i media composti dalla carta stampata e dalle TV); il potere ideologico, ovvero quello che si avvaleva di certe forme di sapere e quello che oggi ad esempio è detenuto da coloro che operano nei mezzi di informazione; infine il potere politico: su questo non c’è bisogno che spieghi alcunché. Nella società antica questi tre poteri potevano talvolta essere presenti in capo allo stesso soggetto. Col passare del tempo il costituzionalismo ha creato tutta una gran serie di briglie affinché nelle società moderne, come la nostra, ad esempio, non potessero verificarsi le cosiddette degenerazioni della democrazia, ovvero il possesso di tutte le forme di potere che chiaramente facevano venir meno la sovranità popolare. Tentativi vani, evidentemente. Perché? Perché la classe politica italiana ha creato tutte le condizioni tali per cui un uomo di nome Silvio Berlusconi, l’uomo più ricco d’Italia, uno dei più ricchi del mondo, il cosiddetto vanto del capitalismo, riuscisse ad impossessarsi del potere politico. Non stiamo qui a dire che quando si hanno i soldi, quindi il potere economico, non è poi così difficile giungere ai ruoli di vertice, ma piuttosto concentriamoci sul fatto che Lui oggi c’è arrivato, e che ha convinto la metà degli italiani che il Liberalismo significa, tra le altre cose, permettere che una persona come il Presidente del Milan possa governare nonostante sia l’uomo più potente d’Italia. Chiaramente, Norberto Bobbio, non è dello stesso avviso. Partiamo dal presupposto che Bobbio ritiene che nel caso di Berlusconi non c’è un’associazione che ha creato un capo, ma c’è piuttosto un capo che ha creato un’associazione. C’è inoltre un’ideologia, che in base all’equazione statalismo uguale comunismo sfocia nell’anticomunismo. Forza Italia, secondo Bobbio, altro non è che "una reazione allo stato di cose esistente". E precisamente in questo, non nei contenuti che proclama, sta la sua consonanza col fascismo delle origini: come quello nacque per distruggere l’Italia liberale, questa nasce per liquidare la prima Repubblica. "Forza Italia è dunque un partito eversivo, e Berlusconi se ne rende perfettamente conto". Sia Berlusconi che Mussolini sanno e sapevano arringare le folle: certo Berlusconi vi riesce raccontando barzellette e affermando che non è giusto pagare le tasse, Mussolini, invece, esortava attraverso serie enunciazioni: dichiarazioni di guerra, ad esempio. Bobbio considera che "i voti, come qualsiasi altra merce, si possono comprare", "chi ha più soldi ha più voti", e "questa è la ragione fondamentale per cui il denaro può corrompere la repubblica". Inoltre ribadisce che in tempi di strapotere della tv, nelle democrazie contemporanee "il consenso è manipolato, su questo non c’è dubbio". Chi non è precario, chi non ama la Democrazia, quella vera, chi desidera non pagare le tasse e aspira ad appartenere al famigerato popolo dei SUV, chi ritiene che poco importa se esiste colui che un giorno non godrà di una pensione dignitosa se ne sbatte del fatto che Berlusconi è l’antitesi della stessa Democrazia: diciamo pure che se ne frega! Concludo con Bobbio: " I paradossi della democrazia sono arrivati al punto che libere elezioni portano al potere un signore che "come il tiranno classico ritiene che per lui sia lecito quello che i comuni mortali sognano". In buona sostanza il popolo ha necessariamente bisogno di rinsavire: la massa ha tragicamente perduto il senno. E questo è molto triste. Libertà non può e non deve significare che Berlusconi possa giungere al potere. Se esistono dei limiti al potere, quegli stessi limiti non possono permettere che il più importante imprenditore d’Italia divenga anche Capo dell’Esecutivo. La libertà, quella vera, quella costruita col sangue che cementa le mura maestre della nostra Costituzione, come diceva Piero Calamandrei, è ben altra cosa. Ci hanno provato, e io spero non mollino la presa, a creare una legge sul conflitto di interessi che è peraltro molto simile a quella americana, (Blind Trust, fra l’altro) ma a Berlusconi non piace: ancora una volta con tutta la sua verve rappresentata dall’essere l’esaltazione del populismo e della demagogia ha minacciato la "piazza". La cosiddetta "piazza". Due, tre, quattro, cinque milioni di persone. Siete pronti dunque, o soldatini di stagno, a scendere in piazza a difesa dei miliardi e del potere del padrone?

Comments 60 Commenti »

Su Luciano Ligabue ha ragione Timoteo Carpita che scrive nel blog dell’amico Mario Adinolfi.
Il vero Ligabue si è reincarnato nel Ligabue imitato da Neri Marcorè: il Luciano Ligabue ruspante del lambrusco e del popcorn non esiste piu’, ahinoi.
Però cavolo le parole di Ivan Benassi/Freccia da Radio Freccia (1998) erano e rimangono singolari perché paiono cucite addosso a chiunque abbia avuto una normalissima – dunque poco morigerata – gioventù.
Molti di voi penseranno "Ma Luca! Quale accozzaglia di luoghi comuni, quale melassa retorica che rischia di alzarmi la glicemia".
Può darsi e difatti al 70% avete ragione voi, lo ammetto.
Permettetemi però di dire solo che, a prescindere dal cantautore-poeta che le ha scritte, queste parole comunicano sensazioni fortissime con parole semplici.
Si potrebbe dire che "riecheggiano un Universo".
Quella conversazione nel film mi ha fatto ricordare il me adolescente che andava al mare a Is Pruinis, giocava a figurine in Piazzetta e rubava melagrane nella via del Cimitero. E da allora ogni tanto mi risuonano nella testa.
Magari un po’ riviste su misura per me.
Così io, da una futuribile "Radio UomoNero", amici cari, vi confido che:

(continua…)

Comments 56 Commenti »


PONGO ALLA VOSTRA ATTENZIONE UN ARTICOLO DI OGGI DEL SOLE 24 ORE: POTREBBE INTERESSARE TUTTI I GIOVANI PRECARI COME ME. INCROCIAMO LE DITA E CONFIDIAMO PER UNA VOLTA, NELLA BUONA COSCIENZA DEI NOSTRI "DIPENDENTI" IN PARLAMENTO. SE VE LA SENTIRE POTRETE POSTARE PURE LA VOSTRA TESTIMONIANZA LAVORATIVA. ANCOR PIU’ STRAORDINARIA SE TRATTASI DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO Entro la fine del mese il governo potrebbe presentare un provvedimento per apportare modifiche alla legge Biagi, entrata in vigore nell’ottobre 2003. L’obiettivo è di dare «una svolta» alla lotta contro la precarietà, soprattutto attraverso una forte incentivazione alle aziende per assumere dipendenti a tempo indeterminato. Le risorse per queste riforme dovrebbero essere attinte dai 2,5 miliardi di euro del "tesoretto" fiscale. E se per l’opposizione questa decisione è una sorta di attacco frontale alla legge Biagi, fonti del ministero del Lavoro la definiscono piuttosto un processo di necessario «ammodernamento». Per i contratti a termine si parla di porre un limite di tre anni alla loro durata, limite oltre il quale l’azienda sarà incentivata a trasformarli in contratti a tempo indeterminato. Inoltre, saranno aumentati i controlli sugli intervalli dei rinnovi dei contratti. Probabilmente spariranno le due formule "job on call" e "staff leasing": secondo la prima, detta anche "contratto a chiamata", il lavoratore è permanentemente a disposizione dell’azienda, che può chiamarlo in servizio in base a esigenze produttive improvvise e non prevedibili. Lo "staff leasing", invece, prevede che si possa essere dipendenti di un’azienda pur lavorando per un’altra. Quanto all’indennità di disoccupazione, dovrebbe essere aumentata e passare così dall’attuale 50 al 60% dell’ultima retribuzione, a condizione che l’indennità sia legata a iniziativedi formazione e reimpiego. Infine, verrebbero introdotti dei "contributi figurativi" per coprire i buchi assicurativi, ossia i periodi nei quali i lavoratori non versano nulla a causa della perdita del posto o di una pausa tra un lavoro temporaneo e un altro.

Comments 127 Commenti »


Il nuovo sindaco di Sant?Antioco, Mario Corongiu ha formato la squadra con cui governerà la cittadina lagunare per i prossimi 5 anni: il primo cittadino avra’ anche la delega all?Urbanistica.
La Giunta Comunale e’ formata da:
Nuccio Puddu assessore alla Programmazione, Bilancio e Finanze e vicesindaco;
Antonello Pittau assessore ai Lavori Pubblici, Patrimonio e Ambiente;
Giorgio Corsini assessore alle Attività Produttive e Commercio;
Mariella Piredda assessore ai Servizi Sociali;
Daniela Ibba assessore alla Pubblica Istruzione, Cultura e Sport;
Paolo Garau sara’ invece l’assessore alla Sicurezza.
La curiosita’ del cittadino si rivolge sopratutto a quest’ultimo assessorato.
Di cosa si dovrà occupare sostanzialmente?
Di non far lavorare i vigili di S.Antioco anche di notte considerata la pericolosità dei nostri quartieri?
Di non far parcheggiare i carbonianti&iglesienti sui marciapiedi del Corso il sabato sera?
Di far mettere caschetti, occhiali e imbragature varie agli operai nei miliardi di cantieri che nasceranno a breve (vedete tutto ha un senso!)?
E l’assessorato alla vocazione turistica che fine ha fatto?
Rimarra’ nei sogni del cittadino come, del resto, il vero turismo?
Possibile che non se ne sentisse il bisogno sentite le promesse elettorali di questa o quelle parte politica?

Comments 208 Commenti »