Archivio Aprile 2007


Come feci a suo tempo per un bando nazionale rivolto a giovani imprenditori cosi reputo cosa buona mettere in evidenza un bando della Regione Autonoma della Sardegna per incentivare il settore della piccola pesca, che notoriamente è uno dei settori trainanti dell’economia di S.Antioco.
Considerato anche il fatto che a Sant?Antioco è presente la più importante marineria sarda che pratica la piccola pesca la possibilità di accedere ai finanziamenti comunitari credo sia un’opportunità economica da non farsi sfuggire.
Anche per creare nuovi posti di lavoro.

Il bando completo si può trovare su questo link.

Ecco i requisiti fondamentali.
Destinatari:
Gruppi di pescatori proprietari di barche e/o nuclei familiari di pescatori associati costituiti in cooperative o consorzi, attivi nel settore della piccola pesca costiera con barche di lunghezza fuori tutto inferiore a 12 metri che non utilizzano attrezzi trainati.

Termini di presentazione:
30 settembre 2007

Requisiti:
- devono operare nel territorio regionale;
- devono essere costituiti in cooperative o consorzi, attivi nel settore della piccola pesca costiera;
- devono possedere barche di lunghezza fuori inferiore a 12 metri che non utilizzano attrezzi trainati.

Documentazione:
Domanda di premio forfettario presentata dal legale rappresentante della struttura associativa a favore del gruppo di pescatori che abbiano presentato ed avuto approvato uno o più progetti collettivi integrati sulle azioni indicate.

Alla domanda, deve essere allegata la seguente documentazione
:
a) breve relazione descrittiva del progetto presentato sulle altre misure nella quale sia chiaramente dimostrato il possesso dei requisiti che costituiscono titolo di ammissibilità al premio, le finalità dell?intervento in rapporto al miglioramento delle condizioni di esercizio della attività di pesca, il numero di pescatori partecipanti, l?eventuale incremento occupazionale e l?occupazione femminile prevista, la previsione di spesa e la partecipazione finanziaria dei soggetti coinvolti;
b) dichiarazione sostitutiva, dalla quale risulti la costituzione di una associazione tra pescatori o nuclei familiari di pescatori operanti nel settore della piccola pesca costiera con l?indicazione di: nome e cognome di ciascun pescatore partecipante al progetto, l?indicazioni delle caratteristiche delle barche interessate al progetto (denominazione, anno di costruzione, matricola, lunghezza, TSL, proprietario);
c) copia del provvedimento di approvazione del progetto collettivo integrato sulle altre misure ammesse;
d) documentazione comprovante la forma associativa posseduta;
e) copia dell?estratto matricolare o del R.N.M.G. delle barche interessate al progetto;
f) copia della licenza di pesca dei singoli associati.

Per la liquidazione del premio i soggetti interessati dovranno presentare la seguente documentazione:
- relazione finale, redatta dal responsabile tecnico, relativa alla realizzazione del progetto di investimento nella quale sia dimostrato il mantenimento delle condizioni che hanno determinato il diritto al premio ed il raggiungimento degli obiettivi;
- documentazione attestante la liquidazione del contributo sulle altre misure ammesse e le spese sostenute dai partecipanti al progetto.

La domanda, in bollo, sottoscritta dal richiedente, compilata secondo le modalità e completa della documentazione indicata devono essere presentate al seguente indirizzo:

Assessorato della Difesa dell?Ambiente
Servizio Pesca, Acquacoltura e Stagni
Via Roma, 80 Cagliari

Descrizione del procedimento:
La misura si propone di incentivare azioni volte a migliorare le condizioni di esercizio della piccola pesca costiera, attraverso l?erogazione di un premio forfaitario a favore di gruppi di pescatori attivi nel settore della piccola pesca che, costituiti in forma associata, realizzino progetti collettivi integrati finalizzati allo sviluppo e all?ammodernamento di questa attività di pesca.

I progetti collettivi integrati devono essere coofinanziati, secondo i tassi di contribuzione previsti dalle misure del Programma Operativo Regionale (POR) e Nazionale (PON) sulla pesca o dalle leggi regionali di settore e riguardano:
- adeguamento delle dotazioni di bordo e delle imbarcazioni per migliorare la sicurezza in mare, l?igiene e la qualità dei prodotti, le condizioni di lavoro, nonché la riduzione dell?impatto ambientale;
- ammodernamento delle attrezzature per accrescere la selettività degli attrezzi da pesca che non comportino aumento dello sforzo di pesca;
- formazione e riqualificazione professionale;
- organizzazione della catena di produzione, trasformazione e commercializzazione (promozione e valore aggiunto dei prodotti);
- realizzazione di strutture per la conservazione del pescato, prima trasformazione e avvio al mercato;
- realizzazione di strutture per il deposito degli attrezzi da pesca;
- altri investimenti produttivi coofinanziati riguardanti lo sviluppo e
ammodernamento della piccola pesca costiera;
- ammodernamento dei pescherecci a valere sui bandi del programma operativo nazionale Pesca del Ministero delle Politiche Agricole.

Le domande pervenute sono istruite, secondo l?ordine cronologico di presentazione, dagli uffici competenti del Servizio che accertano la regolarità e la completezza della documentazione presentata ed il possesso dei requisiti richiesti. Conclusa la fase istruttoria, alle domande ammesse viene assegnato un numero progressivo seguito da una sigla di identificazione.
Successivamente viene comunicato agli interessati l?accoglimento della domanda e gli estremi di identificazione. Il provvedimento di concessione dell?aiuto viene assunto con determinazione del Direttore del Servizio.
Il premio forfettario, fino ad un massimo di 150 mila euro, sarà erogato in un?unica soluzione una volta che il progetto sia stato completamente realizzato.
L?ammontare del premio complementare viene calcolato sulla base della portata del progetto coofinanziato sulle altre misure, sul numero e sull?effettiva partecipazione finanziaria dei soggetti partecipanti al progetto.
Il premio forfetario può essere concesso per progetti conclusi successivamente alla data del 1 gennaio 2005.

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Lavori interrotti a Piazza Italia.
L’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, ufficio competente per la tutela del paesaggio e dei beni archittetonici ha avvisato l’amministrazione comunale guidata dal commissario prefettizio Giovanni Fadda, affinchè interrompesse immediatamente i lavori di risistemazione della Piazza Italia, soprattutto quelli relativi alla realizzazione della nuova fontana con zampillo.
Argomento che ha appassionato e ancora coinvolge i cittadini che difendono il patrimonio locale.
Cos’è successo?
In seguito all’iniziativa di un cittadino che ha sollecitato l’attenzione del consigliere provinciale Salvatore Massa, questi ha effettuato una verifica presso i competenti uffici regionali per sapere se i lavori avevano ottenuto le necessarie autorizzazioni.
Le autorizzazioni erano necessarie per due motivi: il primo è che la fontana precedente essendo stata costruita nei primi anni ’50, rientrava tra gli arredi archittetonici storici della città, il secondo è che si trova vicino a un monumento archeologico di pregio come l’antica fontana romana che sta nella stessa piazza.
I lavori di ristemazione della piazza sono stati iniziati ben prima dell’arrivo del Commissario Straordinario Regionale e malgrado la disapprovazione espressa da diversi cittadini sulle modalità dei lavori essi sono proseguiti, con alcune interruzioni, sino alla settimana scorsa.
I cittadini si erano lamentati perchè il nuovo progetto di rifacimento della piazza e di Viale Trieste ha comportato l’abbattimento degli oleandri, che una volta coloravano la piazza e il viale stesso e, soprattutto la realizzazione al posto della vecchia fontana con un profilo quasi al livello del terreno, di una nuova fontana con una “bella” vasca in cemento armato sporgente di quasi mezzo metro dal piano della piazza.
Finora nessuna protesta era valsa a fermare i lavori.
Ci ha dovuto pensare la Regione a tutelare un bene architettonico che è patrimonio di tutti e non solo degli antiochensi che abitano e temporaneamente governano questa città.
La piazza Italia è da sempre stata un luogo di ritrovo per gli antiochensi: dapprima si andava a prendere l’acqua a “Sa pracc’e is Solus” (poi piazza Arnaldo Mussolini) durante il Ventennio e infine Piazza Italia dalla fine della seconda guerra mondiale. Il suo vecchio nome è legato alla fonte romana, restaurata da Dionigi Scano nei primi anni del ’900.
All’inizio degli anni Cinquanta venne realizzata una fontana con lo zampillo e la piazza fu arredata anche con gli oleandri, che la arrichivano di colore. Il cambiamento piu’ rilevante fu la chiusura della quinta naturale di Viale Trieste, dalla quale era possibile scorgere il mare, con la realizzazione di una albergo e poi vennero i lavori di risistemazione che decretarono la morte degi oleandri del viale e della vecchia fontana.
Ora possiamo sperare che la Regione renda alla città uno dei suoi luoghi piu’ caratteristici.
Sentito sull’argomento l’ex sindaco Eusebio Baghino è stato lapidario: “Sono notizie destituite da ogni fondamento, voci messe dai miei avversari politici che sanno che in quella piazza farò la presentazione ufficiale della mia lista e vogliono impedirmelo.
So per certo che il Commissario è stato negli Uffici della Regione e gli hanno detto che i lavori possono essere terminati senza problemi visto che sono in uno stato di avanzamento che è quasi al termine delle opere.
Mi auguro – conclude Baghino – che i lavori siano terminati prima delle elezioni. So che c’è qualcuno contrario ai lavori ma questo non vuol dire niente. E’ tutto in regola”
.

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Gianni Locci è bravo nella “facile” arte della retorica e si sapeva.
Non così esageratamente da giustificare le “megafonate” lungo il Corso quasi si fosse vinta la Champions League: però in quel campo, almeno a S.Antioco, è un maestro inarrivabile.
Però dal dire al fare c’è un bel pò da scarpinare e sentendo la sua proposta programmatica mi pare che egli non abbia individuato – ma magari mi sbaglio – le soluzioni più adatte e urgenti per il nostro bistrattato paesucolo (a meno di non considerare tali gli spettacoli estivi di ingusciana memoria in piazza Umberto).
E dunque diciamocelo chiaramente: Gianni Locci è un autentico asso nella ricerca facile del consenso.
Sa bene cosa le orecchie di “certi” elettori vogliono sentirsi dire.
E’ palese che abbia fatto la scuola politica giusta per eccellere in quello: e con fare da tribuno della plebe, retorico e demagogo come suo solito, sa quali tasti toccare.
E li tocca tutti più gigionesco di Gigi Proietti.
Infatti evoca visioni apocalittiche e invasioni barbariche come se piovesse.
Fa cenni d?intesa ai cacciatori: ?Che sono mai queste Zps che i marangoni col ciuffo detti anche cormorani a Cabras se li fanno in salamoia: il Toro e la Vacca sono nostri e sa reliquia puru!?
Ammicca ai costruttori edili, futuri Ricucci in pectore: ?Che mai è questo PPR che l?edilizia è l?unico futuro per S.Antioco, il territorio è nostro e ne facciamo quel che vogliamo!?.
Dice sibillino rivolgendosi sicuramente a M.M. (NdUomonero: un simpatico acronimo per evitare querele, come hanno minacciato di fare altri candidati un pò suscettibili!!!). ?Che mai è ?sto Museo che non ha neppure staccato tutti i biglietti che ci si attendeva!?.
Non una proposta concreta se non il mattone a go-go?, non una soluzione politica che non sia la rivolta alla Masaniello, dunque utopica, contro Comunita? Europea, Governo, Regione e magari Provincia.
Ma con quest’ultima magari potrà pure spuntarla il rappresentante più prestigioso di Città Nuova.
Dire le cose che un’orecchio distratto vuol sentirsi pronunciare, per quanto mi riguarda, è come rubare le caramelle-voto a elettori-bambini.
I più smaliziati se la ridono sotto i baffi.
Eusebio Baghino non ha bisogno di andare a nessuna trasmissione del piffero: per lui parlano i manifesti elettorali e i posti di lavoro all’Ostello della Gioventu’ promessi a disperati giovani disoccupati di S.Antioco da M.E.
Qualcuno lo chiama il ricatto dell’economia ovvero un modo veramente stomachevole e sporco di fare campagna elettorale.
Mario Corongiu non è bravo, ma si sapeva anche questo.
Ha una voce e questa è la novità assoluta.
Vuole spiegare il programma (?) ma chiede il time-out per manifesta afasia.
Snocciola dati alla rinfusa e da ragione a Locci su tutta la linea.
Fossi un corongiano ma di quelli tiepidi o indecisi mi chiederei: ? Perché dovrei votare Corongiu se c?è Gianni Locci che dice le sue stesse cose e le dice meglio senza incartarsi con l?italiano??.
Credo che le comparsate in pubblico non giovino tanto alla sua immagine e fossi il suo consulente politico (ammesso e non concesso ne abbia uno valido tra la sua gang) gli suggerirei di continuare a stringere mani alla messa buona della Sagra di S.Antioco come ha sempre fatto.
Che gli riesce meglio e rende di più.
L’unico lampo di vitalità che ho intravisto nei suoi occhi è stato quando si è nominata la parola volumetria.
Al plurale.
Sappiamo dunque che aspettarci da lui e cio’ lo qualifica.
Negativamente, ovvio.
Giovannino Cossu fa il Giovannino e non dico altro perché adoro quest?uomo e la sua sanguigna prosopopea.
Parlando di Pier Giorgio Testa a qualcuno risulterò un pò di parte, rasentando magari la faziosità, ma cercherò di argomentare al meglio.
Dal mio punto di vista Pier Giorgio Testa è ?Altro? rispetto al resto dei candidati.
E? cosa nuova, fresca in un panorama politico asfittico, che si accartoccia come un buco nero sui soliti politici arci-noti.
Non “politicheggia” semplicemente perchè non lo sa fare.
Non promette nulla di irrealizzabile: semplicemente ha un progetto solido e lo mostra al mondo.
Senza vergognarsi come fa qualcuno dai capelli bianchi.
Anzi non promette e basta: se non impegno e competenza.
Suo e della sua squadra.
Giorgio Testa non sventola il fantasma della poverta’ e della necessità di “fare reddito” a qualsiasi costo: ovvero costruiamo palazzine e seconde case perché per un po? magari una cinquantina di persone tirano a campare e poi chissenefotte se si ?esaurisce? il territorio e la materia prima finisce.
Giorgio Testa non ti dice che il turismo è quello di Rimini o della Costa Smeralda che allora tanto vale starsene in Continente o fermarsi in Gallura.
Giorgio Testa non indora la pillola anzi, la franchezza è il suo segno distintivo.
Le posizioni nette sono la sua (Nostra!) cifra politica.
Dice che le Zps e il Piano Paesaggistico Regionale non sono un freno allo sviluppo, anzi: esse incontreranno ben piu’ favori presso subacquei, fotografi naturalistici, bird-watchers, enti ambientali, cultori della bio-diversità, trekkers, agricoltori seri di quanti cacciatori, “speculatori del mare” e pescatori di frodo possano scontentare.
Giorgio Testa ti parla di un concetto di turismo un pò piu? ampio e rivoluzionario che non è solo quello balneare ma è un tipo di Turismo onnicomprensivo: culturale-ambientale-archeologico-storico-faunistico-climatico-etno-eno-gastronomico.
Ovvero la capacità di vendere il prodotto S.Antioco in tutte le sue sfaccettature e potenzialità.
Che sono enormi e a tutt’oggi completamente inesplorate.
Giorgio Testa ti dice che a occhio e croce non sembra che tutte queste colate di cemento che hanno impestato – scusate il termine un pò forte ma è l’unico che trovo adeguato – la nostra S.Antioco abbiano portato tutto quel giovamento economico per il paese.
Prova ne sia il fatto che i giovani continuano a emigrare e le sacche di nuove/vecchie povertà continuano a ingrassare.
Senza soluzione di continuità.
Giorgio Testa parla della necessità di cambiare gli orizzonti, di vedere oltre l?effimero che a taluni pare meraviglioso, di cultura che non è solo quella dei libri ma è soprattutto quella della Chiesa e della Sagra piu? antiche della Sardegna, delle Catacombe sarde meglio conservate e in gran parte inesplorate, di un patrimonio archeologico e storico senza pari, di un clima mite e di un ecosistema maestoso e di spiagge e coste degne di un quadro di Cézanne.
E putacaso si trovano in S.Antioco.
E lo sappiamo solo noi.
E pochi nostri parenti.
Dunque tirando le somme: da una parte la visione del mondo dei 4 candidati di centro destra (con i noti distinguo da fare tra le varie liste) dall?altra Pier Giorgio Testa.
Sta agli elettori se accontentarsi delle scorciatoie a sfondo edilizio comuni alle 4 liste su citate o di un progetto che è in divenire, da tirar su magari con fatica nel tempo ma che è l?unico possibile e razionalmente accettabile.
Almeno per quanto mi riguarda.
Ma mi consola il fatto di non essere solo.

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Domenica 22 aprile alle ore 10.30 alla Sala Convegni Bar Torino Corso Vittorio Emanuele ci sarà la presentazione della lista S.Antioco Nostra!
Dopo anni di scelte amministrative prive di qualità, di decadimento economico, culturale e sociale, di decremento demografico emerge un bisogno di rilanciare Sant?Antioco come luogo della comunicazione, delle intelligenze, della cultura, delle competenze, della solidarietà, della progettazione di nuove forme di impresa e di lavoro, delle relazioni sociali, della qualità della vita.

Ecco i componenti della lista:

1. Brundu Rita – Insegnante
2. Bullegas Graziano - esponente volontariato
3. Diana Riccardo noto Riky – tecnico informatico
4. Ferralasco Anna nota Annamaria – consulente del lavoro
5. Gala Mariano Emanuele - insegnante
6. Garau Daniele – operaio
7. Locci Federico – consulente assicurativo
8. Marroccu Mario noto Mario Antioco – medico
9. Martis Marco Antonio – pescatore
10. Massa Marco – operatore beni culturali
11. Massa Salvatore Luigi noto Torello – medico
12. Mereu Gianluca noto Luca – educatore di strada
13. Micheletti Cinzia – educatrice
14. Obino Giorgio Giuseppe – commerciante
15. Puddu Marco – tecnico informatico
16. Putzu Massimo – coltivatore diretto
17. Sabeddu Salvatore – dirigente scolastico
18. Scibilia Marina – ottico
19. Steri Fabrizio – imprenditore turistico
20. Vargiu Mario – pubblico funzionario

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Si iniziano a toccare con mano gli umori, i sondaggi (un po? farlocchi, invero) su chi sarà il sindaco di questo amato, per certi versi idolatrato, paese. Ebbene sì. A Sant?Antioco non si fa altro che parlare del toto elezioni, la gente si insegue, si domanda, commenta??Hai visto? Alla Fiera nautica erano tutti lì a fare campagna elettorale??. Funziona così, si criticano gli aspiranti amministratori, si raccontano gli aneddoti del passato, se ne inventano nuovi perché diciamolo, la campagna elettorale assume quei toni ingiusti, subdoli e accusatori che ben poco hanno a che vedere con la politica. A tal proposito mi viene in mente la vicenda Sircana, il portavoce del governo Prodi, del quale alcuni avrebbero preteso la testa sul tavolo perché un politico non può andare a puttane e men che meno a transessuali (ah l?Italia?).
Credo vivamente che il politico debba essere giudicato rispetto al proprio operato di amministratore e non in base alle vicende che riguardano la sfera privata ? e ripeto, privata ? perché diversamente, il metro di giudizio sarebbe indiscutibilmente dei più bassi, degraderebbe non solo il politico vittima di un sistema di pensiero, ma soprattutto l?Italia che nel caso specifico cederebbe come al solito al proprio bigottismo, di cui siamo veramente succubi, pretendendo le dimissioni di un uomo (peraltro stava solo parlando) che presumibilmente si recava a puttane.
Lasciamo perdere le dicerie, le cattiverie, le ingiustizie e le molto più prosaicamente ?bodette?, e concentriamoci sull?operato di chi ha avuto la possibilità di amministrare, vedi Baghino, e chi, invece, ancora non ha avuto l?opportunità di sedersi sullo scranno più importante del municipio: quello del sindaco.
Affranchiamoci da quel pregiudizio di sorta fatto di offese nei confronti del politico oggetto delle disquisizioni ? operazione che ha preso il sopravvento in questo spazio da quando sono arrivati “i bulli del Blog”, lontani anni luce da quella netiquette di cui si è parlato diverse volte ? e che mira ad un unico scopo: gettare nel discredito non solo Giorgio Testa, ma anche (forse soprattutto) il Blog che sino a poco tempo fa rappresentava uno straordinario mezzo di comunicazione.
Operazione di bullismo che per ben due volte ha chiamato in causa il padrone di casa che ha dovuto epurare i commenti spiacevoli e offensivi dell?amato e unico spazio virtuale che fa parlare di Sant?Antioco.
Proviamoci, altrimenti non ci sarebbe da meravigliarsi, né tanto meno da arrabbiarsi, se qualcuno avesse l?ardire di darci dei qualunquisti e degli ignoranti! Legittimo criticare la politica in base ai risultati del passato, ma sbagliato, fuorviante e inconcludente cedere alle dicerie e alle offese.
Partiamo dal passato più recente: Eusebio Baghino (sì lui, lo so ne abbiamo detto di tutti i colori).
Il difensore dei diritti dei pescatori, dei cacciatori, dei cittadini, delle frazioni e delle sottofrazioni, il sindaco di tutti insomma.
Credo che non ci sia bisogno di aggiungere niente a ciò che ha rappresentato la sua politica: basta e avanza quello che ha fatto per il nostro paese (niente!) per dire NO ad una nuova giunta Baghino.
Passiamo a Mario Corongiu: immagino che affacciandosi nel Blog percepisca quella sensazione tipica del personaggio K. processato e conseguentemente condannato a morte senza conoscerne le ragioni. Ecco, credo che il buon Mario sbirciando nell?area virtuale avverta questa sensazione, ma non perché processato ingiustamente, ma perché citato in giudizio senza aver fatto niente, dove per niente si intende non aver combinato nulla politicamente parlando.
Io sono convinto che come politico non valga una cippa lippa, e non me lo dicono le sensazioni, me lo dicono i fatti, quelli che non ci sono, non ci sono mai stati e mai ci saranno perché Corongiu non ha un minimo di polso: sta in Provincia, sebbene all?opposizione, ma non ha mai proferito parola, e poi? prendiamo la sua compagine: un coacervo indistinto di colori politici (quindi di diversità di vedute) che presumibilmente, ammesso vinca le elezioni, porterebbe ad una caduta della giunta perché se non si condivide il programma alla lunga non si va da nessuna parte. Non voglio entrare nel merito dei presunti costruttori edili perché non posso (soprattutto non voglio) immaginare cosa farebbero del comparto edilizia se venissero eletti.
Veniamo a Giovannino Cossu: è una persona che stimo, credo sia onesto, ha sempre lavorato e ha sempre cercato (almeno penso) di dare il massimo ai servizi sociali che rappresentano un settore dell?amministrazione delicatissimo. Ma non credo che possa da solo amministrare il nostro paese, finirà all?opposizione e, se ne avrà la possibilità, in qualche modo contribuirà.
Gianni Locci: non mi sogno minimamente di giudicarlo perché figlio di Virginio Locci attore protagonista della torbida vicenda Mari Biu e per la quale, francamente, continuo ad avere dei dubbi sulle responsabilità dirette dell?ex-sindaco.
Se fossi di destra (l?ideologia vuole la sua parte) nutrirei delle riserve perché Benito è stato fra quelli che hanno fatto cadere la giunta Pili, non gode di stima politica all?interno delle varie stanze dei bottoni, non rappresenta nessun partito (così a me risulta) e, soprattutto, non è appoggiato da nessuna forza politica se non dal rappresentante di Forza Italia cittadino che però, a quanto pare, sta vestendo i panni del dissidente (ma chiaramente potrei anche sbagliarmi: è probabile che una parte di Forza Italia appoggi Ignazio Locci).
Gianni Locci ha già amministrato, e non ha fatto nulla, secondo me.
È arrivato il momento della novità, deve amministrare chi davvero non lo ha mai fatto, chi porta avanti i giovani che valgono, che hanno idee, che ci credono e che vorrebbero una possibilità (sui giovani esprimo giudizi personali).
Devo essere sincero: ho avuto almeno una ragione per non confermare la fiducia a Giorgio Testa: la vicinanza del Senatore Antonello Cabras. Motivazione che, quasi quasi, mi stava portando a decidere di non andare a votare per la prima volta nella mia vita, ma, in tal caso, non avrei certamente ripiegato sulle altre liste (nemmeno fossi pazzo!).
Oggi, alla luce del quadro politico che col tempo è venuto delineandosi, ho deciso che confermerò la mia preferenza a Giorgio Testa, l?unico che rappresenta il nuovo, l?unico che insieme ad un folto gruppo di persone ha scritto un programma realmente cucito sulla cittadina, un programma in cui crede, in cui ha messo la propria coscienza e non l?ha fatto per vincere le elezioni, ma perché lo ritiene il solo che possa imprimere una svolta definitiva al paese.
Io voterò Giorgio Testa, quindi Sant?Antioco Nostra! perché ci credo.
Non ho cambiali, non devo niente né a lui né a chissà chi della sua lista, ho visto, analizzato, seguito, ascoltato e molto più semplicemente, dato che ci credo, gli rinnovo la mia fiducia perchè se la merita.
Ovviamnete questo è solo il mio parere, ci sono a grandi linee le ragioni per le quali voterò Testa e non un altro candidato.
Adesso, a voi la parola amici del Blog…

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“La città che non si prende cura dell’educazione delle giovani generazioni è una città che non pensa al proprio futuro”
PLATONE 390 a.C.

La lista S.Antioco Nostra! invita i cittadini, gli elettori, gli operatori culturali, gli insegnanti e gli operatori scolastici alla conferenza-incontro che si terrà nei locali del Bar Torino sabato 14 dalle ore 16 alle 20 e domenica 15 aprile dalle ore 10 alle 13 per discutere delle tematiche inerenti la scuola e l?istruzione, la valorizzazione dei Beni Culturali e le opportunità di sviluppo legate alla realizzazione dei ?distretti culturali?.
Parteciperanno:

Walter Secci – Capo di Gabinetto dell’Assessorato della Pubblica Istruzione della Regione Autonoma della Sardegna;
Alberto Sechi – Assessore della Cultura della Provincia Carbonia-Iglesias;
Tiziana Frongia – Assessore della Pubblica Istruzione della Provincia Carbonia-Iglesias;
Salvatore Massa – Presidente Commissione Cultura della Provincia Carbonia-Iglesias;
Mariangela Repetti – Presidente Commissione Pubblica Istruzione della Provincia Carbonia-Iglesias.

Interverrà Pier Giorgio Testa candidato sindaco di Sant’Antioco Nostra!
Relazioni di Rita Brundu, Alfonso Curridori, Marco Massa, Salvatore Sabeddu.

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BUONA PASQUA AMICI MIEI.
PER DUE GIORNI VI INVITO A LASCIAR PERDERE LE SCHERMAGLIE ELETTORALI: PRESUMO CHE IN QUESTO PERIODO NON ABBIANO POI QUELLA GRAN IMPORTANZA.
PER ALMENO QUESTI DUE GIORNI DEDICHIAMOCI ANIMA E CORPO AI NOSTRI CARI.
CHE SONO LA COSA PIU’ IMPORTANTE.
NON MI PARE SIA QUEL GRAN SACRIFICIO.

CON AFFETTO, Luca…

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Lasciamoli andare certi Margheritini*.
Che non stiamo perdendo nulla di rilevante.
Se i presunti statisti da blandire e preservare come salicornia in fiore sono i Marco Fontana, i Nuccio Puddu, gli Antioco Marongiu lasciamoli liberi di fare l?ennesima capriola della loro fulgida parabola politica.
Una delle piu? spettacolari e avvincenti a memoria d’uomo fu quella di fuggire a gambe levate dal primo nucleo di quello che poi è divenuto S.Antioco Nostra! appena si accennò en passant a una rigida norma sul conflitto di interessi per i futuri candidati.
Quella norma è divenuta conditio sine qua non del nostro Programma e quei scismatici in malafede sono riemersi dall?oblio, non gli sembrava vero, ingaggiati da un Mario Corongiu che pur di vincere finalmente un trofeo elettorale imbarcherebbe pure Moggi e Giraudo col lasciapassare firmato da Rasputin in persona.
Lasciamo parlare e discettare e sragionare Angelo Espa coordinatore provinciale della Margherita di programmi del centro sinistra non condivisi e di candidati sindaci del centro sinistra calati dall?alto: che se la Margherita del Sulcis è quella che ci ha regalato quel Gaviano Presidente ProvCI ? ormai una tipologia di politico nientologo esperto in non so che – che impazza tra i salotti mass-mediatici di Canale40 e di Sulcis Tv, che flirta neanche tanto di nascosto con i destrorsi Corongiu e Locci, che ci fa fare delle gran belle figure di cactus di fronte all?Italia intera (non ditemi che non avete visto Report di domenica 1 aprile!) non stiamo perdendo nulla di rilevante.
Probabilmente Espa dimentica che in Provincia di Carbonia-Iglesias i Ds, Progetto Sardegna e Rifondazione Comunista appoggiano senza senza se e senza ma l’insignificante Gaviano, putacaso della Margherita.
Piuttosto che strapparmi i capelli da Beatle e mortificarmi col cilicio per il mancato appoggio di un partito così privo di anima, di identità politica, di convenzioni morali – almeno a S.Antioco – mi candido alle prossime elezioni con il Comitato della Sagra dell?Uovo.
Piuttosto che vedere una Margherita-partito-senza-radici-certe-e-senza-quei-valori-”teodem”-tanto-sbandierati fatto scadere in un partito refugium peccatorum dei portatori di palesi interessi marino-edilizi e? meglio, secondo me, neppure abbozzare un certo tipo di discorso o di intesa elettorale.
Perché gli elettori che credono nella lista S.Antioco Nostra! meritano di meglio: e se vogliamo convincere gli indecisi a scegliere la nostra opzione politica imbarcare individui di tal fatta non giocherà certo a nostro favore.
Anzi.
Altrimenti tutti i nostri discorsi sul rinnovamento e sull’importanza di portare una volta tanto alla popolazione antiochense la “faccia presentabile” della politica non sono valsi a una ceppa.
Ora aspetto con ansia le dichiarazioni della Segretaria Cittadina Monica Fois che metterà finalmente a tacere questa noiosa diatriba.
Ma che non sia la ripetizione della stucchevole frase ?La Segreteria della Margherita Cittadina lascia la più ampia autonomia agli iscritti anche se il posto più logico sarebbe il centro sinistra?.
La prego di non essere così banale egregia segretaria.
Così ci farà rimpiangere già dopo 2 mesi i tempi gloriosi di Giorgio Fai segretario cittadino della Margherita antiochense che perlomeno faceva l’impresario edile, ma non lo nascondeva.

* Per Margheritini intendo alcuni iscritti del Partito della Margherita di Sant’Antioco che appoggiano Corongiu a “titolo personale”(sic…)

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Tra persone civili, quali la stragrande maggioranza degli avventori del Blog dell?Uomo Nero, che vogliono pervenire a una giusta e democratica conclusione di un qualsivoglia discorso si può usare un vecchio, ma infallibile, trucco socratico, poi aristotelico, poi baconiano: l’ironia poi la maieutica, la tesi anticipa l?antitesi, la pars costruens precede la pars destruens.
Ultimamente però qualche bellimbusto con l’hobby di scrivere boiate sul blog dell’Uomo Nero ha spostato il cervello dalla calotta cranica allo stomaco: col risultato apparente che sembra quasi che stia avendo il sopravvento chi la dice più grossa, non chi la dice giusta.
Chi urla di più non chi parla dritto.
Se la sensazione è questa vi assicuro che è profondamente sbagliata, davvero: anche perchè il lettore più smaliziato, ridendosela sotto i baffi, sa benissimo che questo subdolo comportamento è il classico “agitare le acque” ovvero quella strategia un pò infantile delle persone che non hanno argomenti da proporre alla controparte.
Prova provata di ciò è il fatto che l?80% di chi difende a spada tratta Corongiu e Baghino (Gianni Locci e i suoi prodi perlomeno hanno il programma) ancora non ha portato una sola giustificazione a quel, al di la? di tutto, rispettabilissimo voto.
Solo gazzosa, fuffa, scambio delle proverbiali lucciole per lanterne e tutto l?armamentario di detti possibile per dire del fastidioso senso d?effimero che lasciano i commenti dei vari s?amigu de bobotti, Uomo Bianco, Balena, Poster ovvero gli “ideologi” un po? farlocchi del pensiero corongiano.
Ora precisato ciò è anche vero che a me piace andare a cercarmele ma per un motivo ben preciso, che vorrei puntualizzare una volta per tutte.
Un votante deve avere più notizie possibili su chi ha scelto di votare.
E io cerco di mettermi in piazza con tutte le mie idee e i miei convincimenti.
Giusti o sbagliati che siano.
Con tutti i miei pro e i miei numerosi contro.
Per giustificare TOTALMENTE un eventuale voto pro Luca Mereu.
Con tali premesse dunque vi prego di perdonarmi cristianamente, ma son sicuro che il priore di Bose capirà (anche se non so le piu’ allineate BASSE sfere ecclesiastiche), se a me questo procedere cauto e muto, a fari spenti per non fare troppo chiasso e prendere una posizione netta e precisa su chessò piano paesaggistico regionale, pesca, caccia di Corongiu a me proprio proprio non piace.
Quella che io chiamo insignificanza politica: il suo esistere solo per raccattare voti e su quale merito è un mistero della fede che a me, cristiano praticante, da a noia.
E lo voglio dire ad alta voce: senza essere criticato solo perché sono di un?altra componente politica.
E spero che il sacro simulacro del Dio di Tutti i Palazzinari San Ricucci da Regina Coeli non mandi i suoi strali su di me se mi pronuncio nettamente dicendo che ho una discreta avversione per quella che con le parole dell’elefantino Giuliano Ferrara chiamo la politica dell??insetto morto? ovvero per quelle che considero promesse difensive e falsamente ?riformiste? racchiuse nel programma di Città Nuova che fa coincidere il futuro sviluppo di S.Antioco con la necessità di far crescere il comparto edilizio: e difatti, a prova di ciò, sono sotto gli occhi di tutti i grandi benefici economici che il persistente costruire di palazzine dal dubbio gusto e di seconde case (non certo per necessità abitative) ha portato a noi poveri antiochensi.
T’ziu Enzo vecchio saggio di via Cavour direbbe “pitticca sa famini…“.
Il rischio reale – e non ci vuole la Sibilla Cumana per profetizzzarlo – è che tutta questa manna edilizia per pochi privilegiati prima o poi finirà lasciando S.Antioco agro e brullo come un qualsiasi paesino del sud del Messico: e perdonatemi se mi voglio battere con tutte le mie forza affinchè ai miei figli non vada in eredità S.Antioco Terra Cementificata.
E lo voglio dire ad alta voce: senza essere criticato solo perché di un?altra componente politica.
Inoltre se voglio sostenere, e lo faccio dal lontano luglio 2005, che la calata del Baghino in Terra ha avuto lo spiacevole danno collaterale di rendere S.Antioco un paese con notevoli deficit economici, culturali finanche morali mi auguro vivamente che i mefitici influssi della buonanima del Sai Baba Giulietto Andreotti gran visir del Sacro Ordine della Balena Bianca con Bacio TotoReinico non mi “appuntorino”.
Ma lo voglio dire lo stesso ad alta voce: senza essere criticato solo perché di un?altra parte politica.
Voglio essere smentito urbanamente, con la pars destruens della mia pars costruens di cui sopra.
Il mio blog è a disposizione: posto con gioia infinita anche i vostri articoli se me li inviate.
Mandateli alla mia mail personale sapereaude@tiscali.it o se volete vengo a prenderli alla sede di Impegno-con-tre-puntini-di-sospensione e vi dico pure chi è Omero (S. P.? chissa’!!!) visto che lo state cercando ininterrottamente per mari e per monti.
Ma vi prego regalateci argomenti, ragionamenti, riflessioni, prese di posizione nette.
Temi di discussione e confronto ce n?è tanti mi pare: c’è in ballo “solo” il futuro del paese.
Diamo al cittadino di S.Antioco elementi per scegliere con convinzione e onesta’ intellettuale.
I votanti hanno diritto di sapere come la pensiamo.
E a tutt?oggi qualcuno non lo ha ancora fatto.

Luca Mereu…

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