Il Sulcis è la mia terra. Non ci vivo da quando avevo 18 anni, ma quando mi chiedono “di dove sei” la risposta è sempre la stessa. Io sono di Sant’Antioco.
Ero bambino quando mio padre cambiò lavoro e lasciò l’insegnamento per andare a lavorare in fabbrica. La SardaMag che dal mare estraeva la polvere di magnesio dal quale poi si facevano i mattoni refrattari da usare negli altiforni. Ero bambino quando mio padre un giorno venne a casa e con provette e alambicchi organizzò uno spettacolo per me e mio fratello fatto di liquidi fumosi che cambiavano colore. Io pensavo di lui che fosse una specie di mago e che in quella fabbrica si facevano della grandiose magie. Ne avevo le prove. Arrivarono i primi segnali di crisi e, periodicamente, mio padre veniva messo in cassa integrazione. La cosa non lo rendeva felice, proprio per niente anche se, con lo sguardo di un bambino, non mi sembrava così grave visto che potevo godermi la sua presenza senza che magari il giorno di Natale o di Pasqua ci dovesse salutare prima del tempo per andare a fare il turno in fabbrica. I miei genitori con tanti sacrifici mi hanno permesso di studiare fuori e di fare una delle esperienze più importanti della mia vita. Un giorno ricevetti una telefonata “La fabbrica sta chiudendo”. Era il 1992, gli alti costi dell’energia non permettevano al prodotto di essere competitivo. Metà del paese accolse questa notizia con grande sollievo. Quella metà che non aveva nessun parente che ci lavorava. Troppo vicino al paese l’impianto. Troppo inquinante, con le case a ridosso della fabbrica che si ricoprivano di una sottile polvere bianca quando soffiava il levante. Una notte dentro una sala dell’impianto venne celebrata una messa officiata dal vescovo. Durante l’offertorio gli furono consegnate polvere di magnesio e un secchio di carbone portato dai minatori che erano solidali con la nostra situazione. Tornammo a casa sulla nostra 127 mezzo scassata senza il coraggio di dire una parola. La consapevolezza che qualcosa non sarebbe stato più come prima non meritava il pronunciamento neanche di una sola sillaba.
Sono passati vent’anni da quel giorno e il mio paese lentamente è stato inghiottito in una spirale di miseria che puoi leggere nelle facce delle persone, che hanno figli, genitori da assistere e a cui è stata sotratta la cosa peggiore che si possa immaginare: la speranza.
A pochissimi chilometri di distanza si sta ripetendo la storia con il polo industriale di Portovesme che sta agonizzando con fabbriche che chiudono e un territorio devastato dal punto di vista ambientale. Il prezzo che abbiamo pagato perché i nostri padri e i nostri fratelli potessero avere uno stipendio sicuro al mese.
La storia si ripete: l’energia costa troppo, gli aiuti di stato sono incompatibili e contestati dall’Unione europea. Le contraddizioni di questo capitalismo accelerato per cui se non interviene il pubblico a salvarti fai le valige e te ne vai e attorno lasci solo briciole di disperazione.
Avrei mille e una domanda da fare a chi ci ha amministrato in tutti questi (tanti) anni, ma tra queste c’è un’accusa precisa e sfido chiunque a darmi torto.
Siete stati incapaci di pensare ad una qualsiasi altirnativa che progettata per tempo avrebbe evitato che ci riducessimo al grandioso primato di essere la zona più povera del paese. Avete avuto lo sguardo di chi al massimo è in grado di mettere a fuoco i propri piedi ma non sa vedere tre passi più in là. Non la vogliamo la vostra solidarietà adesso, non la vogliamo la vostra tunichetta bianca con la quale vi state rifacendo una verginità sulla pelle delle persone che spinte dalle ondate emotive si prendono anche il diritto di dire al politico brigante di turno che “Tu non mi devi rompere i coglioni”.
E’ troppo facile adesso.
Quell’operaio non è un eroe. Mi sarei anche ampiamente rotto di questo epiteto che serve solo per dare una passatina di sapone di marsiglia alle vostre coscienze. Quell’operaio è una persona disperata e quello che ha detto è solo in virtù di questo.
La magia è sparita e l’incantesimo si è rotto.
Non vi chiediamo i miracoli. Ma di questo, almeno di questo fateci la cortesia di esserne consapevoli.
michele ledda
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A volte mi capita di fermarmi in mezzo alla strada e chiedermi, con un misto di proccupazione e curiosità, quale sia – in mezzo a questo panorama tristissimo e desolante e sulcitano, con mille imprese che chiudono e diecimila disoccupati che chiedono un sussidio – l’azienda di Sant’Antioco che se la passa meglio.
Qualche impresario edile? Possibile visto i condomini che spuntano come funghi.
Una cooperativa ittica? Può darsi, oppure no viste le vibranti proteste dei pescatori.
Qualche partita Iva con tesoro in qualche paradiso fiscale? Non si può escludere a priori.
Nell’incertezza, non so se la Pro-Loco di Sant’Antioco possa considerarsi un’azienda a tutti gli effetti però sicuramente da un pò di tempo a questa parte se la sta passando molto bene.
E pure da questa parte.
Ora, se qualcuno ha il coraggio visto che Gianni Baghino è tipetto che non fa sconti a nessuno, andate da lui e ditegli che con la perseveranza non si ottiene nulla.
ps. a scanso di equivoci, la sfilata di Carnevale è cosa buona e giusta
uomonero
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Tacendo per carita’ di patria sul 2011, da 01.01.2012 ad oggi mi hanno fermato e contattato in privato (maledetto Feisbuc!) circa 200 persone chiedendomi se è vero che il Partito Democratico Sant’Antioco sosterrà come candidato sindaco alle prossime comunali, in ordine casuale:
1. Mario Corongiu;
2. uno deciso da Eusebio Baghino;
3. Topo Gigio;
4. uno tirato fuori dal cilindro di Giorgio Oppi o di Tore Cherchi o di Claudia Lombardo;
5. un sindacalista amante dei centri termali;
6. qualcuno sintesi della concertazione tra il prete, l’avvocato o il medico;
7. il jolly dell’ultimo secondo;
8. un costruttore edile di successo;
9. me stesso
10. Marco Aste o Raffaela Lecca o mettete voi il nome che più vi aggrada.
Per fare un pò di chiarezza sulla questione, e anche perchè mi son rotto un pò gli ammenicoli di ripetere sempre le solite cose a persone diverse, escludo categoricamente una qualsiasi delle eventualità di cui sopra.
Dirò di più e qui parlo in prima persona, dove ci sarà uno di loro non potrò esserci io (per un attimo non tenete conto del punto 9) perchè, per quanto mi riguarda, gli abusati appelli all’onorare la maglia e a dare seguito alle professioni di coerenza per me hanno ancora un minimo di senso.
uomonero
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Ancora una volta Sant’Antioco si prepara per la prossima campagna elettorale. Ancora una volta assistiamo alla calata dei Guru della politica Sarda. Gli stessi Guru che arrivano a Sant’Antioco con il Tom Tom, perché sino alla vigilia delle elezioni, non sapevano dell’esistenza del nostro paese, estremo lembo della periferia del potere.
Però si sa, il terzo comune del Sulcis Iglesiente ha un peso nella conta per i posti di potere e pertanto val la pena una passeggiata guidata per venire a dare indicazioni ai peones di provincia su come prepararsi per le prossime elezioni. con il solo fine di raggranellare e mantenere i voti da spendere nel tavolo delle trattative per la spartizione della torta regionale e per garantirsi un posto o la leadership del gruppo di potere (chiamarli Partiti sarebbe un offesa per i Partiti, quelli veri). Ecco quindi il Cappellacci e l’Oppi che chiamati dal qualche servente scudiero si presentano per dare l’imprimatur agli aspiranti Sindaci di turno per poi dissolversi nel nulla fino alla prossima campagna elettorale.
Sembra che la storia recente non insegni nulla a questo bistrattato paese in agonia.
Vengono per convincerci di votare i loro scudieri, che non avendo neanche la fiducia di chi gli sta a fianco e dei partiti più vicini, hanno la necessità del Padrino di turno, che gli benedica e convinca anche chi purtroppo ben lo conosce che è l’unica soluzione vincente e che ci sarà un trattamento di favore da parte del “Governo Amico“ per il paese di Sant’Antioco.
Vecchie, torbide storie che si ripropongono.
Ancora una volta si umilia la cittadinanza.
Ritenuta incapace di intendere e di volere.
Una cittadinanza che deve essere consigliata persino nella scelta del proprio Sindaco.
Un Sindaco imposto dall’alto, non per guidare al meglio Sant’Antioco (ma chi se ne frega), ma esclusivamente per quei mille voti da porre sulla bilancia di coloro che, sfidando le leggi della natura, vogliono continuare a detenere il potere a vita. ( e…si sa…sono i Migliori!).
Peccato che la Sardegna e Sant’Antioco non se ne siano accorti.
uccio curridori
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I Fantastici Nove (Fantastic Nine) è un film comico del 2010 diretto da Paolo Fadda e sceneggiato da Giorgio Oppi, prodotto dalla Margherita Century Marxani e basato sull’omonimo fumetto della Chimera Comics creato da Roberto Deriu e Tore Ladu.
La trama: nove amici (Gianpaolo Diana, Cesare Moriconi, Gianvalerio Sanna, Giuseppe Cucca, Giuseppe Cuccu, Luigi Lotto, Tarcisio Agus, Franco Sabatini, Chicco Porcu) insieme a un decimo, Marco Meloni (che non può comparire nella locandina del film perchè il suo incarico nella Spectre è così segreto da impedirgli di firmare i documenti ufficiali), partono per una missione spaziale a scopo umanistico-solidaristico: verificare se c’è vita dalle parti del gruppo consiliare del Partito Democratico Sardo e dei Giovani Democratici della Sardegna.
Nella navicella spaziale però si nasconde, a loro insaputa, come la casa di Scajola, le fatture dell’albergo pagate a Malinconico e le fonti giornalistiche di Liberi a Sinistra anche il loro arcinemico Silvio Lai che cercherà in ogni modo di ostacolare i loro piani.
Una volta in orbita però, a causa di un imprevisto – non riescono a caricare le carte di credito per il tesseramento on-line e mandano in default la mailing-list del sito Fare Politica – una nube di raggi cosmici li investe modificando il loro DNA, acquisendo così poteri sovraumani.
Giampaolo Diana assumerà la carica di capogruppo PD in consiglio regionale, i cui effetti però avranno efficacia solo su metà gruppo;
Cesare Moriconi diverrà il Camaleonte grazie alla capacità di mimetizzarsi nell’ambiente che lo ospita;
Gianvalerio Sanna detto GVS avrà l’abilità di forgiare nuovi aggettivi e brillanti metafore per offendere i blogger e i profili facebook a lui ostili;
Giuseppe Cucca …*;
Giuseppe Cuccu…**
Luigi Lotto acquisirà il potere di far ridere le persone a crepapelle e far venire l’alopecia alle sopracciglia a Franco Marras;
Tarcisio Agus scoprirà di aver firmato il documento dai Fantastici 9 mandato a Bersani nel dicembre scorso;
Franco Sabatini non viene colpito dai raggi cosmici perchè abilmente nascosto dietro Cucca e Cuccu ma millantera’ in ogni direzione provinciale, terrorizzando le persone convenute, super-poteri come la pernacchia-democrista-con-mano-sotto-le-ascelle;
Chicco Porcu sarà capace di calzare le Hogan al contrario e di stringere la mano a Renato Soru senza arrossire.
Anche il super-villain Silvio Lai è stato mutato dai raggi cosmici, che gli hanno conferito una pelle di gomma ma non la faccia tosta per mandare qualcuno affanculo. Quest’ultimo, viscido segretario regionale di partito , cercherà di usare i suoi poteri per i propri doppi fini, arrivando a minacciare il Partito Democratico Sardo di mettere il limite di due mandati e di usare le primarie come metodo di selezione delle candidature così da soggiogare l’intera umanità ed impadronirsi della Terra.
Di fronte a questa tragica eventualità Diana, Moriconi, Sanna, Cucca, Cuccu, Lotto, Agus, Sabatini, Porcu divenuti nel frattempo celebri supereroi con il nome di Fantastici Nove reagiscono ingaggiando con Silvio Lai una dura battaglia che troverà il suo epilogo nei due sequel della Trilogia dei Fantastici 9***: I Fantastici 5 feat. UDC e I Fantastici 3 tesserano Paolo Villaggio per arrivare almeno a 4.
Gli ultimi due episodi sono disponibili anche in 3D.
* lui è figo
** per assonanza anche lui
***si ringrazia Daniela Falconi per l’idea
uomonero
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Io adoro le persone che si pongono delle domande.
Che hanno mille dubbi.
Segno di un’intelligenza in continuo divenire e di una tendenza volterriana a porsi sempre in discussione.
Mi piacciono meno le persone che a quegli interrogativi non danno risposte. Neppure ci tentano, in molti casi.
Una sorta di vacatio legis del punto di domanda, diciamo così.
E’ per questo motivo che non capisco il Beppe Grillo – e non è la prima volta, aggiungo io – che si arrovella sulle ragioni degli attentati a Equitalia.
E’ una domanda che mi son posto anche io, senza essere una partita IVA, un commerciante, un artigiano, un piccolo industriale di quella “piccola imprenditoria nerbo del sistema economico italiano”.
Per dirla come farebbe un politico in un suo comizio fotocopia di fronte all’assise di Confindustria.
Prima di beccarsi la sua dose di applausi a prescindere.
E son sicuro che la mia risposta sarebbe quella definitiva.
Accendetela e coloratela col neon ai cristalli verdi.
La gente si incazza e fa quello che non dovrebbe mai pensato di fare (e che non dovrebbe fare, accendete subito anche questa così evitate di darmi del brigatista o dell’anarchico) perchè per una multa di poche centinaia di euro ti portano via la casa; perchè se non hai pagato quel trattore pagato in leasing ti detraggono il quinto dello stipendio; la gente si incazza e reagisce male, senza raziocinio, perchè legge i quotidiani e vede che persone che non stavano certo peggio di loro pongono fine alla propria esistenza.
Chissà perchè.
Ecco, quella è una domanda che ho sempre evitato di pormi.
A rischio di passare per stupido.
Voltaire saprà perdonarmi.
uomonero
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Lo so bene che avevo promesso di essere off-line per due giorni.
Avevo fatto anche giurin, giurello.
Ma la morte di don Verzè in un ospedale delle isole Cayman mi ha fatto capire che infrangere le promesse fa accadere qualcosa di bello agli altri.
Ancora un paio di ore e se abbiamo una botta di culo nei supplementari forse B. ci lascia. Ci accontentiamo anche di San Vittore, che non siamo così drastici da queste parti. E riabiliteremo in parte pure uno zombie puteolente come il 2011.
Lo so Maria che non si deve giubilare per la morte di un uomo ma io sono abbastanza bravo a dissimulare i sentimenti, sapevatelo.
E poi non sono lucidissimo perchè ho un tremendo raffreddore.
Dunque dopo i fuochi d’artificio e i trenini alla Brisgitte Bardò-Brisgitte Pesgio’ passiamo alle cose serie.
Agli auguri. Agli auspici.
E non vi tedierò con profezie da aruspici, prometto.
Auguri di buon anno, amici.
O meglio: amicizie come si dice in questa simpaticissima, democraticissima, eccitantissima, noiosissima, schizofrenica comunita’ virtuale.
A chi mi vuol bene, a chi me ne vuole a tratti perchè obiettore di coscienza e odia le armi. Comprese quelle a salve.
Anche a chi non me ne vuole, certo. Ma solo perchè non ha mai giocato a calcetto in squadra con me e non sa quanti assist faccia in una singola partita.
A chi la pensa come me, quasi come me, e anche a chi non pensa perchè la pensa diversamente da me.
E state attenti con i botti di fine anno, amici miei. Anche se non ho mai capito perchè si debba mettere in guardia da una cosa che è vietata e non dovrebbe esistere. Un occhio vigile sui bambini, adulti.
In questa sacrosanta notte divertitevi, abbracciatevi, ballate, cantate come se il 2012 fosse una cornucopia capace di sfornare mille delizie, che manco una predica del Mullah Omar saprebbe rendere meglio. Perchè sarà sicuramente così.
Non dimenticate mai infatti che la crisi è solo psicologica come diceva quello che finirà tra poche ore a San Vittore.
Arrigiurin, giurello.
Ci si vede dopodomani. E chissa’ su chi dovremmo inventare battute che non fanno ridere nessuno.
Ma qualsiasi cosa succeda, in alto i calici e il cuore sempre oltre l’ostacolo.
uomonero
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Alessio Satta direttore esecutivo della Conservatoria delle Coste in una discussione-confronto che troverete nel mio profilo Facebook, sulla cessione dell’Ostello della Gioventù di Sant’Antioco allo stesso Ente Regionale fa questa “pesantissima” dichiarazione d’intenti: “…il Semaforo di Capo Sperone così come tutti gli altri fari e semafori della Sardegna passeranno alla Conservatoria a breve e finalmente si aprirà una nuova stagione di messa in valore del bene che verrà condivisa con l’Amministrazione Comunale sin dalle prime fasi…“.
Se le parole sono pietre le parole del buon Alessio credo siano una rivelazione – e pure una risposta esaustiva agli amici del Comitato No Radar che in un comunicato stampa di avant’ieri chiedevano proprio quello – che ripaga tante, meravigliose, generose, persone dei giorni spesi, delle notti al freddo, delle battaglie intraprese, delle iniziative organizzate dalle parti de Su Semafuru.
Affinchè Su Semafuru non diventasse roba di altri.
Forse, da qualche parte, in qualche impolverata stanza dei bottoni, si stanno finalmente arrendendo.
uomonero
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Ebbene si, finalmente a Sant’Antioco scriveremo la parola fine su quella “fabbrica de S’Anna” in sedicesimo chiamata Ostello della Gioventù.
Avete presente?
Trattasi di quel caseggiato giallo, pieno di graffiti e di persiane chiuse, piantato da circa 15 anni al Lungomare Cristoforo Colombo e definito, con estremo pudore, dal Tg1 come eterna incompiuta.
Tuttavia il lieto fine che si vuol scrivere non sarà per nulla poetico o pragmatico o vattelapesca visto che l’amministrazione comunale di Sant’Antioco vuol cedere l’immobile in comodato d’uso alla Conservatoria delle Coste: come si evince da uno degli ordini del giorno del consiglio comunale del 22 dicembre.
Che poi non ci sarebbero particolari eccezioni alla cessione di immobili comunali a un ente regionale se non fosse che “del futur non v’è certezza” e che la comunità antiochense potrebbe trovarsi privata di un suo storico bene pubblico che potrebbe essere gestito da chissà chi e per chissà quali fini.
Se poi si fa un pò di mente locale ci sarebbe da rabbrividire o perlomeno da stare sul chi va là visti i recenti accadimenti: infatti la cessione di un Ostello della Gioventù appetibile perchè finalmente ultimato sarebbe condotta da quella stessa Regione Sardegna (seppur mediata da una sua propaggine istituzionale come la Conservatoria delle Coste) che tempo fa ha dato Su Semafuru in comodato d’uso alla Guardia di Finanza per “coltivarci” un bel radar di profondità pericoloso per la nostra salute e il nostro ambiente.
Ora, considerato che gli ostelli della gioventù stanno tornando di moda (la provincia di Carbonia-Iglesias sta finanziando una struttura similare a Carbonia, ad esempio) non sarebbe il caso che il Comune di Sant’Antioco – oltre a completare finalmente la struttura – predisponesse un bando per la gestione dello stesso?
O magari, una volta completato, cambiasse la destinazione d’uso dello stesso facendone una struttura a scopi ricettivi non strettamente legata al termine “gioventù”? Come ben sapete l’immobile si trova praticamente al centro del paese e vista la cronica mancanza di posti letto in loco sarebbe una manna caduta del cielo. Anche dal punto di vista occupazionale direi, preferibile mille volte a cattedrali nel deserto, dall’incerta realizzazione e giustificazione amministrativa, tipo quella robaccia incasinata che si vuol tirare su a Coaquaddus con la scusa dell’acqua calda.
Perchè il rischio manco troppo velato è che, se l’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco declinasse o rinunciasse alle proprie prerogative decisionali, quel vuoto verrà sicuramente colmato da altri soggetti che sicuramente se sbatteranno allegramente delle necessità occupazionali, strategiche, identitarie, culturali e anche economiche, della popolazione tutta di Sant’Antioco.
E un’altra delle poche freccie rimaste al nostro arco fallirebbe nuovamente il bersaglio.
Per l’ennesima volta.
uomonero
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